Across The Universe, come i due romanzi di cui vi ho appena parlato, ha riscosso enorme successo tra i lettori su anobii e nei vari blog. Romanzo spacciato inizialmente come distopico, si presenta in realtà come un incrocio tra fantascienza e thriller. Non so se basti ambientare una storia in un fut
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Across The Universe, come i due romanzi di cui vi ho appena parlato, ha riscosso enorme successo tra i lettori su anobii e nei vari blog. Romanzo spacciato inizialmente come distopico, si presenta in realtà come un incrocio tra fantascienza e thriller. Non so se basti ambientare una storia in un futuro distorto per parlare di distopia. Non siamo alle prese con una società dittatoriale, né con una rivolta contro l'ordine costituito, anzi. Across the universe si apre con una possibilità di scelta: la protagonista, Amy, può liberamente decidere se continuare la sua vita sulla terra o se seguire i genitori su una nave spaziale, facendosi ibernare con loro per trecento anni. Nessun obbligo, se non quello di figlia. Nessuna necessità di lasciare la propria terra, se non quella di poter continuare ad avere dei genitori con cui vivere. Amy compie la sua prima vera scelta: sceglie la madre e il padre, sceglie il sacrificio, il lungo sonno, pur di poter restare al loro fianco il più a lungo possibile. Le cose però non seguiranno il percorso stabilito e la ragazza si risveglierà ben prima dei trecento anni, a bordo di una nave spaziale organizzata come un microcosmo, dove però la vita non è così perfetta come sembra. Anzi. Non vi dirò altro riguardo ai dettagli della trama. Aggiungo solo che immancabile ci sarà la storia d'amore, ma l'avevamo sospettato fin dalla cover, e ci sarà un mistero da svelare con tanto di assassino da scoprire. Storia abbastanza gradevole. Neanche questo romanzo si contraddistingue per uno stile particolare, ma a suo favore possiamo dire che è un bella storia da intrattenimento, per trascorrere qualche ore di qualche grigio pomeriggio vuoto. Ci sarà un seguito, ma ci ritroviamo senza nessuna ansia di sapere come andrà a finire. Lo leggeremo, ma non abbiamo fretta.
Ho scoperto la von Arnim appena un paio di mesi fa (che ritardo imbarazzante) e all'attivo, a parte questo romanzo, ne ho solo un altro, Un incantevole aprile. Mi sento una lettrice in difetto, con un senso di vergogna per il mancato recupero delle letture perse. So che ci sono centinaia di scrittor
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Ho scoperto la von Arnim appena un paio di mesi fa (che ritardo imbarazzante) e all'attivo, a parte questo romanzo, ne ho solo un altro, Un incantevole aprile. Mi sento una lettrice in difetto, con un senso di vergogna per il mancato recupero delle letture perse. So che ci sono centinaia di scrittori cui vorrei accostarmi il prima possibile, ma la von Arnim per ora detiene il primo posto in classifica tra questi. Il suo stile è geniale ma mai pesante, cinico ma pur sempre ironico, realistico ma leggero. L'impressione che se ne ricava è di freschezza: mentre leggo i suoi romanzi mi ritrovo a ridere e a rilassarmi, a divertirmi e a riflettere, a fermarmi a pensare, a chiudere ogni tanto il libro per potermi soffermare su determinati punti. Uno chalet tutto per me è tutto questo. La protagonista decide di ritirarsi in uno chalet isolato dal resto del mondo per potersi riprendere dagli orrori della prima guerra mondiale e provare a rinascere grazie al contatto con la natura. Trascorre il suo tempo tra passeggiate, prati e riflessioni nel suo diario personale. A lungo andare la solitudine la stanca: Elizabeth non vuole davvero uno chalet tutto per sé (non facciamoci ingannare quindi dal titolo, in quanto quello originale è più semplicemente In the mountains) ma ha un tremendo bisogno di compagnia, di scambi di riflessioni, di chiacchiere e risate. Troverà la risposta ai suoi desideri in due donne che capitano di lì: due vedove che accettano di buon grado l'invito di Elizabeth a restare nello chalet e che in poco tempo diventeranno parte integrante di quel luogo. Dalle iniziali riflessioni solitarie ora la protagonista può finalmente condividere pensieri, bisogni e desideri. Presto si renderà conto che non è così semplice, quando ci si ritrova con persone che non vogliono sfuggire neanche un attimo agli schemi sociali, per dovere o per timore. Leggere Uno chalet tutto per me è puro piacere: per la storia in sé, per ogni personaggio che appare, per le riflessioni contenute nel diario della protagonista, per lo stile, per la descrizione della natura. Nessun elemento interviene a disturbare la lettura o a renderla meno gradevole. Non posso sapere se sia migliore, peggiore o alla pari di tutti gli altri romanzi dell'autrice, ma posso consigliarvelo caldamente o semplicemente consigliarvi di accostarvi a uno qualsiasi dei suoi titoli, perché al di là di ogni trama, la von Arnim incanta con il suo stile.
