Trascrizione degli atti di una conferenza tenuta ad Atene il 28 aprile 1955 sui temi dell'integrazione e del futuro del continenente europeo, il volumetto edito da Castelvecchi presenta un'interessante testimonianza del pensiero politico di Albert Camus sull'attualità internazionale degli anni della
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Trascrizione degli atti di una conferenza tenuta ad Atene il 28 aprile 1955 sui temi dell'integrazione e del futuro del continenente europeo, il volumetto edito da Castelvecchi presenta un'interessante testimonianza del pensiero politico di Albert Camus sull'attualità internazionale degli anni della Guerra Fredda. Oltre ai consueti topoi della civiltà mediterranea e dell'eredità classica, del valore della misura e dell'esaltazione del potere mediatore del dialogo compaiono altri spunti meno frequenti nel corpus camusiano, come un'originale riflessione sulla civiltà americana, che una volta di più rivela l'indipendenza e la lucidità di giudizio di un autore intimamente libertario come Camus. La postfazione di Alessandro Bresolin contestualizza giustamente l'intervento di Camus secondo una prospettiva storico-politica più che non teoretico-filosofica.
"L'eccezionale lucidità degli interventi di Camus è il risultato di un'esigenza radicale di verità." - scrive Goffredo Fofi - "Gli intellettuali barano, Camus si rifiutava di barare." Se la tensione quasi spasmodica all'onestà assoluta è, come giustamente rilevato da Fofi, uno degli elementi essenz
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"L'eccezionale lucidità degli interventi di Camus è il risultato di un'esigenza radicale di verità." - scrive Goffredo Fofi - "Gli intellettuali barano, Camus si rifiutava di barare." Se la tensione quasi spasmodica all'onestà assoluta è, come giustamente rilevato da Fofi, uno degli elementi essenziali alla spiegazione della nitida lungimiranza delle analisi politiche che Albert Camus dedica agli eventi a lui contemporanei, non va dimenticato come questo innato talento per la sintesi, che in Camus è chiara e mai ridondante , derivi da non solo da una scelta ben precisa di poetica ma anche e soprattutto da una tendenza spontanea alla ricerca della via più breve e più semplice per la spiegazione, in un afflato didattico e democratico che si prefigge di giungere a tutti tramite una semplicità che è in primo luogo utile alla riflessione dell'autore stesso. Questa silloge di tredici interventi scelti con cura assai intelligente, e apparsi in vari contesti tra il 1946 e il 1956, fornisce un significativo esempio non solo dello stile di Camus giornalista, politico e saggista, ma anche una notevole dimostrazione della scelta di una politica libertaria che, sia pur per sua stessa natura di non sempre facile definizione, rispecchia assai fedelmente il carattere e il modus operandi dell'autore nel non scendere mai a compromessi e nel non farsi trascinare - in un'epoca in cui indulgervi era forse anche troppo facile - negli insegnamenti catechistici di ideologie politiche che già allora gli uomini liberi e chiaroveggenti come Camus avevano individuato come liberticide e incompatibili con le utopie che ne costituivano la base teorica. Pur dedicati a eventi storici circoscritti e fatalmente legati dai limiti temporali che ne delimitano l'orizzonte contestuale, gli interventi camusiani sono animati ogni volta da un afflato alla libertà, all'onestà e alla giustizia sociale (indissolubilmente considerate nel loro insieme) che consegna alla storia del pensiero polito ed etico un autore troppo spesso sfruttato a sproposito a sostegno di quelle ideologie che egli per primo non cessò mai di valutare con dubbiosa ponderazione.
Da aspirante giornalista ma anche appassionato lettore di saggistica e narrativa, un libro deludente. Incuriosito da una bella copertina e da recensioni perlopiù positive, "Londra Babilonia" si rivela una lettura solo a tratti divertente, nel complesso banale e piena di clichè decisamente scontati.
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Da aspirante giornalista ma anche appassionato lettore di saggistica e narrativa, un libro deludente. Incuriosito da una bella copertina e da recensioni perlopiù positive, "Londra Babilonia" si rivela una lettura solo a tratti divertente, nel complesso banale e piena di clichè decisamente scontati. Esilarante il corteggiamento della Principessa del Kent, ma davvero c'è ancora qualcuno che non sapeva che il turista italiano si riconosce dalla polo rosa col colletto alzato e dal maglioncino gettato sulle spalle? Al di là della forma (comunque si ha l'impressione di un articolo di giornale allungato come il brodo), da un inviato speciale mi aspettavo qualche rivelazione sconosciuta al grande pubblico, o almeno una prospettiva originale sulla città, e invece proprio niente.
Molto utile, spiega anche i punti piu ovvii e apparentemente banali con intelligente umiltà. Sempre divertente l'ironia di Eco per chi sa coglierla. In alcuni passi è un testo ormai desueto, si potrebbe forse pensare ad aggiornarlo (scritto nel '77, è pensato per una tesi battuta a macchina!)
