Un tomo che se ne frega degli anni che si porta sulle spalle, ormai più di dieci, e si impone all'attenzione del lettore con grande forza. Dalle origini fino al 2000, un profilo storico del cinema giapponese che ripercorre gli sviluppi principali e i protagonisti più importanti di un cinema meravigl
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Un tomo che se ne frega degli anni che si porta sulle spalle, ormai più di dieci, e si impone all'attenzione del lettore con grande forza. Dalle origini fino al 2000, un profilo storico del cinema giapponese che ripercorre gli sviluppi principali e i protagonisti più importanti di un cinema meravigliosamente ricco. La Novielli, docente esperta di Giappone, non risparmia dettagli e aneddoti, e nonostante non approfondisca ogni aspetto toccato, in 300 pagine riesce benissimo a inquadrare la settima arte in Giappone. Il libro meriterebbe di essere aggiornato per saperne di più dello scorso decennio, ma resta comunque assolutamente imprescindibile per gli amanti di cinema.
Il testo è diviso in due parti. La prima parte è un percorso teorico e storico che cerca di riassumere strumenti e sviluppi della critica cinematografica dagli albori fino ad oggi. La seconda parte è un'applicazione pratica di quanto spiegato in precedenza: partendo da recensioni e articoli ormai di
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Il testo è diviso in due parti. La prima parte è un percorso teorico e storico che cerca di riassumere strumenti e sviluppi della critica cinematografica dagli albori fino ad oggi. La seconda parte è un'applicazione pratica di quanto spiegato in precedenza: partendo da recensioni e articoli ormai divenuti classici della critica, Bisoni offre la chiave di lettura per comprendere l'approccio applicato di volta in volta da ogni recensore. Si scoprono così tanti dettagli dei diversi punti di vista da cui grandi critici come Bazin, Godard, Truffaut e molti altri hanno mosso le loro penne per riscrivere la storia della critica cinematografica. A chiusura del testo la parte che ho preferito, cioè la critica che riflette sulla critica. Analisi che esaltano e condannano la critica cinematografica, a seconda dei casi. Un buon testo, ma sono ancora agli inizi della mia indagine.
Tanti, se non tutti, i temi cari alla poetica di Buzzati sono presenti in questo suo romanzo d'esordio. Eppure, la scrittura non è quella a cui ero abituato. Abbastanza chiaramente si nota lo sforzo di trovare la propria voce, la stessa poi naturale e chiara nei veri capolavori che seguiranno. Ho fa
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Tanti, se non tutti, i temi cari alla poetica di Buzzati sono presenti in questo suo romanzo d'esordio. Eppure, la scrittura non è quella a cui ero abituato. Abbastanza chiaramente si nota lo sforzo di trovare la propria voce, la stessa poi naturale e chiara nei veri capolavori che seguiranno. Ho faticato più di una volta a girare pagina. Il Buzzati che amo, quello che sa sempre come colpirmi dritto al cuore qui è nascosto in pochi sprazzi che fanno di Bàrnabo un'opera minore. Interessante per i completisti, trascurabile per tutti gli altri.
Adoro lo stile di Pezzotta. Qui sale in cattedra, asciutto ma anche divulgativo, senza gli adorabili entusiasmi e le decise prese di posizione che hanno caratterizzato il suo Tutto il Cinema di Hong Kong. La sua è una panoramica della critica cinematografica, dai timidi esordi fino ad oggi, dove nel
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Adoro lo stile di Pezzotta. Qui sale in cattedra, asciutto ma anche divulgativo, senza gli adorabili entusiasmi e le decise prese di posizione che hanno caratterizzato il suo Tutto il Cinema di Hong Kong. La sua è una panoramica della critica cinematografica, dai timidi esordi fino ad oggi, dove nell'era Internet tutti possono facilmente improvvisarsi critici di cinema. Il manuale funziona benissimo come introduzione base da cui ripartire. Gli otto capitoli raccontano sommariamente storia, metodi e temi della critica cinematografica, con interessanti raffronti e brevi analisi. A fine testo è raccolta una bibliografia, che associa una serie di volumi per approfondire il discorso di ogni capitolo. Utile per chi deve ancora avvicinarsi all'argomento, utile per le strade che mette davanti una volta terminata la lettura.
Breve, ma folgorante. Mi stupisco sinceramente del fatto che venga considerata un'opera minore di Buzzati. Per me è invece un fondamentale raccordo tra Il Deserto dei Tartari e Un Amore. Del primo c'è l'attesa per qualcosa di indefinito, l'uomo di fronte all'eternità, il mistero della vita e del suo
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Breve, ma folgorante. Mi stupisco sinceramente del fatto che venga considerata un'opera minore di Buzzati. Per me è invece un fondamentale raccordo tra Il Deserto dei Tartari e Un Amore. Del primo c'è l'attesa per qualcosa di indefinito, l'uomo di fronte all'eternità, il mistero della vita e del suo lento ma infinito incedere. Del secondo c'è il dolore, la riflessione, la perdita, la passione. La fantascienza secondo Buzzati.
