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Towers of Midnight
***This comment contains spoilers! ***
Innanzitutto, una critica. La divisione dell'unico volume originario in tre parti poteva essere fatta meglio. Certamente, il finale di TGS è entusiasmante, con Rand che affronta la sua personale parte di Tairmon Gaidon. Ma ci vuole un certo sforzo di fantasia per accettare che metà di ToM avviene un ... (continue)
Innanzitutto, una critica. La divisione dell'unico volume originario in tre parti poteva essere fatta meglio. Certamente, il finale di TGS è entusiasmante, con Rand che affronta la sua personale parte di Tairmon Gaidon. Ma ci vuole un certo sforzo di fantasia per accettare che metà di ToM avviene un paio di settimane prima. Perrin, infatti, vede Rand a DragonMount nel capitolo 30! Per non parlare della questione dei due Tam, che appare in due capitoli quasi contigui una volta nell'esercito di Perrin, l'altra accanto a Rand (peraltro, Tam lascia Perrin in maniera alquanto frettolosa: sembra una necessità di plot, più che il normale svolgersi della vicenda).
Anche il titolo mi lascia perplessa. Partita dall'idea che le torri di mezzanotte fossero le torri di volpi e serpenti, scopro nel glossario che si tratta di tredici fortezze seanchan, che mai sono assenti come in questo libro.
A proposito di glossario: non lo leggete prima di finire il libro, perché contiene spoiler terribili e un'informazione che dirime un lungo dubbio, senza però essere spiegata. Dopo aver pensato per anni a chi mai può aver ucciso Asmodean, ecco che si scopre che l'assassina è Graendal: mi sono persa indizi da qualche parte? L'unico accenno a questo particolare nel libro è il rimprovero a Graendal di aver causato la morte di tre Reietti!
Fin qui, le noti dolenti. Veniamo ai pregi, posto che si tratta di un volume "di passaggio", aspettando AMoL. La Ruota del Tempo ha visto molti libri di passaggio, solitamente particolarmente noiosi. In ToM, invece, le trame da sistemare e da portare a compimento, per preparare la scacchiera all'ultima battaglia, sono molte e se ne sentiva la necessità. La trama è ricchissima e dominata dal personaggio cardine di Perrin, protagonista di una buona metà del libro. Non ho mai amato particolarmente Perrin (l'unica cosa che mi piaceva dei suoi capitoli era Hopper...), perché l'ho sempre ritenuto un personaggio un po' insulso. Ma lo trovo riabilitato: come Rand, è cresciuto, ha trovato la sua posizione nella scacchiera e ha smesso finalmente di piangersi addosso.
Rand Sedai è titanico, come in TGS e forse di più.
Mat, invece, è sottotono. Credevo che più spazio sarebbe stato dato al suo tentativo di salvare Moiraine, relegato alla fine del libro. Confesso anche una notevole delusione per il fatto che non apra la lettera di Verin. Ho sempre immaginato Mat troppo curioso per rinunciare a leggere la "dannata lettera". Nella fuga dalla Torre, fa anche un po' la figura dello scemo: sbaglia a negoziare e, nonostante tutte le insistenze di Noal-Jair, capisce solo con ritardo il modo di fuggire.
Per quanto riguarda i personaggi femminili, troppo poco spazio è stato lasciato a Moiraine, considerato il tempo della sua assenza, mentre è interessante la crescita di Nynaeve. Aviendha, invece, è stata praticamente dimenticata e Min è relegata al ruolo di bastone della vecchiaia di Rand.
Rimane da chiedersi, alla fine, cosa stia succedendo alla Torre Nera (non può che essere legata a Demandred, ormai rimane solo lui) e quale follia possa inventarsi questa volta Lanfear.