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Alexandre Du…
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- Il conte di Montecristo (9873)
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By Alexandre Dumas (padre) -
Finished on Apr 26, 2011 




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Tanti auguri di Buon Natale!!
Ottima libreria!Molto belle anche le recensioni!Quella di cecità è ottima anche se io gli ho dato 5 stelle!!!Ti tengo d'occhio ok??
Come non " innamorarsi" della tua recensione di "Ho voglia di te"???
Sei una grande!!!!
Sono sicura che l'esame di istituzioni andrà bene, io non l'ho dato ai miei tempi, ho dato storia del diritto romano e poi diritto romano. Begli esami rispetto a privato o commerciale. In bocca al lupo :)
Si ho letto tutto Proust, ci ho impiegato un anno e mezzo, se il povero Marcel avesse dovuto rileggersi i suoi scritti avrebbe di certo impiegato meno di me. Era un genio lui!! :))
Ciao bella fanciulla, a presto!
Brava! Hai proprio una bella libreria! :)
Il conte di Montecristo
***This comment contains spoilers! ***
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Prima di tutto, vaffangiro anobii, che ha cancellato la mia precedente (lunghissima) recensione.
Ma se c'è qualcosa che Edmond Dantes ci ha insegnato è sicuramente la pazienza, quindi riprendiamo da capo.
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Prima di tutto, vaffangiro anobii, che ha cancellato la mia precedente (lunghissima) recensione.
Ma se c'è qualcosa che Edmond Dantes ci ha insegnato è sicuramente la pazienza, quindi riprendiamo da capo.
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Scommetto di non essere la prima a fare questa affermazione (ho la sensazione che mi abbiano preceduto altri 200 intellettuali di varie ere, ma Checco Zalone docet, le note sono sette e chi vuole se le fotte), in ogni caso, dicevo,l'affermazione è la seguente: sono sempre stata affascinata dai meccanismi. Trovo intriganti gli orologiai con pezzettini minuscoli sul tavolo, i quali li tolgono, mettono, incastrano con quei suoni metallici; e poi ad un certo punto, con un sottile tic, fanno partire il tutto, dando vita alla loro opera.
Suppongo che sia questa la parte affascinante del romanzo in questione, la capacità del Grande orologiaio Alexandre Dumas di prevedere tutto al millimetro con glaciale pazienza e di incastrarlo alla perfezione. Ma altro elemento affascinante è sicuramente la metamorfosi del protagonista, il suo voler seppellire i sentimenti sotto una coltre gelata di odio, non riuscendo mai a liberarsene; anzi mantenendo verso i suoi amici un amore più appassionato di qualsiasi altro.
(Ma che sarebbe un mio commento su qualcosa senza un po' di sano sarcasmo distruttivo? E poi Dumas si presta, mettiamoci subito all'opera)
********* Le soap- opera c'est moi! *********************
Se Dumas fosse stato dotato di preveggenza, sicuramente avrebbe dedicato questo libro a quanti ritengono le soap-opera un emblema della decadenza della società del XXI secolo.
Niente di più falso: solo che,vista la grossolanità del termine soap-opera, nella Francia sempre snobbetta del 1800 il termine feuilleton suona molto più raffinato ed è perciò preferibile. Qualsiasi parola si usi, gli elementi del genere ci sono tutti: stile barocco con pagine "al chilo", in cui Dumas (per guadagnare, ai tempi che furono, qualche cosa in più) allunga spesso fino all'inverosimile,, intrighi di ogni tipo (eterosessuali, omosessuali, fra il ministro e la moglie del banchiere, fra la moglie del banchiere e il magistrato, fra la figlia del magistrato e il figlio dell'armatore; fra la figlia del banchiere e la sua maestra di musica ecc ecc), personaggi che passano la vita a gemere, sospirare, impallidire, arrossire, svenire, sussultare e quant'altro; amandosi, odiandosi e accoppiandosi sempre e solo fra di loro come i criceti (ma gli altri milioni di parigini li vogliamo conoscere?Vogliamo espandere i confini della nostra socializzazione???).
Non dimentichiamo poi l'happy ending strappalacrime da drammone cattolico.
A ciò aggiungiamo un protagonista con 3000 diverse identità che basta si metta un paio di baffi perchè non lo riconosca mai nessuno e che si toglie e mette parrucche come un'Hannah Montana di altri tempi.
Problema a parte la traduzione, anonima sul mio libro, che viene fuori mi stravolge un'intera scena del libro trasformandomi una sanguinosissima condanna a morte per mazzolatura con una impiccagione; e facendomi così star malissimo un personaggio senza alcun motivo apparente.
Ma perchè? Perchè?
Detto ciò, dato che voglio essere clemente (e anche questo me l'ha insegnato Edmond) offro al baldo traduttore una seconda chance per il seguito inedito del conte di Montecristo.
Come, non lo conoscete?
E' incentrato sulle peripezie dei lontani discendenti dei personaggi di questo libro trasferitisi in America; tali Ridge, Brooke e Stephanie.
A dir la verità, alcune voci sostengono che Ridge sia il Conte di Montecristo che, in uno dei suoi innumerevoli viaggi, abbia scoperto l'elisir dell'immortalità e riposi ogni notte in una bara all'idrogeno liquido.
Ma questa è un'altra storia.