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Un libro semplicemente imperdibile per chi sia appassionato di security (non dico sicurezza per distinguerlo dai temi di 'safety', che in italia vanno sotto lo stesso nome e sono coperti da leggi come la 626), non solo informatica.
L'enorme valore aggiunto di questo libro rispetto alla mole di ... (continue)
Un libro semplicemente imperdibile per chi sia appassionato di security (non dico sicurezza per distinguerlo dai temi di 'safety', che in italia vanno sotto lo stesso nome e sono coperti da leggi come la 626), non solo informatica.
L'enorme valore aggiunto di questo libro rispetto alla mole di utilissimi e interessantissimi "hacker xyz" o di libri sullo spionaggio non sta innazitutto nella quantità e dettaglio di informazioni, pure alti, ma nella visione unitaria di una disciplina troppo spesso confinata a settori specialistici di branche del sapere incomunicanti.
Visione unitaria che non è scontata: siccome ragionare di sicurezza significa nella sostanza guardare a "come le cose non funzionano", sembra dificile che al variare della disciplina si possano mantenere degli invarianti tali da superare l'aneddotica ed essere messi in un libro. Eppure alcuni paradigmi comuni sembrano affiorare: gli aspetti psicologici di valutazione del rischio e di usabilità, i concetti di esposizione e controllo aperto delle vulnerabilità contrapposti alla "security through obscurity", la riverifica degli assunti di modellazione in presenza di contesti variabili, la sicurezza multilivello e multilaterale.
Non è un caso che negli ultimi anni a qualunque conference sulla sicurezza informatica si affianchino corsi e gare di lockpicking. "La spia", "lo scassinatore", "l'hacker" sono modelli forse adolescenziali di un concetto più profondo, quello dello specialista abituato a guardare gli artefatti tecnici al rovescio, in filigrana, proprio come si guarderebbe un ricamo dal lato interno del vestito. In "Security Engineering" l'intento è proprio quello di esortare, quando si costruisce, a guardare entrambi i lati della giacca.
Alla luce di tutto ciò, continua a risultarmi incredibile come un libro del genere sia pressoché sconosciuto in Italia se non ad alcuni addetti ai lavori, e giunto ormai alla seconda edizione non trovi un editore che lo traduca.
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