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- Il Vangelo di un utopista (153)
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By Andrea Gallo -
Reading since May 22, 2013
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- E qualcosa rimane (123)
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By Nicoletta Bortolotti -
Reading since May 1, 2013
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- Margherita Dolcevita (9656)
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By Stefano Benni -
Finished on May 21, 2013 




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- Quattro etti d'amore, grazie (368)
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By Chiara Gamberale -
Finished on May 14, 2013 




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- Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (147)
- (8 settembre 1943 - 25 aprile 1945)
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Finished on May 1, 2013 




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Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana




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In questi giorni di arrabbiature politiche avevo tra le mani un libro tutto ingiallito dal tempo, comprato non so da chi, non so quando. Il prezzo non si legge più, ma al massimo immagino che sarà costato qualche mila lire.
Ci dobbiamo essere incontrati molto tempo fa, io e il libro ingiallito, lo t ... (continue ) -
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May 2, 2013 |
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- L'amore quando c'era (1245)
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By Chiara Gamberale -
Finished on Apr 13, 2013 




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Siamo davvero persone migliori quando abbiamo l'amore? Perché questo è quello che scegliamo di credere di solito, che in due tutto diventi migliore, perfino noi.
Quando non abbiamo l'amore ci rifugiamo in ricordi passati o ci proiettiamo in testa meravigliosi film mentali con protagonista un uomo fa ... (continue ) -
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May 2, 2013 |
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- I pesci non chiudono gli occhi (3533)
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By Erri De Luca -
Finished on Apr 13, 2013 




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I pesci non chiudono gli occhi
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http://scarabocchidipensieri.blogspot.it/2013/05/i-pesc… Quando ho compiuto dieci anni ricordo di averlo davvero pensato: oggi divento grande, da oggi per scrivere la mia età avrò bisogno di ben due cifre. Una cosa che diventa scontata, da quel momento in poi. Ep ... (
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May 4, 2013 |
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- Le notti bianche (10816)
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By Fedor M. Dostoevskij -
Finished on Apr 10, 2013 




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- Il Miglio Verde (6379)
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By Stephen King -
Finished on Apr 8, 2013 




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Paul Edgecombe era il capo degli agenti del blocco E del penitenziario di Cold Mountain. È lui che, ormai molto anziano, ospite di una casa di riposo, decide di raccontare che cosa è successo decenni e decenni prima nel reparto in cui lavorava, quello del braccio della morte. Ha bisogno di far conos ... (
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Apr 11, 2013 |
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- Italiani di domani (429)
- 8 porte sul futuro
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By Beppe Severgnini -
Finished on Mar 18, 2013 




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- Il postino di Neruda (4514)
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By Antonio Skármeta -
Finished on Mar 16, 2013 




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È il 1969 e in un anonimo e triste paesino di pescatori dell'Isla Negra, in Cile, vive un giovanotto che non ha alcuna intenzione di fare il pescatore come suo padre e come tutti gli altri uomini del posto. Si chiama Mario Jiménez e, spinto da un padre analfabeta e silenzioso che non fa altro che ri ... (
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Mar 20, 2013 |
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- Finché le stelle saranno in cielo (1029)
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By Kristin Harmel -
Finished on Mar 3, 2013 




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Finché le stelle saranno in cielo
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http://scarabocchidipensieri.blogspot.it/2013/04/finche… Hope ha un nome che guarda con ottimismo al futuro, ma lei del futuro non sa più che farsene. Ha trent'anni, una figlia adolescente, un ex marito di nuovo accompagnato, una pasticceria ereditata, una nonna malat ... (
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Apr 8, 2013 |
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- Il precario equilibrio della vita (35)
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By Giorgio Marconi -
Finished on Feb 25, 2013 




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Il precario equilibrio della vita
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Giulio Matreschi ha quasi un secolo di vita alle spalle. Da anni ormai vive in una speciale casa di riposo parigina, una casa di riposo per ex artisti. E lui lo è stato, un artista. Era un modesto pittore italiano, nato nel 1907. Ora ha novantotto anni e ancora tanta voglia, e capacità, di raccontar ... (
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Feb 28, 2013 |
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- Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (1277)
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By Luis Sepulveda -
Finished on Feb 20, 2013 




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Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
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Il figlio di Luis Sepúlveda, Max, aveva un gatto, Mix. Un gatto che, dice l'autore alla fine di questa breve storia, spesso se ne stava in disparte, quasi fosse lontano da lì con la mente. Più volte Sepúlveda dice di essersi fermato a chiedere al micio che cosa stava pensando, senza ottenere mai una ... (
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Feb 22, 2013 |
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- Norwegian Wood (18067)
- Tokyo Blues
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By Haruki Murakami -
Finished on Feb 20, 2013 




