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All books
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- Don Chisciotte della Mancia (6122)
- By Miguel de Cervantes Saavedra
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Finished on Dec 19, 2010





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- La battaglia di Nospherus (47)
- Saga di Guin
- By Kaoru Kurimoto
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Finished on Dec 1, 2010
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- Esbat (474)
- By Lara Manni
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Finished on Nov 25, 2010
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- Geshwa Olers (92)
- e il Viaggio nel Masso Verde
- By Fabrizio Valenza
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Finished on Nov 22, 2010
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- Avelion - Il Sigillo dell'Equilibrio (26)
- By Alessia Mainardi
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Finished on Nov 20, 2010





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Avelion - Il Sigillo dell'Equilibrio
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Questo volume finale della trilogia di Avelion si mantiene sui livelli del secondo volume, concludendo bene una buona storia. Dopo l’inizio stentato del primo libro le cose sono migliorate parecchio, gli altri libri erano su un buon livello.
La storia, così come in Il figlio del fuoco, ha un buon r ... (continue)
- — Nov 26, 2010 | Add your feedback
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- Avelion - Il Figlio del Fuoco (38)
- By Alessia Mainardi
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Finished on Nov 18, 2010





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Parlando del primo libro della saga di Avelion, La figlia dell’acqua, avevo detto che la storia era buona ma mancava la tecnica, visto che il risultato non dava l’impressione di una scrittura particolarmente matura.
Questo secondo libro conferma quello che avevo pensato: buona parte dei difetti di ... (continue)
- — Nov 26, 2010 | Add your feedback
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- Avelion (55)
- La figlia dell'acqua
- By Alessia Mainardi
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Finished on Nov 12, 2010





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Questo è il primo libro di una trilogia autoprodotta, che adesso è riuscita a ottenere un contratto con una casa editrice per la pubblicazione. Intanto quindi complimenti all’autrice.
Passiamo al libro.
E’ un fantasy classico, con un’ambientazione abbastanza originale.
Infatti nel mondo di Avelio ... (continue) - — Nov 19, 2010 | Add your feedback
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- L'Aurora delle Streghe (65)
- Underdust
- By Francesco Falconi
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Finished on Nov 9, 2010





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Questo libro è una sorta di rivisitazione di Frankenstein, con streghe zingare e una storia d’amore. E Barcellona sullo sfondo.
Una Barcellona che non ha niente a che vedere con la città misteriosa e nostalgica dei libri di Zafon, grazie a cui ho imparato ad amare una città che in precedenza avevo ... (continue)
- — Nov 19, 2010 | Add your feedback
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- Sopravvissuti (102)
- By Matteo Cortini, Leonardo Moretti
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Finished on Nov 7, 2010





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Questo romanzo è basato sul gioco di ruolo Sine requie e su Sine requie anno XIII, di cui avevo sentito parlare per la prima volta questa estate, dopo una sessione di gdr live vampiresco.
Un gioco di ruolo ideato dagli autori di questo libro, che parte da un avvenimento epocale: durante lo sbarco in ... (continue) - — Nov 20, 2010 | 1 feedback
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- Nemesis (141)
- L'ordine dell'apocalisse
- By Francesco Falconi
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Finished on Nov 5, 2010





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Tendenzialmente, le storie di amore non mi piacciono.
Se poi parliamo di storia d’amore con angelo e demone mi vengono in mente immagini alla Twilight, con gnokki e ragazzine mononeuronali adoranti, e rischio di cadere preda di un attacco di epilessia.
In definitiva, questo libro non lo avrei preso ... (continue) - — Nov 9, 2010 | Add your feedback
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- Il sentiero di legno e sangue (213)
- By Luca Tarenzi
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Finished on Nov 3, 2010





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Si può dire che la storia sia una rielaborazione libera di Pinocchio.
Molo libera, e molto rielaborata.
Insomma, talmente libera e rielaborata che rimangono poche cose in comune con Pinocchio: abbiamo il protagonista, che è un umanoide di legno, creato da un umano; abbiamo due loschi figuri - la Mas ... (continue) - — Nov 8, 2010 | Add your feedback
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- Il mondo in un tappeto (369)
- By Clive Barker
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Finished on Oct 25, 2010





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Dopo la lettura di Gioco dannato, e dopo aver visto le atmosfere del W tra le quali G.L. D’Andrea si era profuso in citazioni al suo riguardo (molte delle quali non avevo potuto apprezzare fino a quando non ho letto i suoi libri, ovviamente), mi ero fatto l’idea che fosse un autore di un certo tipo. ... (continue)
- — Oct 27, 2010 | Add your feedback
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- Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi (454)
- By Tom Robbins
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Finished on Oct 19, 2010





