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Livres Franç…
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By Odier Daniel -
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By Honore de Balzac -
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- Mémoires d'Hadrien (363)
- suivi de Carnets de notes de Mémoires d'Hadrien
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By Marguerite Yourcenar -
Finished on Oct 25, 2008 




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By Émile Zola -
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By Albert Camus -
Finished 




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By Choderlos De Laclos -
Finished 




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Mémoires d'Hadrien
Difficile commentare un’opera del genere che non riassumo proprio per non sminuirla.
L’autrice, Marguerite Yourcenar, ha impiegato molti anni per decidersi a comporre nella versione definitiva e a pubblicare questo libro; è stato infatti concepito e poi scritto, almeno parzialmente, fra il 192 ... (continue)
Difficile commentare un’opera del genere che non riassumo proprio per non sminuirla.
L’autrice, Marguerite Yourcenar, ha impiegato molti anni per decidersi a comporre nella versione definitiva e a pubblicare questo libro; è stato infatti concepito e poi scritto, almeno parzialmente, fra il 1924 e il 1929, per essere pubblicato solo nel 1951 . Lei stessa dice [la traduzione è mia...] “Ci sono libri che non bisogna osare scrivere prima di aver superato i quarant’anni. Si rischia, prima di quest’età, di non riconoscere l’esistenza delle grandi frontiere naturali che separano l’infinita varietà degli esseri, una persona da un’altra, un secolo da un altro, o al contrario di dare troppa importanza alle semplici divisioni amministrative, agli uffici di dogana o alle garitte dei posti armati. Sono stati necessari alcuni anni per imparare a calcolare esattamente le distanze fra l’Imperatore e me.”
E, proprio per questo, trovo che il libro sia Bello. Ben scritto, in grado di far sprofondare in un tempo molto lontano, nel classicismo più puro, con un ritmo costante e un’alternarsi di esposizioni di fatti storici e di stati d’animo/riflessioni di Adriano.
Nel complesso però, ci sono state diverse parti, Per Me, poco scorrevoli e più di una volta ho pensato di abbandonare la lettura (fra l’altro in alcune parti Adriano mi era proprio antipatico: “Io intuivo diversi, i miei rapporti col divino. M'immaginavo nell'atto di assecondarlo nel suo sforzo d'imprimere al mondo una forma e un ordine, di sviluppare e moltiplicarne le circonvoluzioni, le ramificazioni. Io ero uno dei segmenti di quella ruota, uno degli aspetti di questa forza unica impegnata nella molteplicità delle cose. Fu verso quell'epoca che cominciai a sentirmi dio”).
Probabilmente dovrò rileggerlo più in là: al liceo non ho superato il primo capitolo, ora ho concluso l’intero libro senza innamorarmene, fra un po’ di anni è probabile che le mie prospettive cambino ancora.