La prima volta che ho letto La zia Mame andavo ancora alle elementari. Si trattava di una edizione vecchissima, credo risalente ai primi anni Sessanta (se non addirittura alla fine degli anni Cinquanta). Il libro aveva la copertina di un verdolino assai poco invitante, era abbastanza frusto, emanava
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La prima volta che ho letto La zia Mame andavo ancora alle elementari. Si trattava di una edizione vecchissima, credo risalente ai primi anni Sessanta (se non addirittura alla fine degli anni Cinquanta). Il libro aveva la copertina di un verdolino assai poco invitante, era abbastanza frusto, emanava odore di polvere e nel complesso aveva un aspetto alquanto "artigianale", almeno a paragone con le edizioni di oggi...
Parlare male di questo libro è fin troppo facile. Non nascondo una certa fatica ad arrivare fino in fondo. Lo stile dell'autore è riconoscibile, personale, accativante, a tratti divertente. Le invenzioni linguistiche si sprecano e devo ammettere che qualche volta strappano un sorriso. L'autore alger
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Parlare male di questo libro è fin troppo facile. Non nascondo una certa fatica ad arrivare fino in fondo. Lo stile dell'autore è riconoscibile, personale, accativante, a tratti divertente. Le invenzioni linguistiche si sprecano e devo ammettere che qualche volta strappano un sorriso. L'autore algerino, classe 1968, un giornalista che dal 1998 vive in Francia e scrive in francese, mescolando il gergo della "mala" a quello della politica e dei proclami ufficiali dei fondamentalisti e dei loro avversari (esercito e polizia), in un gioco grottesco e perverso nel quale tutti i personaggi appaiono coinvolti e tutti perdenti. L'inizio è promettente. Inoltrandosi nella lettura si avverte un certa stanchezza, come dopo un'abuffata di un dolce farcito con troppa panna che, con ogni probabilità, un lettore francese riuscirebbe ad assaporare molto di più. Nello stesso anno in cui è uscito questo libro Einaudi ha pubblicato Allah superstar, che sono riuscito a procurarmi e che ho provato a leggere.
Malgrado una mia certa diffidenza nei confronti dei romanzi storici, il libro mi era sembrato interessante sia perché scritto da uno dei più importanti autori egiziani, del quale mi era capitato di leggere e apprezzare alcuni racconti in varie antologie, sia perché rappresenta uno dei pochi romanzi
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Malgrado una mia certa diffidenza nei confronti dei romanzi storici, il libro mi era sembrato interessante sia perché scritto da uno dei più importanti autori egiziani, del quale mi era capitato di leggere e apprezzare alcuni racconti in varie antologie, sia perché rappresenta uno dei pochi romanzi arabi accessibili. In un momento come questo, in cui quel mondo è attraversato da tensioni e conflitti difficilmente decifrabili per chi si trova dall'altra riva del Mediterraneo, mi sembrava un'opportunità interessante per cercare di capire meglio quello che succede da quelle parti. Inoltrandomi nella lettura, il pretesto dell'attualità è svanito. Mi sono trovato immerso in un luogo e in un'epoca lontana: il Cairo in un momento di svolta della storia dell'Egitto, in cui il potere del sultanato mammelucco sta per cedere il passo alla dominazione ottomana (1516-1517). Superata la difficoltà di memorizzare i nomi dei personaggi, intorno alla cinquantesima pagina mi si è spalancato un mondo a me sconosciuto. L'autore dimostra di padroneggiare le fonti storiche con abilità.
¡Tú la pagarás!
Vittoria A. intervista Marilù Oliva sul suo secondo libro:
http://ghettodeilettori.blogspot.com/2010/09/intervista…
Zia Mame
La prima volta che ho letto La zia Mame andavo ancora alle elementari. Si trattava di una edizione vecchissima, credo risalente ai primi anni Sessanta (se non addirittura alla fine degli anni Cinquanta). Il libro aveva la copertina di un verdolino assai poco invitante, era abbastanza frusto, emanava ... (continue)
La prima volta che ho letto La zia Mame andavo ancora alle elementari. Si trattava di una edizione vecchissima, credo risalente ai primi anni Sessanta (se non addirittura alla fine degli anni Cinquanta). Il libro aveva la copertina di un verdolino assai poco invitante, era abbastanza frusto, emanava odore di polvere e nel complesso aveva un aspetto alquanto "artigianale", almeno a paragone con le edizioni di oggi...
http://ghettodeilettori.blogspot.com/2009/09/la-zia-mam…
Zero Kill
Parlare male di questo libro è fin troppo facile. Non nascondo una certa fatica ad arrivare fino in fondo. Lo stile dell'autore è riconoscibile, personale, accativante, a tratti divertente. Le invenzioni linguistiche si sprecano e devo ammettere che qualche volta strappano un sorriso. L'autore alger ... (continue)
Parlare male di questo libro è fin troppo facile. Non nascondo una certa fatica ad arrivare fino in fondo. Lo stile dell'autore è riconoscibile, personale, accativante, a tratti divertente. Le invenzioni linguistiche si sprecano e devo ammettere che qualche volta strappano un sorriso. L'autore algerino, classe 1968, un giornalista che dal 1998 vive in Francia e scrive in francese, mescolando il gergo della "mala" a quello della politica e dei proclami ufficiali dei fondamentalisti e dei loro avversari (esercito e polizia), in un gioco grottesco e perverso nel quale tutti i personaggi appaiono coinvolti e tutti perdenti. L'inizio è promettente. Inoltrandosi nella lettura si avverte un certa stanchezza, come dopo un'abuffata di un dolce farcito con troppa panna che, con ogni probabilità, un lettore francese riuscirebbe ad assaporare molto di più. Nello stesso anno in cui è uscito questo libro Einaudi ha pubblicato Allah superstar, che sono riuscito a procurarmi e che ho provato a leggere.
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http://www.lastambergadeilettori.com/2011/12/yb-zero-ki…
Zayni Barakat
Malgrado una mia certa diffidenza nei confronti dei romanzi storici, il libro mi era sembrato interessante sia perché scritto da uno dei più importanti autori egiziani, del quale mi era capitato di leggere e apprezzare alcuni racconti in varie antologie, sia perché rappresenta uno dei pochi romanzi ... (continue)
Malgrado una mia certa diffidenza nei confronti dei romanzi storici, il libro mi era sembrato interessante sia perché scritto da uno dei più importanti autori egiziani, del quale mi era capitato di leggere e apprezzare alcuni racconti in varie antologie, sia perché rappresenta uno dei pochi romanzi arabi accessibili. In un momento come questo, in cui quel mondo è attraversato da tensioni e conflitti difficilmente decifrabili per chi si trova dall'altra riva del Mediterraneo, mi sembrava un'opportunità interessante per cercare di capire meglio quello che succede da quelle parti. Inoltrandomi nella lettura, il pretesto dell'attualità è svanito. Mi sono trovato immerso in un luogo e in un'epoca lontana: il Cairo in un momento di svolta della storia dell'Egitto, in cui il potere del sultanato mammelucco sta per cedere il passo alla dominazione ottomana (1516-1517). Superata la difficoltà di memorizzare i nomi dei personaggi, intorno alla cinquantesima pagina mi si è spalancato un mondo a me sconosciuto. L'autore dimostra di padroneggiare le fonti storiche con abilità.
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http://www.lastambergadeilettori.com/2011/05/zayni-bara…
Yes Man
http://ghettodeilettori.blogspot.com/2009/03/yes-man-da…