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- Il circolo Pickwick (3325)
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By Charles Dickens -
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- Perdersi a Londra (118)
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By Charles Dickens -
Finished on Dec 2, 2012 




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- La vedova e il pappagallo e altri racconti (162)
- Racconti d'autore, 71
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By Virginia Woolf -
Finished on Nov 25, 2012 




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- Roquenval (183)
- Racconti d'autore, 75
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By Nina Berberova -
Finished on Nov 25, 2012 




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- Yellow Submarine (28)
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By The Beatles -
Finished on Nov 25, 2012 




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- Signorina Else (2456)
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By Arthur Schnitzler -
Finished on Nov 21, 2012 




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- Se avessimo mangiato il dolce (8)
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By Giorgio Falco -
Finished on Nov 19, 2012 




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- Respirazione artificiale (92)
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By Ricardo Piglia -
Finished on Dec 5, 2012 




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- Nessuno accendeva le lampade (157)
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By Felisberto Hernández -
Finished on Nov 18, 2012 




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- A Coney Island of the Mind (37)
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By Lawrence Ferlinghetti -
Finished on Nov 16, 2012 




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- Nemesi (1142)
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By Philip Roth -
Finished on Nov 13, 2012 




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- Tutti i ragni (33)
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By Vanni Santoni -
Finished on Nov 11, 2012 




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- Ti saluto mio secolo crudele (54)
- Mistero e sopravvivenza del XX secolo
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By Guido Ceronetti -
Finished on Nov 11, 2012 




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- Haunted House – Kew Gardens - The Mark on the Wall / Una casa stregata - Kew Gardens - Il segno sul muro (25)
- Short Stories 2012 n°6
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By Virginia Woolf -
Finished on Nov 8, 2012 




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- Nino mi chiamo (65)
- Fantabiografia del piccolo Antonio Gramsci
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By Luca M. Paulesu -
Finished on Nov 7, 2012 




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A Coney Island of the Mind
Faccio una vita tranquillacontinue)
qui Da Mike tutti i giorni
guardando i fuoriclasse
della Sala da Biliardo di Dante
e i francesi drogati di flipper.
Faccio una vita tranquilla
in fondo alla East Broadway.
Sono un americano.
Ero un ragazzo americano.
Leggevo l’American Boy Magazine
e ho fatto il ... (
Faccio una vita tranquilla
qui Da Mike tutti i giorni
guardando i fuoriclasse
della Sala da Biliardo di Dante
e i francesi drogati di flipper.
Faccio una vita tranquilla
in fondo alla East Broadway.
Sono un americano.
Ero un ragazzo americano.
Leggevo l’American Boy Magazine
e ho fatto il boy scout
in un quartiere residenziale.
Pensavo di essere Tom Sawyer
quando catturavo gamberi nel Bronx River
e mi immaginavo il Mississippi.
Avevo un guantone da baseball
e una bicicletta American Flyer.
Consegnavo la Woman’s Home Companion
alle cinque del pomeriggio
oppure l’Herald Tribune
alle cinque del mattino.
Sento ancora il tonfo del giornale
su quelle verande perdute.
Ho avuto un’infanzia infelice.
Ho visto Lindberg atterrare.
Ho guardato in direzione di casa
e non ho visto nessun angelo.
Mi hanno preso che rubavo matite
al Five and Ten Cent Store
lo stesso mese che sono passato Aquila agli scout.
Tagliavo alberi per la ccc
e mi ci sedevo sopra.
Sono sbarcato in Normandia
in una barca a remi che si era capovolta.
Ho visto gli eserciti ben istruiti
sulla spiaggia di Dover.
Ho visto i piloti egiziani in nuvole viola
negozianti che alzavano le saracinesche
a mezzogiorno
insalata di patate e tarassaco
ai picnic anarchici.
Sto leggendo Lorna Doone
e una vita di John Most
terrore degli industriali
una bomba sulla sua scrivania in ogni momento.
Ho visto sfilare gli spazzini
nella Parata del Columbus Day
dietro agli spigliati
trombettisti scorreggioni.
È da un sacco che non vado
ai Cloisters
né alle Tuileries
ma continuo a pensare
di andarci.
Ho visto la sfilata degli spazzini
sotto una nevicata.
Ho mangiato hotdog negli stadi del baseball.
Ho sentito il Discorso di Gettysburg
e il Discorso di Ginsberg.
Stare qua mi piace
e non ritornerò
nel posto da cui vengo.
Anch’io ho viaggiato in carri merci carri merci carri merci.
Ho viaggiato insieme a uomini sconosciuti.
Sono stato in Asia
con Noè nell’Arca.
Ero in India
quando hanno costruito Roma.
Sono stato nella Mangiatoia
con un Asino.
Ho visto il Distributore Eterno
da una Collina Bianca
a San Francisco Sud
e la Donna Che Ride in un Lunatico-Park
fuori dalla Casa Stregata
sotto un poderoso acquazzone
che ancora rideva.
Ho sentito il chiasso dei bagordi
di notte.
Ho vagato da solo
come una folla
Faccio una vita tranquilla
davanti a Da Mike tutti i giorni
contemplando il mondo che mi passeggia davanti
con ai piedi quelle sue scarpe curiose.
Una volta sono partito
per fare il giro del mondo a piedi
ma sono finito a Brooklyn.
Quel Ponte era troppo per me.