Franz Kafka diceva che:" Un libro dev'essere l'ascia che spezza il mare ghiacciato che è dentro di noi." Penso che "Gomorra" sia proprio questo! Un'indagine giornalistica seria, coraggiosa, necessaria, come scrive lo stesso autore:" Sapere, capire diviene una necessità. L'unica possibile per
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Franz Kafka diceva che:" Un libro dev'essere l'ascia che spezza il mare ghiacciato che è dentro di noi." Penso che "Gomorra" sia proprio questo! Un'indagine giornalistica seria, coraggiosa, necessaria, come scrive lo stesso autore:" Sapere, capire diviene una necessità. L'unica possibile per considerarsi ancora uomini degni di respirare." Un'indagine di una realtà che non potremo più immaginare non nostra, lontana da noi, ma che ci coinvolge "tutti", nei nostri individualismi. Mi viene in mente il libro di Cronin "E le stelle stanno a guardare." Qualcuno ha deciso e scelto per noi anche come dovremo morire! Un libro coinvolgente,a volte anche brutale, dovrebbe davvero essere l'ascia che spezza il mare ghiacciato che non dovrebbe essere dentro di noi!
“LA PAROLA CONTRO LA CAMORRA” cofanetto costituito da un libro ed un dvd. Perchè un libro ed un dvd, con lo stesso tema? A mio modesto avviso è stato un voler creare un testo, con il fine di riassumere e sintetizzare il contenuto del dvd, che ancora non ho visto, mi ricordo però della puntata televi
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“LA PAROLA CONTRO LA CAMORRA” cofanetto costituito da un libro ed un dvd. Perchè un libro ed un dvd, con lo stesso tema? A mio modesto avviso è stato un voler creare un testo, con il fine di riassumere e sintetizzare il contenuto del dvd, che ancora non ho visto, mi ricordo però della puntata televisiva. Libro e dvd, due strumenti di comunicazione diversi: un dvd può deteriorarsi o si può non avere a disposizione la tecnologia che permetta la visione, il libro è un qualcosa di duraturo, la vera ragione per cui un libro avrà lunga vita è che abbiamo la prova, che sopravvivono in ottima salute libri stampati più di cinquecento anni fa e pergamene di duemila anni, mentre non abbiamo prove della durata di un supporto elettronico. Infatti nel giro di trent'anni il floppy è stato sostituito dal disco rigido, e questo a sua volta dal dvd, che è stato a sua volta soppiantato dalla chiavetta, oggi, forse, sarebbero pochi i computer in grado di leggere un floppy degli anni Ottanta, pertanto credo sia meglio conservare la nostra memoria su carta. Un libro non diventerà mai obsoleto, è più gestibile, a portata di mano e non rischia di diventare datato, come potrebbe accadere per un dvd (chi sarebbe oggi in grado di esaminare un file su un supporto da 5”1/4? Di contro un codice benedettino del 1200 è sufficiente sfogliarlo per poterlo leggere, naturalmente conoscendo il latino o con un vocabolario a portata di mano).Un altro buon motivo per proporre un dvd, è che non tutti amano leggere,o non hanno tempo da dedicare ad un libro, per quanto breve, l'importante è che il messaggio giunga a più persone,con qualsiasi strumento, l'essenziale è "sensibilizzare", tenendo conto della qualità e nondimeno della quantità dei fruitori. Non vedo quindi l'inutilità nel proporre “i contenuti della trasmissione televisiva” con due strumenti di comunicazione diversi. In merito al ripresentare notizie