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Finished on Dec 28, 2012 




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E' incompiuto, e' vero.
E' molto discontinuo e' vero.
Ma la parte che riguarda il mondo della politica e' ancora oggi di un'attualità davvero sconcertante.
Letto - come tutto Stendhal - molti anni fa, risfogliato in questi giorni, continuo a ritenere "Lucien Leuwen", nonostante tutte le sue imperf ... (continue ) -
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Aug 27, 2012 |
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Séraphîta
Séraphita è un libro stranissimo, per nulla facile da digerire specialmente per coloro che, come la sottoscritta, cominciano a scalpitare di insofferenza quando si parla di deliri sovrannaturali ed estasi mistiche. Ed in questo libro di tutto questo ce n'è -- almeno in superficie -- a va ... (continue)
Séraphita è un libro stranissimo, per nulla facile da digerire specialmente per coloro che, come la sottoscritta, cominciano a scalpitare di insofferenza quando si parla di deliri sovrannaturali ed estasi mistiche. Ed in questo libro di tutto questo ce n'è -- almeno in superficie -- a vagonate ("nous sommes nés pour tendre au ciel").
Un Balzac molto particolare che non a caso ha collocato quest'opera non tra i romanzi ma tra gli Études philosophiques.
Eppure, Séraphita sfugge, in realtà, ad ogni classificazione. Non è un trattato e, nonostante il gran parlare che in esso si fa di angeli, di demoni e di serafini, non è nemmeno una chiamata al misticismo.
E' un libro che si presenta come un romanzo sul sovrannaturale (o meglio, un romanzo tra il fantastico ed il filosofico) in cui però ad una attenta lettura non può sfuggire la forza con cui Balzac oppone la razionalità del reale alla favola che sta narrando ed i cui eventi vengono da lui definiti allo stesso tempo. "surnaturels et simples" ed in cui uno dei personaggi principali ammonisce: "vous appelez surnaturels les faits dont les causes vous échappent"
Seraphita si presta a moltissime interpretazioni; è, insomma davvero un' "opera aperta" in cui la dualità, il codice binario costituisce un filo rosso (forse il più importante) che percorre tutta la storia ("La vie n'est elle pas le combat de deux forces?"). Dualità Maschio/Femmina, Acqua/Granito, angeli/demoni, Razionalità/Delirio mistico...
Una dualità che si presenta anche al lettore, in qualche modo costretto a scegliere (o quanto meno a barcamenarsi) tra una lettura popolata da "cieli astrali" con corteo ed apoteosi di ascesi mistiche e una lettura più tendente al razionale.
Privilegerà, il lettore, *questo* Balzac oppure l'altro, quello della Commedia Umana?
Balzac uno e bifronte, ma certo sempre Balzac... con tutti i suoi splendori, con tutte le sue miserie... sempre grandissimo, però.
Assolutamente magnifiche le pagine in cui Balzac descrive il paesaggio sempre coperto da una coltre di neve del fiordo norvegese in cui si trova il piccolo villaggio ---- isolato dal resto del mondo e che sembra anche fuori dal tempo --- in cui si svolge la storia.
"élancez-vous dans les nuages, perdez-vous dans le creux des roches où reposent les chiens de mer, votre pensée n'atteindra ni à la richesse, ni aux poésies de ce site norwégien ! Votre pensée pourrait-elle être aussi grande que l'Océan qui le borne, aussi capricieuse que les fantastiques figures dessinées par ces forêts, ses nuages, ses ombres, et par les changements de sa lumière ?
Pagine che mi hanno abbondantemente compensata della noia mortale procuratami dalla parte (ahimè, quanto lunga!) in cui si parla dello scienziato, mistico, medium svedese Swedenborg e delle sue concezioni e teorie mistiche.
Accettabili le pagine in cui si vedono interagire Séraphita/Seraphitus con Wilfrid (attratto da Serafita) e Minna (attratta da Serafitus). Inutile precisare che Seraphita e Seraphitus sono la stessa persona, un ermafrodito-androgino-angelo il cui destino si compirà al termine del libro in un modo che non mi pare il caso di rivelare qui.