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Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi
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Questo libro non è noioso.
Il protagonista sprizza cinismo e ironia da tutti i pori, le vicende che gli accadono sono quanto di più assurdo si possa immaginare, ci sono riflessioni filosofiche, la storia è interessante.
Però.Però, malgrado tutto questo, non mi ha preso.
Mi è piaciuto, si, ma non m ... (continue) - — Oct 19, 2010 | Add your feedback
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- Neopaganesimo (70)
- Perché gli dèi sono tornati
- By Francesco Dimitri
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Finished on Oct 9, 2010





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Questo libro di Dimitri precede i suoi romanzi, è un saggio del 2005 sul rinnovato interesse che sta sorgendo nei confronti del paganesimo.
E sapendolo precedente a Pan, possiamo notare disseminati fra le sue pagine i semi di diverse cose che poi germoglieranno pienamente nel suo primo romanzo: abb ... (continue)
- — Oct 10, 2010 | Add your feedback
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- Gioco dannato (243)
- By Clive Barker
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Finished on Oct 7, 2010





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Di Barker non avevo mai sentito parlare, prima che il suo nome spuntasse a tradimento tra le pagine di svariati blog: G.L., Dimitri, Valberici, Romagna… mi ero ripromesso a suo tempo di colmare questa lacuna quando avessi avuto l’e-reader, finalmente sono riuscito a mantenere la parola data.
Ho comi ... (continue) - — Oct 9, 2010 | Add your feedback
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Don Chisciotte della Mancia
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Il Don Chisciotte è una delle storie più famose che ci siano, nota praticamente a tutte le persone: la pazzia di Don Chisciotte, che si crede un cavaliere errante e che nella sua mente distorce la realtà che lo circonda, trasformando mulini a vento in giganti da affrontare, una comune paesana nella ... (continue)
Il Don Chisciotte è una delle storie più famose che ci siano, nota praticamente a tutte le persone: la pazzia di Don Chisciotte, che si crede un cavaliere errante e che nella sua mente distorce la realtà che lo circonda, trasformando mulini a vento in giganti da affrontare, una comune paesana nella dama Dulcinea del Toboso, branchi condotti al pascolo in eserciti. Sempre accompagnato dal fedele e briccone scudiero, Sancio Panza.
Tutti conoscono la storia, dicevo, ma dubito che in molti abbiano letto il libro.
Un libro molto corposo, ripieno di note per contestualizzare certe affermazioni o certi termini.
Un libro che ho scoperto essere diviso in due parti, pubblicate in tempi diversi dall'autore.
Un libro che alla fine posso dire mi sia piaciuto.
La prima parte narra delle prime due uscite di Don Chisciotte.
L'autore finge che l'origine di questa storia provenga da un manoscritto rinvenuto in qualche modo fortunoso, opera di un misterioso storico e filosofo moro, tale Cide Hamete Ben-Engeli (che in certi momenti, da come se ne accennava, mi ha fatto pensare a un arabo pazzo di un differente autore...).
Scopriamo così la follia che viene a colpire il signor Chisciano, la cui mente aveva assorbito troppi romance sui cavalieri erranti dei tempi che furono e aveva ceduto, facendoglieli credere tutti quanti per veri.
La sua prima uscita in solitaria, e la lunga seconda uscita accompagnato dallo scudiero Sancio Panza.
Questa prima parte comincia bene, interessante, e ci mostra subito le più note imprese di Don Chisciotte. Poi però si perde, e nella sua seconda metà si dilunga in storie dentro la storia. Una lunga sfilza di storie di amori sforunati, tutti simili tra loro, in cui i nostri protagonisti si imbattono di continuo. Una vera noia.
E per di più ci sono anche errori madornali, come quando a Sancio viene rubato l'asino, ma dopo poche pagine si dice che monta sull'asino e parte al seguito del padrone.
La seconda parte è migliore della prima, e anche di molto a mio avviso.
Più ironica, più matura nel contempo, senza tutte le storielline che avevano appesantito il primo libro -filler le chiameremmo oggi-.
Infatti, tra la prima e la seconda parte, era uscito il primo libro di Don Chisciotte. Tanto nel mondo reale quanto in quello fittizio creato da Cervantes. E così molta gente riconsoceva Don Chisciotte, avendone letto il libro. E addirittura circola un secondo libro, fasullo, di sue avventure che mai però il nostro ha vissuto.
Gli amici di Don Chisciotte, nel borgo, cercano di assecondarlo per trovare il modo di curarlo da questa sua follia, ma falliscono e i nostri eroi partono per il terzo viaggio.
Un viaggio nel quale, questa volta, più che incappare in avventure estemporanee finiscono in mezzo a gente che conosce il nome di Don Chisciotte e la sua storia, e che lo asseconda di buon grado per divertirsi a sue spese.
