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Venezi-
Il mercante di destini
Momenti di grande tensione si alternano ad altri patetici e al limite del grottesco, seguendo un percorso non dissimile da quanto avviene anche per noi personaggi ‘non in cerca di autore’ nelle vicissitudini quotidiane.continue)
Il rapporto tra Andrew e l’avvocato Bruce rischia di essere male interpreta ... (
Momenti di grande tensione si alternano ad altri patetici e al limite del grottesco, seguendo un percorso non dissimile da quanto avviene anche per noi personaggi ‘non in cerca di autore’ nelle vicissitudini quotidiane.
Il rapporto tra Andrew e l’avvocato Bruce rischia di essere male interpretato, all’inizio del romanzo. Mentre solo col susseguirsi degli eventi, a tratti drammatici e altri più distesi, emerge un’amicizia disinteressata, pura, dove il denaro non la fa da padrone e dove l’importanza di uno sguardo, di una preghiera, di un momento, di un incontro, dei sentimenti, capovolge la trama rendendola accattivante e coinvolgente.
In una New York caotica e glaciale, descritta con pennellate di cinismo e grigiore che danno al romanzo uno spessore ancora più drammatico, coloro che non meritano alcuna redenzione si ritrovano a padroneggiare su persone umili e perdenti. Mentre altre che da tempo hanno abbandonato l’idea di potersi redimere, trovano ancora il coraggio di cercare la speranza al di là di ogni ragionevole possibilità di riuscirvi. Solo questo pensiero di conquista aiuterà a recuperare quella enorme somma di denaro che Andrew Stokwood aveva messo in serbo per gli eredi, un mucchio di api disperate attorno al favo da cui ricavare miele color oro.
Il sussegguirsi di episodi, a volte quasi simbolici ed atti a mettere in luce le caratteristiche più umane di noi uomini (e non disumane come verrebbe da pensare: gli animali non andrebbero mai a disseppellire una carcassa di un ipotetico membro del clan nell’assurdo tentativo di trovare nascosta al suo interno la chiave del mistero) rapisce in toto. Si deve assolutamente arrivare al finale, non tanto per scoprire chi sarà il fortunato membro della prestigiosa famiglia a mettere le mani sul malloppo (ma ci sarà mai un fortunato erede, poi?), piuttosto per scoprire una mente brillante, pura, sincera. Per scoprire che il bello esiste in ogni cosa. Anche nella morte.
Assolutamente da leggere.
GIAN LUCA MARIO LONCRINI