Sulla copertina della mia edizione del libro Jonathan Franzen declama "Questo libro lascerà un buco dentro di voi come solo i grandi libri riescono a fare". Oddio. Io ancora non ho deciso se mi è piaciuto l'unico libro di Franzen che ho letto, chi me lo fa fare di andre a leggere un libro da lui c
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Sulla copertina della mia edizione del libro Jonathan Franzen declama "Questo libro lascerà un buco dentro di voi come solo i grandi libri riescono a fare". Oddio. Io ancora non ho deciso se mi è piaciuto l'unico libro di Franzen che ho letto, chi me lo fa fare di andre a leggere un libro da lui consigliato? Ma ho un debole per i libri ambientati nei college americani per cui alla fine mi faccio convincere dalla pletora di giudizi entusiasti (Sunday Times bestseller, Chicago Tribune bestseller..) e mi butto a capofitto nell'Arte di vivere in difesa, superando agilmente i capitoli "baseball-oriented" per puntare con decisione al cuore del romanzo. Che non è "baseball-oriented". Eh sì, perché nonostante questo sport sia il motore della vita del giovane protagonista, Henry, e gli eventi del romanzo facciano da contrappunto ad allenamenti e partite, questo non è un libro sul baseball anzi, come mi è capitato di leggere su Goodreads, dire che questo è un libro sul baseball equivale a dire che Moby Dick è un libro sulla pesca. Personalmente sono felicissima che, per ragioni di traduzione, al titolo italiano sfugga il doppio senso dell' originale The Art of Fielding (fielding nel baseball indica proprio l'azione della squadra che non è alla battuta), considerando la scarsa popolarità di questo sport nel nostro paese penso ci sarebbe un grosso rischio di perdere lettori per un mero pregiudizio.
Avevo pensato di scrivere una semplice recensione, ma poi ho capito che non avrebbe mai reso giustizia a questo volume, che è quanto di definitivo un fan di Terry Pratchett possa trovare in vendita: una guida in 128 pagine alla città di Ankh-Morpork, ambientazione prediletta dall'autore inglese per
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Avevo pensato di scrivere una semplice recensione, ma poi ho capito che non avrebbe mai reso giustizia a questo volume, che è quanto di definitivo un fan di Terry Pratchett possa trovare in vendita: una guida in 128 pagine alla città di Ankh-Morpork, ambientazione prediletta dall'autore inglese per la maggioranza dei sui romanzi della saga Mondo Disco. Quindi ho aggiunto le foto. Contiene proprio tutto ciò che offre una guida a qualsiasi città reale: all'introduzione all'edizione, scritta dagli intrepidi che si sono avventurati nei più oscuri anditi della capitale, segue una sezione con informazioni essenziali quali indirizzi delle banche in cui effettuare il cambio di valuta (decisamente sconsigliati i generosi bureaux de change senza licenza agli angoli delle strade), numeri d'emergenza, indirizzi di Gilde e Ambasciate.
Per essere un thriller, genere che personalmente ritengo fin troppo limitato e costruito, Vernice fresca si presenta molto bene: un romanzo fresco, intrigante, molto più originale di quanto possa consentire la struttura rigida e spesso stereotipata del thriller. Singolare la scelta dell'ambientaz
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Per essere un thriller, genere che personalmente ritengo fin troppo limitato e costruito, Vernice fresca si presenta molto bene: un romanzo fresco, intrigante, molto più originale di quanto possa consentire la struttura rigida e spesso stereotipata del thriller. Singolare la scelta dell'ambientazione glocal, a voler usare un neologismo: globale e locale insieme. Si parla di ingegneria genetica, di guerra batteriologica, di strascichi di guerra fredda che collegano l'Italia al Kazakistan, eppure tutta l'azione ha luogo nel cuore della profonda provincia lombarda. Questo spirito si scorge meglio nella gestione dei personaggi, stritolati nella morsa tra vita pubblica e vita privata, con conseguenti conflitti etici e così via.
