Ho cominciato questo libro non sapendo nulla né dell'autore, né degli argomenti da lui trattati. Ho scoperto fin dalle prime pagine che parlava di un viaggio in barca a vela intrapreso da una coppia all'inseguimento dei propri sogni e dopo un primo momento di forte interesse, sono rimasto più che de
... (continue)
Ho cominciato questo libro non sapendo nulla né dell'autore, né degli argomenti da lui trattati. Ho scoperto fin dalle prime pagine che parlava di un viaggio in barca a vela intrapreso da una coppia all'inseguimento dei propri sogni e dopo un primo momento di forte interesse, sono rimasto più che deluso. Una vera compilation di robaccia scritta male, in modo superficiale e tirato via. Il vero scopo del libro sarebbe probabilmente quello di elevare lo spirito del lettore e richiamarlo ad una vita più attenta ai valori fondamentali e meno al materialismo. Obiettivo mancato, sia per la forma che per la sostanza. Il risultato è una squallida opera di buonismo che non vale il tempo della lettura. Un libro che può servire per accendere il fuoco di un camino. Per chi volesse avere qualche dettaglio specifico con tanto di spoileraggio compreso, ecco il link del commento completo sul blog: http://ferdori.wordpress.com/2011/01/16/vela-bianca-ser…
"E forse anche noi siamo un po’ laggiù da quando ci è successo".
"Forse laggiù è sempre stato qui e non lo sapevamo".
"Se è così, allora forse anche lei è qui con noi in ogni momento".
"Immagina".
Il tema di Caduto fuori dal tempo, ultimo romanzo di David Grossman, è l’impossibilità da parte dei genitori di rassegnarsi alla morte dei figli.
La sensazione comune in loro è quella di cadere, un vuoto a cui non riescono, e in parte non vogliono, sottrarsi.
Il libro è scritto in una forma quasi epica, con molti personaggi protagonisti (l’uomo che parte, la donna che rimane, il centauro, lo scriba, la moglie dello scriba, il ciabattino, la levatrice, la donna delle reti, il duca, il maestro di aritmetica, ecc. ecc.) che hanno in comune la scomparsa di un figlio.
Ciascuno di essi rievoca i propri ricordi legati alle differenti età degli scomparsi, in una sorta di racconto persona per persona che ricorda lo sceneggiato televisivo sull’Odissea degli anni sessanta nel quale le vicende erano intervallate dalle voci in coro delle ancelle.
Qui è lo scriba che per quasi tutto il romanzo prende in qualche modo il ruolo di narratore ed il tono del racconto appare quasi sottomesso e rispettoso del dolore altrui, anche a causa del proprio.
Tuttavia un clima di non pieno coinvolgimento rimane, pur rendendo questo libro un lungo richiamo a sofferenze senza via di uscita.
In completa contrapposizione a quanto qui raffigurato viene in mente il testo di Osho Perché dovrei affliggermi ora?
Un bel dibattito potrebbe nascere e svilupparsi dopo la lettura di entrambi i titoli.
La quarta di copertina de Le ultime 5 ore di Douglas Coupland non era neanche male: Se il mondo che conosciamo crolla all’improvviso – se il petrolio schizza alle stelle, l’elettricità finisce, gli aerei smettono di decollare, i cellulari non hanno segnale, la tv interrompe le trasmissioni, e le cos
... (continue)
La quarta di copertina de Le ultime 5 ore di Douglas Coupland non era neanche male: Se il mondo che conosciamo crolla all’improvviso – se il petrolio schizza alle stelle, l’elettricità finisce, gli aerei smettono di decollare, i cellulari non hanno segnale, la tv interrompe le trasmissioni, e le cose iniziano ad esplodere e rilasciare gas tossici – quale miglior posto…ecc. ecc.
Genere ben individuabile e poi che piaccia o meno è questione personale.
Personalmente un titolo come questo ogni 20-30 letture può anche starci, sono altre le cose che evito attentamente.
Poi comincia la lettura: quattro personaggi, più uno interiore, e una vicenda che lascia un po’ a desiderare.
L’impressione è quella di un qualcosa che voglia richiamare l’atmosfera già respirata nel libro La strada di Cormac McCarthy.
Purtroppo il tentativo non è riuscito.
