-
All books
-
-
-
- Romanticismo e dintorni (1)
- By Luigi Reina
-
Not Started
-
-
-
-
- Boccaccio geografo (1)
- Un viaggio nel Mediterraneo tra le città, i giardini e il «mondo» di Giovanni Boccaccio
-
Finished





-
-
-
-
- Elogio dei sogni (261)
- Un secolo di poesia, 1
- By Wisława Szymborska
-
Not Started
-
-
-
-
- Terroni 2.0 (11)
- Cambiare il sud vivendo altrove
- By Piercamillo Falasca
-
Reading





-
-




I "terroni" sono diventati elettronici ... -
Ho acquistato a Bologna il saggio "Terroni 2.0" scritto da Piercamillo Falasca, edito da Rubettino, dopo di avere avuto con l’autore un rapido scambio di battute su FB. Insieme ad un’altra “amicizia paesana”, la collega Gaetana Mazza, avevamo anticipato alcune osservazioni su questo lavoro all’annun ... (continue)
- — Dec 15, 2011 | Add your feedback
-
-
-
-
- The Reason Why (1)
- The Miracle of Life on Earth
- By John Gribbin
-
Not Started
-
-
-
-
- Sanita E Web (1)
- Come Internet Ha Cambiato Il Modo Di Essere Medico E Malato in Italia
- By Walter Gatti
-
Not Started
-
-
-
-
- Canti (5)
- By Giacomo Leopardi
-
Reference





-
-
1 person find this helpful




Leopardi in inglese -
Tra i top cento libri dell'anno 2011 nella lista del NYT questo libro è un evento editoriale. Nei piani alti, svetta un italiano del XIX secolo, il conte Giacomo Leopardi. I Canti del poeta recanatese sono infatti usciti nella traduzione inglese di Jonathan Galassi per l'editore Farrar, Straus & Gir ... (continue)
- — Dec 2, 2011 | Add your feedback
-
-
-
-
- Granta 117 (5)
- Horror
- By Joy Williams, Mark Doty, Paul Auster, …
-
Not Started
-
-
1 person find this helpful
Elogio dell'orrore? -
Come se non bastassero i tanti "orrori" che ci girano intorno, mi devo pure sorbire un numero dedicato della rivista GRANTA, alla quale sono abbonato sin dall'inizio delle pubblicazioni. Si dice che l'orrore, come categoria umana, sia universale e sia ovunque: a cinema, nella finzione e nella realtà ... (continue)
- — Nov 25, 2011 | Add your feedback
-
-
-
-
- La Sarno protourbana e perifluviale dei Sarrasti (2)
- L'insediamento protostorico finora sconosciuto in località Affrontata dello Specchio, sul principale…
- By Salvatore D'Angelo
-
Not Started
-
-
-
-
- Pescatori di uomini (1)
- La vita santa di preti che santificano
-
Finished





