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Connessioni
Le Connessioni di cui parla padre Spadaro nel suo libro abbracciano una realtà complessa e articolata, un vero e proprio «mondo», come l’A. definisce il cyberspazio. La prima parte del volume è tesa all’esplorazione di questo territorio fondato su protocolli di rete e sulla digitalizzazione dell’inf ... (continue)
Le Connessioni di cui parla padre Spadaro nel suo libro abbracciano una realtà complessa e articolata, un vero e proprio «mondo», come l’A. definisce il cyberspazio. La prima parte del volume è tesa all’esplorazione di questo territorio fondato su protocolli di rete e sulla digitalizzazione dell’informazione, ma costantemente attraversato da relazioni. Proprio il passaggio della scrittura al digitale e l’avvento dell’ipertesto pongono le basi per una riflessione sulle prospettive dell’editoria. Una rapida rassegna dell’evoluzione dei supporti di scrittura dall’argilla al Dvd, e una riflessione sulle possibilità del libro digitale conducono il lettore a prendere atto delle nuove potenzialità di queste tecnologie. Non si rinuncia tuttavia a denunciare i rischi derivanti da un’editoria troppo di-pendente dal mercato e poco capace del ruolo di industria culturale, nonché da ipotesi neo-decostruzioniste come l’anti-libro. Anche il ruolo di biblioteche e librerie viene riconfigurato nell’età della digitalizzazione.
Tuttavia, le suggestioni della moderna Biblioteca di Babele di borgesiana memoria e le sue attualizzazioni come il progetto Google Book Search, che l’A. descrive efficacemente, non risolvono alcune perplessità relative alle spinte egemoniche in campo culturale, alla labilità delle memorie elettroniche e alle ripercussioni sulla realtà editoriale. Successivamente l’A. offre una rassegna delle molteplici forme della comunicazione online, tenendo sempre presente l’orizzonte relazionale di questo panorama mediatico. Al lettore si presentano così ambienti di interazione comunicativa come le web-zine, le riviste in rete, i blog, il podcasting, vero erede digitale della tradizione radiofonica, e l’enciclopedia aperta Wikipedia. Per ogni fenomeno analizzato, l’A. propone una critica attenta e in costante dialogo con le altre forme della cultura letteraria contemporanea.
Dalla rassegna delle diverse tipologie di siti presenti online, scaturisce così una riflessione sulla scrittura, attività che non deve considerare l’ipertesto un mero supporto, ma che deve anzi approfondirne e sfruttarne pienamente le potenzialità. Le tecnologie della scrittura e del personal publishing, focalizzano l’attenzione sulla caratteristica relazionale che i nuovi personal media infondono nei messaggi che trasmettono. Il ruolo positivo che i blog possono pertanto assumere nel contesto mediatico è quello di riequilibrarne la prospettiva, integrando il broadcast tradizionale con un circuito di informazione plasmato non su un modello verticistico, ma «di rete». Wikipedia, si nota acutamente, è «una» forma di enciclopedia, non l’unica. L’A. analizza con equilibrio come Wikipedia faccia della sua forza principale — l’essere un testo aperto al contributo di tutti e un luogo ideale per l’esercizio di forme di intelligenza collettiva — il suo limite più evidente. Nonostante l’utopia e il relativismo sottesi ai sistemi wiki, se ne riconosce l’utilità applicativa in contesti ben precisi, in cui resta essenziale l’intervento critico e selettivo dell’utente. La seconda parte di Connessioni verte su ambiti specificatamente religiosi ed ecclesiali che vengono ora interrogati, ora indagati alla luce del panorama mediatico-ipertestuale delineato sopra. C’è Dio nella blogosfera? C’è bisogno di Dio nel web? Quali risposte si trovano in rete a questo bisogno? Sono le domande calzanti a cui l’A. provoca il lettore — il cristiano in particolare — e attentamente cerca risposte.
Non manca la denuncia dei rischi: il neo-settarismo tecnologico, lo sviluppo di sensibilità neo-gnostiche, una spiritualità ridotta a kitsch religioso, una dimensione del sacro come «servizio per il consumatore di religiosità». E tuttavia è altrettanto chiaro il valore della Rete come strumento di dialogo spirituale (il lettore scoprirà, ad esempio, l’ampio e proficuo utilizzo che viene fatto del podcasting in ambito pastorale) e teologico (è discussa criticamente l’ipotesi di una teologia «dal codice aperto»). Sulla scia di documenti di Giovanni Paolo II e del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, si riafferma con forza la necessità per il cristiano di «non tirarsi indietro timidamente per paura della tecnologia o per qualche altro motivo» (La Chiesa e Internet, n. 10). In appendice il lettore troverà un affascinante parallelo fra la realtà virtuale dei videogame e l’esperienza della lettura degli Esercizi spirituali, ovvero la riproposizione dell’esperienza di lettura come immersione interattiva e attualizzazione dell’opera virtuale.
La lettura di Connessioni offre un ottimo riferimento sia per lo studente di comunicazioni sociali, sia per il cristiano che avverte l’esigenza di un impegno davanti alla frontiera «irrinunciabile» della Rete.
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