La causa del blocco del sistema sarebbe il petrolio, ma poi l’argomento non viene approfondito per nulla, al punto che forse sarebbe valsa la pena lasciare il mistero non ben definito.
Quel momento dà il via ad una serie di effetti non propriamente legati tra loro: il cecchino agisce per motivi personali indipendentemente dal contesto della crisi, la nube tossica arriva senza capire bene perché e per come, alcuni personaggi si muovono in maniera stravagante.
Se il contesto è stato pensato per creare una situazione nella quale i protagonisti si ritrovano chiusi in un ambiente isolato da tutto il resto, si poteva fare decisamente meglio e senza scomodare disastri e crisi mondiali; poteva bastare il blocco di un ascensore, un allarme terroristico oppure qualsiasi altra cosa che non apparisse una forzatura come invece sembra essere la situazione di questo libro, almeno ai miei occhi.
Come aggravante c’è anche il fatto di avere ogni tanto, all’interno della stessa scena, un cambio di coniugazione dei verbi che lascia molto perplessi sulla qualità dell’editing.
Infatti capita di leggere cose come questa ( ometto i nomi per non scoprire troppo la storia…):
Nel giro di un secondo ha estratto il fucile …e lo punta contro… La pallottola colpisce al petto e una goccia di sangue finisce… Luke arrivò di corsa e saltò addosso a…ecc. ecc.
Giudizio finale?
Chiaramente c’è di peggio, ma è abbastanza semplice trovare qualcosa di meglio.
Una serie di aneddoti contrassegnati da episodi curiosi e coincidenze a volte davvero incredibili che però poco hanno a che fare con la bella scrittura di uno dei miei autori preferiti. Niente di speciale. Tempo di lettura: 1h 04m
La lettura di un libro di questo genere necessita di un atteggiamento particolare; ciò che va assolutamente evitato è il tipo di approccio di chi vuole sapere come stanno le cose nella realtà.
Non è questo lo scopo del libro, né il tipo di risposta che esso può dare al lettore.
La lettura di un libro di questo genere necessita di un atteggiamento particolare; ciò che va assolutamente evitato è il tipo di approccio di chi vuole sapere come stanno le cose nella realtà.
Non è questo lo scopo del libro, né il tipo di risposta che esso può dare al lettore.
Nel senso che l’autore dice e spiega quello che secondo lui è il motivo per cui tutte queste coincidenze vengono da noi notate, a differenza di tante altre che invece ci lasciano indifferenti.
Per spiegarmi meglio voglio dire: se avete già una vostra convinzione forte riguardo a questi “fenomeni”, beh allora non leggete questo libro perchè perdereste tempo.
Se trovaste qualcosa che vi soddisfa ne trarreste conclusioni affrettate; viceversa se trovaste un pensiero contrario al vostro, allora cerchereste di confutarlo senza pensarci un attimo.
Il libro va letto con semplice curiosità.
Solo con questa premessa diventa interessante, altrimenti sarebbe come leggere chiedere un consiglio ad un amico quando in realtà ci si vuole sentir dire una cosa precisa, oppure leggere un oroscopo credendoci per davvero.
La curiosità senza posizioni predeterminate e senza nemmeno la pretesa di averne una ben chiara a fine lettura.
Questo è l’unico modo di porsi di fronte ad una lettura del genere.
In fondo ciò che costituisce il filo conduttore del libro non è altro che il concetto junghiano di inconscio collettivo, secondo cui ogni essere umano condivide a livello psicologico e spirituale un legame con tutti gli altri esseri umani.
Sostanzialmente è di questo aspetto psicologico che si parla.
Poi succede che l’autore, partito con buone intenzioni, finisca per plagiare un po’ troppo se stesso e allora ecco apparire forzature, collegamenti non del tutto lineari ed altre sottigliezze messe lì a buon gioco della teoria iniziale.
Ecco quindi che più si prosegue nella lettura e più il carisma del professore scema.
Non avrebbe guastato un numero di pagine decisamente inferiore.
Alla fine dei conti la conclusione potrebbe essere questa: un libro che tratta un argomento del genere difficilmente riesce a soddisfare il lettore mettendolo in condizioni tali da avere un quadro chiaro delle teorie esposte.