Una volta tanto, l'Italia del 2010 rappresenta un punto d'osservazione privilegiato. Mai come nel paese del berlusconismo è utile -e facile- accostarsi a questo libro, che ha veramente tanto da insegnare. Profetico e istruttivo. Chapeau
Il futuro della civiltà europea
Trascrizione degli atti di una conferenza tenuta ad Atene il 28 aprile 1955 sui temi dell'integrazione e del futuro del continenente europeo, il volumetto edito da Castelvecchi presenta un'interessante testimonianza del pensiero politico di Albert Camus sull'attualità internazionale degli anni della ... (continue)
Trascrizione degli atti di una conferenza tenuta ad Atene il 28 aprile 1955 sui temi dell'integrazione e del futuro del continenente europeo, il volumetto edito da Castelvecchi presenta un'interessante testimonianza del pensiero politico di Albert Camus sull'attualità internazionale degli anni della Guerra Fredda.
Oltre ai consueti topoi della civiltà mediterranea e dell'eredità classica, del valore della misura e dell'esaltazione del potere mediatore del dialogo compaiono altri spunti meno frequenti nel corpus camusiano, come un'originale riflessione sulla civiltà americana, che una volta di più rivela l'indipendenza e la lucidità di giudizio di un autore intimamente libertario come Camus.
La postfazione di Alessandro Bresolin contestualizza giustamente l'intervento di Camus secondo una prospettiva storico-politica più che non teoretico-filosofica.
Mi rivolto dunque siamo
"L'eccezionale lucidità degli interventi di Camus è il risultato di un'esigenza radicale di verità." - scrive Goffredo Fofi - "Gli intellettuali barano, Camus si rifiutava di barare."continue)
Se la tensione quasi spasmodica all'onestà assoluta è, come giustamente rilevato da Fofi, uno degli elementi essenz ... (
"L'eccezionale lucidità degli interventi di Camus è il risultato di un'esigenza radicale di verità." - scrive Goffredo Fofi - "Gli intellettuali barano, Camus si rifiutava di barare."
Se la tensione quasi spasmodica all'onestà assoluta è, come giustamente rilevato da Fofi, uno degli elementi essenziali alla spiegazione della nitida lungimiranza delle analisi politiche che Albert Camus dedica agli eventi a lui contemporanei, non va dimenticato come questo innato talento per la sintesi, che in Camus è chiara e mai ridondante , derivi da non solo da una scelta ben precisa di poetica ma anche e soprattutto da una tendenza spontanea alla ricerca della via più breve e più semplice per la spiegazione, in un afflato didattico e democratico che si prefigge di giungere a tutti tramite una semplicità che è in primo luogo utile alla riflessione dell'autore stesso.
Questa silloge di tredici interventi scelti con cura assai intelligente, e apparsi in vari contesti tra il 1946 e il 1956, fornisce un significativo esempio non solo dello stile di Camus giornalista, politico e saggista, ma anche una notevole dimostrazione della scelta di una politica libertaria che, sia pur per sua stessa natura di non sempre facile definizione, rispecchia assai fedelmente il carattere e il modus operandi dell'autore nel non scendere mai a compromessi e nel non farsi trascinare - in un'epoca in cui indulgervi era forse anche troppo facile - negli insegnamenti catechistici di ideologie politiche che già allora gli uomini liberi e chiaroveggenti come Camus avevano individuato come liberticide e incompatibili con le utopie che ne costituivano la base teorica.
Pur dedicati a eventi storici circoscritti e fatalmente legati dai limiti temporali che ne delimitano l'orizzonte contestuale, gli interventi camusiani sono animati ogni volta da un afflato alla libertà, all'onestà e alla giustizia sociale (indissolubilmente considerate nel loro insieme) che consegna alla storia del pensiero polito ed etico un autore troppo spesso sfruttato a sproposito a sostegno di quelle ideologie che egli per primo non cessò mai di valutare con dubbiosa ponderazione.
Londra Babilonia
Da aspirante giornalista ma anche appassionato lettore di saggistica e narrativa, un libro deludente. Incuriosito da una bella copertina e da recensioni perlopiù positive, "Londra Babilonia" si rivela una lettura solo a tratti divertente, nel complesso banale e piena di clichè decisamente scontati. ... (continue)
Da aspirante giornalista ma anche appassionato lettore di saggistica e narrativa, un libro deludente. Incuriosito da una bella copertina e da recensioni perlopiù positive, "Londra Babilonia" si rivela una lettura solo a tratti divertente, nel complesso banale e piena di clichè decisamente scontati. Esilarante il corteggiamento della Principessa del Kent, ma davvero c'è ancora qualcuno che non sapeva che il turista italiano si riconosce dalla polo rosa col colletto alzato e dal maglioncino gettato sulle spalle? Al di là della forma (comunque si ha l'impressione di un articolo di giornale allungato come il brodo), da un inviato speciale mi aspettavo qualche rivelazione sconosciuta al grande pubblico, o almeno una prospettiva originale sulla città, e invece proprio niente.
Come si fa una tesi di laurea
Molto utile, spiega anche i punti piu ovvii e apparentemente banali con intelligente umiltà. Sempre divertente l'ironia di Eco per chi sa coglierla. In alcuni passi è un testo ormai desueto, si potrebbe forse pensare ad aggiornarlo (scritto nel '77, è pensato per una tesi battuta a macchina!)
Fahrenheit 451
Una volta tanto, l'Italia del 2010 rappresenta un punto d'osservazione privilegiato. Mai come nel paese del berlusconismo è utile -e facile- accostarsi a questo libro, che ha veramente tanto da insegnare. Profetico e istruttivo. Chapeau