Orfani di Starship Troopers e fanterie dello spazio varie unitevi, John Scalzi è il vostro nuovo vate. Lo scrittore, partito dal web e diventato presto un vero e proprio caso editoriale, riprende gli stilemi della sci-fi classica dei viaggi spaziali e degli alieni (Van Vogt docet), portandole nel nu
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Orfani di Starship Troopers e fanterie dello spazio varie unitevi, John Scalzi è il vostro nuovo vate. Lo scrittore, partito dal web e diventato presto un vero e proprio caso editoriale, riprende gli stilemi della sci-fi classica dei viaggi spaziali e degli alieni (Van Vogt docet), portandole nel nuovo millennio e mescolandole con Dna modificati e clonazione. Il tutto scritto con la giusta dose di ironia (si veda la descrizione delle razze aliene) e graziato da un protagonista al posto giusto nel momento giusto (o sbagliato, giudicate voi). Il primo volume convince con ben poche riserve, così come l'edizione della Gargoyle, il cui unico neo è il costo troppo elevato.
In un periodo storico critico come quello attuale, in cui alcune idee tornano pericolosamente di moda, un racconto straziante come questo è necessario per stimolare le coscienze ed educare quanti non conoscono ancora l'orrore dell'Olocausto. Soprattutto ora che i sopravvissuti stanno scomparendo, è
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In un periodo storico critico come quello attuale, in cui alcune idee tornano pericolosamente di moda, un racconto straziante come questo è necessario per stimolare le coscienze ed educare quanti non conoscono ancora l'orrore dell'Olocausto. Soprattutto ora che i sopravvissuti stanno scomparendo, è importante che i testimoni diretti lascino alle generazioni future le loro testimonianze. L'ultimo sopravvissuto, poi, è scritto davvero bene e si legge più come un romanzo che come un saggio. Unico neo, nella versione ebook della Newton manca il ricco corredo fotografico, che aiuta a contestualizzare ancora meglio quanto raccontato.
...ma inesorabile. Nella seconda parte (in Italia) di A Dance with Dragons sembra non succedere niente, eppure si vede un movimento di fondo che dovrebbe portare (almeno si spera) a qualche colpo di scena nel terzo e conclusivo romanzo. Non avendo letto l'originale in inglese non so se questa attesa
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...ma inesorabile. Nella seconda parte (in Italia) di A Dance with Dragons sembra non succedere niente, eppure si vede un movimento di fondo che dovrebbe portare (almeno si spera) a qualche colpo di scena nel terzo e conclusivo romanzo. Non avendo letto l'originale in inglese non so se questa attesa verrà soddisfatta o meno, però Martin come sempre si lascia leggere con grande piacere. Detto questo, cresce in me la convinzione che l'autore non abbia alcuna intenzione di concludere davvero la saga. Non si spiega altrimenti l'inserimento continuo di nuovi personaggi e nuovi intrecci. In ogni caso 4 stelle meritate, in attesa della fine della danza.
L'eterno tema del malavitoso che vuole uscire dal giro ma viene risucchiato nel vortice della violenza, riletto in doppia veste maschile e femminile. Il tutto cesellato dalla mano sapiente di Victor Gischler, il che vuol dire adrenalina a mille, un trio di donne belle e letali, scene d'azione al lim
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L'eterno tema del malavitoso che vuole uscire dal giro ma viene risucchiato nel vortice della violenza, riletto in doppia veste maschile e femminile. Il tutto cesellato dalla mano sapiente di Victor Gischler, il che vuol dire adrenalina a mille, un trio di donne belle e letali, scene d'azione al limite del surreale tra Tarantino e Kitano, uno studente sfigato e lo zio viticoltore, killer stile Machete e assassini circensi. Insomma, l'immaginario pulp all'ennesima potenza. Gischler ci piace, ci piace ancora molto, ma dietro i suoi romanzi inizia ad emergere uno schema pericoloso: la ripetitività.