-
-




Pescatori di uomini al tempo della Cyberteologia -
Questo libro appare in una collana che pubblica testi di storia locale, con particolare riferimento alla storia della Chiesa e della spiritualità cristiana, allo scopo di far emergere tesori di una cultura che rimane in gran parte ancora nascosta. Sono le edizioni del Centro di Formazione “Sant’Alfo ... (continue)
- — Oct 9, 2011 | Add your feedback
-
-
-
-
- L'uomo comune (9)
- Un elogio del buon senso e della tradizione
- By G. K. Chesterton
-
Not Started
-
-
-
-
- Ortodossia (101)
- By G. K. Chesterton
-
Not Started
-
-
-
-
- Autobiografía (5)
- By G. K. Chesterton
-
Not Started
-
-
-
-
- L'uomo che ride (7)
- L'avventura umana e letteraria di G. K. Chesterton
- By Edoardo Rialti
-
Not Started
-
-
-
-
- Homo interneticus (28)
- Restare umani nell'era dell'ossessione di Internet
- By Lee Siegel
-
Not Started
-
-
3 people find this helpful
Resteremo umani -
C'è una frase nell'epilogo di questo libro che mi ha colpito: "Se non sei chi sei, puoi essere chi vuoi". Vorrebbe significare che in Rete possiamo essere tutto o il contrario di tutto. Non è poi una grande scoperta. Nel game della vita ognuno di noi gioca la sua partita a modo suo. Tutti giochiamo ... (continue)
- — Sep 23, 2011 | Add your feedback
-
RSS feeds: subscribe to Antonio Gallo's shelf
Boccaccio geografo
Questo è un libro per accademici. L'edizione è promossa dalla Wake Forest University della North Carolina (USA) insieme all'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio. Ma la curatrice è tutta italiana, nostrana. Ha le stesse radici di chi scrive, anche se di minore età. Già mi sono occupato di Roberta Moros ... (continue)
Questo è un libro per accademici. L'edizione è promossa dalla Wake Forest University della North Carolina (USA) insieme all'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio. Ma la curatrice è tutta italiana, nostrana. Ha le stesse radici di chi scrive, anche se di minore età. Già mi sono occupato di Roberta Morosini in occasione della pubblicazione di un suo precedente libro uscito diversi anni orsono sulle "Favole" di Maria di Francia. Rimando il lettore al link in caso fosse interessato a saperne di più su quell'argomento. In questo suo nuovo lavoro la Morosini affronta un argomento ben diverso ed anche molto più affascinante del precedente. L'obbiettivo è quello di fare un viaggio nel Mediterraneo tra le città, i giardini e il "mondo" di Giovanni Boccaccio. Devo dire che questo blog non ha nulla di accademico e quindi il lettore non può aspettarsi un'analisi critica ed approfondita di quanto la curatrice, nonchè autrice, ha fatto. Mi ha colpito il realismo con il quale Roberta ha voluto salutare il lettore presentando all'inizio del libro, prima del sommario, se stessa e le ragioni della sua ricerca a chi legge. Ha scritto, citando Boccaccio dal "Filocolo": "Il mondo è grande assai l'andare pellegrino mi fia cagione d'essercizio". A questa chiara dichiarazione di intenti ha fatto seguire la dedica: "A mia madre e a mio padre che pur non conoscendo le strade del mondo me le hanno insegnate".
Mi sembrano queste due citazioni essere un ottimo preludio per un invito alla lettura. Con la prima l'autrice si identifica con il suo Autore, il Boccaccio, che diventa anche sua guida e mentore. Condivide con lui la fatica dell'andare "pellegrino" da un lato, e dall'altra l'utilità di questa sua fatica, vista come una ragionevole ed utile pratica di esercizio al vivere. Nella seconda, la dedica ai suoi genitori, Roberta manifesta con orgoglio le sue radici che per qualcuno potrebbero sembrare umili o meschine, come possono essere le radici di chi nasce solo in apparenza con un destino segnato. Accade spesso, invece, che soggetti come Roberta aspirino a volare alto e ad intraprendere un viaggio che guarda alle stelle. Sono le radici queste di chi spesso avverte forte il peso della storia sulle spalle. Di chi, pur senza "conoscere", è capace di "insegnare" come vivere la vita.
Da questi esempi Roberta ha mosso i suoi passi verso il mondo, volando alto, scegliendo questa volta uno straordinario compagno di viaggio, quale Giovanni Boccaccio. Appartiene proprio a quella categoria moderna che un altro giovane studioso della nostra terra della Valle del Sarno, Piercamillo Falasca, ha definito "Terroni 2.0", coniando un termine che dà il titolo ad un suo recente libro di cui questo blogger si è occupato. Anche Roberta è una "terrona elettronica" in quanto appartenente alla realtà del "Web 2.0", visto che ha volato alto attraversando anche l'oceano. Il suo libro, pur avendo una natura cartacea, sarebbe degno di diventare un testo elettronico. Esso, infatti, è quanto mai ricco di immagini, sia a colori che in bianco e nero, innumerevoli note di richiamo ed approfondimenti, una notevole bibliografia, un folto indice dei luoghi.
Insomma tutto quanto fa di un libro un vero e proprio strumento per "navigare" sia nel mondo reale che virtuale. E che cos'è il Web 2.0 se non tutto questo in chiave elettronica? Un approccio filosofico alla rete, e quindi al mondo, che "connota la dimensione sociale della condivisione, dell'autorialità rispetto alla mera fruizione ... Una modalità di utilizzo della rete ad aprire nuovi scenari fondati sulla compresenza dell'utente della possibilità di fruire e di creare/modificare i contenuti multimediali". Ecco, a questo ho pensato scorrendo le pagine del libro di Roberta Morosini. Messo in Rete, questo libro diventerebbe un "testo dinamico", il lettore avrebbe cioè la possibilità seguire il Boccaccio geografo, cosmografo, poeta e scrittore in maniera sia orizzontale che verticale.
Il viaggio che effettua Roberta lo fa in compagnia di altri otto esperti colleghi i quali viaggiano nello spazio e nel tempo di Boccaccio, fatto di termini quanto mai affascinanti e desueti, tra i quali ecumene, odeporico, salterio ... Fantasie e misure si rincorrono nel giardino di Fiammetta sulle sponde del Mediterraneo, alla ricerca del sapere geografico, sia di Boccaccio che di altri. C'è bisogno di possedere uno speciale dizionario per afferrare la percezione del mondo e quella di altre razze ed altri spazi. Raccontare un viaggio è come raccontare la dimensione dell'immaginario che negli spazi rappresentativi ritrovano la loro ragione antropologica. In questo scenario si colloca l'Italia, che Fazio Degli Uberti così definisce nel suo "Dittamondo":" ... fatta in forma d'una fronda di quercia".
Guardatela l'Italia nelle inedite tavole che corredano questo bel libro edito dall'editore Mauro Pagliai di Firenze. Leggete le pagine dedicate a Napoli e a chi si definisce "napolide". Oggi nella definizione di Erri de Luca, ieri in Boccaccio: "Pur non essendo nato a Napoli Boccaccio descrive la città partenopea come un "Napolide", per usare una bella definizione che lo scrittore napoletano Erri De Luca dà di se stesso quando si accinge al racconto della sua città. Boccaccio, come De Luca, "porta nel sistema nervoso un apparecchio cercapersone messo dalla città in ognuno dei suoi": i luoghi e gli spazi di Napoli sono gli archivi in cui il tempo ha sedimentato persone, sensazioni e emozioni. Da qui la "geografia della memoria" di cui si vogliono ripercorrere le tappe".
E' proprio quella "geografia della memoria" che ognuno di noi si porta addosso in qualunque parte del mondo possa andare, un volta lasciato i luoghi delle proprie radici. La vita è, e deve essere, "movimento". Lo era al tempo del Boccaccio, lo è oggi per chi, "terrone" o no, è costretto a "navigare". T. S. Eliot, che Roberta certamente ricorderà, ebbe a dire: "Noi non cesseremo l’esplorazione / E la fine di tutte le nostre ricerche / Sarà di giungere là dove siamo partiti, / E conoscere il luogo per la prima volta."
Anche a lei auguro di non cessare mai la sua esplorazione del mondo e della vita. Di non sospendere mai le sue ricerche. Le auguro, quindi, di giungere/tornare là da dove è partita un giorno, seguendo l'insegnamento istintivo dei suoi genitori, "pellegrina" sì, ma carica di "essercizio". Ad maiora!
Is this helpful?