Non ho messo le stelline, perché il giallo non mi ha per niente entusiasmato, neppure la struttura del romanzo o lo spessore dei personaggi (spessore??). Però l'ambientazione storico-sociale è accurata, sembra di vivere l'eccitazione dei parigini di fronte all'inaugurazione dela Tour Eiffel e alla
... (continue)
Non ho messo le stelline, perché il giallo non mi ha per niente entusiasmato, neppure la struttura del romanzo o lo spessore dei personaggi (spessore??). Però l'ambientazione storico-sociale è accurata, sembra di vivere l'eccitazione dei parigini di fronte all'inaugurazione dela Tour Eiffel e alla scoperta di nuove nazioni grazie all'Esposizione Universale. Qusto genere di dettaglio ed i riferimenti artistici, sono gradevoli, mai prolissi, e li ho sinceramente apprezzati.
Una riflessione sul fatto che le scrittrici spesso siano "obbligate" (perché lo fanno ancora nel nostro secolo??) a usare pseudonimi maschili: Claude Izner nasconde due sorelle, Fred Vargas in realtà è una donna e anche J.K. Rowling si firmava senza il nome esteso perché così l'associazione con uno scrittore - uomo appunto- sarebbe stata immediata. Ma dove è scritto che le donne non sanno scrivere?
Il problema sono io, sono una persona coraggiosa e a volte questa caratteristica mi porta ad affrontare sfide che si rivelano punitive. Oz in passato mi è piaciucchiato, ma non mi faceva impazzire, perché allora riprovarci? Per il titolo! Conoscere una donna è ammiccante, sulla quarta di cope
... (continue)
Il problema sono io, sono una persona coraggiosa e a volte questa caratteristica mi porta ad affrontare sfide che si rivelano punitive. Oz in passato mi è piaciucchiato, ma non mi faceva impazzire, perché allora riprovarci? Per il titolo! Conoscere una donna è ammiccante, sulla quarta di copertina poi lessi che il protagonista era una ex spia israeliana: quanti ingredienti succulenti in uno stesso romanzo! - mi dissi.
Invece una donna non la conosciamo (e neanche due), i particolari irrisolti del suo lavoro di spionaggio rimangono tali, quindi ciò che resta è uno stile dolente, con tratti improvvisi di vivacità, ma che non mi ha portato da nessuna parte.
Ormai ne ho lette parecchie di novelle firmate Zweig e posso dire che è stra collaudato l'espediente di concentrarsi su un'ossessione o un pensiero fisso, in genere alienante del protagonista, per far vivere tutto il racconto. Difficile immaginare il finale, sebbene quasi sempre si respiri la tensi
... (continue)
Ormai ne ho lette parecchie di novelle firmate Zweig e posso dire che è stra collaudato l'espediente di concentrarsi su un'ossessione o un pensiero fisso, in genere alienante del protagonista, per far vivere tutto il racconto. Difficile immaginare il finale, sebbene quasi sempre si respiri la tensione e il dramma in ogni singola parola.
E' perfetto, la scrittura è curata e ipnotica.
L'unico chiodo fisso che ho avuto nel corso di tutta la lettura, è che l'avessi letto parecchi anni fa, chissà...
p.s. Complimenti a Newton per questa edizione economica e al contempo ben curata.
Forse non aver letto la prefazione con le notizie di contesto, le interpretazioni dei simboli (secondo il commentatore) e la vita di P. Dick mi ha penalizzato. Ma avevo voglia di leggere un libro fine a se stesso senza le "stampelle" che la critica può fornire, ma che a volte condizionano la lettur
... (continue)
Forse non aver letto la prefazione con le notizie di contesto, le interpretazioni dei simboli (secondo il commentatore) e la vita di P. Dick mi ha penalizzato. Ma avevo voglia di leggere un libro fine a se stesso senza le "stampelle" che la critica può fornire, ma che a volte condizionano la lettura.
Risultato? Una lettura gradevole accompagnata da sensazioni di inquietudine. Inquietudine per la morte o meglio la semivita,secondo l'accezione del romanzo, che non sembra ancora essere un momento di pace, dopo tutte le ambasce terrene. La trama intricata, con sfumature da spy story, a volte caotica non sempre è ben sostenuta. Il cinismo nei confronti del consumismo, la disperazione quasi, è evidente anzi è opprimente perché non ci sono vie d'uscita. I personaggi sono simpatici, il protagonista su tutti: un romantico incompreso, complessato e bistrattato. Gli altri sono figura solo lievemente abbozzate. Adesso ho capito cosa non mi torna: è come se questo fosse il nucleo di un romanzo, abbozzato, ma che ha diverse parti che andrebbero ancora definite e sviluppate. In un romanzo in cui il piano temporale è il fil rouge della storia e dei suoi misteri, è forse mancato il tempo per completarlo??
Che l'errore sia stato leggerlo dopo i quaranta? Trama confusa, inconcludente negli intenti (politica ma non troppo, razzismo solo accennato, IRA ma solo di striscio) e girandola stilistica che a volte è sfuggita di mano all'autore. Non è stato avvincente se non per alcuni stralci con pennellate umo
... (continue)
Che l'errore sia stato leggerlo dopo i quaranta? Trama confusa, inconcludente negli intenti (politica ma non troppo, razzismo solo accennato, IRA ma solo di striscio) e girandola stilistica che a volte è sfuggita di mano all'autore. Non è stato avvincente se non per alcuni stralci con pennellate umoristiche e fra un mese lo avrò completamente dimenticato!