Protagonista apparente di questo romanzo breve, forse più assimilabile a un racconto, è Dolly, nel giorno delle sue nozze. Nel giorno in cui tutto dovrebbe essere perfetto, il giorno che ogni donna vorrebbe ricordare come "il più bello della propria vita". Eppure questa atmosfera di gioia inconteni
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Protagonista apparente di questo romanzo breve, forse più assimilabile a un racconto, è Dolly, nel giorno delle sue nozze. Nel giorno in cui tutto dovrebbe essere perfetto, il giorno che ogni donna vorrebbe ricordare come "il più bello della propria vita". Eppure questa atmosfera di gioia incontenibile non sembra aver luogo nella casa, né nell'animo della ragazza. Dolly non attribuisce grande importanza a queste nozze: il suo non è un matrimonio d'amore ma di convenienza, di sicurezza, a noi lettori appare quasi un matrimonio per noia. Dall'altra parte c'è poi Jospeh, che ama Dolly e che vorrebbe davvero averla tutta per sé, ma non è lui il futuro sposo, non sarà lui ad attenderla all'altare. L'intera giornata gira intorno a Joseph, che ai miei occhi è apparso come il personaggio principale della storia, e al suo coraggio di voler strappare Dolly dal gesto che sta per compiere. A far da sfondo a questa coppia infelice, una serie di personaggi che, col loro apparire in scena, danno voce, movimento e colore alla storia. Una madre i cui tentativi di tenere tutto sotto controllo si trasformano nella peggiore disorganizzazione; una sorella ingombrante, urlante, spara-giudizi; due fratellini che discutono su tutto e si rivelano fastidiosi per chi si trova ad incrociarli. Il padre? Non pare ci siano evidenti tracce. La storia cerca di mantenere toni allegri e ironici, anche se nasconde una profonda amarezza. Devo ammettere che non sono riuscita a entrarci dentro, non sono riuscita ad apprezzarla in maniera adeguata né a comprenderla. L'impressione che ne ho ricavato è stata frastornante: quasi fossi stata ospite a quelle nozze e non vedessi l'ora che queste avessero fine. Solitamente adoro i romanzi scritti nella prima metà del '900, ma questo non è riuscito ad affascinarmi come avrei voluto. Forse la sua brevità non mi ha dato il giusto tempo di apprezzarlo a pieno, forse la storia non mi è parsa di grande interesse e l'ironia di cui le pagine dovrebbero essere permeate non l'ho avvertita nella giusta maniera. O più semplicemente mi manca la giusta chiave di lettura. Chissà, forse un giorno la troverò e proverò nuovamente ad aprire le porte di questa storia.
