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- Il club degli incorreggibili ottimisti (869)
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By Jean-Michel Guenassia -
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Il club degli incorreggibili ottimisti




La guerra fredda all'epoca del Balto -
Michel, un liceale nella Francia dei primi anni '60 incontra una serie di strampalati personaggi che frequentano un bistrò di Parigi di nome Balto. Il ragazzo si barcamena alla meno peggio tra problemi di famiglia e scolastici: un fratello non proprio modello e la di lui fidanzata, la matematica ch ... (
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Nov 22, 2010 |
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- La gatta di Varsavia (35)
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By Slavenka Drakulic -
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- Sonata a Kreutzer (5082)
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By Lev Nikolaevič Tolstoj -
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- Letteratura e rivoluzione (22)
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Finished on Nov 1, 2010 




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Testo fondamentale per comprendere un'epoca ed un ambiente, questo libro raccoglie numerosi scritti di Trockij riguardanti la critica letteraria, certamente è di parte ma si vedono citati numerosi autori ed opere che chiunque sia appassionato di letteratura russa dovrebbe conoscere. Minuziosamente i ... (
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Nov 3, 2010 |
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- Sonata a Tolstoj (20)
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- Il racconto dell'ingegnere delle anime umane (16)
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Finished on Oct 19, 2010 




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Il racconto dell'ingegnere delle anime umane
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Quattro stelle abbondanti, sono stato tentato di darne cinque, per questo bel libro dello scrittore ceco Josef Skvorecky. E'un libro labirintico nel quale sono presenti due livelli narrativi con moltissimi personaggi le cui vite si sono intersecate per più di quarant'anni. Dan, scrittore ceco esilia ... (
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Oct 20, 2010 |
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Il cimitero di Praga
Di un bel saggio si dice che si legge come un romanzo. Questo di Eco è, al contrario, un romanzo che si legge come un saggio, un saggio farraginoso, inutilmente erudito e pure un po' noioso. Peccato, perché la partenza è buona. Fino all'arrivo di Simonini a Parigi il filo narrativo è scorrevole e il ... (continue)
Di un bel saggio si dice che si legge come un romanzo. Questo di Eco è, al contrario, un romanzo che si legge come un saggio, un saggio farraginoso, inutilmente erudito e pure un po' noioso. Peccato, perché la partenza è buona. Fino all'arrivo di Simonini a Parigi il filo narrativo è scorrevole e il linguaggio è forbito, a tratti persino divertente. Dall'arrivo a Parigi in poi sembra che l'autore non sappia più cosa dire, il feuleitton si mescola al saggio più o meno erudito in un turbinio di nomi e di date che lasciano il lettore stordito. Se Eco voleva fare sfoggio di erudizione, e ne ha da vendere, poteva tranquillamente scrivere un saggio e non un romanzo dove si richiede ritmo, tensione narrativa, colpi di scena e last but not least un buon intreccio.
L'idea del cimitero di Praga sembra poi del tutto gratuita, sembra essere stata messa lì solo perché solleticava la fantasia dell'Autore. In questo caso a Praga avrei associato la figura del Golem, letterariamente più pregnante. Il falso dei Protocolli di Sion che immaginavo fosse l'elemento portante del romanzo, viene liquidato in fretta e furia negli ultimi due capitoli del libro quasi come una minestra riscaldata. L'idea era buona, ci sarebbe stato da scrivere parecchio: l'Ochrana, i nichilisti il variegato mondo dell'opposizione allo Zar. Se Simonini invece di stare a Parigi fosse andato in Russia si sarebbero aperti scenari interessanti, molto più interessanti del banale trito e ritrito doppio: Simonini/Dalla Piccola.