Di conseguenza, nell’impossibilità di approfondire il tutto, questo testo sarebbe anche potuto essere un po’ più sintetico, ad esempio citando meno casi e trattandoli con più profondità.
Invece le moltissime storie qui riportate vengono poi spiegate in un modo che ricorda troppo alcuni cosiddetti esperti che senza contraddittorio illustrano teorie rivoluzionarie.
In altre parole la lettura di queste storie, molte delle quali in fondo non poi così particolari, appare a mio avviso un po’ forzata nel senso che spesso ho avuto la sensazione che si volesse trovare a tutti i costi qualcosa di straordinario anche dove non erano presenti elementi così fuori dal comune.
Interessante il tema, meno come viene affrontato in diverse sezioni del libro.
Appaiono letture diverse a seconda dei casi e delle storie raccontate: a volte si dà per acquisita un’esperienza come mistica ( il caso dell’odore di rose in chiesa ), altre volte ci si concentra sul puro caso ( l’elezione di un abate con estrazione a sorte tra centinaia di nomi ), per finire poi con il leggere ed interpretare le carte dei tarocchi secondo una chiave di lettura che ricorda più il Giacobbo di Voyager che la psicologia di Jung.
Un libro perciò da leggere con curiosità, ma senza troppe aspettative; più un saggio che finisce con il giustificare qualsiasi tipo di interpretazione piuttosto che fornirne una propria.
Certo che se poi Robert H.Hopcke in questo suo Nulla succede per caso considera una incredibile coincidenza il fatto che negli Stati Uniti un nipote, a differenza del padre che in questo era negato, si ritrovi ad avere una passione esagerata per il baseball ed il football proprio come suo nonno, allora non so più che dire.
Vela Bianca
Ho cominciato questo libro non sapendo nulla né dell'autore, né degli argomenti da lui trattati.continue)
Ho scoperto fin dalle prime pagine che parlava di un viaggio in barca a vela intrapreso da una coppia all'inseguimento dei propri sogni e dopo un primo momento di forte interesse, sono rimasto più che de ... (
Ho cominciato questo libro non sapendo nulla né dell'autore, né degli argomenti da lui trattati.
Ho scoperto fin dalle prime pagine che parlava di un viaggio in barca a vela intrapreso da una coppia all'inseguimento dei propri sogni e dopo un primo momento di forte interesse, sono rimasto più che deluso.
Una vera compilation di robaccia scritta male, in modo superficiale e tirato via.
Il vero scopo del libro sarebbe probabilmente quello di elevare lo spirito del lettore e richiamarlo ad una vita più attenta ai valori fondamentali e meno al materialismo.
Obiettivo mancato, sia per la forma che per la sostanza.
Il risultato è una squallida opera di buonismo che non vale il tempo della lettura.
Un libro che può servire per accendere il fuoco di un camino.
Per chi volesse avere qualche dettaglio specifico con tanto di spoileraggio compreso, ecco il link del commento completo sul blog: http://ferdori.wordpress.com/2011/01/16/vela-bianca-ser…
Caduto fuori dal tempo
"Ma dov’è laggiù?"
"Forse laggiù è già qui da un pezzo".
"E forse anche noi siamo un po’ laggiù da quando ci è successo".
"Forse laggiù è sempre stato qui e non lo sapevamo".
"Se è così, allora forse anche lei è qui con noi in ogni momento".
"Immagina".
Il tema di Caduto fuori dal tempo, ultim ... (continue)
"Ma dov’è laggiù?"
"Forse laggiù è già qui da un pezzo".
"E forse anche noi siamo un po’ laggiù da quando ci è successo".
"Forse laggiù è sempre stato qui e non lo sapevamo".
"Se è così, allora forse anche lei è qui con noi in ogni momento".
"Immagina".
Il tema di Caduto fuori dal tempo, ultimo romanzo di David Grossman, è l’impossibilità da parte dei genitori di rassegnarsi alla morte dei figli.
La sensazione comune in loro è quella di cadere, un vuoto a cui non riescono, e in parte non vogliono, sottrarsi.
Il libro è scritto in una forma quasi epica, con molti personaggi protagonisti (l’uomo che parte, la donna che rimane, il centauro, lo scriba, la moglie dello scriba, il ciabattino, la levatrice, la donna delle reti, il duca, il maestro di aritmetica, ecc. ecc.) che hanno in comune la scomparsa di un figlio.
