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- By Stephen King
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- (Penguin Science Fiction)
- By Kurt Vonnegut
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Tra i particolari curiosi, oltre all'apocalittico "ghiaccio 9", mi piace ricordare il Boku maru, sensuale e clandestino sfregamento delle estremità articolari inferiori, rituale d'una religione proibita inventata di sana pianta (dei piedi) da Bokonon. Il libro peraltro è pervaso da una sacralità uma ... (continue)
- — Jun 15, 2007 | 1 feedback
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- Everything Is Illuminated (56)
- By Jonathan Safran Foer
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Definitely one of the books of my life.
It spoke to me, linking everything to everything else, inside and outside, with white strings made of words, with words made of feelings, with feelings made of everywaves, linking each nowhere to everywhere inside and outside. - — Jul 21, 2008 | 5 feedbacks
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- The First Part of King Hen…
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- The First Part of King Henry VI
- (Arden Shakespeare)
- By William Shakespeare




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- Galapagos (25)
- By Kurt Vonnegut




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- God Bless You, Mr.Rosewater
- By Kurt Vonnegut
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Satira socio-economica, come dichiarato fin dall'inizio.
Ammiccamenti stilistici e contenutistici ad altri testi dello stesso Vonnegut.
Libro apprezzato ancora più alla rilettura (25/2/06 - nel marzo '99 avevo invece consultato la traduzione italiana). - — Jun 15, 2007 | Add your feedback
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Bag of Bones
Trovato in biblioteca, lo afferrai superando lo snobismo perché era gratis e in lingua originale. Non me ne sono affatto pentito. Si vede che è scritto da chi ci sa fare, che tutto è perfettamente equilibrato (dialoghi e descrizioni, intreccio e digressioni, narrazione e personaggi, interiorità e fi ... (continue)
Trovato in biblioteca, lo afferrai superando lo snobismo perché era gratis e in lingua originale. Non me ne sono affatto pentito. Si vede che è scritto da chi ci sa fare, che tutto è perfettamente equilibrato (dialoghi e descrizioni, intreccio e digressioni, narrazione e personaggi, interiorità e fisicità, sensazioni e azione), che il lettore viene condotto passo passo, magari pure troppo, però sono stato contento di rompere il ghiaccio nei confronti di un nome che mi chiamava da quando vidi The Green Mile e seppi che era tratto da un suo romanzo.
Il protagonista è uno scrittore di best seller cui la recente vedovanza causa un blocco creativo (di qui interessanti accenni metanarrativi, alcuni perfino non esplicitati, oh oh!). I cambiamenti del suo modus vivendi che ne conseguono lo portano a nuove frequentazioni sociali e sentimentali, tuffandolo in vicende via via più coinvolgenti, drammatiche, concitate, fino alla catarsi.
La commistione tra realismo e soprannaturale è misurata, dosata con cura omeopatica in un crescendo graduale e apparentemente inevitabile. Tanto che ripercorrendo le prime pagine e le penultime il lettore si chiede come abbia potuto farsi trascinare tanto docilmente nell'inspiegabile in modo credibile. Potenza di una scrittura dalla grande coerenza interna.
In italiano si trova la traduzione di Tullio Dobner, Mucchio d'ossa, del 1999 per Sperling & Kupfer.
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