Il mistero di Rue des Saints-Pères
3 stelle al "giallo", 4 all'ambientazione storicaNon ho messo le stelline, perché il giallo non mi ha per niente entusiasmato, neppure la struttura del romanzo o lo spessore dei personaggi (spessore??).continue)
Però l'ambientazione storico-sociale è accurata, sembra di vivere l'eccitazione dei parigini di fronte all'inaugurazione dela Tour Eiffel e alla ... (
Non ho messo le stelline, perché il giallo non mi ha per niente entusiasmato, neppure la struttura del romanzo o lo spessore dei personaggi (spessore??).
Però l'ambientazione storico-sociale è accurata, sembra di vivere l'eccitazione dei parigini di fronte all'inaugurazione dela Tour Eiffel e alla scoperta di nuove nazioni grazie all'Esposizione Universale.
Qusto genere di dettaglio ed i riferimenti artistici, sono gradevoli, mai prolissi, e li ho sinceramente apprezzati.
Una riflessione sul fatto che le scrittrici spesso siano "obbligate" (perché lo fanno ancora nel nostro secolo??) a usare pseudonimi maschili: Claude Izner nasconde due sorelle, Fred Vargas in realtà è una donna e anche J.K. Rowling si firmava senza il nome esteso perché così l'associazione con uno scrittore - uomo appunto- sarebbe stata immediata. Ma dove è scritto che le donne non sanno scrivere?
Conoscere una donna
Il problema sono io, sono una persona coraggiosa e a volte questa caratteristica mi porta ad affrontare sfide che si rivelano punitive.continue)
Oz in passato mi è piaciucchiato, ma non mi faceva impazzire, perché allora riprovarci?
Per il titolo! Conoscere una donna è ammiccante, sulla quarta di cope ... (
Il problema sono io, sono una persona coraggiosa e a volte questa caratteristica mi porta ad affrontare sfide che si rivelano punitive.
Oz in passato mi è piaciucchiato, ma non mi faceva impazzire, perché allora riprovarci?
Per il titolo! Conoscere una donna è ammiccante, sulla quarta di copertina poi lessi che il protagonista era una ex spia israeliana: quanti ingredienti succulenti in uno stesso romanzo! - mi dissi.
Invece una donna non la conosciamo (e neanche due), i particolari irrisolti del suo lavoro di spionaggio rimangono tali, quindi ciò che resta è uno stile dolente, con tratti improvvisi di vivacità, ma che non mi ha portato da nessuna parte.
Mendel dei libri - Amok - Bruciante segreto
Ormai ne ho lette parecchie di novelle firmate Zweig e posso dire che è stra collaudato l'espediente di concentrarsi su un'ossessione o un pensiero fisso, in genere alienante del protagonista, per far vivere tutto il racconto. Difficile immaginare il finale, sebbene quasi sempre si respiri la tensi ... (continue)
Ormai ne ho lette parecchie di novelle firmate Zweig e posso dire che è stra collaudato l'espediente di concentrarsi su un'ossessione o un pensiero fisso, in genere alienante del protagonista, per far vivere tutto il racconto. Difficile immaginare il finale, sebbene quasi sempre si respiri la tensione e il dramma in ogni singola parola.
E' perfetto, la scrittura è curata e ipnotica.
L'unico chiodo fisso che ho avuto nel corso di tutta la lettura, è che l'avessi letto parecchi anni fa, chissà...
p.s. Complimenti a Newton per questa edizione economica e al contempo ben curata.
Ubik
Forse non aver letto la prefazione con le notizie di contesto, le interpretazioni dei simboli (secondo il commentatore) e la vita di P. Dick mi ha penalizzato. Ma avevo voglia di leggere un libro fine a se stesso senza le "stampelle" che la critica può fornire, ma che a volte condizionano la lettur ... (continue)
Forse non aver letto la prefazione con le notizie di contesto, le interpretazioni dei simboli (secondo il commentatore) e la vita di P. Dick mi ha penalizzato. Ma avevo voglia di leggere un libro fine a se stesso senza le "stampelle" che la critica può fornire, ma che a volte condizionano la lettura.
Risultato? Una lettura gradevole accompagnata da sensazioni di inquietudine. Inquietudine per la morte o meglio la semivita,secondo l'accezione del romanzo, che non sembra ancora essere un momento di pace, dopo tutte le ambasce terrene. La trama intricata, con sfumature da spy story, a volte caotica non sempre è ben sostenuta.
Il cinismo nei confronti del consumismo, la disperazione quasi, è evidente anzi è opprimente perché non ci sono vie d'uscita.
I personaggi sono simpatici, il protagonista su tutti: un romantico incompreso, complessato e bistrattato. Gli altri sono figura solo lievemente abbozzate.
Adesso ho capito cosa non mi torna: è come se questo fosse il nucleo di un romanzo, abbozzato, ma che ha diverse parti che andrebbero ancora definite e sviluppate.
In un romanzo in cui il piano temporale è il fil rouge della storia e dei suoi misteri, è forse mancato il tempo per completarlo??
La banda dei brocchi
Che l'errore sia stato leggerlo dopo i quaranta? Trama confusa, inconcludente negli intenti (politica ma non troppo, razzismo solo accennato, IRA ma solo di striscio) e girandola stilistica che a volte è sfuggita di mano all'autore. Non è stato avvincente se non per alcuni stralci con pennellate umo ... (continue)
Che l'errore sia stato leggerlo dopo i quaranta? Trama confusa, inconcludente negli intenti (politica ma non troppo, razzismo solo accennato, IRA ma solo di striscio) e girandola stilistica che a volte è sfuggita di mano all'autore. Non è stato avvincente se non per alcuni stralci con pennellate umoristiche e fra un mese lo avrò completamente dimenticato!