e messaggi non nuovi, benissimo, perchè “repetita iuvant” ha valore non solo in senso puramente didattico, ma anche nel rinnovare la tanto citata “memoria condivisa”, che per essere tale necessita di essere ribadita, "ripassata", per potere essere coltivata. ”.....e perchè tu non racconti?” Saviano elegge a suo “Io so” di Pasolini, attribuendo allo scrittore, un ruolo specifico, che è quello del “prendere posizione”, “far conoscere” appunto “raccontare”, quello dell'impegno civile, coinvolgendo in questo impegno civile di denuncia anche noi lettori, nel nostro piccolo:“Ogni lettore che fa sua una storia, ogni lettore che potregge un libro, che osserva, che ascolta, sta facendo moltissimo. Sta facendo moltissimo perchè permetterà a quell'autore di continuare a lavorare e soprattutto contribuirà a diffondere le sue parole, a renderle strumenti pericolosi. Anche criticando, anche non condividendo, anche facendone semplicemente argomento di discussione, farà si che le tante vicende avvolte dall'ombra possano diventare invece storie degne di essere raccontate, che i tanti morti diventati semplicemente un numero possano tornare ad essere persone, che i molti sogni rimasti a margine, possano tornare a essere possibilità reali." Impegno civile dello scrittore.....del lettore....dell'uomo, in quanto individuo, soggetto partecipe della "società civile".....ecco un'altra bellissima frase, nel raccontare di Don Peppe Diana:"Perchè il male trionfi, basta che gli uomini del bene non facciano niente."....no, non dice:"che collaborino con il male"....dice solo che non devono fare niente...... Come scrive Benedetta Tobagi, nell'articolo di presentazione al libro, nel mondo di oggi c'è abbastanza luce per chi vuole vedere e abbastanza buio per chi si ostina a restare nella caverna, in riferimento al più importante mito platonico. E' una questione di scelte, per chi scrive e per chi legge.
Penso che siano le "sue stesse" parole a descrivere Saviano, perchè credo che le parole definiscano chi le usa, noi siamo le parole che usiamo, e purtroppo anche quelle che ascoltiamo: gli insulti, le bugie,le inesattezze,le manipolazioni...........Saviano, a mio avviso, rispetta le parole, maneggiandole con cautela, smontando con toni gentili l'asprezza, l'aggressività dominante.
Gomorra
Franz Kafka diceva che:" Un libro dev'essere l'ascia che spezza il mare ghiacciato che è dentro di noi." Penso che "Gomorra" sia proprio questo!continue)
Un'indagine giornalistica seria, coraggiosa, necessaria, come scrive lo stesso autore:" Sapere, capire diviene una necessità. L'unica possibile per ... (
Franz Kafka diceva che:" Un libro dev'essere l'ascia che spezza il mare ghiacciato che è dentro di noi." Penso che "Gomorra" sia proprio questo!
Un'indagine giornalistica seria, coraggiosa, necessaria, come scrive lo stesso autore:" Sapere, capire diviene una necessità. L'unica possibile per considerarsi ancora uomini degni di respirare."
Un'indagine di una realtà che non potremo più immaginare non nostra, lontana da noi, ma che ci coinvolge "tutti", nei nostri individualismi. Mi viene in mente il libro di Cronin "E le stelle stanno a guardare." Qualcuno ha deciso e scelto per noi anche come dovremo morire! Un libro coinvolgente,a volte anche brutale, dovrebbe davvero essere l'ascia che spezza il mare ghiacciato che non dovrebbe essere dentro di noi!
