solita caterva di interventi disomogenei. Molte buone intenzioni, pochissimi risultati, tante parole al vento, un po' di passerella per ricercatori e ricercatrici in erba che possono sbizzarrirsi a citare Maffesoli o Goffman a piacimento (una gran goduria vero?) Peccato, perché il tema di per sé è m
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solita caterva di interventi disomogenei. Molte buone intenzioni, pochissimi risultati, tante parole al vento, un po' di passerella per ricercatori e ricercatrici in erba che possono sbizzarrirsi a citare Maffesoli o Goffman a piacimento (una gran goduria vero?) Peccato, perché il tema di per sé è molto interessante e produttivo intellettualmente, ma siamo ben distanti dal rigore e dalla profondità di un Paolo Jedlowski, tanto per non andare lontani.
chi ci ha visto echi di Kafka aveva bevuto un limoncello di troppo. Dopo la dodicesima metafora sulla luce del sole che entra nella fabbrica nel giro di due pagine ho lasciato perdere la lettura seria (voglio dire la lettura come dialogo con qualcuno che non ti sta prendendo per il culo) e ho proseg
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chi ci ha visto echi di Kafka aveva bevuto un limoncello di troppo. Dopo la dodicesima metafora sulla luce del sole che entra nella fabbrica nel giro di due pagine ho lasciato perdere la lettura seria (voglio dire la lettura come dialogo con qualcuno che non ti sta prendendo per il culo) e ho proseguito a leggere come un automa ipnotizzato, (chimiamolo "l'effetto Hrabal"). Magari adesso vado a leggermi un po' di Kafka, Canetti, Kristof, Carver o Roth per rifarmi la bocca dopo tutti questi pastrocchi linguistici vezzosi e queste metafore idiosicratiche gratuite che saltano fuori ogni due per tre. e' una vera fortuna che questo tipo di scrittura non sia una diretta conseguenza del regime dal quale prende spunto, perché avremmo avuto un'intera generazione di scrittori da mal di pancia art decò da cestinare. Per fortuna il regime non giustifica questo stile. e' tutta farina del buon Hrabal. Prosit
Ma scrivere un po' più semplice e chiaro, che dici?
Un libro di una noia mortale, scritto in maniera involuta e inutilmente complicata.
Leggevo, leggevo, e la mia vista scivolava sulle parole in una soporifera ninna nanna mentale tra concetti astratti, formulazioni impersonali, rimandi e riferimenti lontani e un lessico da ghigliottina.
Un libro di una noia mortale, scritto in maniera involuta e inutilmente complicata.
Leggevo, leggevo, e la mia vista scivolava sulle parole in una soporifera ninna nanna mentale tra concetti astratti, formulazioni impersonali, rimandi e riferimenti lontani e un lessico da ghigliottina.
Non un esempio, non un riferimento concreto, nessuna immagine mentale...non si scende mai a terra in questo libro, si resta sospesi nel linguaggio opaco dell'autore, così' caro a tanta letteratura accademica nostrana che ormai mi ha davvero disgustato.
Ma al sindacato parla così? Avrà fatto certamente carriera.
Questa collana di fumetti è un figata pazzesca, anche se ovviamente con risultati non sempre omogenei.
Questo su Toni Negri mi ha un po' inquietato, e forse questa era la vera intenzione dell'autore. Perché la figura di Antonio Negri è di fatto una figura inquietante, che attraversa la storia
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Questa collana di fumetti è un figata pazzesca, anche se ovviamente con risultati non sempre omogenei.
Questo su Toni Negri mi ha un po' inquietato, e forse questa era la vera intenzione dell'autore. Perché la figura di Antonio Negri è di fatto una figura inquietante, che attraversa la storia italiana e le sue contraddizioni.
Dal punto di vista biografico non è granché (si può trovare di meglio) ma la personalità e la storia davvero complesse di Negri emergono con nitidezza.
E si intuisce (solo intuisce) il passaggio teorico dall'operaismo degli anni sessanta al cosmopolitismo e alle nuove acquisizioni teoriche dell'ultimo periodo, a valle dell'esperienza parigina.
Mi ha fatto tornare la voglia di finire "impero" e di leggere le ultime cose (anche se so che è un bagno di sangue).
