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Questo libro mi ha dato un sussulto perché il suo tema è nei miei pensieri da molto tempo, inconsciamente, credo, da quando ho letto Guerra e pace la prima volta. Ricordo di essere rimasta colpita dalla scena in cui gli uomini si infervorano parlando di guerra, mentre le donne, da outsider de ... (
continue ) -
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May 7, 2013 |
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Principessa
Calligarich è probabilmente uno degli scrittori italiani viventi di maggiore talento, e non sbaglia un colpo (anche perché è tutt'altro che prolifico, da un punto di vista strettamente quantitativo).continue)
È uno dei pochi scrittori capaci di produrre atmosfere, di conferire struttura a una visione nuova e ... (
Calligarich è probabilmente uno degli scrittori italiani viventi di maggiore talento, e non sbaglia un colpo (anche perché è tutt'altro che prolifico, da un punto di vista strettamente quantitativo).
È uno dei pochi scrittori capaci di produrre atmosfere, di conferire struttura a una visione nuova e unitaria del mondo. La Milano di questo libro è soffocante, gelida, deprimente, cinica, ma è perfetta e irresistibile, una figura della mente capace di coinvolgere.
La scrittura è unica, riconoscibile tra mille, con il suo ritmo spezzato e l'effetto di eterno ritorno dato dalla continua soppressione del verbo - e quindi dell'azione - in favore del primato del sostantivo, dell'aggettivo, dei verbi solo quando sostantivizzati, a suggerire un eccesso di realtà fotografica, statica, indifferente e inesorabile.
Non è tanto la trama, la storia in sé - che pure è struggente e delicata insieme -, ma piuttosto le numerose immagini poetiche disseminate nel testo, poetiche perché universali, in grado di parlare al cuore di ognuno. Parole semplici, mai vuote, mai di maniera, ma che ci riguardano tutte, perché nascono da un animo di scrittore, di scrittore vero. Forse nascono prima ancora della storia, è questo il mio sospetto. Forse nascono, e gli impongono di costruire una storia che le porti fino a noi. E questo, in fondo, è quello che dovrebbe fare uno scrittore.