Addirittura un duca e una duchessa, che tra amori cortigiani, singolari tenzoni, apparizioni di diavoli e incantatori e addirittura l'assegnazione di un governo al povero Sancio rendono realtà buona parte delle fantasie di Don Chisciotte.
Così come un brigante e un nobiluomo a Barcellona, che fanno tutto il possibile per trattare il pover uomo come fosse davvero il fiore della cavalleria errante, rinata in lui.
Nella seconda parte poi l'autore parla anche dei tanti errori presenti nella prima parte, facendo sì che Sancio spiegasse come si erano svolti realmente i fatti e che sia lui che il suo padrone imprecassero contro chi aveva commesso tanti e tali errori (ad esempio, dalla prima parte alla seconda viene cambiato anche il nome della moglie di Sancio...).
Ma sopratutto, nella seconda parte mutano le psicologie dei personaggi.
Don Chisciotte, da matto completo che trasformava tutto ciò che vedeva per adattarlo ai suoi sogni -le osterie diventavano castelli, ogni donna che passava era una dama, ogni processione erano eserciti nemici- pare rinsavire un poco, aiutato probabilmente dal fatto che finalmente si vede riconosciuto realmente e accolto in castelli, con tutti gli onori che a suo parere gli si devono. Vede le locande per quello che sono, riconosce la vera natura delle persone che gli stanno intorno, ammette di non sapere se l'avventura nella caverna sia stata reale o un sogno. Resta matto, certo, ma meno pericoloso -per gli altri e sopratutto per sé- di come era in passato.
E Sancio, che pur essendo più materialista e scafato del padrone condivideva con questo parte di follia, credendo davvero che fosse un cavaliere errante, che incantatori malvagi li bersagliassero e che gli sarebbe spettato il governo di un'isola, matura pure lui, magari come effetto collaterale dello stare giorno e notte a contatto con il suo coltissimo signore. Il suo parlare si fa più ricercato, e sempre più spesso esce fuori con perle di saggezza e massime filosofiche partorite dalla sua mente, seppur condite della rozzezza che ci si può aspettare da un individuo privo di istruzione come lui. Tanto che chi lo conosce, così come si meraviglia della cultura e della pazzia di Don Chisciotte non riuscendo a decidere quale delle due sia maggiore nell'uomo, si meraviglia della sua saggezza e della sua creduloneria, delle sue facezie e della sua semplicità. Risulta difficile dare un giudizio su Sancio, che a momenti pare consapevole della follia del suo padrone, ma che pure la condivide credendo che tali pazzie siano dovute all'opera degli incantatori suoi nemici.
Va detto comunque che le psicologie dei due sono abbastanza mutevoli, dalla saggezza alla follia il passo è breve e spesso entrambi varcano più volte la soglia, senza soluzione di continuità né nel loro comportamento né nei rapporti tra di loro.
Sarebbe anche da chiedersi se siano del tutto normali coloro che, come il Duca e la Duchessa, si impegnarono così tanto per farsi beffe dei due, arrivando a inscenare rappresentazioni con tutta la loro servitù, a concedere allo scudiero il governo di un loro borgo, a impegnare tempo e risorse per divertirsi a loro spese. E a continuare anche quando tali burle diventavano dannosi per i poveri beffati, procurando loro sofferenze fisiche... ecco, questa coppia di nobili ha parecchio di sadico, a differenza degli altri beffatori che si incontrano, che comunque tentano di preservare Don Chisciotte.
Un'altra cosa interessante del libro, è la possibilità che i libri siano dannnosi.
Il curato e il barbiere, controllando i libri in casa di Don Chisciotte, li mettono quasi tutti al rogo perché si tratta di storie di fantasia, senza insegnamenti morali e capaci solo di guastare la mente delle persone.
Ma la colpa di tutto ciò è dei libri o della mente che li legge, visto che il caso è più unico che raro? E chi decide cosa è lecito leggere e cosa no?
La colpa di Don Chisciotte è quella di avere portato alle estreme conseguenze un fatto, e cioè quello di apprendere qualcosa tramite i libri (non tanto un qualcosa di pratico, ma qualcosa di intangibile come un codice d'onore, una discendenza, un sentimento) e di averlo voluto far proprio.
Basta pensare a come Don Chisciotte senta di dover trovare una dama da cantare e della quale innamorarsi castamente, di un amore platonico e impossibile, perché così usava tra i cavalieri erranti. E si crea dal nulla donna Dulcinea del Toboso, che poco a poco diventa sempre più reale nella sua mente fino al punto da essere certo che sia una dama, che esista, che viva in un palazzo. Tutte cose che inizialmente sapeva non essere reali.
Un bel libro, con una seconda parte molto buona e una prima parte troppo appesantita da errori e dalle lungaggini eccessive delle storie che si intromettono con la storia principale.
Non adatto a tutti, visto che la prima parte probabilmente spesso indurrebbe all'abbandono del tomo a causa della noia.
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