Ciascuno di essi rievoca i propri ricordi legati alle differenti età degli scomparsi, in una sorta di racconto persona per persona che ricorda lo sceneggiato televisivo sull’Odissea degli anni sessanta nel quale le vicende erano intervallate dalle voci in coro delle ancelle.
Qui è lo scriba che per quasi tutto il romanzo prende in qualche modo il ruolo di narratore ed il tono del racconto appare quasi sottomesso e rispettoso del dolore altrui, anche a causa del proprio.
Tuttavia un clima di non pieno coinvolgimento rimane, pur rendendo questo libro un lungo richiamo a sofferenze senza via di uscita.
In completa contrapposizione a quanto qui raffigurato viene in mente il testo di Osho Perché dovrei affliggermi ora?
Un bel dibattito potrebbe nascere e svilupparsi dopo la lettura di entrambi i titoli.
Tempo di lettura: 2h 46m
http://ferdori.wordpress.com/
Le ultime 5 ore
La quarta di copertina de Le ultime 5 ore di Douglas Coupland non era neanche male: Se il mondo che conosciamo crolla all’improvviso – se il petrolio schizza alle stelle, l’elettricità finisce, gli aerei smettono di decollare, i cellulari non hanno segnale, la tv interrompe le trasmissioni, e le cos ... (continue)
La quarta di copertina de Le ultime 5 ore di Douglas Coupland non era neanche male: Se il mondo che conosciamo crolla all’improvviso – se il petrolio schizza alle stelle, l’elettricità finisce, gli aerei smettono di decollare, i cellulari non hanno segnale, la tv interrompe le trasmissioni, e le cose iniziano ad esplodere e rilasciare gas tossici – quale miglior posto…ecc. ecc.
Genere ben individuabile e poi che piaccia o meno è questione personale.
Personalmente un titolo come questo ogni 20-30 letture può anche starci, sono altre le cose che evito attentamente.
Poi comincia la lettura: quattro personaggi, più uno interiore, e una vicenda che lascia un po’ a desiderare.
L’impressione è quella di un qualcosa che voglia richiamare l’atmosfera già respirata nel libro La strada di Cormac McCarthy.
Purtroppo il tentativo non è riuscito.
La causa del blocco del sistema sarebbe il petrolio, ma poi l’argomento non viene approfondito per nulla, al punto che forse sarebbe valsa la pena lasciare il mistero non ben definito.
Quel momento dà il via ad una serie di effetti non propriamente legati tra loro: il cecchino agisce per motivi personali indipendentemente dal contesto della crisi, la nube tossica arriva senza capire bene perché e per come, alcuni personaggi si muovono in maniera stravagante.
Se il contesto è stato pensato per creare una situazione nella quale i protagonisti si ritrovano chiusi in un ambiente isolato da tutto il resto, si poteva fare decisamente meglio e senza scomodare disastri e crisi mondiali; poteva bastare il blocco di un ascensore, un allarme terroristico oppure qualsiasi altra cosa che non apparisse una forzatura come invece sembra essere la situazione di questo libro, almeno ai miei occhi.
Come aggravante c’è anche il fatto di avere ogni tanto, all’interno della stessa scena, un cambio di coniugazione dei verbi che lascia molto perplessi sulla qualità dell’editing.
Infatti capita di leggere cose come questa ( ometto i nomi per non scoprire troppo la storia…):
Nel giro di un secondo ha estratto il fucile …e lo punta contro… La pallottola colpisce al petto e una goccia di sangue finisce… Luke arrivò di corsa e saltò addosso a…ecc. ecc.
Giudizio finale?
Chiaramente c’è di peggio, ma è abbastanza semplice trovare qualcosa di meglio.
Tempo di lettura: 5h 13m
Esperimento di verità
Una serie di aneddoti contrassegnati da episodi curiosi e coincidenze a volte davvero incredibili che però poco hanno a che fare con la bella scrittura di uno dei miei autori preferiti.
Niente di speciale.
