Un libro meraviglioso, dove la poesia e la filosofia sono le componenti passionali e indissolubili di un gioco che altro non è che la nostra vita. Cortazar ci insegna a giocare, ma ci avverte anche che questa libertà implica la rinuncia ad integrarsi in qualsiasi sistema o società. Rayuela non si d
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Un libro meraviglioso, dove la poesia e la filosofia sono le componenti passionali e indissolubili di un gioco che altro non è che la nostra vita. Cortazar ci insegna a giocare, ma ci avverte anche che questa libertà implica la rinuncia ad integrarsi in qualsiasi sistema o società. Rayuela non si dimentica più, una volta letto.
Ho finito di leggere L'uomo che cade da un paio di settimane. Settimane necessarie a metabolizzare questo libro. Devo essere sincero e dire che la primissima sensazione è stata di delusione. Delusione perchè, abituato allo stile postmoderno di De Lillo e dopo aver letto libri come Libra e I Nomi mi
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Ho finito di leggere L'uomo che cade da un paio di settimane. Settimane necessarie a metabolizzare questo libro. Devo essere sincero e dire che la primissima sensazione è stata di delusione. Delusione perchè, abituato allo stile postmoderno di De Lillo e dopo aver letto libri come Libra e I Nomi mi aspettavo un romanzo complesso, dalle mille trame intricate e soprattutto infarcito di complotti e verità celate. Nulla di tutto questo invece emerge da questo libro. In fondo, quando tutto quello che hai raccontato per una vita si avvera di colpo, il tuo ruolo di Cassandra è finito. Non resta che girare per i resti di Troia come osservatore e raccontare di come i sopravvissuti, assolutamente disinteressati di (o troppo sconvolti per) conoscere la trama complessa che si cela dietro l'attentato, cerchino di ricostruire una nuova realtà dopo che quella a cui erano (stati) abituati è crollata sbriciolandosi al suolo insieme alle due torri. Per ricostruire la realtà si parte dalle basi, da se stessi, dalla famiglia, dalle relazioni, dai ricordi, dalle passioni, dal sesso e dalle cose concrete, anche se futili. Il gioco d'azzardo, l'arte e la performance, servono a cercare di inchiodare questo evento traumatico ad un tavolo da gioco, o ad un muro, in modo da poterlo vedere come si vede un film, o un quadro appeso in salotto e scrollarselo di dosso. Perchè è l'unico modo per poter tornare a vivere.
Questo è quello che penso adesso di questo libro. Unico punto inspiegabilmente un pò debole è la incompiuta (o incompresa per me) vicenda legata ai terroristi. Troppo slegata dal resto del romanzo. In conclusione, dopo aver letto anche Punto Omega, mi sembra ancora più chiaro che il percorso personale di De Lillo sia bruscamente cambiato. C'è ancora tutto, ma le torri sono crollate, ormai. Che cosa conta ancora, dopo?
Il gioco del mondo
Un libro meraviglioso, dove la poesia e la filosofia sono le componenti passionali e indissolubili di un gioco che altro non è che la nostra vita. Cortazar ci insegna a giocare, ma ci avverte anche che questa libertà implica la rinuncia ad integrarsi in qualsiasi sistema o società.continue)
Rayuela non si d ... (
Un libro meraviglioso, dove la poesia e la filosofia sono le componenti passionali e indissolubili di un gioco che altro non è che la nostra vita. Cortazar ci insegna a giocare, ma ci avverte anche che questa libertà implica la rinuncia ad integrarsi in qualsiasi sistema o società.
Rayuela non si dimentica più, una volta letto.
L'uomo che cade
***This comment contains spoilers! ***
Ho finito di leggere L'uomo che cade da un paio di settimane.continue)
Settimane necessarie a metabolizzare questo libro.
Devo essere sincero e dire che la primissima sensazione è stata di delusione.
Delusione perchè, abituato allo stile postmoderno di De Lillo e dopo aver letto libri come Libra e I Nomi mi ... (
Ho finito di leggere L'uomo che cade da un paio di settimane.
Settimane necessarie a metabolizzare questo libro.
Devo essere sincero e dire che la primissima sensazione è stata di delusione.
Delusione perchè, abituato allo stile postmoderno di De Lillo e dopo aver letto libri come Libra e I Nomi mi aspettavo un romanzo complesso, dalle mille trame intricate e soprattutto infarcito di complotti e verità celate.
Nulla di tutto questo invece emerge da questo libro.
In fondo, quando tutto quello che hai raccontato per una vita si avvera di colpo, il tuo ruolo di Cassandra è finito.
Non resta che girare per i resti di Troia come osservatore e raccontare di come i sopravvissuti, assolutamente disinteressati di (o troppo sconvolti per) conoscere la trama complessa che si cela dietro l'attentato, cerchino di ricostruire una nuova realtà dopo che quella a cui erano (stati) abituati è crollata sbriciolandosi al suolo insieme alle due torri.
Per ricostruire la realtà si parte dalle basi, da se stessi, dalla famiglia, dalle relazioni, dai ricordi, dalle passioni, dal sesso e dalle cose concrete, anche se futili.
Il gioco d'azzardo, l'arte e la performance, servono a cercare di inchiodare questo evento traumatico ad un tavolo da gioco, o ad un muro, in modo da poterlo vedere come si vede un film, o un quadro appeso in salotto e scrollarselo di dosso.
Perchè è l'unico modo per poter tornare a vivere.
Questo è quello che penso adesso di questo libro.
Unico punto inspiegabilmente un pò debole è la incompiuta (o incompresa per me) vicenda legata ai terroristi. Troppo slegata dal resto del romanzo.
In conclusione, dopo aver letto anche Punto Omega, mi sembra ancora più chiaro che il percorso personale di De Lillo sia bruscamente cambiato.
C'è ancora tutto, ma le torri sono crollate, ormai.
Che cosa conta ancora, dopo?