Questo romanzo si ispira ad un fatto realmente accaduto negli anni Venti: nel Tiszazug, remota e arretrata regione dell'Ungheria, circa cinquanta persone, in maggioranza uomini, furono avvelenate dalle loro mogli, figlie o altri parenti di sesso femminile. Delle donne accusate, venti vennero ritenut
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Questo romanzo si ispira ad un fatto realmente accaduto negli anni Venti: nel Tiszazug, remota e arretrata regione dell'Ungheria, circa cinquanta persone, in maggioranza uomini, furono avvelenate dalle loro mogli, figlie o altri parenti di sesso femminile. Delle donne accusate, venti vennero ritenute colpevoli. Sei di queste vennero condannate a morte e le rimanenti a pene detentive. Nei casi in cui erano trascorsi troppi anni dal delitto, la colpevolezza non poté essere provata e molte responsabili sfuggirono al castigo. La vita delle contadine non doveva essere facile a quel tempo. Gli uomini erano gli indiscussi padroni in famiglia e, una volta svolti quei lavori ritenuti troppo pesanti per le donne -non dovevano essere molti perché il sesso femminile era robusto-, andavano a passare le serate in osteria dove, oltre a giocare a carte, si ubriacavano e diventavano ulteriormente brutali e maneschi.
Un romanzo ucronico e anche utopico, anche se non nel senso etimologico, e insieme di fantascienza e umoristico, con tratti di ricerca linguistica e fantasia molto interessanti. Insomma: tanta roba. Ho dovuto cominciarlo due volte, come capita talvolta per libri che poi, di pagina in pagina, scopria
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Un romanzo ucronico e anche utopico, anche se non nel senso etimologico, e insieme di fantascienza e umoristico, con tratti di ricerca linguistica e fantasia molto interessanti. Insomma: tanta roba. Ho dovuto cominciarlo due volte, come capita talvolta per libri che poi, di pagina in pagina, scopriamo piacerci anche molto, e la seconda volta è decollato, come la Proteo Tien, alla ricerca di altri mondi e universi paralleli. Si sente molto l'influsso del viaggio che l'autore aveva fatto alla scoperta degli Incas, come lui stesso ammette, e della cultura poliedrica e vagabonda, che va dalle teorie dei mutamenti dei tarocchi cinesi, i Ching, alle citazioni cinematografiche da saghe come Star Wars, che anche un non fanatico della trilogia può riconoscere.
L'arte di vivere in difesa
Sulla copertina della mia edizione del libro Jonathan Franzen declama "Questo libro lascerà un buco dentro di voi come solo i grandi libri riescono a fare".continue)
Oddio. Io ancora non ho deciso se mi è piaciuto l'unico libro di Franzen che ho letto, chi me lo fa fare di andre a leggere un libro da lui c ... (
Sulla copertina della mia edizione del libro Jonathan Franzen declama "Questo libro lascerà un buco dentro di voi come solo i grandi libri riescono a fare".
Oddio. Io ancora non ho deciso se mi è piaciuto l'unico libro di Franzen che ho letto, chi me lo fa fare di andre a leggere un libro da lui consigliato? Ma ho un debole per i libri ambientati nei college americani per cui alla fine mi faccio convincere dalla pletora di giudizi entusiasti (Sunday Times bestseller, Chicago Tribune bestseller..) e mi butto a capofitto nell'Arte di vivere in difesa, superando agilmente i capitoli "baseball-oriented" per puntare con decisione al cuore del romanzo. Che non è "baseball-oriented".
Eh sì, perché nonostante questo sport sia il motore della vita del giovane protagonista, Henry, e gli eventi del romanzo facciano da contrappunto ad allenamenti e partite, questo non è un libro sul baseball anzi, come mi è capitato di leggere su Goodreads, dire che questo è un libro sul baseball equivale a dire che Moby Dick è un libro sulla pesca. Personalmente sono felicissima che, per ragioni di traduzione, al titolo italiano sfugga il doppio senso dell' originale The Art of Fielding (fielding nel baseball indica proprio l'azione della squadra che non è alla battuta), considerando la scarsa popolarità di questo sport nel nostro paese penso ci sarebbe un grosso rischio di perdere lettori per un mero pregiudizio.
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http://www.lastambergadeilettori.com/2013/05/larte-di-v…
The Compleat Ankh-Morpork
Avevo pensato di scrivere una semplice recensione, ma poi ho capito che non avrebbe mai reso giustizia a questo volume, che è quanto di definitivo un fan di Terry Pratchett possa trovare in vendita: una guida in 128 pagine alla città di Ankh-Morpork, ambientazione prediletta dall'autore inglese per ... (continue)
Avevo pensato di scrivere una semplice recensione, ma poi ho capito che non avrebbe mai reso giustizia a questo volume, che è quanto di definitivo un fan di Terry Pratchett possa trovare in vendita: una guida in 128 pagine alla città di Ankh-Morpork, ambientazione prediletta dall'autore inglese per la maggioranza dei sui romanzi della saga Mondo Disco. Quindi ho aggiunto le foto.
