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This comment contains spoilers! *** 



"Il nostro intrepido eroe" o meglio l'insicuro emarginato. -
C'è una carrozza che si allontana, il signor Goljadkin è lì dentro che guarda all'indietro, verso la folla radunata sulle scalinate che lo scruta compassionevole. Io non so se stare con la folla, a compatirlo, o se salire sulla carrozza, e considerarlo uno sconfitto, ingannato e circuito dalla malva ... (
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Mar 17, 2011 |
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L'illuminismo è l'uscita del genere umano dalla condizione di minorità che egli deve imputare a se stesso. -
Dopo essermi sentita una grande perché ho finalmente imparato la definizione (applausi e tanta stima), posso più o meno confermare la frase che mi ha spinto a leggere questo trattato: "la definizione katiana di illuminismo andrebbe letta ogni mattina prima di iniziare la giornata".
Santa verità, ba ... (continue ) -
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Mar 7, 2011 |
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Dannazione
Chuck è davvero il “polpo che trascina nell’abisso”, i suoi capolavori sono eccezionali prove di stile, di capacità narrativa; il suo talento sta nel cavare sangue a litri dalla sua immaginazione, per condire e rendere più appetitose le sue pagine. Senza rispetto, senza equità, senza correttezza. ... (continue)
Chuck è davvero il “polpo che trascina nell’abisso”, i suoi capolavori sono eccezionali prove di stile, di capacità narrativa; il suo talento sta nel cavare sangue a litri dalla sua immaginazione, per condire e rendere più appetitose le sue pagine. Senza rispetto, senza equità, senza correttezza.
Ora, che le ultime pubblicazioni siano state un po’ sottotono è obbiettivamente innegabile, i fan meno accaniti hanno semplicemente smesso di sborsare somme stellari per libri che non hanno più raggiunto la perfezione stilistica, narrativa ed inventiva (e ci tengo a sottolineare, inventiva) dei primi capolavori. Noi recidivi abbiamo resistito, perché comprare l’ultimo libro di Chuck Palahniuk è una specie di imposizione kantiana, un dovere morale, e, generalmente, sebbene non siano state particolarmente premiate, le nostre aspettative non sono mai state deluse, ma “Dannazione”, Chuck, è davvero troppo.
Un inizio scialbo. Una carrellata di capitoli sempre meno entusiasmante, fantasiosa, disgustosa e crudele. Sembra andare tutto storto, a partire proprio dalla protagonista, Madison, troppo, troppo giovane ed inesperta per poter impersonare la suprema volontà malvagia, perversa e deviata che posseggono gli eroi-protagonisti di Chuck. Madison si è ritrovata all’inferno, e precisamente in una cella oscura e sporca in perfetto stile Enigmista, in seguito ad un’overdose di cannabis. Ha frequentato un collegio svizzero, non ha mai baciato un ragazzo in vita sua e questo non contribuisce certo a limitare gli scorci paranoici disseminati tra le pagine; il lettore è paralizzato nella sua mente, costretto a seguire il corso delle vicende esattamente come lo vede lei, una bambina di 13 anni, intelligente, ma del tutto inadeguata al contesto. Le cose dovrebbero cominciare a farsi interessanti quando Madison capisce di poter dare una nuova svolta alla sua vita, e si riscopre l’anti-Jane Eyre, la tiranna dell’Inferno, dispotica, fiera ed indomabile, la cui cattiveria rimane impantanata in nuce nella melma della sua giovane età (per intenderci, anch’io a 13 anni pensavo che tagliare i capelli a zero alle Barbie fosse un’azione degna di un cattivone).
I personaggi che fanno da contorno sembrano promettenti, ma non si distaccano mai dal prototipo che stanno incarnando; il cast dell’ultima commedia americana visto e stravisto con tanto di bionda tettona capo cheerleader, secchione sfigato multilingue, rockettaro alternativo che puzza di sudore, con l’eccezione di un infiltrato a sorpresa, il personaggio Heathcliff, perché – ebbene sì – Chuck ha letto “Cime Tempestose” e ne è rimasto talmente affascinato, o sconvolto, da inserire nel suo cast il rude e asociale Goran, che però ha 14 anni e nessun ruolo attivo nella vicenda. Gli unici personaggi alla Chuck sono i genitori di Madison, miliardari, attori, ultrapoliticizzati, ambientalisti, impegnati in un milione di cause umanitarie e con un jet personale arredato in stile “salviamo i panda dall’estinzione”.
Un libro pieno di spunti non sfruttati, sia dal punto di vista satirico che narrativo, a cominciare proprio dall’ambientazione; l’inferno di Chuck è un posto meraviglioso ma privo di originalità e crudeltà tangibile (Alighieri 1, Palahniuk 0), la descrizione delle gerarchie celesti e demoniache del tutto priva di spessore, confusionaria e poco presente nella vicenda (Tommaso D’Aquino 1, Chuck 0). I demoni di questo prodigioso inferno di banalità sono burocrati, impiegati, direttori di call center, malvagi, sì, ma grossi e stupidi, occasionalmente nudi, giganteschi e con una predilezione particolare per la carne umana (Roald Dahl 1, Chuck 0) o per felici orgasmi altamente improbabili (I Viaggi di Gulliver - Brobdingnag); Satana si rivela essere il personaggio più prevedibile in assoluto, la cui imprevedibilità è paragonabile giusto a quella del maggiordomo della famiglia altolocata (che vive in un castello tremendo e solitario sul margine di qualche scogliera a strapiombo ecc. ecc.) che poi si rivela essere il killer o il vampiro. La stessa protagonista, se non fosse per qualche dettaglio palesemente alla Chuck – per chi non conoscesse l’autore, parlo di quel misto di fantasia, crudeltà, disturbi mentali e scorrettezza che mancava all’inizio ed è mancato per gran parte del libro – potrebbe tranquillamente essere inserita nella prossima sceneggiatura di Conan Detective con gli occhiali, Artemis Fowl, eventualmente Bianca e Bernie nella terra dei canguri.
Un romanzo che è stato definito Dark. Così c’è scritto in copertina. Se proprio dobbiamo dargli un colore, diamogli un bel rosa spento.
Chuck torna in te!