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Premesso che Grossman scrive benissimo e premesso che questo libro è una testimonianza delle possibili o probabili assonanze emotive fra scrittura e cultura ebraica ed araba (penso ai vari mahfuz...), il libro è pesante ed oltremodo insistito. L'idea iniziale di un innamoramento fra "sconosciuti", i ... (
continue ) -
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Oct 31, 2007 |
2 feedbacks
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By Alessandro Baricco -
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Reazione orticarioide -
Idiosincrasia verso un autore che utilizza linguaggio e trame piegandole eccessivamente alla ricerca spasmodica della soddisfazione del proprio autocompiacimento.
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Jun 16, 2007 |
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Prateria
Scoccia enormemente abbandonare la lettura di un libro, un poco per la spesa economica, un poco perchè ogni volta che si fa un acquisto e ci si prepara alla lettura nasce una sorta di "contratto", di "investimento".continue)
I libri di viaggio mi sono sempre piaciuti, anche quelli con una forte componen ... (
Scoccia enormemente abbandonare la lettura di un libro, un poco per la spesa economica, un poco perchè ogni volta che si fa un acquisto e ci si prepara alla lettura nasce una sorta di "contratto", di "investimento".
I libri di viaggio mi sono sempre piaciuti, anche quelli con una forte componente cerebrale o di documentazione e sarebbe il caso di questo libro; che è scritto bene, è persino ricercato in questa sorta di ritorno alle radici, alla caccia dell' "etimologia" e dei confini, è ricco di piccole istantanee piacevoli, di aneddoti, di comunità e suoi rituali. Il tutto però ben nascosto, soffocato, asfissiato da decine e decine di pagine sul nulla, di pedanti e soporose elucubrazioni etimologiche, di raccolte certosine di frammenti di altri libri o detti o dissertazioni sul tema principale: il kansas, la prateria, la pienezza degli orizzonti immensi e sempre uguali di una certa America (con un pressante tentativo di convincere il lettore che, nella prateria, "il vuoto è pieno").
Pare davvero di piombarci di colpo, nella prateria, una tazza di caffè in mano ed il sole che sorge e tramonta, sorge e tramonta, sorge e tramonta.....
Nasce inevitabile il rigetto, una specie di "la campagna, quel posto dove i polli vanno in giro crudi!?".