Queste brevissime storie a volte si presentano con una semplicità di contenuti e di soluzioni quasi imbarazzante (perché spesso la risposta alle nostre domande è così semplice e chiara, che non la vediamo) altre sotto forma di piccoli enigmi. Tutte però, nel loro insieme, ci fanno "assaggiare" lo Ze
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Queste brevissime storie a volte si presentano con una semplicità di contenuti e di soluzioni quasi imbarazzante (perché spesso la risposta alle nostre domande è così semplice e chiara, che non la vediamo) altre sotto forma di piccoli enigmi. Tutte però, nel loro insieme, ci fanno "assaggiare" lo Zen [lo Zen non è una setta ma un'esperienza].
88. Come si scrive una poesia cinese A un famoso poeta giapponese fu domandato come si componga una poesia cinese. "La consueta poesia cinese è di quattro versi" spiegò lui "Nel primo verso c'è la premessa; nel secondo c'è la continuazione di quella premessa; il terzo verso ci allontana dall'argomento e ne comincia uno nuovo; e il quarto verso collega i primi tre. Un canto popolar giapponese esemplifica quanto ho detto:
A Kyoto vivono le due figlie di un mercante di seta. La più grande ha vent'anni, la più giovane diciotto. Un soldato può anche uccidere con la sua spada. Ma queste ragazze uccidono coi loro occhi.
Difficile commentare un’opera del genere che non riassumo proprio per non sminuirla.
L’autrice, Marguerite Yourcenar, ha impiegato molti anni per decidersi a comporre nella versione definitiva e a pubblicare questo libro; è stato infatti concepito e poi scritto, almeno parzialmente, fra il 192
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Difficile commentare un’opera del genere che non riassumo proprio per non sminuirla.
L’autrice, Marguerite Yourcenar, ha impiegato molti anni per decidersi a comporre nella versione definitiva e a pubblicare questo libro; è stato infatti concepito e poi scritto, almeno parzialmente, fra il 1924 e il 1929, per essere pubblicato solo nel 1951 . Lei stessa dice [la traduzione è mia...] “Ci sono libri che non bisogna osare scrivere prima di aver superato i quarant’anni. Si rischia, prima di quest’età, di non riconoscere l’esistenza delle grandi frontiere naturali che separano l’infinita varietà degli esseri, una persona da un’altra, un secolo da un altro, o al contrario di dare troppa importanza alle semplici divisioni amministrative, agli uffici di dogana o alle garitte dei posti armati. Sono stati necessari alcuni anni per imparare a calcolare esattamente le distanze fra l’Imperatore e me.”
E, proprio per questo, trovo che il libro sia Bello. Ben scritto, in grado di far sprofondare in un tempo molto lontano, nel classicismo più puro, con un ritmo costante e un’alternarsi di esposizioni di fatti storici e di stati d’animo/riflessioni di Adriano. Nel complesso però, ci sono state diverse parti, Per Me, poco scorrevoli e più di una volta ho pensato di abbandonare la lettura (fra l’altro in alcune parti Adriano mi era proprio antipatico: “Io intuivo diversi, i miei rapporti col divino. M'immaginavo nell'atto di assecondarlo nel suo sforzo d'imprimere al mondo una forma e un ordine, di sviluppare e moltiplicarne le circonvoluzioni, le ramificazioni. Io ero uno dei segmenti di quella ruota, uno degli aspetti di questa forza unica impegnata nella molteplicità delle cose. Fu verso quell'epoca che cominciai a sentirmi dio”).
Probabilmente dovrò rileggerlo più in là: al liceo non ho superato il primo capitolo, ora ho concluso l’intero libro senza innamorarmene, fra un po’ di anni è probabile che le mie prospettive cambino ancora.
Jonathan Swift, autore conosciuto soprattutto per I viaggi di Gulliver, scrisse nel ‘700 questo libro dimostrando che istruire nel bene è passatempo di tutti, istruire nel male è privilegio degli spiriti forti .
L’opera è in certe parti incompiuta, ma lo spirito con cui è stato scritta
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Jonathan Swift, autore conosciuto soprattutto per I viaggi di Gulliver, scrisse nel ‘700 questo libro dimostrando che istruire nel bene è passatempo di tutti, istruire nel male è privilegio degli spiriti forti .
L’opera è in certe parti incompiuta, ma lo spirito con cui è stato scritta è chiaro sin dalle prime pagine. Vengono presi in considerazione tutti i servitori, secondo il loro specifico grado (valletto, maggiordomo, cuoca, stalliere, cocchiere, etc.) raccomandando loro come truffare, lavorare con il minimo sforzo e il massimo rendimento, divertirsi a spese del loro padrone. L’idea mi aveva attirato, ma in realtà è molto ripetitivo e non ho trovato spiritosi i consigli.
Un esempio [riferito al maggiordomo] “Se qualcuno chiede una birra di tipo comune verso la fine del pranzo, non darti la pena di scendere in cantina, ma raccogli le sgocciolature e i fondi di alcune coppe, vassoi e bicchieri in un solo;”, e così via.
Chiaro è che l’ironia del secolo dei lumi, non è esattamente quella che ci aspettiamo nei giorni nostri e mi ha annoiato.
Molto interessante e scritto in modo molto scorrevole. Un approfondimento particolare, dal punto di vista psicologico, è dedicato alle figure di Stalin e Hitler. Sempre attuale.