Contiene proprio tutto ciò che offre una guida a qualsiasi città reale: all'introduzione all'edizione, scritta dagli intrepidi che si sono avventurati nei più oscuri anditi della capitale, segue una sezione con informazioni essenziali quali indirizzi delle banche in cui effettuare il cambio di valuta (decisamente sconsigliati i generosi bureaux de change senza licenza agli angoli delle strade), numeri d'emergenza, indirizzi di Gilde e Ambasciate.
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Vernice Fresca
Per essere un thriller, genere che personalmente ritengo fin troppo limitato e costruito, Vernice fresca si presenta molto bene: un romanzo fresco, intrigante, molto più originale di quanto possa consentire la struttura rigida e spesso stereotipata del thriller.continue)
Singolare la scelta dell'ambientaz ... (
Per essere un thriller, genere che personalmente ritengo fin troppo limitato e costruito, Vernice fresca si presenta molto bene: un romanzo fresco, intrigante, molto più originale di quanto possa consentire la struttura rigida e spesso stereotipata del thriller.
Singolare la scelta dell'ambientazione glocal, a voler usare un neologismo: globale e locale insieme. Si parla di ingegneria genetica, di guerra batteriologica, di strascichi di guerra fredda che collegano l'Italia al Kazakistan, eppure tutta l'azione ha luogo nel cuore della profonda provincia lombarda. Questo spirito si scorge meglio nella gestione dei personaggi, stritolati nella morsa tra vita pubblica e vita privata, con conseguenti conflitti etici e così via.
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La fabbricante di vedove
Questo romanzo si ispira ad un fatto realmente accaduto negli anni Venti: nel Tiszazug, remota e arretrata regione dell'Ungheria, circa cinquanta persone, in maggioranza uomini, furono avvelenate dalle loro mogli, figlie o altri parenti di sesso femminile. Delle donne accusate, venti vennero ritenut ... (continue)
Questo romanzo si ispira ad un fatto realmente accaduto negli anni Venti: nel Tiszazug, remota e arretrata regione dell'Ungheria, circa cinquanta persone, in maggioranza uomini, furono avvelenate dalle loro mogli, figlie o altri parenti di sesso femminile. Delle donne accusate, venti vennero ritenute colpevoli. Sei di queste vennero condannate a morte e le rimanenti a pene detentive. Nei casi in cui erano trascorsi troppi anni dal delitto, la colpevolezza non poté essere provata e molte responsabili sfuggirono al castigo.
La vita delle contadine non doveva essere facile a quel tempo. Gli uomini erano gli indiscussi padroni in famiglia e, una volta svolti quei lavori ritenuti troppo pesanti per le donne -non dovevano essere molti perché il sesso femminile era robusto-, andavano a passare le serate in osteria dove, oltre a giocare a carte, si ubriacavano e diventavano ulteriormente brutali e maneschi.
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Terra!
Un romanzo ucronico e anche utopico, anche se non nel senso etimologico, e insieme di fantascienza e umoristico, con tratti di ricerca linguistica e fantasia molto interessanti.continue)
Insomma: tanta roba.
Ho dovuto cominciarlo due volte, come capita talvolta per libri che poi, di pagina in pagina, scopria ... (
Un romanzo ucronico e anche utopico, anche se non nel senso etimologico, e insieme di fantascienza e umoristico, con tratti di ricerca linguistica e fantasia molto interessanti.
Insomma: tanta roba.
Ho dovuto cominciarlo due volte, come capita talvolta per libri che poi, di pagina in pagina, scopriamo piacerci anche molto, e la seconda volta è decollato, come la Proteo Tien, alla ricerca di altri mondi e universi paralleli.
Si sente molto l'influsso del viaggio che l'autore aveva fatto alla scoperta degli Incas, come lui stesso ammette, e della cultura poliedrica e vagabonda, che va dalle teorie dei mutamenti dei tarocchi cinesi, i Ching, alle citazioni cinematografiche da saghe come Star Wars, che anche un non fanatico della trilogia può riconoscere.
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