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew fa assaporare al lettore la Londra degli anni '30. Ci si ritrova circondati da donne avvolte in abiti di seta e immancabili cappellini, uomini in gessato e papillon; ci si aggira in saloni di bellezza in cui sembra di respirare aria e cipria, per poter poi giun
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Un giorno di gloria per Miss Pettigrew fa assaporare al lettore la Londra degli anni '30. Ci si ritrova circondati da donne avvolte in abiti di seta e immancabili cappellini, uomini in gessato e papillon; ci si aggira in saloni di bellezza in cui sembra di respirare aria e cipria, per poter poi giungere preparati alle serate negli eleganti ma allegri night club. Atmosfera briosa e frizzante, tipica di quell'epoca di cui avverto la nostalgia pur senza averla mai vissuta, cui fa da contraltare la protagonista, la non più giovanissima Miss Pettigrew: donna di mezza età (a 40 anni!), scialba, povera, sola. Ginevra Pettigrew rappresenta l'altra faccia della città: la parte che non può permettersi aperitivi e serate nei night, la parte di mondo che non veste di seta, non brinda con champagne, non ha più un futuro da immaginare. L'incontro dei due mondi, per quanto possa accadere in maniera prevedibile, o poco credibile, per quanto possa procedere in modo banale, è descritto e raccontato per deliziare i lettori. Non avvicinatevi al romanzo della Watson per trovarvi un capolavoro di alta letteratura, per potervi abbandonare a profonde riflessioni: leggetelo se volete essere intrattenuti da una storia di altri tempi, se volete assaporare le glorie di un'epoca passata, se desiderate rallegrarvi con personaggi simpatici, bizzarri, adorabili. Leggetelo se avete bisogno di alleggerire il cuore, di non smettere di sorridere, di vivere un romantico lieto fine. E se, come me, ne resterete incantati, allora sarà il caso di procurarvi anche il film, con la brava Frances McDormand nei panni di Ginevra, o meglio Guinevere, Pettigrew. Una chicca come il romanzo.
La casa prigioniera del tempo (titolo originale: Century) è un romanzo appartenente alla collana Battello a vapore della Piemme, ma che probabilmente potrebbe essere inserito anche in una collana per adolescenti. Il suo sapore gotico e l'atmosfera inizialmente inquietante forse non sarebbero immedia
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La casa prigioniera del tempo (titolo originale: Century) è un romanzo appartenente alla collana Battello a vapore della Piemme, ma che probabilmente potrebbe essere inserito anche in una collana per adolescenti. Il suo sapore gotico e l'atmosfera inizialmente inquietante forse non sarebbero immediatamente apprezzati dai più piccini ma verrebbero ben accolti da ragazzi più maturi. L'età consigliata è dai 13 anni in su, età che avrebbe potuto essere sicuramente innalzata se il racconto non avesse preso fin troppo presto una svolta semplicistica e a tratti superficiale. L'impressione generale che si ricava dalla lettura del romanzo della Singleton è innanzitutto positiva: duecento pagine perfette per trascorrere qualche ora totalmente assorbiti dalla storia, presi dal destino di Macy, la protagonista costretta a vivere nel suo castello e a ripetere continuamente la stessa giornata per anni, forse secoli. Quel che potrebbe apparirci come un incubo si presenta come una realtà non percepita: solo quando un elemento estraneo cerca di infiltrarsi e di incrinare una perfezione che altrimenti sarebbe stata eterna, la situazione inizia a precipitare. La ragazzina comincia a indagare, a seguire i fantasmi che vede correre per i corridoi, capisce che qualcosa di terribile è accaduto e che il suo intervento è necessario per porre fine a quell'incubo. L'ambientazione è perfetta, l'atmosfera riesce a instillare nel lettore stati di ansia e di paura, ma il tutto dura troppo poco e la soluzione arriva in maniera semplice e affrettata. Non avremmo disprezzato qualche centinaio di pagine in più. Nonostante qualche piccola delusione, La casa prigioniera nel tempo si becca una valutazione positiva e il consiglio di lettura a chiunque se lo ritrovi tra le mani.
