Versione "alla napoletana" del cognitivismo-comportamentale. Comunque interessante e condivido che l'approccio terapico descritto possa essere funzionale in gran parte dei casi, con un ottimo "rapporto costo benefici".
Un volume ben realizzato ed interessante. Molto bene la parte iconografica e il lavoro documentale e di selezione delle fotografie. Peccato unicamente non avere una quantità di piantine che inquadrino lo sviluppo urbano, realizzate ad hoc - mentre sono gradevolmente molte quelle storiche.
Forse fra le più lucide (nonché concrete ed accessibili) considerazioni sul mix di causalità e casualità - basta scambiare l'ordine di due lettere, e il cambio è antipodico. La mia visione è poco diversa, con un basso coefficiente del regresso alla media, e la sensazione che il caso influisca ancor
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Forse fra le più lucide (nonché concrete ed accessibili) considerazioni sul mix di causalità e casualità - basta scambiare l'ordine di due lettere, e il cambio è antipodico. La mia visione è poco diversa, con un basso coefficiente del regresso alla media, e la sensazione che il caso influisca ancor di più. Gli scacchi sono portati ad esempio di attività basata puramente su "skill", ma ci sono componenti "luck": la finale si vince perché l'avversario ha avuto il cagotto fetente tutta la notte prima della gara ed è spossato, si perde perché il giorno prima è morto il padre e siamo disperati e deconcentrati, si vince perché l'avversario è spazientito da qualche fattore ambientale specifico (eccesso di luce se fotofobico, starnuti continui del pubblico se ipocondriaco…), si perde perché in quel momento storico si sfida un "fuoriclasse" che ha raggiunto capacità senza precedenti in serie storiche passate e future (come gareggiare negli anni di splendore di Valentino Rossi o Alberto Tomba o Roger Federer o meno), si vince perché in finale è arrivato a sfidarci un giocatore meno bravo che ha fortuitamente (vedi motivi precedenti) eliminato un giocatore forte quanto o più di noi… Comunque: sono stato fortunato a scoprire questo libro.
Oh, Roberto Parodi, non ti conosco mica. Ma è anche come se ti conoscessi. Amore per la moto, amore per la musica, centralità del ruolo paterno, la passione per il viaggio e l'avventura, la vita nella Milano da bere, la pulsione per la scrittura. Non ti conosco, ma ti voglio bene.
Un fatto sul quale non c'è chiarezza (o, almeno, non c'è chiarezza sufficiente per me) è che "Beginners" è una raccolta di racconti. Fra questi racconti, uno si chiama "Beginners" - diciamo che è il racconto, dei 17 raccolti, che presta il titolo a questo libro. Ed è anche in nuce quel che diventerà
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Un fatto sul quale non c'è chiarezza (o, almeno, non c'è chiarezza sufficiente per me) è che "Beginners" è una raccolta di racconti. Fra questi racconti, uno si chiama "Beginners" - diciamo che è il racconto, dei 17 raccolti, che presta il titolo a questo libro. Ed è anche in nuce quel che diventerà "What We Talk About When We Talk About Love" ("WWTAWWTAL"). Quest'ultimo è un racconto, che è invece compreso in un'altra raccolta, alla quale conferisce il titolo: "WWTAWWTAL". Ma "Beginners" non è l'unica storia di "Beginners" ripresa in "WWTAWWTAL" - ad esempio anche "Mine" (in "Beginners") è presente in "WWTAWWTAL", seppure rititolata "Popular Mechanics". Per altro avevo già incontrato questo racconto, quando avevo letto una terza raccolta di Carver: "Where I'm Calling From", nella quale "Popular Mechanics" compariva, però ribattezzata "Little Things". Ok, a quanto pare non è materia da principianti. E nemmeno il libro, è un libro da principianti. Ma racconta di principianti, dal principio alla fine. E alla fine, principianti, quando si tratta d'amore, non lo siamo tutti? Un libro che sembra crudo, sembra ruvido, invece è solo asciutto. Molto bello, e per il quale ringrazio tanto mio fratello Nippe - che me l'ha donato.
