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Non è neanche "cattivo", per carità.
Ma, semplicemente, arrivato estenuato al dunque
(al morto, cioè),
non trovo una ragione per finirlo
(il libro intendo).
Come quando al bar ti danno un bicchiere d'acqua ed è calda.
(però c'è a chi piace. L'acqua a t° ambiente, dico. E anche il libro) ... (continue ) -
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Aug 29, 2011 |
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Una giornata di Ivan Denisovic
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La retorica piagnona e moralista di Solgenitsin fa diventare simpatici persino i sovietici.
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Jul 30, 2009 |
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A me è sembrata na stupidada. Uno che ti vuol far ridere per forza e non ci riesce. Sbadigliavo. E quando un libro mi fa sbadigliare......zac-sparito
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Jul 30, 2009 |
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Lacrime a portata di aggettivo. Persino le perfidie vengono raccontate con lo stile con cui si raccontano i buoni sentimenti: fiele e miele, cambia una lettera. Non ho retto.
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Jul 30, 2009 |
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Eredità
Forte del diario della bisnonna, racconta con orgoglio accorato la storia della sua famiglia (vasta e ricca e movimentata e tantarobancora), la Gruber. Racconta della fine dell'Impero Asburgico e degli anni tra le due guerre. Racconta la storia della gente del sud Tirolo, condannata tra rabbia e ri ... (continue)
Forte del diario della bisnonna, racconta con orgoglio accorato la storia della sua famiglia (vasta e ricca e movimentata e tantarobancora), la Gruber. Racconta della fine dell'Impero Asburgico e degli anni tra le due guerre. Racconta la storia della gente del sud Tirolo, condannata tra rabbia e rimpianti ad essere italiana (condannata anche grazie a mio nonno, che per poco non ci restava secco. Segue medaglia, direbbe Gadda).
Scritto bene. Il tema di fondo è interessante. All'inizio mi piaceva anche. Poi, alla distanza, non ho retto. E mi sono chiesto perchè.
Intanto, perchè ovviamente è lei. Il suo problema non é esser brava. E' che per lei è fondamentale esserlo e mostrarlo, quanto lo è. Non fa che "specchiarsi". Avete un'amica che appena trova una superficie riflettente ci si mette davanti e mentre vi parla si guarda continuamente e arriva persino a perdere il filo tanto si studia? Una cosa terribile resistere alle ansie omicide in quei casi. Ecco, anche a leggerla, lei è così. Viene da dirle " scanzate e facci leggere che succede per favore". E' irritante. Si cerca e si descrive e si osserva dappertutto. Anche mentre racconta cose a cento anni di distanza arriva a parlare del suo matrimonio con lo champagnoso.
Poi, seconda ragione, le saghe famigliari autobiografiche e autoelegiache mi appallano come poco altro al mondo. E' stato un peccato, in questo caso, l'abuso zavorrante di quadretti famigliari compiaciuti (oltre che di specchi), perchè il tema della "gente di confine" appesa tra due identità è un tema che mi tocca.
Terzo, confesso di nutrire, con astiosa, ma documentata convinzione, un pre-giudizio (che ogni tanto, come si vede, spinto da sollecitazioni - mortacci loro! - , vado a verificare) verso i giornalisti (quasi tutti) che "si allargano" a narratori e saggisti. Tranne rare e luminosissime eccezioni, ovviamente.
Il problema è semplicemente che scrivendo libri, continuano a fare il loro mestiere. Tendono ad appiattire la realtà in cronaca, in una elencazione di fatti con annesso al massimo il primo getto di opinione o di scavo che dai fatti germoglia. Pensano di fare il salto di qualità inserendo il condimento di qualche aggettivo ammiccante, col disegnino di qualche quadretto appunto (magari anche ben fatto), movimentando le pagine con qualche buchetta di approfondimento, nobilitando il discorso con qualche riflessione "alta". Nonostante tutti gli artifizi alla fine, resta un gusto scipíto, la sensazione di uno schiacciamento sulla superficie delle cose che mi appalla, appunto.
Dopo 150 pagine (neanche sgradevoli, ripeto) mi sono chiesto perchè andare avanti.
Non trovando risposta son corso a Udine, da Gadda.
Racconta la stessa guerra. Ma vuoi mettere???!!!
(...e poi stava a prender schioppettate sulle stesse trincee di mio nonno)