Across the universe
Across The Universe, come i due romanzi di cui vi ho appena parlato, ha riscosso enorme successo tra i lettori su anobii e nei vari blog. Romanzo spacciato inizialmente come distopico, si presenta in realtà come un incrocio tra fantascienza e thriller. Non so se basti ambientare una storia in un fut ... (continue)
Across The Universe, come i due romanzi di cui vi ho appena parlato, ha riscosso enorme successo tra i lettori su anobii e nei vari blog. Romanzo spacciato inizialmente come distopico, si presenta in realtà come un incrocio tra fantascienza e thriller. Non so se basti ambientare una storia in un futuro distorto per parlare di distopia. Non siamo alle prese con una società dittatoriale, né con una rivolta contro l'ordine costituito, anzi. Across the universe si apre con una possibilità di scelta: la protagonista, Amy, può liberamente decidere se continuare la sua vita sulla terra o se seguire i genitori su una nave spaziale, facendosi ibernare con loro per trecento anni. Nessun obbligo, se non quello di figlia. Nessuna necessità di lasciare la propria terra, se non quella di poter continuare ad avere dei genitori con cui vivere. Amy compie la sua prima vera scelta: sceglie la madre e il padre, sceglie il sacrificio, il lungo sonno, pur di poter restare al loro fianco il più a lungo possibile. Le cose però non seguiranno il percorso stabilito e la ragazza si risveglierà ben prima dei trecento anni, a bordo di una nave spaziale organizzata come un microcosmo, dove però la vita non è così perfetta come sembra. Anzi.
Non vi dirò altro riguardo ai dettagli della trama. Aggiungo solo che immancabile ci sarà la storia d'amore, ma l'avevamo sospettato fin dalla cover, e ci sarà un mistero da svelare con tanto di assassino da scoprire.
Storia abbastanza gradevole. Neanche questo romanzo si contraddistingue per uno stile particolare, ma a suo favore possiamo dire che è un bella storia da intrattenimento, per trascorrere qualche ore di qualche grigio pomeriggio vuoto. Ci sarà un seguito, ma ci ritroviamo senza nessuna ansia di sapere come andrà a finire. Lo leggeremo, ma non abbiamo fretta.
http://cuoredinchiostro.blogspot.it/2013/01/tre-romanzi…
Uno chalet tutto per me
Ho scoperto la von Arnim appena un paio di mesi fa (che ritardo imbarazzante) e all'attivo, a parte questo romanzo, ne ho solo un altro, Un incantevole aprile. Mi sento una lettrice in difetto, con un senso di vergogna per il mancato recupero delle letture perse. So che ci sono centinaia di scrittor ... (continue)
Ho scoperto la von Arnim appena un paio di mesi fa (che ritardo imbarazzante) e all'attivo, a parte questo romanzo, ne ho solo un altro, Un incantevole aprile. Mi sento una lettrice in difetto, con un senso di vergogna per il mancato recupero delle letture perse. So che ci sono centinaia di scrittori cui vorrei accostarmi il prima possibile, ma la von Arnim per ora detiene il primo posto in classifica tra questi. Il suo stile è geniale ma mai pesante, cinico ma pur sempre ironico, realistico ma leggero. L'impressione che se ne ricava è di freschezza: mentre leggo i suoi romanzi mi ritrovo a ridere e a rilassarmi, a divertirmi e a riflettere, a fermarmi a pensare, a chiudere ogni tanto il libro per potermi soffermare su determinati punti. Uno chalet tutto per me è tutto questo. La protagonista decide di ritirarsi in uno chalet isolato dal resto del mondo per potersi riprendere dagli orrori della prima guerra mondiale e provare a rinascere grazie al contatto con la natura. Trascorre il suo tempo tra passeggiate, prati e riflessioni nel suo diario personale. A lungo andare la solitudine la stanca: Elizabeth non vuole davvero uno chalet tutto per sé (non facciamoci ingannare quindi dal titolo, in quanto quello originale è più semplicemente In the mountains) ma ha un tremendo bisogno di compagnia, di scambi di riflessioni, di chiacchiere e risate. Troverà la risposta ai suoi desideri in due donne che capitano di lì: due vedove che accettano di buon grado l'invito di Elizabeth a restare nello chalet e che in poco tempo diventeranno parte integrante di quel luogo. Dalle iniziali riflessioni solitarie ora la protagonista può finalmente condividere pensieri, bisogni e desideri. Presto si renderà conto che non è così semplice, quando ci si ritrova con persone che non vogliono sfuggire neanche un attimo agli schemi sociali, per dovere o per timore.
