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- Onryo, avatar di morte (94)
- Urania 1578
- By Sakyo Komatsu, Angelo Marenzana, Alessandro Defilippi, …
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Finished on Feb 4, 2012





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- Hyperion (1394)
- By Dan Simmons
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Finished





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- Fantastico italiano (32)
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Finished on Jul 31, 2011





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Peccato che la raccolta si fermi proprio quando il fantastico principiava a sfaccettarsi in mille generi e sottogeneri, e in tematiche che andassero oltre il grottesco, il perturbante o l'orrore. Ce lo vedrei bene un secondo volume...
Ottimo l'apparato critico che aiuta a capire essigenze e finalit ... (continue)
- — Dec 5, 2011 | Add your feedback
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- Tutti i racconti (1927-1930) (1521)
- By H.P. Lovecraft
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Finished on Jul 16, 2011





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- Tutti i racconti (1923-1926) (1717)
- By H.P. Lovecraft
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Finished on May 20, 2011





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- Retrofuturo (44)
- Storie di fantascienza italiana
- By Vittorio Curtoni
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Finished on Sep 23, 2011





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Ricordo quando, verso la fine degli anni novanta (non è necessario dire il secolo: non sono ultracentenario), questa raccoltina veniva recensita su fanzine e periodici pubblicitari come il Cosmo SF a opera di Enrico Rulli e altri. E ricordo come la inserii tra le cose da leggere a tutti i cos ... (continue)
- — Dec 5, 2011 | Add your feedback
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- Le case del brivido (280)
- By Michael Reaves, Charlotte Perkins Gilman, Jack L. Chalker, …
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Finished on Sep 14, 2011





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Il libro che il vostro agente immobiliare non vi farebbe mai leggere -
Si parte dal 1924 e si finisce nell'85. Lo scopo: tracciare un quasi secolo di orrori casalinghi. L'intenzione è riuscita: dei racconti proposti ben pochi non riescono a farsi apprezzare per idee e atmosfere. Qualche brivido scorre, qualche "uau!" parte. Insomma una lettura generalemnte gradevole. M ... (continue)
- — Nov 30, 2011 | Add your feedback
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- Il vampiro (1458)
- By John William Polidori
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Finished on Oct 24, 2011





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L'ironia di un classico -
Un racconto classico, ma mediocre. Come è potuto succedere? Il mistero sta nella sua storia editoriale e autoriale. Se non ci fosse stato questo particolare contesto, fatto di battibecchi tra Polidori e Byron, fatto di serate noiose ammazzate a botta di racconti dell'orrore in una villa isolata e to ... (continue)
- — Nov 30, 2011 | Add your feedback
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- Il cavaliere inesistente (12649)
- By Italo Calvino
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Finished on Nov 1, 2011





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L'ho trovato meno completo di Il barone rampante. Tuttavia, come al solito, la lettura è stata piacevolissima, divertente, meravigliosa per la fantasia sempre viva e potente di Calvino. Solo lui poteva farsi venire certe idee e stenderle senza apparire presuntuoso, di quella presunzione che s ... (continue)
- — Nov 30, 2011 | Add your feedback
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- Fantasmi tedeschi (480)
- By Gustav Meyrink, E.T.A. Hoffmann
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Finished on Aug 31, 2011





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Ma dove sono i fantasmi?! -
E' la domanda che mi sono posto a fine lettura, domanda che, a essere onesti, stava germogliando già dopo aver letto il primo racconto. Qui infatti di fantasmi non ce n'è neanche l'ombra. Nel primo racconto addirittura non c'è neanche un reale fantastico, solo atmosfere misteriose e un personaggio c ... (continue)
- — Nov 30, 2011 | Add your feedback
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- Gli aforismi di Sherlock Holmes (267)
- By Arthur Conan Doyle
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Finished in 1996





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Gli aforismi di Sherlock Holmes




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Alcuni sono molto buoni. Altri sanno di già sentito:
Non c'è nulla di nuovo sotto il sole: tutto è già avvenuto.
- — Nov 30, 2011 | Add your feedback
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- All'insegna del cervo bianco (131)
- Urania 884
- By Arthur C. Clarke
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Finished on Oct 22, 2011





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Fa specie vedere Clarke alle prese con una fantascienza all'acqua di rose, "soft" al punto da sconfinare nel fantastico. Ma c'è il trucco! A narrare le storie di questa strana raccolta è in verità un individuo frustrato, immaginoso e afflitto dal complesso della star, per cui vuole avere su di sé se ... (continue)
- — Nov 30, 2011 | Add your feedback
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- Un mondo di ombre (48)
- Urania 1272
- By Jack Finney
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Finished on Oct 18, 2011





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Una lettura gradevole, ma che lascia il tempo che trova. Forse troppo leggera, forse troppo scontata (almeno oggi, dopo che film come Ghost sono passati e ripassati sui nostri schermi un milione di volte). C'è di buono che è scritta bene, è spesso divertente (i discorsi del protagonist ... (continue)
- — Nov 30, 2011 | Add your feedback
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- SV - Sea Venture (70)
- Urania 1016
- By Damon Knight
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Finished on Oct 13, 2011





