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- Un filo d'olio (897)
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By Simonetta Agnello Hornby -
Finished on Jun 11, 2012 




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- Memorie di una geisha (13099)
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By Arthur Golden -
Finished on Aug 14, 2012 




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- Questo bacio vada al mondo intero (849)
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By Colum McCann -
Finished on Aug 11, 2012 




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- Diario (19418)
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By Anne Frank -
Finished on Oct 15, 2011 




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Aspettano gli ebrei e aspettano i cristiani, tutto il mondo aspetta, e molti aspettano la morte. -
Il Führer di tutti i Germani ha parlato ad alcuni soldati feriti. Che tristezza sentirlo! Il dialogo si svolgeva press'a poco così:
- Il mio nome è Heinrich Scheppel.
- Ferito dove?
- A Stalingrado.
- Che ferita?
- Due piedi congelati e una frattura al braccio destro.
Proprio così; la radio ... (continue ) -
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Oct 15, 2011 |
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- Fahrenheit 451 (20983)
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By Ray Bradbury -
Finished on Oct 6, 2011 




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Fahrenheit 451 è un romanzo di fantascienza che racconta un’evoluzione tecnologica e un’involuzione esistenziale, entrambi fenomeni di una società domata dal fuoco e da militi del fuoco che si ergono a garanti della pace e, strano a dirsi, della felicità umana. Questo libro rappresenta uno spillo co ... (
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Oct 8, 2011 |
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- La versione di Barney (15160)
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By Mordecai Richler -
Finished on Oct 31, 2011 




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L’ho letteralmente ingollato. Bello, bellissimo Barney Parnofsky e le sue digressioni che delle volte mal tolleravo, desiderosa che approfondisse altri aspetti della sua storia piuttosto che confondermi ancora la mente, così come ha fatto per le prime centoquaranta pagine ove regna il caos totale. S ... (
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Nov 1, 2011 |
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- Un calcio in bocca fa miracoli (1881)
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By Marco Presta -
Finished on May 25, 2011 




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Un calcio in bocca fa miracoli
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Premessa doverosa: io e la risata ci frequentiamo da tempo immemore, è ormai un culto che professo ogni giorno e per il quale spenderei parole ossequiose accompagnate da una scappellata, preferibilmeente di coppola considerati i miei natali. Questo solo per dire che ho la risata facile e subisco il ... (
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May 26, 2011 |
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- La democrazia (49)
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By Hans Kelsen -
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- Nuovo repertorio dei pazzi della città di Palermo (256)
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By Roberto Alajmo -
Finished on Oct 11, 2011 




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Nuovo repertorio dei pazzi della città di Palermo
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Non è un libro di cui non si possa fare a meno, purtuttavia si tratta di una lettura veloce, gradevole e comica. C'è un dato da considerare, pare che i soggetti citati siano esistiti o tuttora esistenti - in tutta sincerità qualche personaggio l'ho riconosciuto e ricordato - perciò ai palermitani po ... (
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Oct 12, 2011 |
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- Novecento (25695)
- Un monologo
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By Alessandro Baricco -
Finished on Nov 1, 2011 




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E’ un monologo poetico capace di suscitare sentimenti delicati nel raccontare la vita singolare di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento. «Andrà lontano con un nome così», si diceva. E di strada ne fa in effetti, ma via mare, arrivando a capire cosa ci fosse sulla terra ferma solo attraverso i p ... (
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Nov 2, 2011 |
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- Aspettando Godot (4640)
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By Samuel Beckett -
Finished on Oct 23, 2011 




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L’assenza di un linguaggio logico-consequenziale cozza con l’esigenza di raziocinio delle nostre menti abituate all’ordine e all’armonia. E’ un’opera insoluta, disorganica e ricca di intuizioni geniali, dietro la quale è nascosta una macchinazione certosina e impossibile da sventare. Il lettore deve ... (
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Oct 24, 2011 |
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- Il Diavolo e la Signorina Prym (5274)
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By Paulo Coelho -
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- L'assaggiatrice (196)
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By Giuseppina Torregrossa -
Finished in Apr 2011 




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Che la Torregrossa soffra di ninfomania repressa...?
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Apr 23, 2011 |
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- Soffocare (12036)
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By Chuck Palahniuk -
Finished on Apr 30, 2011 




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Una donna che dice che per anni la gente si è fatta in quattro per trasformare il mondo in un luogo sicuro ed organizzato e che nessuno si rende conto della noia che sarebbe stata una volta che il mondo fosse stato suddiviso in proprietà e piani regolatori, e tassato e irrigimentato. Che nessuno ha ... (
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May 1, 2011 |
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- Post Office (5683)
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By Charles Bukowski -
Finished in Apr 2011 




