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- Zorro (2486)
- L'inizio della leggenda
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By Isabel Allende -
Finished in 2008 




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- La ragazza del secolo scorso (1645)
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By Rossana Rossanda -
Finished in 2006 




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- My Dark Places (44)
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By James Ellroy -
Finished in 2002 




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La mamma e' sempre la mamma -
Per gli amanti del genere: non e' un romanzo.
La mamma di Ellroy non era esattamente l'angelo del focolare domestico. Fu ammazzata in circostanze misteriose quando lui aveva solo dieci anni; un caso irrisolto, per molti aspetti simile a quello della Dalia Nera.
Quando Ellroy ingaggia un detective p ... (continue ) -
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Jan 14, 2010 |
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- Ricerche filosofiche (458)
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By Ludwig Wittgenstein -
Finished 




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- I principi della matematica (406)
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By Bertrand Russell -
Finished 




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- La fine è il mio inizio (6121)
- Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita
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By Tiziano Terzani -
Finished 




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- I sommersi e i salvati (3388)
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By Primo Levi -
Finished 




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- Il sergente nella neve (4243)
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By Mario Rigoni Stern -
Finished 




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- Quota Albania (256)
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By Mario Rigoni Stern -
Finished 




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- Isonzo 1917 (19)
- Le ultime tre battaglie dell'Isonzo e la rotta di Caporetto, ricostruite attraverso testimonianze dr…
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By Mario Silvestri -
Finished in 1999 




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Tutta colpa di Badoglio -
Resoconto dettagliato degli eventi che portarono alla disfatta di Caporetto. Quando, nel dopoguerra, una commissione parlamentare cerco' di fare luce sugli eventi, Badoglio era ormai troppo potente per poter essere incriminato. Tuttavia, sembra che le maggiori responsabilita' le avesse proprio il fu ... (
continue ) -
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Jan 14, 2010 |
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- Paese dalle ombre lunghe (301)
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By Hans Ruesch -
Finished 




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- La struttura delle rivoluzioni scientifiche (597)
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By Thomas Kuhn -
Finished 




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- Tantra (246)
- La comprensione suprema
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By Osho -
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- Baise Moi (26)
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By Virginie Despentes -
Finished 




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- Paura di volare (2178)
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By Erica Jong -
Finished 




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La ragazza del secolo scorso
Rossana Rossanda ha cementato gli affetti con una misurata non comunicazione, la stessa che riserva ai suoi lettori: li seduce mantenendo la distanza, pur senza mai assumere il tono del saggista.
Il PCI era una comunità con tanto di regole e linguaggio, lei li conosceva bene. Alla sua gente raccont ... (continue)
Rossana Rossanda ha cementato gli affetti con una misurata non comunicazione, la stessa che riserva ai suoi lettori: li seduce mantenendo la distanza, pur senza mai assumere il tono del saggista.
Il PCI era una comunità con tanto di regole e linguaggio, lei li conosceva bene. Alla sua gente racconta la sua storia nel comunismo del secolo scorso.
Non è modesta la Rossanda. Può permettersi citazioni sbadate, infilare tra le righe i nomi dei grandi filosofi del novecento come quelli dei vicini di casa. Ricorda: nel maggio ‘68, all’Odeon di Parigi, tutti potevano parlare con uguale dignità. Prendevano la parola con disciplina, attendendo il loro turno, operai e cattedratici, grandi filosofi e piccoli studenti. Così i personaggi di questo libro compaiono e scompaiono senza enfasi.
Non c’è neppure un tributo ai compagni di viaggio, ma frammenti di percorsi filtrati dallo sguardo sul presente. La dignità, lo spessore dei comunisti ante Bolognina ne escono esaltati dal confronto con la miseria che li avrebbe rimpiazzati. Così l’oscurantismo dei suoi luogotenenti fa rimpiangere il pragmatismo del Togliatti politico, il lassismo di Ingrao non fa onore al suo spessore umano ed intellettuale.
Molto altro racconta questo libro. L’infanzia istriana segnata dalla crisi del ‘29, il fascismo tollerato fino all’incontro con Banfi e l’esperienza partigiana, il dopoguerra milanese e la Casa della Cultura. Belle le pagine dedicate ai sottoscala adibiti a sezioni di partito, ai comizi improvvisati, alla sua formazione comunista sul campo. Da dirigente, a Roma, la Rossanda viaggia. Rimangono vivide le discussioni con Castro, animate da argomentazioni oblique e calore latino, ben lontane dalla prassi del socialismo reale.
È pudica la Rossanda, gelosa dei sentimenti e tenera nel disvelarli. Emerge la coscienza femminile e femminista più libera, più profonda. Essa sottende ogni esperienza raccontata, non è tema di discussione. Anche perché il libro si chiude con la cacciata dal partito e la fondazione de “Il Manifesto”. Era l’autunno caldo del ‘69, aveva 45 anni.