La parola contro la camorra
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"......e tu perchè non racconti?"“LA PAROLA CONTRO LA CAMORRA” cofanetto costituito da un libro ed un dvd. Perchè un libro ed un dvd, con lo stesso tema? A mio modesto avviso è stato un voler creare un testo, con il fine di riassumere e sintetizzare il contenuto del dvd, che ancora non ho visto, mi ricordo però della puntata televi ... (continue)
“LA PAROLA CONTRO LA CAMORRA” cofanetto costituito da un libro ed un dvd. Perchè un libro ed un dvd, con lo stesso tema? A mio modesto avviso è stato un voler creare un testo, con il fine di riassumere e sintetizzare il contenuto del dvd, che ancora non ho visto, mi ricordo però della puntata televisiva. Libro e dvd, due strumenti di comunicazione diversi: un dvd può deteriorarsi o si può non avere a disposizione la tecnologia che permetta la visione, il libro è un qualcosa di duraturo, la vera ragione per cui un libro avrà lunga vita è che abbiamo la prova, che sopravvivono in ottima salute libri stampati più di cinquecento anni fa e pergamene di duemila anni, mentre non abbiamo prove della durata di un supporto elettronico. Infatti nel giro di trent'anni il floppy è stato sostituito dal disco rigido, e questo a sua volta dal dvd, che è stato a sua volta soppiantato dalla chiavetta, oggi, forse, sarebbero pochi i computer in grado di leggere un floppy degli anni Ottanta, pertanto credo sia meglio conservare la nostra memoria su carta. Un libro non diventerà mai obsoleto, è più gestibile, a portata di mano e non rischia di diventare datato, come potrebbe accadere per un dvd (chi sarebbe oggi in grado di esaminare un file su un supporto da 5”1/4? Di contro un codice benedettino del 1200 è sufficiente sfogliarlo per poterlo leggere, naturalmente conoscendo il latino o con un vocabolario a portata di mano).Un altro buon motivo per proporre un dvd, è che non tutti amano leggere,o non hanno tempo da dedicare ad un libro, per quanto breve, l'importante è che il messaggio giunga a più persone,con qualsiasi strumento, l'essenziale è "sensibilizzare", tenendo conto della qualità e nondimeno della quantità dei fruitori. Non vedo quindi l'inutilità nel proporre “i contenuti della trasmissione televisiva” con due strumenti di comunicazione diversi. In merito al ripresentare notizie e messaggi non nuovi, benissimo, perchè “repetita iuvant” ha valore non solo in senso puramente didattico, ma anche nel rinnovare la tanto citata “memoria condivisa”, che per essere tale necessita di essere ribadita, "ripassata", per potere essere coltivata.
”.....e perchè tu non racconti?” Saviano elegge a suo “Io so” di Pasolini, attribuendo allo scrittore, un ruolo specifico, che è quello del “prendere posizione”, “far conoscere” appunto “raccontare”, quello dell'impegno civile, coinvolgendo in questo impegno civile di denuncia anche noi lettori, nel nostro piccolo:“Ogni lettore che fa sua una storia, ogni lettore che potregge un libro, che osserva, che ascolta, sta facendo moltissimo. Sta facendo moltissimo perchè permetterà a quell'autore di continuare a lavorare e soprattutto contribuirà a diffondere le sue parole, a renderle strumenti pericolosi. Anche criticando, anche non condividendo, anche facendone semplicemente argomento di discussione, farà si che le tante vicende avvolte dall'ombra possano diventare invece storie degne di essere raccontate, che i tanti morti diventati semplicemente un numero possano tornare ad essere persone, che i molti sogni rimasti a margine, possano tornare a essere possibilità reali."
Impegno civile dello scrittore.....del lettore....dell'uomo, in quanto individuo, soggetto partecipe della "società civile".....ecco un'altra bellissima frase, nel raccontare di Don Peppe Diana:"Perchè il male trionfi, basta che gli uomini del bene non facciano niente."....no, non dice:"che collaborino con il male"....dice solo che non devono fare niente......
Come scrive Benedetta Tobagi, nell'articolo di presentazione al libro, nel mondo di oggi c'è abbastanza luce per chi vuole vedere e abbastanza buio per chi si ostina a restare nella caverna, in riferimento al più importante mito platonico. E' una questione di scelte, per chi scrive e per chi legge.
Penso che siano le "sue stesse" parole a descrivere Saviano, perchè credo che le parole definiscano chi le usa, noi siamo le parole che usiamo, e purtroppo anche quelle che ascoltiamo: gli insulti, le bugie,le inesattezze,le manipolazioni...........Saviano, a mio avviso, rispetta le parole, maneggiandole con cautela, smontando con toni gentili l'asprezza, l'aggressività dominante.