Ci sono degli aspetti interessanti e profondi, in questa raccolta di racconti. Personaggi anziani, alle prese con bilanci faticosi e ricordi ingombranti; storie singolari, storie di stanchezza... storie che vorrebbero far riflettere, e che in effetti smuovono. Eppure, non sono convinta. L'impressio
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Ci sono degli aspetti interessanti e profondi, in questa raccolta di racconti. Personaggi anziani, alle prese con bilanci faticosi e ricordi ingombranti; storie singolari, storie di stanchezza... storie che vorrebbero far riflettere, e che in effetti smuovono. Eppure, non sono convinta. L'impressione è - paradossalmente - di trovarsi di fronte a un libro scritto approssimativamente, direi di fretta. Alcuni espedienti narrativi (punteggiatura anticonvenzionale, vuoti nella narrazione, improvvisi scarti di punto di vista), che in altre opere di Tabucchi fanno pensare di essere di fronte a un artificio perfettamente costruito e parzialmente incomprensibile, e ricalcano sorprendentemente la percezione del reale, qui restituiscono al contrario un'impressione di imprecisione. é come se l'autore avesse avuto delle intuizioni, ma le avesse riversate nella pagina in modo solo fintamente accurato. Il risultato è che mi sento un po' presa in giro, che penso che si poteva fare meglio.
I romanzi sono tre, e piuttosto diversi tra loro. "Il maestro di Vigevano" sicuramente è il migliore, e non a caso è il più noto. (bello anche il film del '63, con Alberto Sordi).
Gli altri due non sono male, ma a volte la lettura è un po' faticosa a causa dell'uso del dialetto.
I romanzi sono tre, e piuttosto diversi tra loro. "Il maestro di Vigevano" sicuramente è il migliore, e non a caso è il più noto. (bello anche il film del '63, con Alberto Sordi).
Gli altri due non sono male, ma a volte la lettura è un po' faticosa a causa dell'uso del dialetto.
In generale, tutto rendono bene l'ambiente asfittico e provinciale della cittadina, i ritmi di lavoro frenetici, l'arrivismo, l'ansia. Il risultato è positivo, ma parecchio angosciante...
A parte i piacevoli ricordi che sicuramente si assoceranno a questo libro (spiaggia, mare, abbronzatura), devo dire che non è male. certo, ci sono una serie di luoghi comuni e stereotipi, ma se avessi voluto leggere dostoevskij, invece di faderica bosco, al mare mi sarei portata lui. questo romanzo
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A parte i piacevoli ricordi che sicuramente si assoceranno a questo libro (spiaggia, mare, abbronzatura), devo dire che non è male. certo, ci sono una serie di luoghi comuni e stereotipi, ma se avessi voluto leggere dostoevskij, invece di faderica bosco, al mare mi sarei portata lui. questo romanzo si fa leggere, e tutto sommato appassiona. e tutto sommato direi che è sufficiente!
é un po' strano separarsi da un libro che, tra una cosa e l'altra, mi ha accompagnato per quasi un anno. come per gli amici, con la confidenza, si perde anche la capacità di giudizio. però voglio provarci lo stesso.
per prima cosa, il cavallo rosso è un libro coraggioso. racconta il novecento com
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é un po' strano separarsi da un libro che, tra una cosa e l'altra, mi ha accompagnato per quasi un anno. come per gli amici, con la confidenza, si perde anche la capacità di giudizio. però voglio provarci lo stesso.
per prima cosa, il cavallo rosso è un libro coraggioso. racconta il novecento come non lo racconta quasi nessuno, senza paura di risultare scomodo o impopolare. e in una realtà come quella italiana, così falsamente poliedrica e pluralista, il risultato è sicuramente di impatto: tanto che eugenio corti è per lo più ignorato dalle scuole e dall'università, oltre che dall'opinione pubblica; ma anche, tanto che, a tratti, pefino il lettore più ben disposto si sente appesantito: come se lo scopo dell'autore fosse semplicemente sollevare una polemica, provocare il suo pubblico.
la trama è sicuramente avvincente, in alcuni punti impressionante, soprattutto perché la si sente incredibilmente vera (in effetti, i pochi fatti non autobiografici sono perfettamente documentati).
lo stile, per finire, ha molto poco a che spartire con la tradizione novecentesca italiana, tutta concentrata sulle ellissi e i sottintesi... il risultato è che l'ansia di chiarezza dell'autore, secondo me, alla lunga risulta un po' stucchevole, quasi noiosa.
in due parole? è moralista, onesto, polemico. però, prima di tutto, è un romanzo che sta in piedi. un romanzo tutto di un pezzo, una storia vera.
Contrariamente alle aspettative, non è un romanzo sulla rivoluzione cinese, ma, esattamente, sulla condizione dell'uomo e sui suoi miseri tentativi di superarla. sull'incomunicabilità, e la solitudine. Tanti spunti belli; a volte l'azione è un po' difficile da seguire, ma non importa: l'impressione
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Contrariamente alle aspettative, non è un romanzo sulla rivoluzione cinese, ma, esattamente, sulla condizione dell'uomo e sui suoi miseri tentativi di superarla. sull'incomunicabilità, e la solitudine. Tanti spunti belli; a volte l'azione è un po' difficile da seguire, ma non importa: l'impressione è che l'azione sia solo un pretesto. l'unica cosa davvero negativa è la traduzione, che dev'essere rimasta quella del '33...