Rumor e pettegolezzi
solita caterva di interventi disomogenei. Molte buone intenzioni, pochissimi risultati, tante parole al vento, un po' di passerella per ricercatori e ricercatrici in erba che possono sbizzarrirsi a citare Maffesoli o Goffman a piacimento (una gran goduria vero?) Peccato, perché il tema di per sé è m ... (continue)
solita caterva di interventi disomogenei. Molte buone intenzioni, pochissimi risultati, tante parole al vento, un po' di passerella per ricercatori e ricercatrici in erba che possono sbizzarrirsi a citare Maffesoli o Goffman a piacimento (una gran goduria vero?) Peccato, perché il tema di per sé è molto interessante e produttivo intellettualmente, ma siamo ben distanti dal rigore e dalla profondità di un Paolo Jedlowski, tanto per non andare lontani.
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Inserzione per una casa in cui non voglio più abitare
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chi ci ha visto echi di Kafka aveva bevuto un limoncello di troppo. Dopo la dodicesima metafora sulla luce del sole che entra nella fabbrica nel giro di due pagine ho lasciato perdere la lettura seria (voglio dire la lettura come dialogo con qualcuno che non ti sta prendendo per il culo) e ho proseg ... (continue)
chi ci ha visto echi di Kafka aveva bevuto un limoncello di troppo. Dopo la dodicesima metafora sulla luce del sole che entra nella fabbrica nel giro di due pagine ho lasciato perdere la lettura seria (voglio dire la lettura come dialogo con qualcuno che non ti sta prendendo per il culo) e ho proseguito a leggere come un automa ipnotizzato, (chimiamolo "l'effetto Hrabal"). Magari adesso vado a leggermi un po' di Kafka, Canetti, Kristof, Carver o Roth per rifarmi la bocca dopo tutti questi pastrocchi linguistici vezzosi e queste metafore idiosicratiche gratuite che saltano fuori ogni due per tre. e' una vera fortuna che questo tipo di scrittura non sia una diretta conseguenza del regime dal quale prende spunto, perché avremmo avuto un'intera generazione di scrittori da mal di pancia art decò da cestinare. Per fortuna il regime non giustifica questo stile. e' tutta farina del buon Hrabal. Prosit
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Jukebox all'idrogeno
Come per molti (anche se nel mio caso un po' fuori tempo massimo) è stato uno dei sottofondi lirici della mia adolescenza
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Il sapere professionale
Ma scrivere un po' più semplice e chiaro, che dici?Un libro di una noia mortale, scritto in maniera involuta e inutilmente complicata.
Leggevo, leggevo, e la mia vista scivolava sulle parole in una soporifera ninna nanna mentale tra concetti astratti, formulazioni impersonali, rimandi e riferimenti lontani e un lessico da ghigliottina.
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Un libro di una noia mortale, scritto in maniera involuta e inutilmente complicata.
Leggevo, leggevo, e la mia vista scivolava sulle parole in una soporifera ninna nanna mentale tra concetti astratti, formulazioni impersonali, rimandi e riferimenti lontani e un lessico da ghigliottina.
Non un esempio, non un riferimento concreto, nessuna immagine mentale...non si scende mai a terra in questo libro, si resta sospesi nel linguaggio opaco dell'autore, così' caro a tanta letteratura accademica nostrana che ormai mi ha davvero disgustato.
Ma al sindacato parla così? Avrà fatto certamente carriera.
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E primavera
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Questa collana di fumetti è un figata pazzesca, anche se ovviamente con risultati non sempre omogenei.
Questo su Toni Negri mi ha un po' inquietato, e forse questa era la vera intenzione dell'autore. Perché la figura di Antonio Negri è di fatto una figura inquietante, che attraversa la storia ... (continue)
Questa collana di fumetti è un figata pazzesca, anche se ovviamente con risultati non sempre omogenei.
Questo su Toni Negri mi ha un po' inquietato, e forse questa era la vera intenzione dell'autore. Perché la figura di Antonio Negri è di fatto una figura inquietante, che attraversa la storia italiana e le sue contraddizioni.
Dal punto di vista biografico non è granché (si può trovare di meglio) ma la personalità e la storia davvero complesse di Negri emergono con nitidezza.
E si intuisce (solo intuisce) il passaggio teorico dall'operaismo degli anni sessanta al cosmopolitismo e alle nuove acquisizioni teoriche dell'ultimo periodo, a valle dell'esperienza parigina.
Mi ha fatto tornare la voglia di finire "impero" e di leggere le ultime cose (anche se so che è un bagno di sangue).
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