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- L'anno del pensiero magico (424)
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By Joan Didion -
Finished on Nov 29, 2011 




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- Una bellissima ragazza (81)
- La mia vita
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By Giancarlo Dotto, Ornella Vanoni -
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- Oriana Fallaci in New York (19)
- Una storia d'orgoglio
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By Gianni Minischetti -
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- Quando eravamo froci (94)
- Gli omosessuali nell'Italia di una volta
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By Andrea Pini -
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- No Higher Honor (6)
- A Memoir of My Years in Washington
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By Condoleezza Rice -
Finished on Jan 12, 2012 




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Una pesante eredità -
Com'è strana la Storia. Le elezioni presidenziali del 2000, con la loro scia di interminabili polemiche mi sembrano aver avuto luogo la settimana scorsa; l'attacco al World Trade Center e al Pentagono mi pare ieri; le immagini di George W. Bush che abbandona la Casa Bianca sull'elicottero presidenzi ... (
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Jan 14, 2012 |
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- Pollice verde (53)
- Il giardinaggio: un hobby, una filosofia, un'arte
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By Ippolito Pizzetti -
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- Steve Jobs (2782)
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By Walter Isaacson -
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- I segreti del giardiniere (19)
- Riscoprire l'arte di coltivare frutta, verdura, fiori e piante
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By Fratelli Ingegnoli -
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- Dai diamanti non nasce niente (1047)
- Storie di vita e di giardini
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By Serena Dandini -
Finished on Oct 25, 2011 




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- Oltre il secolo americano? (3)
- Gli Stati Uniti prima e dopo l'11 settembre
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Finished on Oct 28, 2011 




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- Gli anni Zero (60)
- Atlante di un decennio condensato
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Finished on Nov 30, 2011 




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Zero -
Pretenzioso, forzatamente cool, unilaterale.
Gli anni Zero si meritavano sicuramente di meglio che questa raccolta di false perle. -
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Dec 1, 2011 |
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- L'invenzione del futuro (13)
- Breve storia della letteratura della DDR
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By AA.VV. -
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- The Biography
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- Scatti dall'inferno
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By Massimiliano Squillace -
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- Fantastic Beasts and Where to Find Them (448)
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By J.K. Rowling -
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L'anno del pensiero magico
Conoscevo Joan Didion per la sua fama di grandissima giornalista e osservatrice sociale. A parte qualche articolo sparso, specialmente degli anni sessanta, non avevo mai letto nessun suo romanzo. Curioso come L'anno del pensiero magico, ad oggi il suo penultimo libro, abbia eclissato qualsias ... (continue)
Conoscevo Joan Didion per la sua fama di grandissima giornalista e osservatrice sociale. A parte qualche articolo sparso, specialmente degli anni sessanta, non avevo mai letto nessun suo romanzo. Curioso come L'anno del pensiero magico, ad oggi il suo penultimo libro, abbia eclissato qualsiasi cosa lei abbia prodotto negli ultimi cinquant'anni.
Leggere questo libro è stato difficile, come ingoiare un boccone troppo grande quando si è già satolli: lo spasmo di rigetto è naturale, fisiologico. Quando un sera del 30 dicembre 2003 Joan inizia a preparare la cena mentre il marito in salotto siede sul divano e legge un libro, non sa che tutto sta per cambiare. Una sera ti metti a tavola e la vita che conoscevi è finita. Istanti veloci e inesorabili: un attacco cardiaco massivo, la caduta dal divano, l'oblio. Inutile la chiamata dell'ambulanza, i tentativi di rianimazione, la corsa in ospedale. Sono momenti che la Didion vive come sotto una campana di vetro, cercando di capire e mettere insieme i pezzi e le cause che l'hanno portata dalla cucina del suo appartamento a Manhattan alla sala d'attesa deserta di un pronto soccorso. La morte del marito, compagno e confidente per quasi quarant'anni è uno schiaffo che brucia e continuerà a bruciare per il resto dei suoi giorni. Ma il racconto si concentra sui dodici mesi che seguono la scomparsa di John Dunne, dodici mesi che compongono l'anno del pensiero magico. Il pensiero magico, ingenuo, che ci sia una soluzione, che il vaso non sia irreparabilmente rotto, che il tempo possa essere ripiegato su se stesso per far tornare in vita un caro estinto. Come può una vedova mettere via le scarpe del proprio marito morto? E se poi lui tornasse e ne avesse bisogno? Mi ha colpito quando la Didion afferma di aver dato l'assenso all'autopsia perchè era convinta che una volta scoperta la causa precisa della morte del marito, i medici l'avrebbero sistemato, ricucito e lui si sarebbe svegliato. Non era, come dicono gli inglesi, wishful thinking ma proprio una convinzione, una certezza. Ciò che più disturba de L'anno del pensiero magico è la schiettezza, il non avere filtri e schermi. Siamo tutti umani e una delle poche certezze assolute che tutti, senza esclusione, abbiamo è che moriremo. Ci possono essere momenti in cui la mente ci porta a riflettere su questo piccolo dettaglio, sul fatto che volenti o nolenti siamo nati con la data di scadenza, ma d'istinto ci ritraiamo, dedichiamo all'argomento il meno tempo possibile. Joan Didion invece non si ritrae: smembra e analizza il suo dolore di vedova, cerca di dare un senso a un tipo di tormento che non pensava esistesse, fustiga se stessa per aver peccato di autocommiserazione, si culla in una solitudine arrivata senza richiesta, impara a vivere nel silenzio di una casa che non conosce più discussioni. C'è un passaggio verso la fine del libro che è per me uno dei momenti più veri e forti, una di quelle verità senza appello che illuminano d'improvviso il lettore perchè queste cose si pensano, ma sono difficili da articolare e da spiegare agli altri: "Siamo essere umani imperfetti, consapevoli di quella mortalità anche quando la respingiamo, traditi proprio dalla nostra complessità, e così schizzati che quando piangiamo chi abbiamo perduto piangiamo anche, nel bene e nel male, noi stessi. Come eravamo. Come non siamo più. Come un giorno non saremo affatto."