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http://scarabocchidipensieri.blogspot.it/2013/03/norweg… Era da tanto tempo che non incrociavo una storia così, una storia capace di prendermi fin dall'inizio, una storia che non mi ha dato tregua finché non sono arrivata all'ultima pagina. Il nostro primo incontro, mio ... (
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Mar 10, 2013 |
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Quattro etti d'amore, grazie
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http://scarabocchidipensieri.blogspot.it/2013/05/quattr… Il romanzo è a tre voci: inizia e finisce con i pensieri di una commessa di un supermercato in cui fanno la spesa, tra tutti, due donne molto diverse tra loro, Erica e Tea. Sono le loro le altre due voci che si ... (continue)
http://scarabocchidipensieri.blogspot.it/2013/05/quattr…
Il romanzo è a tre voci: inizia e finisce con i pensieri di una commessa di un supermercato in cui fanno la spesa, tra tutti, due donne molto diverse tra loro, Erica e Tea. Sono le loro le altre due voci che si alternano nel libro. Erica lavora in una banca che ha da poco subito una rapina, ha un marito che l'adora, due figli, una casa da mandare avanti. Ha una vita normale insomma, una vita che lei si sente stretta. Come vorrebbe essere bella, strana e libera come Tea. Tea è la protagonista della fiction più famosa del momento, "Testa o cuore", è un'attrice bellissima che sicuramente, agli occhi di Erica, ha una vita piena d'amore, di cose belle, una vita libera ed entusiasmante, al contrario della sua. Quello che Erica non sa è che anche Tea è insoddisfatta del modo in cui scorrono i suoi giorni, lo è sempre stata, fin da quando era una ragazzina. Si è sempre sentita schiacciata dalla forte figura di un padre invadente, per cui nutre un amore sconsiderato, ma allo stesso tempo conflittuale.
Era una cleptomane, Tea. Fino al momento in cui non ha incontrato lui, Riccardo. Riccardo, Riccardo, Riccardo. Diventa quasi un'ossessione quell'uomo che ama visceralmente, che ha sposato quasi per gioco, quasi solo per promettergli che mai l'avrebbe lasciato. È un genio del teatro, Riccardo. Un egocentrico. Fa della loro vita la rappresentazione della favola di Peter Pan. Lui è Peter Pan, Tea la sua Wendy, quella che un giorno crescerà, avrà voglia di smettere con quella loro vita strana e alternativa, quella che un giorno lo lascerà perché avrà voglia di avere un figlio, magari. Peter Pan invece non crescerà mai e di figli non ne avrà. Tea voleva dimostrare a Riccardo che l'amava davvero e che non sarebbe mai cresciuta, al contrario di Wendy, per questo lo ha sposato.
È passato del tempo dal loro matrimonio. Riccardo e Tea non si parlano più. Non si toccano più. Non fanno più l'amore. Nonostante lui sia un tipo violento incapace di amarla sul serio, lei continua a stare con lui. Non per salvare un'apparenza: lei continua ad amarlo il suo Riccardo, quelle braccia, la sua pancetta. Quel suo modo brusco e ingiusto di fare. Quell'uomo insoddisfatto di sé, della sua vita, eppure così pieno di cultura, così in grado di fornirle un porto sicuro. Tea non si sente con nessun altro come con lui. Nemmeno con Anthony, con cui ha una relazione segreta da un anno. Anthony che la ama, Anthony che non è un Peter Pan, Anthony che sogna loro due insieme, una station wagon, due figli e un cane. Anthony che la rispetta, la desidera, la ama. Anthony che ha solo un problema per Tea: non è Riccardo. E lei senza Riccardo non sa vivere.
Lo capisce quando all'improvviso lui la lascia per un'altra. Con Anthony torna a essere una cleptomane, piena degli stessi problemi che aveva quando era una ragazzina. Pensare che in fondo lei non vorrebbe altro che un carrello della spesa pieno delle stesse cose di quello di Erica. Pensare che vorrebbe solo quattro etti del suo amore. Tea lo sa: Erica ne ha tanto, di amore. Avrà un marito affettuoso, sempre presente. Dei figli. Tea immagina che se Erica le donasse quattro etti del suo amore potrebbe comunque continuare a sguazzarci dentro. Ma sarà davvero così?
"Mezzo chilo d'amore da darmi. Ce l'hai?"
Anzi no, facciamo quattro etti. Mi bastano. E a tutto l'amore che hai tu non tolgono niente. No? Su, ti prego. Dalli a me. Ti prego. Dammeli. Oggi. Ora. Quattro etti d'amore, grazie.
Come Erica, anche Tea idealizza la vita dell'altra, che è tutt'altro che rose e fiori. Il suo matrimonio sta attraversando una fase difficile, lei si sente spesso sottovuoto, corre con la mente indietro nel tempo, alle emozioni del passato, al momento in cui tutto poteva ancora essere, al contrario di oggi. Oggi c'è Michele, ci sono Viola e Gu: amore certo, ma anche impegno e responsabilità. Sentirsi una donna realizzata, oltre che una moglie e una mamma, è complicato per Erica in questo momento.
Tea questo non lo sa, come Erica non sa che Tea vive un amore tormentato ed è tutto tranne che una star serena. Entrambe sono insoddisfatte della propria vita, entrambe sognano di essere protagoniste della vita dell'altra.
Credono che l'esistenza che trascinano gli sia capitata come una dannazione: invece è esattamente l'unica che desiderano, l'unica adatta a loro.
Si mettono in salvo e credono di perdersi, rischiano di perdersi e credono di mettersi in salvo.
Quanto pesa quello che siamo? E quello che non abbiamo?
Un romanzo sull'insoddisfazione, dunque. In sintesi, sì esatto quella cosa che non mi appartiene, quella che fin dalla scuola mi dicevano che non ce l'avevo (e come dargli torto...), io Quattro etti d'amore, grazie lo riassumerei con un famosissimo proverbio: l'erba del vicino è sempre più verde. Se per caso quella stessa erba fosse tua all'improvviso apparirebbe ai tuoi occhi sicuramente più secca, ma è di un altro e allora brilla di un verde speciale.