Contrariamente a Emmaus (il cui soggetto non mi era piaciuto per niente), Baricco ci prova, qui, a recuperare le atmosfere dei romanzi che l'hanno reso celebre, con una storia dalla sfumature surreali, ma a mio avviso purtroppo non riesce a sfondare, né dal punto di vista della storia, né dal punto
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Contrariamente a Emmaus (il cui soggetto non mi era piaciuto per niente), Baricco ci prova, qui, a recuperare le atmosfere dei romanzi che l'hanno reso celebre, con una storia dalla sfumature surreali, ma a mio avviso purtroppo non riesce a sfondare, né dal punto di vista della storia, né dal punto di vista della scrittura che resta piuttosto piatta in un modo insolitamente assai poco "baricchiano". Lontano anni luce dalla "densità" di "Questa storia", tanto per restare su un romanzo comunque recente e di spessore.
E' un po' come una automobile che parte in prima, resta per molto tempo in prima, poi mette la seconda (quando inizia la faccenda dei ritratti), ma poi si ferma lì. Non c'è decollo, non c'è trascinamento, non si percepisce l'ispirazione dello scrittore, la sua energia. Con un finale mesto e insipido. E se alla fine ti viene da dire che quantomeno il libro era corto, qualcosa vorrà pur dire.
Se lo volete leggere, fossi in voi aspetterei l'edizione economica.
Contrariamente a Emmaus (il cui soggetto non mi era piaciuto per niente), Baricco ci prova, qui, a recuperare le atmosfere dei romanzi che l'hanno reso celebre, con una storia dalla sfumature surreali, ma a mio avviso purtroppo non riesce a sfondare, né dal punto di vista della storia, né dal punto ... (continue)
Contrariamente a Emmaus (il cui soggetto non mi era piaciuto per niente), Baricco ci prova, qui, a recuperare le atmosfere dei romanzi che l'hanno reso celebre, con una storia dalla sfumature surreali, ma a mio avviso purtroppo non riesce a sfondare, né dal punto di vista della storia, né dal punto di vista della scrittura che resta piuttosto piatta in un modo insolitamente assai poco "baricchiano". Lontano anni luce dalla "densità" di "Questa storia", tanto per restare su un romanzo comunque recente e di spessore.
E' un po' come una automobile che parte in prima, resta per molto tempo in prima, poi mette la seconda (quando inizia la faccenda dei ritratti), ma poi si ferma lì. Non c'è decollo, non c'è trascinamento, non si percepisce l'ispirazione dello scrittore, la sua energia. Con un finale mesto e insipido. E se alla fine ti viene da dire che quantomeno il libro era corto, qualcosa vorrà pur dire.
Se lo volete leggere, fossi in voi aspetterei l'edizione economica.