101 storie Zen
Queste brevissime storie a volte si presentano con una semplicità di contenuti e di soluzioni quasi imbarazzante (perché spesso la risposta alle nostre domande è così semplice e chiara, che non la vediamo) altre sotto forma di piccoli enigmi. Tutte però, nel loro insieme, ci fanno "assaggiare" lo Ze ... (continue)
Queste brevissime storie a volte si presentano con una semplicità di contenuti e di soluzioni quasi imbarazzante (perché spesso la risposta alle nostre domande è così semplice e chiara, che non la vediamo) altre sotto forma di piccoli enigmi. Tutte però, nel loro insieme, ci fanno "assaggiare" lo Zen [lo Zen non è una setta ma un'esperienza].
88. Come si scrive una poesia cinese
A un famoso poeta giapponese fu domandato come si componga una poesia cinese.
"La consueta poesia cinese è di quattro versi" spiegò lui "Nel primo verso c'è la premessa; nel secondo c'è la continuazione di quella premessa; il terzo verso ci allontana dall'argomento e ne comincia uno nuovo; e il quarto verso collega i primi tre. Un canto popolar giapponese esemplifica quanto ho detto:
A Kyoto vivono le due figlie di un mercante di seta. La più grande ha vent'anni, la più giovane diciotto. Un soldato può anche uccidere con la sua spada. Ma queste ragazze uccidono coi loro occhi.
Mémoires d'Hadrien
Difficile commentare un’opera del genere che non riassumo proprio per non sminuirla.
L’autrice, Marguerite Yourcenar, ha impiegato molti anni per decidersi a comporre nella versione definitiva e a pubblicare questo libro; è stato infatti concepito e poi scritto, almeno parzialmente, fra il 192 ... (continue)
Difficile commentare un’opera del genere che non riassumo proprio per non sminuirla.
L’autrice, Marguerite Yourcenar, ha impiegato molti anni per decidersi a comporre nella versione definitiva e a pubblicare questo libro; è stato infatti concepito e poi scritto, almeno parzialmente, fra il 1924 e il 1929, per essere pubblicato solo nel 1951 . Lei stessa dice [la traduzione è mia...] “Ci sono libri che non bisogna osare scrivere prima di aver superato i quarant’anni. Si rischia, prima di quest’età, di non riconoscere l’esistenza delle grandi frontiere naturali che separano l’infinita varietà degli esseri, una persona da un’altra, un secolo da un altro, o al contrario di dare troppa importanza alle semplici divisioni amministrative, agli uffici di dogana o alle garitte dei posti armati. Sono stati necessari alcuni anni per imparare a calcolare esattamente le distanze fra l’Imperatore e me.”
E, proprio per questo, trovo che il libro sia Bello. Ben scritto, in grado di far sprofondare in un tempo molto lontano, nel classicismo più puro, con un ritmo costante e un’alternarsi di esposizioni di fatti storici e di stati d’animo/riflessioni di Adriano.
Nel complesso però, ci sono state diverse parti, Per Me, poco scorrevoli e più di una volta ho pensato di abbandonare la lettura (fra l’altro in alcune parti Adriano mi era proprio antipatico: “Io intuivo diversi, i miei rapporti col divino. M'immaginavo nell'atto di assecondarlo nel suo sforzo d'imprimere al mondo una forma e un ordine, di sviluppare e moltiplicarne le circonvoluzioni, le ramificazioni. Io ero uno dei segmenti di quella ruota, uno degli aspetti di questa forza unica impegnata nella molteplicità delle cose. Fu verso quell'epoca che cominciai a sentirmi dio”).
Probabilmente dovrò rileggerlo più in là: al liceo non ho superato il primo capitolo, ora ho concluso l’intero libro senza innamorarmene, fra un po’ di anni è probabile che le mie prospettive cambino ancora.
Istruzioni alla servitù
Jonathan Swift, autore conosciuto soprattutto per I viaggi di Gulliver, scrisse nel ‘700 questo libro dimostrando che istruire nel bene è passatempo di tutti, istruire nel male è privilegio degli spiriti forti .
L’opera è in certe parti incompiuta, ma lo spirito con cui è stato scritta ... (continue)
Jonathan Swift, autore conosciuto soprattutto per I viaggi di Gulliver, scrisse nel ‘700 questo libro dimostrando che istruire nel bene è passatempo di tutti, istruire nel male è privilegio degli spiriti forti .
L’opera è in certe parti incompiuta, ma lo spirito con cui è stato scritta è chiaro sin dalle prime pagine. Vengono presi in considerazione tutti i servitori, secondo il loro specifico grado (valletto, maggiordomo, cuoca, stalliere, cocchiere, etc.) raccomandando loro come truffare, lavorare con il minimo sforzo e il massimo rendimento, divertirsi a spese del loro padrone. L’idea mi aveva attirato, ma in realtà è molto ripetitivo e non ho trovato spiritosi i consigli.
Un esempio [riferito al maggiordomo] “Se qualcuno chiede una birra di tipo comune verso la fine del pranzo, non darti la pena di scendere in cantina, ma raccogli le sgocciolature e i fondi di alcune coppe, vassoi e bicchieri in un solo;”, e così via.
Chiaro è che l’ironia del secolo dei lumi, non è esattamente quella che ci aspettiamo nei giorni nostri e mi ha annoiato.
Le tragedie
Finito solo Otello in quest'edizione dalle pagine in carta velina, con i caratteri microscopici.
D'ora in poi prenderò le tragedie contenute in questi volumi in biblioteca.
Anatomia della distruttività umana
Molto interessante e scritto in modo molto scorrevole. Un approfondimento particolare, dal punto di vista psicologico, è dedicato alle figure di Stalin e Hitler. Sempre attuale.