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Ma i Simbionti... -
Una lettura abbastanza deludente. Deludente perché da Knight non mi sarei mai aspettato una trama tanto ingenua. Cioè, intendiamoci, ambiente e storia funzionano. E' nella messa in scena della storia in sé che ho visto approssimazione e mediocrità. I personaggi entrano in campo, fanno quello che dev ... (continue)
- — Nov 30, 2011 | Add your feedback
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- Il gioco degli immortali (170)
- Urania 1372
- By Massimo Mongai
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Finished on Oct 8, 2011





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Mongai non fa il bis, ma la colpa non è sua... -
Non c'è lettura più fastidiosa di quella che suggerisce senza pudore alcuno d'essere una mera operazione commerciale. Sia chiaro, oggi siamo per lo più seppelliti da libri prodotti da mestieranti; e molti nomi di grande richiamo approfittano della loro notorietà per propinarci le più inenarrabili ne ... (continue)
- — Nov 30, 2011 | Add your feedback
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Onryo, avatar di morte
Perché è così. Se questa raccolta fosse nata con lo scopo di far vedere implacabilmente le discrepanze di qualità fra autori giapponesi e autori italioti, avrebbe colpito nel segno. Invece dubito che i curatori (Arona e Soumaré) siano partiti con queste intenzioni.
Il disastro è inevitabile. Perch ... (continue)
Perché è così. Se questa raccolta fosse nata con lo scopo di far vedere implacabilmente le discrepanze di qualità fra autori giapponesi e autori italioti, avrebbe colpito nel segno. Invece dubito che i curatori (Arona e Soumaré) siano partiti con queste intenzioni.
Il disastro è inevitabile. Perché il prodotto è un semiritrovo d'amici. Semplicemente si richiama la cricca dei fedelissimi, si commissiona a questa una cosuccia per testa e si compone quello che viene fuori. Lo scopo dichiarato può anche essere lodevole, fare cioè il miscuglio di due nazioni, due punti di vista, due sensibilità. Ma la fiducia dei curatori negli amici non garantisce nulla. E infatti i racconti italiani qui raccolti spariscono, fanno una magra figura. Sia per le idee sviluppate che per le scritture. Tra l'altro Arona e Soumaré appaiono anche come autori. Per fortuna le loro cose sono migliori di quelle degli altri italiani, ma cribbio, che mancanza di professionalità, di serietà, di umiltà. Nelle fanzine di qualche decennio fa i produttori si autocelebravano a questo modo...
Si parte con La voce del cadavere di Masako Bando, una storia elegantissima come una stampa, scorrevole come la seta. La precisione della penna, la misura nella scelta delle parole, insomma, in una parola: lo stile. Un racconto davvero bello da leggere, e bello anche per la storia, che si carica di fascino grazie alla leggenda giapponese che l'autrice qui ripesca dal dimenticatoio. Nel leggero mi è sembrato di vivere una fiaba.
L'alternanza tra Giappone e Italia fa entrare in campo successivamente Alessandro Defilippi con Antracite , e qui cominciano già i problemi. Tanto è curato e gustoso Bando, che ogni difetto di Defilippi, per contrasto, appare ingigantito, e indigeribile. Una frase pomposa, una ripetizione inutile, qualche vero e proprio errore da prima stesura (alla bambina in due occasioni le si da del “gli”), e una storia che trasmette sì un certo mistero, ma lo fa nel modo peggiore, non possono che far cadere le braccia. In 18 righe, tra pagina 53 e 54, appaiono a raffica tre similitudini, per altro di mediocre fattura. Nessuna misura o buon gusto. Alla fine ho avuto il sospetto d'aver letto un racconto scritto di getto e rivisto solo sommariamente.
Bastano questi due testi per dire che più avanti la cosa si ripete. È vero che non tutti i testi orientali sono belli come quello di Bando, ma se non altro non sono brutti come alcuni italiani. I testi giapponesi, poi, perché ci vengono da lontano e hanno il sapore di cose diverse, riescono a essere interessanti anche quando propongono idee stantie. Quelli italiani invece non si fanno carico della nostra cultura, delle tradizioni, dei dialetti; le idee sono stantie ma manca anche il fascino delle cose nostre antiche. Quindi spariscono doppiamente: per scritture e per idee. Quello che appare sono i soliti fantasmi vendicatori (ma sono moderni, usano tacchi a spillo e hanno capelli con le mesh), il solito neomedium che aiuta a dare la pace a un'anima in pena; il solito angelo sterminatore di angeli dannati (ma il testo di Di Marino meriterebbe una stroncatura solo per la prosa, ridicola e insopportabile, per tacere di ambientazione e personaggi assolutamente non credibili). Unico autore che si solleva verso cose nuove è Samuel Marolla con Fobia, una storia che mette realmente strizza fino alla metà, per poi diventare un thriller soprannaturale (e va detto che Morolla è l'unico qui dentro a partire effettivamente da un preciso modello dell'horror japanesque, quello in cui il soprannaturale si fonde con la tecnologia più moderna).
Insomma una raccolta riuscita a metà, non professionale e biasimevole nelle intenzioni.
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