Storia del cinema giapponese
Un tomo che se ne frega degli anni che si porta sulle spalle, ormai più di dieci, e si impone all'attenzione del lettore con grande forza. Dalle origini fino al 2000, un profilo storico del cinema giapponese che ripercorre gli sviluppi principali e i protagonisti più importanti di un cinema meravigl ... (continue)
Un tomo che se ne frega degli anni che si porta sulle spalle, ormai più di dieci, e si impone all'attenzione del lettore con grande forza. Dalle origini fino al 2000, un profilo storico del cinema giapponese che ripercorre gli sviluppi principali e i protagonisti più importanti di un cinema meravigliosamente ricco. La Novielli, docente esperta di Giappone, non risparmia dettagli e aneddoti, e nonostante non approfondisca ogni aspetto toccato, in 300 pagine riesce benissimo a inquadrare la settima arte in Giappone. Il libro meriterebbe di essere aggiornato per saperne di più dello scorso decennio, ma resta comunque assolutamente imprescindibile per gli amanti di cinema.
La critica cinematografica
Il testo è diviso in due parti. La prima parte è un percorso teorico e storico che cerca di riassumere strumenti e sviluppi della critica cinematografica dagli albori fino ad oggi. La seconda parte è un'applicazione pratica di quanto spiegato in precedenza: partendo da recensioni e articoli ormai di ... (continue)
Il testo è diviso in due parti. La prima parte è un percorso teorico e storico che cerca di riassumere strumenti e sviluppi della critica cinematografica dagli albori fino ad oggi. La seconda parte è un'applicazione pratica di quanto spiegato in precedenza: partendo da recensioni e articoli ormai divenuti classici della critica, Bisoni offre la chiave di lettura per comprendere l'approccio applicato di volta in volta da ogni recensore. Si scoprono così tanti dettagli dei diversi punti di vista da cui grandi critici come Bazin, Godard, Truffaut e molti altri hanno mosso le loro penne per riscrivere la storia della critica cinematografica. A chiusura del testo la parte che ho preferito, cioè la critica che riflette sulla critica. Analisi che esaltano e condannano la critica cinematografica, a seconda dei casi.
Un buon testo, ma sono ancora agli inizi della mia indagine.
Bàrnabo delle montagne
Tanti, se non tutti, i temi cari alla poetica di Buzzati sono presenti in questo suo romanzo d'esordio. Eppure, la scrittura non è quella a cui ero abituato. Abbastanza chiaramente si nota lo sforzo di trovare la propria voce, la stessa poi naturale e chiara nei veri capolavori che seguiranno. Ho fa ... (continue)
Tanti, se non tutti, i temi cari alla poetica di Buzzati sono presenti in questo suo romanzo d'esordio. Eppure, la scrittura non è quella a cui ero abituato. Abbastanza chiaramente si nota lo sforzo di trovare la propria voce, la stessa poi naturale e chiara nei veri capolavori che seguiranno. Ho faticato più di una volta a girare pagina. Il Buzzati che amo, quello che sa sempre come colpirmi dritto al cuore qui è nascosto in pochi sprazzi che fanno di Bàrnabo un'opera minore. Interessante per i completisti, trascurabile per tutti gli altri.
La critica cinematografica
Adoro lo stile di Pezzotta. Qui sale in cattedra, asciutto ma anche divulgativo, senza gli adorabili entusiasmi e le decise prese di posizione che hanno caratterizzato il suo Tutto il Cinema di Hong Kong. La sua è una panoramica della critica cinematografica, dai timidi esordi fino ad oggi, dove nel ... (continue)
Adoro lo stile di Pezzotta. Qui sale in cattedra, asciutto ma anche divulgativo, senza gli adorabili entusiasmi e le decise prese di posizione che hanno caratterizzato il suo Tutto il Cinema di Hong Kong. La sua è una panoramica della critica cinematografica, dai timidi esordi fino ad oggi, dove nell'era Internet tutti possono facilmente improvvisarsi critici di cinema. Il manuale funziona benissimo come introduzione base da cui ripartire. Gli otto capitoli raccontano sommariamente storia, metodi e temi della critica cinematografica, con interessanti raffronti e brevi analisi. A fine testo è raccolta una bibliografia, che associa una serie di volumi per approfondire il discorso di ogni capitolo. Utile per chi deve ancora avvicinarsi all'argomento, utile per le strade che mette davanti una volta terminata la lettura.
Il grande ritratto
Breve, ma folgorante. Mi stupisco sinceramente del fatto che venga considerata un'opera minore di Buzzati. Per me è invece un fondamentale raccordo tra Il Deserto dei Tartari e Un Amore. Del primo c'è l'attesa per qualcosa di indefinito, l'uomo di fronte all'eternità, il mistero della vita e del suo ... (continue)
Breve, ma folgorante. Mi stupisco sinceramente del fatto che venga considerata un'opera minore di Buzzati. Per me è invece un fondamentale raccordo tra Il Deserto dei Tartari e Un Amore. Del primo c'è l'attesa per qualcosa di indefinito, l'uomo di fronte all'eternità, il mistero della vita e del suo lento ma infinito incedere. Del secondo c'è il dolore, la riflessione, la perdita, la passione. La fantascienza secondo Buzzati.