Tempo di lettura: 1h 04m
Nulla succede per caso
La lettura di un libro di questo genere necessita di un atteggiamento particolare; ciò che va assolutamente evitato è il tipo di approccio di chi vuole sapere come stanno le cose nella realtà.
Non è questo lo scopo del libro, né il tipo di risposta che esso può dare al lettore.
Nel senso che l’a ... (continue)
La lettura di un libro di questo genere necessita di un atteggiamento particolare; ciò che va assolutamente evitato è il tipo di approccio di chi vuole sapere come stanno le cose nella realtà.
Non è questo lo scopo del libro, né il tipo di risposta che esso può dare al lettore.
Nel senso che l’autore dice e spiega quello che secondo lui è il motivo per cui tutte queste coincidenze vengono da noi notate, a differenza di tante altre che invece ci lasciano indifferenti.
Per spiegarmi meglio voglio dire: se avete già una vostra convinzione forte riguardo a questi “fenomeni”, beh allora non leggete questo libro perchè perdereste tempo.
Se trovaste qualcosa che vi soddisfa ne trarreste conclusioni affrettate; viceversa se trovaste un pensiero contrario al vostro, allora cerchereste di confutarlo senza pensarci un attimo.
Il libro va letto con semplice curiosità.
Solo con questa premessa diventa interessante, altrimenti sarebbe come leggere chiedere un consiglio ad un amico quando in realtà ci si vuole sentir dire una cosa precisa, oppure leggere un oroscopo credendoci per davvero.
La curiosità senza posizioni predeterminate e senza nemmeno la pretesa di averne una ben chiara a fine lettura.
Questo è l’unico modo di porsi di fronte ad una lettura del genere.
In fondo ciò che costituisce il filo conduttore del libro non è altro che il concetto junghiano di inconscio collettivo, secondo cui ogni essere umano condivide a livello psicologico e spirituale un legame con tutti gli altri esseri umani.
Sostanzialmente è di questo aspetto psicologico che si parla.
Poi succede che l’autore, partito con buone intenzioni, finisca per plagiare un po’ troppo se stesso e allora ecco apparire forzature, collegamenti non del tutto lineari ed altre sottigliezze messe lì a buon gioco della teoria iniziale.
Ecco quindi che più si prosegue nella lettura e più il carisma del professore scema.
Non avrebbe guastato un numero di pagine decisamente inferiore.
Alla fine dei conti la conclusione potrebbe essere questa: un libro che tratta un argomento del genere difficilmente riesce a soddisfare il lettore mettendolo in condizioni tali da avere un quadro chiaro delle teorie esposte.
Di conseguenza, nell’impossibilità di approfondire il tutto, questo testo sarebbe anche potuto essere un po’ più sintetico, ad esempio citando meno casi e trattandoli con più profondità.
Invece le moltissime storie qui riportate vengono poi spiegate in un modo che ricorda troppo alcuni cosiddetti esperti che senza contraddittorio illustrano teorie rivoluzionarie.
In altre parole la lettura di queste storie, molte delle quali in fondo non poi così particolari, appare a mio avviso un po’ forzata nel senso che spesso ho avuto la sensazione che si volesse trovare a tutti i costi qualcosa di straordinario anche dove non erano presenti elementi così fuori dal comune.
Interessante il tema, meno come viene affrontato in diverse sezioni del libro.
Appaiono letture diverse a seconda dei casi e delle storie raccontate: a volte si dà per acquisita un’esperienza come mistica ( il caso dell’odore di rose in chiesa ), altre volte ci si concentra sul puro caso ( l’elezione di un abate con estrazione a sorte tra centinaia di nomi ), per finire poi con il leggere ed interpretare le carte dei tarocchi secondo una chiave di lettura che ricorda più il Giacobbo di Voyager che la psicologia di Jung.
Un libro perciò da leggere con curiosità, ma senza troppe aspettative; più un saggio che finisce con il giustificare qualsiasi tipo di interpretazione piuttosto che fornirne una propria.
Certo che se poi Robert H.Hopcke in questo suo Nulla succede per caso considera una incredibile coincidenza il fatto che negli Stati Uniti un nipote, a differenza del padre che in questo era negato, si ritrovi ad avere una passione esagerata per il baseball ed il football proprio come suo nonno, allora non so più che dire.
Tempo di lettura: 7h 39m