Artie è uno scrittore di miti celtici e Johanna si occupa di titoli in borsa. Vivono una vita fatta di compassata routine: la salute dà un po' di preoccupazioni e i figli gioie e dolori. Fino all'11 settembre 2001 in cui, assieme al World Trade Center, crolla il loro castello di certezze. Un romanzo
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Artie è uno scrittore di miti celtici e Johanna si occupa di titoli in borsa. Vivono una vita fatta di compassata routine: la salute dà un po' di preoccupazioni e i figli gioie e dolori. Fino all'11 settembre 2001 in cui, assieme al World Trade Center, crolla il loro castello di certezze. Un romanzo sonnolento, privo di spunti significativi. Una delusione.
Un romanzo geniale. Ellis che si vomita addosso è assolutamente spassoso. Questo non è un horror, è un reality. Un capolavoro, forse il giro di boa dell'autore. Da qui in avanti probabilmente Ellis non esisterà più.
Che bel libro. Il primo romanzo di Ann Beattie è del 1976 e nessuno aveva avuto l'intuizione di pubblicarlo in Italia. Per fortuna minimum fax l'ha fatto. Non mi meraviglia che la scrittrice sia stata paragonata a Raymond Carver: ciascun capitolo di "Gelide scene d'inverno" è un microracconto a sé,
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Che bel libro. Il primo romanzo di Ann Beattie è del 1976 e nessuno aveva avuto l'intuizione di pubblicarlo in Italia. Per fortuna minimum fax l'ha fatto. Non mi meraviglia che la scrittrice sia stata paragonata a Raymond Carver: ciascun capitolo di "Gelide scene d'inverno" è un microracconto a sé, talmente bello, limpido e piacevole che in molti casi avrei potuto anche finirla lì. Interrompere a metà.
Le prime dieci pagine sono divertenti. Le altre, una delusione. Ian Sansom mette in scena una vicenda potenzialmente esilarante (un bibliotecaio circolante inglese in Irlanda) ma, anziché giocare tutto sul misunderstanding e sugli equivoci, cerca di far ridere per forza in un'overdose di dial
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Le prime dieci pagine sono divertenti. Le altre, una delusione. Ian Sansom mette in scena una vicenda potenzialmente esilarante (un bibliotecaio circolante inglese in Irlanda) ma, anziché giocare tutto sul misunderstanding e sugli equivoci, cerca di far ridere per forza in un'overdose di dialoghi assolutamente inconsistenti e a tratti noiosi. Gli ultimi due capitoli, in cui il "giallo" arriva a conclusione e si scoprono moventi e colpevoli, sono talmente abbozzati che viene da pensare che il libro non dovesse superare le trecento pagine.
Rallegrati di queste cose al crepuscolo
Artie è uno scrittore di miti celtici e Johanna si occupa di titoli in borsa. Vivono una vita fatta di compassata routine: la salute dà un po' di preoccupazioni e i figli gioie e dolori. Fino all'11 settembre 2001 in cui, assieme al World Trade Center, crolla il loro castello di certezze. Un romanzo ... (continue)
Artie è uno scrittore di miti celtici e Johanna si occupa di titoli in borsa. Vivono una vita fatta di compassata routine: la salute dà un po' di preoccupazioni e i figli gioie e dolori. Fino all'11 settembre 2001 in cui, assieme al World Trade Center, crolla il loro castello di certezze. Un romanzo sonnolento, privo di spunti significativi. Una delusione.
La pioggia deve cadere
"Some Rain Must Fall" è un'antologia di racconti da antologia.
Lunar Park
Un romanzo geniale. Ellis che si vomita addosso è assolutamente spassoso. Questo non è un horror, è un reality. Un capolavoro, forse il giro di boa dell'autore. Da qui in avanti probabilmente Ellis non esisterà più.
Gelide scene d'inverno
Che bel libro. Il primo romanzo di Ann Beattie è del 1976 e nessuno aveva avuto l'intuizione di pubblicarlo in Italia. Per fortuna minimum fax l'ha fatto. Non mi meraviglia che la scrittrice sia stata paragonata a Raymond Carver: ciascun capitolo di "Gelide scene d'inverno" è un microracconto a sé, ... (continue)
Che bel libro. Il primo romanzo di Ann Beattie è del 1976 e nessuno aveva avuto l'intuizione di pubblicarlo in Italia. Per fortuna minimum fax l'ha fatto. Non mi meraviglia che la scrittrice sia stata paragonata a Raymond Carver: ciascun capitolo di "Gelide scene d'inverno" è un microracconto a sé, talmente bello, limpido e piacevole che in molti casi avrei potuto anche finirla lì. Interrompere a metà.
Il caso dei libri scomparsi
Le prime dieci pagine sono divertenti. Le altre, una delusione. Ian Sansom mette in scena una vicenda potenzialmente esilarante (un bibliotecaio circolante inglese in Irlanda) ma, anziché giocare tutto sul misunderstanding e sugli equivoci, cerca di far ridere per forza in un'overdose di dial ... (continue)
Le prime dieci pagine sono divertenti. Le altre, una delusione. Ian Sansom mette in scena una vicenda potenzialmente esilarante (un bibliotecaio circolante inglese in Irlanda) ma, anziché giocare tutto sul misunderstanding e sugli equivoci, cerca di far ridere per forza in un'overdose di dialoghi assolutamente inconsistenti e a tratti noiosi. Gli ultimi due capitoli, in cui il "giallo" arriva a conclusione e si scoprono moventi e colpevoli, sono talmente abbozzati che viene da pensare che il libro non dovesse superare le trecento pagine.