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- Vita di Galileo (4389)
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By Bertolt Brecht -
Finished on Apr 4, 2013 




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- La passione secondo Thérèse (8929)
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By Daniel Pennac -
Finished on Mar 26, 2013 




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- Il visconte dimezzato (16253)
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By Italo Calvino -
Finished on Jan 13, 2013 




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- Il cavaliere inesistente (14573)
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By Italo Calvino -
Finished on Jan 9, 2013 




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- Come diventare buoni (6358)
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By Nick Hornby -
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- Memoria delle mie puttane tristi (6564)
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By Gabriel Garcia Marquez -
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- Saltatempo (8145)
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By Stefano Benni -
Finished on Feb 24, 2013 




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- 23 cose che non ti hanno mai detto sul capitalismo (28)
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By Ha-Joon Chang -
Finished on Dec 4, 2012 




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- Il pianeta delle scimmie (359)
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By Pierre Boulle -
Finished on Nov 25, 2012 




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- "È l'Europa che ce lo chiede!" Falso! (84)
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By Luciano Canfora -
Finished on Nov 21, 2012 




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- Igiene dell'assassino (3610)
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By Amélie Nothomb -
Finished on Nov 21, 2012 




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- Mangia che ti passa (193)
- Uno sguardo rivoluzionario sul cibo per vivere più sani e più a lungo
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By Filippo Ongaro -
Finished on Nov 21, 2012 




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- Citizen gay (134)
- Famiglie, diritti negati e salute mentale
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By Vittorio Lingiardi -
Finished on Nov 21, 2012 




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- Il ragazzo mucca (654)
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By Michele Serra -
Finished on Nov 11, 2012 




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- Per l'Europa! Manifesto per una rivoluzione unitaria (12)
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By Daniel Cohn-Bendit -
Finished on Nov 7, 2012 




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Il ragazzo mucca
Il titolo del libro tradisce un po' il racconto, estremamente dispersivo, e del "ragazzo mucca" non c'è traccia se non in un insignificante passaggio nelle prime pagine, quando il protagonista parla ad una rupe-Dio dei suoi problemi di stomaco (e già l'idea di dover parlare con una rupe di nome Otor ... (continue)
Il titolo del libro tradisce un po' il racconto, estremamente dispersivo, e del "ragazzo mucca" non c'è traccia se non in un insignificante passaggio nelle prime pagine, quando il protagonista parla ad una rupe-Dio dei suoi problemi di stomaco (e già l'idea di dover parlare con una rupe di nome Otorongo appare poco digeribile).
Se l'obiettivo era quello di riempire il vuoto del proprio stomaco con una serie di ricordi del passato, facendo spesso ricorso a lunghissimi elenchi, costellando il discorso di frammenti adolescenziali ripassati in padella con coscienza senile e aggiungendo di tanto in tanto considerazioni piuttosto vaghe sul proprio "essere di sinistra", il risultato è a dir poco deludente.
L'autore mescola troppi ingredienti, non approfondisce spunti interessanti e finisce con l'essere disordinato, più di quanto non lo sia il protagonista del libro stesso, personaggio parecchio difficile da apprezzare, come il resto della mini-saga che appare, melanconica, in un triste presente male incorniciato.