Morire per vivere
Orfani di Starship Troopers e fanterie dello spazio varie unitevi, John Scalzi è il vostro nuovo vate. Lo scrittore, partito dal web e diventato presto un vero e proprio caso editoriale, riprende gli stilemi della sci-fi classica dei viaggi spaziali e degli alieni (Van Vogt docet), portandole nel nu ... (continue)
Orfani di Starship Troopers e fanterie dello spazio varie unitevi, John Scalzi è il vostro nuovo vate. Lo scrittore, partito dal web e diventato presto un vero e proprio caso editoriale, riprende gli stilemi della sci-fi classica dei viaggi spaziali e degli alieni (Van Vogt docet), portandole nel nuovo millennio e mescolandole con Dna modificati e clonazione. Il tutto scritto con la giusta dose di ironia (si veda la descrizione delle razze aliene) e graziato da un protagonista al posto giusto nel momento giusto (o sbagliato, giudicate voi). Il primo volume convince con ben poche riserve, così come l'edizione della Gargoyle, il cui unico neo è il costo troppo elevato.
L'ultimo sopravvissuto. Una storia vera
In un periodo storico critico come quello attuale, in cui alcune idee tornano pericolosamente di moda, un racconto straziante come questo è necessario per stimolare le coscienze ed educare quanti non conoscono ancora l'orrore dell'Olocausto. Soprattutto ora che i sopravvissuti stanno scomparendo, è ... (continue)
In un periodo storico critico come quello attuale, in cui alcune idee tornano pericolosamente di moda, un racconto straziante come questo è necessario per stimolare le coscienze ed educare quanti non conoscono ancora l'orrore dell'Olocausto. Soprattutto ora che i sopravvissuti stanno scomparendo, è importante che i testimoni diretti lascino alle generazioni future le loro testimonianze. L'ultimo sopravvissuto, poi, è scritto davvero bene e si legge più come un romanzo che come un saggio. Unico neo, nella versione ebook della Newton manca il ricco corredo fotografico, che aiuta a contestualizzare ancora meglio quanto raccontato.
I fuochi di Valyria
...ma inesorabile. Nella seconda parte (in Italia) di A Dance with Dragons sembra non succedere niente, eppure si vede un movimento di fondo che dovrebbe portare (almeno si spera) a qualche colpo di scena nel terzo e conclusivo romanzo. Non avendo letto l'originale in inglese non so se questa attesa ... (continue)
...ma inesorabile. Nella seconda parte (in Italia) di A Dance with Dragons sembra non succedere niente, eppure si vede un movimento di fondo che dovrebbe portare (almeno si spera) a qualche colpo di scena nel terzo e conclusivo romanzo. Non avendo letto l'originale in inglese non so se questa attesa verrà soddisfatta o meno, però Martin come sempre si lascia leggere con grande piacere. Detto questo, cresce in me la convinzione che l'autore non abbia alcuna intenzione di concludere davvero la saga. Non si spiega altrimenti l'inserimento continuo di nuovi personaggi e nuovi intrecci. In ogni caso 4 stelle meritate, in attesa della fine della danza.
Crossed
puro genio Ennis... farà sbiadire nella vostra mente il peggiore incubo che abbiate mai avuto... disgusto ma anche importanti quesiti morali!
Sinfonia di piombo
L'eterno tema del malavitoso che vuole uscire dal giro ma viene risucchiato nel vortice della violenza, riletto in doppia veste maschile e femminile. Il tutto cesellato dalla mano sapiente di Victor Gischler, il che vuol dire adrenalina a mille, un trio di donne belle e letali, scene d'azione al lim ... (continue)
L'eterno tema del malavitoso che vuole uscire dal giro ma viene risucchiato nel vortice della violenza, riletto in doppia veste maschile e femminile. Il tutto cesellato dalla mano sapiente di Victor Gischler, il che vuol dire adrenalina a mille, un trio di donne belle e letali, scene d'azione al limite del surreale tra Tarantino e Kitano, uno studente sfigato e lo zio viticoltore, killer stile Machete e assassini circensi. Insomma, l'immaginario pulp all'ennesima potenza. Gischler ci piace, ci piace ancora molto, ma dietro i suoi romanzi inizia ad emergere uno schema pericoloso: la ripetitività.