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La parte centrale di questo libro è l'unica ad avermi divertita, tutto il resto è noia. Chinaski è un gran bel personaggio, un gran bel personaggio stronzo, di quelli da odiare o da amare senza mezze misure. Ma la storia, queste monotone Poste degli Stati Uniti d'America che tediano la sua esistenza ... (
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Apr 29, 2011 |
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Un filo d'olio
Leggere di cibo, Sicilia e tradizioni, non rende affatto facile formulare un giudizio per questo libro. Vi chiederete perché. Be', immaginatemi nelle vesti di un albero con radici penetrate nel suolo siciliano, ben fissate al substrato e funzionali all'assorbimento di acqua e nutrienti disciolti nel ... (continue)
Leggere di cibo, Sicilia e tradizioni, non rende affatto facile formulare un giudizio per questo libro. Vi chiederete perché. Be', immaginatemi nelle vesti di un albero con radici penetrate nel suolo siciliano, ben fissate al substrato e funzionali all'assorbimento di acqua e nutrienti disciolti nella mia terra. In queste condizioni, si potrebbe mai dare un giudizio obiettivo ad uno scritto che racconta di un'infanzia siciliana di metà novecento e della cultura della tavola? Certo che no. Riconosco perciò la mia incapacità ad essere imparziale ed invito chi volesse essere allietato da una recensione giusta, a girare a largo. Troppi sono gli spunti che mi legano a questo piccolo memoriale di usi e tradizioni, da cui si sprigiona un'attenzione certosina per il cibo – visto come rudimento, nozione elementare di una tecnica o, meglio ancora, di un’arte – e per un ciclo vitale forzatamente e piacevolmente scandito dai tempi dettati dalla terra. La Hornby racconta di sé e della sua campagna, rivanga ricordi e si abbandona ad una rassegnata afflizione per quei tempi ormai trascorsi e indimenticati. E' un sentimento quasi nascosto che trapela con la personificazione del testo e la partecipazione allo scritto, viene del tutto naturale coglierlo.
C'è un filo che unisce me e questo libro: la famiglia. Nel corso della lettura, spesso echeggiavano nelle mie orecchie le parole di mia madre e di mia zia che ogni tanto si abbandonano in lunghi racconti della loro infanzia e degli stenti e sacrifici di una Sicilia post-bellica. Racconti che ormai conosco a memoria e purtuttavia, in un modo o in un altro, s'insinuano sempre nelle discussioni di famiglia, vengono riascoltate da noi figli che tacitamente sorbiamo un ripasso per non dimenticare da dove siamo venuti. L'importanza dei valori e delle tradizioni sembrano il resoconto di quei discorsi e di questo libro insieme, sono la vera ricchezza che fa da collante per una famiglia, unendola nei momenti di dolore ed allietandola nelle dolci stagioni della spensieratezza.
C’è poi il piacere della tavola che dall’inizio alla fine del libro scandisce le giornate estive e campagnole dell’autrice. Si parte dalla considerazione che “in campagna si mangia ciò che produce la terra” e via via vengono descritti i modi di preparazione di un piatto, prima ancora che le dosi e gli ingredienti – poi accuratamente rivelati a fine testo – vengano annoverati. Colori, odori e sapori precedono la spenta e meccanica rivelazione di dosi e quantità. Vengono stimolati i sensi perché si abbocchi all’amo del piacere culinario. Ammettiamolo, anche il palato è in grado di regalare l’estasi. Sono una cultrice della buona cucina, quella sanziera direbbe la Hornby. Il mio amore per una pietanza somiglia all’amore provato per una persona, è fatto di una lenta conoscenza delle sue origini, delle sue caratteristiche ed infine del modo in cui si presenta, solo un approccio lento regala delle sensazioni che poi conducono all’innamoramento e questo è condiviso a suo modo nel libro in tanti punti. Il più bello? Il momento in cui descrive la panificazione, da ‘u crescenti alla famiata, alla scanatura, all’impanatura, concludendo infine dicendo: “Pane caldo e olio, il cibo più buono che abbia mai gustato”. Modernità ed evoluzione riuscirebbero a banalizzare una frase del genere, privandola a torto della pregnanza di significato che le spetta di diritto per via delle canoniche fasi di preparazione. Non partecipare a queste ultime ci impoverisce e ci rende ignoranti del fatto che, in realtà, pane e olio è un pasto luculliano. Solo chi ama il cibo – da distinguere da chi ne è avido – conosce la magnificenza che si nasconde dietro un piatto volgarmente definito povero e la Hornby è una di questi.