Leggere Uno chalet tutto per me è puro piacere: per la storia in sé, per ogni personaggio che appare, per le riflessioni contenute nel diario della protagonista, per lo stile, per la descrizione della natura. Nessun elemento interviene a disturbare la lettura o a renderla meno gradevole. Non posso sapere se sia migliore, peggiore o alla pari di tutti gli altri romanzi dell'autrice, ma posso consigliarvelo caldamente o semplicemente consigliarvi di accostarvi a uno qualsiasi dei suoi titoli, perché al di là di ogni trama, la von Arnim incanta con il suo stile.
http://cuoredinchiostro.blogspot.it/2013/01/tre-romanzi…
Giornata ideale, per un matrimonio
Protagonista apparente di questo romanzo breve, forse più assimilabile a un racconto, è Dolly, nel giorno delle sue nozze. Nel giorno in cui tutto dovrebbe essere perfetto, il giorno che ogni donna vorrebbe ricordare come "il più bello della propria vita". Eppure questa atmosfera di gioia inconteni ... (continue)
Protagonista apparente di questo romanzo breve, forse più assimilabile a un racconto, è Dolly, nel giorno delle sue nozze. Nel giorno in cui tutto dovrebbe essere perfetto, il giorno che ogni donna vorrebbe ricordare come "il più bello della propria vita". Eppure questa atmosfera di gioia incontenibile non sembra aver luogo nella casa, né nell'animo della ragazza. Dolly non attribuisce grande importanza a queste nozze: il suo non è un matrimonio d'amore ma di convenienza, di sicurezza, a noi lettori appare quasi un matrimonio per noia. Dall'altra parte c'è poi Jospeh, che ama Dolly e che vorrebbe davvero averla tutta per sé, ma non è lui il futuro sposo, non sarà lui ad attenderla all'altare. L'intera giornata gira intorno a Joseph, che ai miei occhi è apparso come il personaggio principale della storia, e al suo coraggio di voler strappare Dolly dal gesto che sta per compiere. A far da sfondo a questa coppia infelice, una serie di personaggi che, col loro apparire in scena, danno voce, movimento e colore alla storia. Una madre i cui tentativi di tenere tutto sotto controllo si trasformano nella peggiore disorganizzazione; una sorella ingombrante, urlante, spara-giudizi; due fratellini che discutono su tutto e si rivelano fastidiosi per chi si trova ad incrociarli. Il padre? Non pare ci siano evidenti tracce.
La storia cerca di mantenere toni allegri e ironici, anche se nasconde una profonda amarezza.
Devo ammettere che non sono riuscita a entrarci dentro, non sono riuscita ad apprezzarla in maniera adeguata né a comprenderla. L'impressione che ne ho ricavato è stata frastornante: quasi fossi stata ospite a quelle nozze e non vedessi l'ora che queste avessero fine. Solitamente adoro i romanzi scritti nella prima metà del '900, ma questo non è riuscito ad affascinarmi come avrei voluto. Forse la sua brevità non mi ha dato il giusto tempo di apprezzarlo a pieno, forse la storia non mi è parsa di grande interesse e l'ironia di cui le pagine dovrebbero essere permeate non l'ho avvertita nella giusta maniera. O più semplicemente mi manca la giusta chiave di lettura. Chissà, forse un giorno la troverò e proverò nuovamente ad aprire le porte di questa storia.
