L'ho letto tutto d'un fiato, in un solo giorno (di febbre). Alla fine l'unica domanda che aleggiava tra le orecchie è stata: ne valeva la pena?
Murakami non scrive bene, ma l'immaginazione non gli manca. Questo sì. Nemmeno una descrizione ha scolpito la mia sensibilità più di tan
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Sopravvalutato.
L'ho letto tutto d'un fiato, in un solo giorno (di febbre). Alla fine l'unica domanda che aleggiava tra le orecchie è stata: ne valeva la pena?
Murakami non scrive bene, ma l'immaginazione non gli manca. Questo sì. Nemmeno una descrizione ha scolpito la mia sensibilità più di tanto, neanche una rimarrà. Ma alcuni passaggi surreali sono notevoli.
Un vero peccato dunque che una storia d'amore come questa, forte da strappare spazio e tempo, sia farcita da inutili cliché in sottofondo e in primo piano, per poi terminare come una solitudine da numeri primi qualunque.
Perdipiù, nutro la personalissima convinzione che scrivere settecento pagine di un libro senza avere settecento pagine di storia sia uno spreco di carta e un abuso della pazienza dei lettori: un ascesso egoistico. In questo libro, tolta la storia, restano centinaia e centinaia di pagine di pipponi infiniti, divagazioni senza senso, spiegoni inutili tra capitoli di uno stesso libro (i più semplici, tra l'altro -manco fosse un telefilm che va in onda una volta alla settimana) ripetizioni di frasi non belle e con poco senso.
E poi sesso. Sesso, senza senso, alla stregua del più becero furbettismo letterario internazionale. Sesso che sembra messo lì apposta solo per tirare avanti, con accenti pedofili "coraggiosi" ma che, devo ammettere, hanno il "pregio" di essere trattati con una sensibilità che li tiene alla distanza giusta da non essere disgustosi. Insomma, Murakami non è un pedofilo. Almeno sul piano penale, si salva.
Datato, superficiale, approccio poco scientifico e alquanto omofobo. Ma, nel complesso, delicato - erano altri tempi, e forse questo era l'unico modo per trattare le questioni - e scorrevole.
L'unico che non abbia gradito di Hesse. Troppo, troppo forzato, in troppi punti. La biografia - ancorchè di fantasia - a mio parere è l'ultimo dei generi letterari in cui Hesse avrebbe dovuto misurarsi, per la sua capacità di rendere per iscritto emozioni e sensazioni: una coppia che difficilmente s
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L'unico che non abbia gradito di Hesse. Troppo, troppo forzato, in troppi punti. La biografia - ancorchè di fantasia - a mio parere è l'ultimo dei generi letterari in cui Hesse avrebbe dovuto misurarsi, per la sua capacità di rendere per iscritto emozioni e sensazioni: una coppia che difficilmente si può trovare così spesso in una testo biografico, tanto più questa presenti gli innumerevoli vuoti di testimonianze che l'autore denuncia all'inizio.
L'eleganza del riccio
Elegante.
Il giorno della civetta
Politico, dissacrante, conciso, ironico. Lo stato dell'arte del poliziesco italiano.
1Q84
***This comment contains spoilers! ***
Sopravvalutato.
L'ho letto tutto d'un fiato, in un solo giorno (di febbre). Alla fine l'unica domanda che aleggiava tra le orecchie è stata: ne valeva la pena?
Murakami non scrive bene, ma l'immaginazione non gli manca. Questo sì. Nemmeno una descrizione ha scolpito la mia sensibilità più di tan ... (continue)
Sopravvalutato.
L'ho letto tutto d'un fiato, in un solo giorno (di febbre). Alla fine l'unica domanda che aleggiava tra le orecchie è stata: ne valeva la pena?
Murakami non scrive bene, ma l'immaginazione non gli manca. Questo sì. Nemmeno una descrizione ha scolpito la mia sensibilità più di tanto, neanche una rimarrà. Ma alcuni passaggi surreali sono notevoli.
Un vero peccato dunque che una storia d'amore come questa, forte da strappare spazio e tempo, sia farcita da inutili cliché in sottofondo e in primo piano, per poi terminare come una solitudine da numeri primi qualunque.
Perdipiù, nutro la personalissima convinzione che scrivere settecento pagine di un libro senza avere settecento pagine di storia sia uno spreco di carta e un abuso della pazienza dei lettori: un ascesso egoistico. In questo libro, tolta la storia, restano centinaia e centinaia di pagine di pipponi infiniti, divagazioni senza senso, spiegoni inutili tra capitoli di uno stesso libro (i più semplici, tra l'altro -manco fosse un telefilm che va in onda una volta alla settimana) ripetizioni di frasi non belle e con poco senso.
E poi sesso. Sesso, senza senso, alla stregua del più becero furbettismo letterario internazionale. Sesso che sembra messo lì apposta solo per tirare avanti, con accenti pedofili "coraggiosi" ma che, devo ammettere, hanno il "pregio" di essere trattati con una sensibilità che li tiene alla distanza giusta da non essere disgustosi. Insomma, Murakami non è un pedofilo. Almeno sul piano penale, si salva.
Storia dei costumi sessuali
Datato, superficiale, approccio poco scientifico e alquanto omofobo. Ma, nel complesso, delicato - erano altri tempi, e forse questo era l'unico modo per trattare le questioni - e scorrevole.
Il giuoco delle perle di vetro
L'unico che non abbia gradito di Hesse. Troppo, troppo forzato, in troppi punti. La biografia - ancorchè di fantasia - a mio parere è l'ultimo dei generi letterari in cui Hesse avrebbe dovuto misurarsi, per la sua capacità di rendere per iscritto emozioni e sensazioni: una coppia che difficilmente s ... (continue)
L'unico che non abbia gradito di Hesse. Troppo, troppo forzato, in troppi punti. La biografia - ancorchè di fantasia - a mio parere è l'ultimo dei generi letterari in cui Hesse avrebbe dovuto misurarsi, per la sua capacità di rendere per iscritto emozioni e sensazioni: una coppia che difficilmente si può trovare così spesso in una testo biografico, tanto più questa presenti gli innumerevoli vuoti di testimonianze che l'autore denuncia all'inizio.