Il tempo invecchia in fretta
Ci sono degli aspetti interessanti e profondi, in questa raccolta di racconti. Personaggi anziani, alle prese con bilanci faticosi e ricordi ingombranti; storie singolari, storie di stanchezza... storie che vorrebbero far riflettere, e che in effetti smuovono.continue)
Eppure, non sono convinta.
L'impressio ... (
Ci sono degli aspetti interessanti e profondi, in questa raccolta di racconti. Personaggi anziani, alle prese con bilanci faticosi e ricordi ingombranti; storie singolari, storie di stanchezza... storie che vorrebbero far riflettere, e che in effetti smuovono.
Eppure, non sono convinta.
L'impressione è - paradossalmente - di trovarsi di fronte a un libro scritto approssimativamente, direi di fretta. Alcuni espedienti narrativi (punteggiatura anticonvenzionale, vuoti nella narrazione, improvvisi scarti di punto di vista), che in altre opere di Tabucchi fanno pensare di essere di fronte a un artificio perfettamente costruito e parzialmente incomprensibile, e ricalcano sorprendentemente la percezione del reale, qui restituiscono al contrario un'impressione di imprecisione. é come se l'autore avesse avuto delle intuizioni, ma le avesse riversate nella pagina in modo solo fintamente accurato.
Il risultato è che mi sento un po' presa in giro, che penso che si poteva fare meglio.
Il maestro di Vigevano - Il calzolaio di Vigevano - Il meridionale di Vigevano
I romanzi sono tre, e piuttosto diversi tra loro.
"Il maestro di Vigevano" sicuramente è il migliore, e non a caso è il più noto.
(bello anche il film del '63, con Alberto Sordi).
Gli altri due non sono male, ma a volte la lettura è un po' faticosa a causa dell'uso del dialetto.
In generale, tutt ... (continue)
I romanzi sono tre, e piuttosto diversi tra loro.
"Il maestro di Vigevano" sicuramente è il migliore, e non a caso è il più noto.
(bello anche il film del '63, con Alberto Sordi).
Gli altri due non sono male, ma a volte la lettura è un po' faticosa a causa dell'uso del dialetto.
In generale, tutto rendono bene l'ambiente asfittico e provinciale della cittadina, i ritmi di lavoro frenetici, l'arrivismo, l'ansia. Il risultato è positivo, ma parecchio angosciante...
S.O.S. Amore
A parte i piacevoli ricordi che sicuramente si assoceranno a questo libro (spiaggia, mare, abbronzatura), devo dire che non è male.continue)
certo, ci sono una serie di luoghi comuni e stereotipi, ma se avessi voluto leggere dostoevskij, invece di faderica bosco, al mare mi sarei portata lui. questo romanzo ... (
A parte i piacevoli ricordi che sicuramente si assoceranno a questo libro (spiaggia, mare, abbronzatura), devo dire che non è male.
certo, ci sono una serie di luoghi comuni e stereotipi, ma se avessi voluto leggere dostoevskij, invece di faderica bosco, al mare mi sarei portata lui. questo romanzo si fa leggere, e tutto sommato appassiona. e tutto sommato direi che è sufficiente!
Il cavallo rosso
é un po' strano separarsi da un libro che, tra una cosa e l'altra, mi ha accompagnato per quasi un anno.
come per gli amici, con la confidenza, si perde anche la capacità di giudizio.
però voglio provarci lo stesso.
per prima cosa, il cavallo rosso è un libro coraggioso. racconta il novecento com ... (continue)
é un po' strano separarsi da un libro che, tra una cosa e l'altra, mi ha accompagnato per quasi un anno.
come per gli amici, con la confidenza, si perde anche la capacità di giudizio.
però voglio provarci lo stesso.
per prima cosa, il cavallo rosso è un libro coraggioso. racconta il novecento come non lo racconta quasi nessuno, senza paura di risultare scomodo o impopolare. e in una realtà come quella italiana, così falsamente poliedrica e pluralista, il risultato è sicuramente di impatto: tanto che eugenio corti è per lo più ignorato dalle scuole e dall'università, oltre che dall'opinione pubblica; ma anche, tanto che, a tratti, pefino il lettore più ben disposto si sente appesantito: come se lo scopo dell'autore fosse semplicemente sollevare una polemica, provocare il suo pubblico.
la trama è sicuramente avvincente, in alcuni punti impressionante, soprattutto perché la si sente incredibilmente vera (in effetti, i pochi fatti non autobiografici sono perfettamente documentati).
lo stile, per finire, ha molto poco a che spartire con la tradizione novecentesca italiana, tutta concentrata sulle ellissi e i sottintesi... il risultato è che l'ansia di chiarezza dell'autore, secondo me, alla lunga risulta un po' stucchevole, quasi noiosa.
in due parole? è moralista, onesto, polemico. però, prima di tutto, è un romanzo che sta in piedi. un romanzo tutto di un pezzo, una storia vera.
La condizione umana
Contrariamente alle aspettative, non è un romanzo sulla rivoluzione cinese, ma, esattamente, sulla condizione dell'uomo e sui suoi miseri tentativi di superarla.continue)
sull'incomunicabilità, e la solitudine.
Tanti spunti belli; a volte l'azione è un po' difficile da seguire, ma non importa: l'impressione ... (
Contrariamente alle aspettative, non è un romanzo sulla rivoluzione cinese, ma, esattamente, sulla condizione dell'uomo e sui suoi miseri tentativi di superarla.
sull'incomunicabilità, e la solitudine.
Tanti spunti belli; a volte l'azione è un po' difficile da seguire, ma non importa: l'impressione è che l'azione sia solo un pretesto.
l'unica cosa davvero negativa è la traduzione, che dev'essere rimasta quella del '33...