Paura, panico, fobie. La terapia in tempi brevi
Versione "alla napoletana" del cognitivismo-comportamentale. Comunque interessante e condivido che l'approccio terapico descritto possa essere funzionale in gran parte dei casi, con un ottimo "rapporto costo benefici".
La Circonvallazione a Monte
Un volume ben realizzato ed interessante. Molto bene la parte iconografica e il lavoro documentale e di selezione delle fotografie. Peccato unicamente non avere una quantità di piantine che inquadrino lo sviluppo urbano, realizzate ad hoc - mentre sono gradevolmente molte quelle storiche.
The Success Equation
Forse fra le più lucide (nonché concrete ed accessibili) considerazioni sul mix di causalità e casualità - basta scambiare l'ordine di due lettere, e il cambio è antipodico. La mia visione è poco diversa, con un basso coefficiente del regresso alla media, e la sensazione che il caso influisca ancor ... (continue)
Forse fra le più lucide (nonché concrete ed accessibili) considerazioni sul mix di causalità e casualità - basta scambiare l'ordine di due lettere, e il cambio è antipodico. La mia visione è poco diversa, con un basso coefficiente del regresso alla media, e la sensazione che il caso influisca ancor di più. Gli scacchi sono portati ad esempio di attività basata puramente su "skill", ma ci sono componenti "luck": la finale si vince perché l'avversario ha avuto il cagotto fetente tutta la notte prima della gara ed è spossato, si perde perché il giorno prima è morto il padre e siamo disperati e deconcentrati, si vince perché l'avversario è spazientito da qualche fattore ambientale specifico (eccesso di luce se fotofobico, starnuti continui del pubblico se ipocondriaco…), si perde perché in quel momento storico si sfida un "fuoriclasse" che ha raggiunto capacità senza precedenti in serie storiche passate e future (come gareggiare negli anni di splendore di Valentino Rossi o Alberto Tomba o Roger Federer o meno), si vince perché in finale è arrivato a sfidarci un giocatore meno bravo che ha fortuitamente (vedi motivi precedenti) eliminato un giocatore forte quanto o più di noi…
Comunque: sono stato fortunato a scoprire questo libro.
Controsole
Oh, Roberto Parodi, non ti conosco mica. Ma è anche come se ti conoscessi. Amore per la moto, amore per la musica, centralità del ruolo paterno, la passione per il viaggio e l'avventura, la vita nella Milano da bere, la pulsione per la scrittura. Non ti conosco, ma ti voglio bene.
Principianti
Un fatto sul quale non c'è chiarezza (o, almeno, non c'è chiarezza sufficiente per me) è che "Beginners" è una raccolta di racconti. Fra questi racconti, uno si chiama "Beginners" - diciamo che è il racconto, dei 17 raccolti, che presta il titolo a questo libro. Ed è anche in nuce quel che diventerà ... (continue)
Un fatto sul quale non c'è chiarezza (o, almeno, non c'è chiarezza sufficiente per me) è che "Beginners" è una raccolta di racconti. Fra questi racconti, uno si chiama "Beginners" - diciamo che è il racconto, dei 17 raccolti, che presta il titolo a questo libro. Ed è anche in nuce quel che diventerà "What We Talk About When We Talk About Love" ("WWTAWWTAL"). Quest'ultimo è un racconto, che è invece compreso in un'altra raccolta, alla quale conferisce il titolo: "WWTAWWTAL". Ma "Beginners" non è l'unica storia di "Beginners" ripresa in "WWTAWWTAL" - ad esempio anche "Mine" (in "Beginners") è presente in "WWTAWWTAL", seppure rititolata "Popular Mechanics". Per altro avevo già incontrato questo racconto, quando avevo letto una terza raccolta di Carver: "Where I'm Calling From", nella quale "Popular Mechanics" compariva, però ribattezzata "Little Things".
Ok, a quanto pare non è materia da principianti. E nemmeno il libro, è un libro da principianti. Ma racconta di principianti, dal principio alla fine. E alla fine, principianti, quando si tratta d'amore, non lo siamo tutti?
Un libro che sembra crudo, sembra ruvido, invece è solo asciutto.
Molto bello, e per il quale ringrazio tanto mio fratello Nippe - che me l'ha donato.