http://cuoredinchiostro.blogspot.it/2013/01/tre-romanzi…
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew fa assaporare al lettore la Londra degli anni '30. Ci si ritrova circondati da donne avvolte in abiti di seta e immancabili cappellini, uomini in gessato e papillon; ci si aggira in saloni di bellezza in cui sembra di respirare aria e cipria, per poter poi giun ... (continue)
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew fa assaporare al lettore la Londra degli anni '30. Ci si ritrova circondati da donne avvolte in abiti di seta e immancabili cappellini, uomini in gessato e papillon; ci si aggira in saloni di bellezza in cui sembra di respirare aria e cipria, per poter poi giungere preparati alle serate negli eleganti ma allegri night club. Atmosfera briosa e frizzante, tipica di quell'epoca di cui avverto la nostalgia pur senza averla mai vissuta, cui fa da contraltare la protagonista, la non più giovanissima Miss Pettigrew: donna di mezza età (a 40 anni!), scialba, povera, sola. Ginevra Pettigrew rappresenta l'altra faccia della città: la parte che non può permettersi aperitivi e serate nei night, la parte di mondo che non veste di seta, non brinda con champagne, non ha più un futuro da immaginare. L'incontro dei due mondi, per quanto possa accadere in maniera prevedibile, o poco credibile, per quanto possa procedere in modo banale, è descritto e raccontato per deliziare i lettori. Non avvicinatevi al romanzo della Watson per trovarvi un capolavoro di alta letteratura, per potervi abbandonare a profonde riflessioni: leggetelo se volete essere intrattenuti da una storia di altri tempi, se volete assaporare le glorie di un'epoca passata, se desiderate rallegrarvi con personaggi simpatici, bizzarri, adorabili. Leggetelo se avete bisogno di alleggerire il cuore, di non smettere di sorridere, di vivere un romantico lieto fine.
E se, come me, ne resterete incantati, allora sarà il caso di procurarvi anche il film, con la brava Frances McDormand nei panni di Ginevra, o meglio Guinevere, Pettigrew. Una chicca come il romanzo.
http://cuoredinchiostro.blogspot.it/2013/01/tre-romanzi…
La casa prigioniera del tempo
La casa prigioniera del tempo (titolo originale: Century) è un romanzo appartenente alla collana Battello a vapore della Piemme, ma che probabilmente potrebbe essere inserito anche in una collana per adolescenti. Il suo sapore gotico e l'atmosfera inizialmente inquietante forse non sarebbero immedia ... (continue)
La casa prigioniera del tempo (titolo originale: Century) è un romanzo appartenente alla collana Battello a vapore della Piemme, ma che probabilmente potrebbe essere inserito anche in una collana per adolescenti. Il suo sapore gotico e l'atmosfera inizialmente inquietante forse non sarebbero immediatamente apprezzati dai più piccini ma verrebbero ben accolti da ragazzi più maturi. L'età consigliata è dai 13 anni in su, età che avrebbe potuto essere sicuramente innalzata se il racconto non avesse preso fin troppo presto una svolta semplicistica e a tratti superficiale. L'impressione generale che si ricava dalla lettura del romanzo della Singleton è innanzitutto positiva: duecento pagine perfette per trascorrere qualche ora totalmente assorbiti dalla storia, presi dal destino di Macy, la protagonista costretta a vivere nel suo castello e a ripetere continuamente la stessa giornata per anni, forse secoli. Quel che potrebbe apparirci come un incubo si presenta come una realtà non percepita: solo quando un elemento estraneo cerca di infiltrarsi e di incrinare una perfezione che altrimenti sarebbe stata eterna, la situazione inizia a precipitare. La ragazzina comincia a indagare, a seguire i fantasmi che vede correre per i corridoi, capisce che qualcosa di terribile è accaduto e che il suo intervento è necessario per porre fine a quell'incubo. L'ambientazione è perfetta, l'atmosfera riesce a instillare nel lettore stati di ansia e di paura, ma il tutto dura troppo poco e la soluzione arriva in maniera semplice e affrettata. Non avremmo disprezzato qualche centinaio di pagine in più. Nonostante qualche piccola delusione, La casa prigioniera nel tempo si becca una valutazione positiva e il consiglio di lettura a chiunque se lo ritrovi tra le mani.
http://cuoredinchiostro.blogspot.it/2013/01/tre-romanzi…