Recensione "veloce" sull'opera della Collins. Libri scritti decentemente, storia moderatamente copiata (da un bel po' di cose, Battle Royale, L'uomo in Fuga di King, La Settima Vittima...), ma egualmente appassionante. Classici libri da leggere sotto l'ombrellone o - se avete la mia sfortuna - all'a
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Recensione "veloce" sull'opera della Collins. Libri scritti decentemente, storia moderatamente copiata (da un bel po' di cose, Battle Royale, L'uomo in Fuga di King, La Settima Vittima...), ma egualmente appassionante. Classici libri da leggere sotto l'ombrellone o - se avete la mia sfortuna - all'aeroporto di Parigi, mentre aspettate una coincidenza, dodici ore più tardi! Del primo romanzo ho solo visto il film, e sebbene mi assicurino che vi sono alcuni particolari che divergono, non ho avvertito alcuna discontinuità narrativa, leggendo la "Ragazza di Fuoco" e questo "Il Canto della Rivolta". Lo sbocco cinematografico è infatti talmente naturale da diventare quasi sostitutivo (probabilmente se avessero già realizzato "La Ragazza di Fuoco" non avrei letto nemmeno quello).
Che questa saga abbia venduto milioni di esemplari è uno dei misteri dell'editoria moderna (ma forse neanche tanto, visto il successo delle cinquanta sfumature di min**ia...)
Calcare è un Genio. Con la G maiuscola, ma anzi pure con due g, tipo G-genio. Un polpo alla gola, se possibile, è anche più bello della Profezia dell'Armadillo... ogni tavola trasuda talento, innato senso della narrazione, poesia (sì, poesia). Non saprei che altro dire, mi ha lasciato senza parole..
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Calcare è un Genio. Con la G maiuscola, ma anzi pure con due g, tipo G-genio. Un polpo alla gola, se possibile, è anche più bello della Profezia dell'Armadillo... ogni tavola trasuda talento, innato senso della narrazione, poesia (sì, poesia). Non saprei che altro dire, mi ha lasciato senza parole...
Il libro è una lettura piacevole, ma non m'è particolarmente piaciuto. Non rimpiango il tempo trascorso a leggerlo, ma non mi ha lasciato nulla. Un paio di storie sorprendenti, quello sì. Ma un paio su 40 o più... mi pare una media un po' bassina. Trattasi, se non s'è capito ancora, d'una raccolta d
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Il libro è una lettura piacevole, ma non m'è particolarmente piaciuto. Non rimpiango il tempo trascorso a leggerlo, ma non mi ha lasciato nulla. Un paio di storie sorprendenti, quello sì. Ma un paio su 40 o più... mi pare una media un po' bassina. Trattasi, se non s'è capito ancora, d'una raccolta di brevissimi racconti, 4 o 5 pagine al massimo, tutti indistintamente basati sull'effetto sorpresa che arriva nelle ultime righe, talvolta nelle ultime frasi. E fin qui non c'è nulla di male, anzi, per quel che mi riguarda - non amo moltissimo i racconti nonsense, più che stuzzicarmi mi fanno innervosire - è il modo migliore di misurarsi con le forme brevissime. Quello che non mi piace è che per lo più si tratta di storie d'una banalità sconcertante nelle quali, l'intervento del "diavolo" (chiaramente in senso figurato) è talmente ovvio, visto e rivisto, da lasciarmi per lo più un senso d'inutilità. Faccio un esempio: una delle storie vede come protagonista un giovane manager, fuori casa per un corso. Il corso, da sei giorni, viene ridotto a tre. Il manager decide di rientrare facendo una sorpresa alla moglie. Rimane bloccato nell'ascensore di casa fino alla mattina. Riesce ad avvertire la moglie solo alle prime luci dell'alba (il cellulare di lei era spento, e fin qui ok, ma non si capisce per quale ragione il giovane non sia riuscito a chiamare altre persone). La moglie era con l'amante che grazie al provvidenziale blocco dell'ascensore può abbandonare indisturbato l'appartamento. Fine. Non so, forse non ci arrivo, mi sembra manchi la vita in tutto ciò, la "scintilla". Una reazione simile me la fanno certi pezzi di Einaudi... non i più belli, che quella scintilla ce l'hanno. Inutile dire che Camilleri scrive benissimo...
Le tavole del lunedì di Calcare (www.zerocalcare.it) sono praticamente un'istituzione. Questo tizio è talmente geniale da essere quasi fastidioso. Quasi. Alle prese con una "forma lunga" non dimostra meno talento, anzi pur nell'impianto generalmente comico della narrazione, riesce anche a suscitare
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Le tavole del lunedì di Calcare (www.zerocalcare.it) sono praticamente un'istituzione. Questo tizio è talmente geniale da essere quasi fastidioso. Quasi. Alle prese con una "forma lunga" non dimostra meno talento, anzi pur nell'impianto generalmente comico della narrazione, riesce anche a suscitare autentica commozione. Ho letto molti "fumetti", alcuni li considero opere d'arte e li ho ritenuti degni della mia collezione su Anobii (gente tipo Moore, Gaiman o Ennis, tanto per capirsi). Calcare non è da meno.
Raccolgo nuovamente e lancio. Va bene così. Va abbastanza bene così. Anzi, è la soluzione migliore, perfetta. È il posto dove ha passato gli ultimi anni della sua vita, vicino a queste acque.
È un libro abbastanza curioso, questo di Eggers. Nobile, visionario, rivoluzionario (è stato pubblicato nel 2000 e la prima versione italiana è "addirittura" del 2001) almeno quanto è vanaglorioso, patetico, e irritante. Per prima cosa, a meno di non essersi informati prima, si fatica a pensare che
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È un libro abbastanza curioso, questo di Eggers. Nobile, visionario, rivoluzionario (è stato pubblicato nel 2000 e la prima versione italiana è "addirittura" del 2001) almeno quanto è vanaglorioso, patetico, e irritante. Per prima cosa, a meno di non essersi informati prima, si fatica a pensare che si tratti d'una autobiografia. Di una vera autobiografia, intendo. La prefazione è scioccante, anzi, è già scioccante la seconda di copertina dove si legge "quest'opera è di fantasia solo nei rari casi in cui l'autore non è stato in grado di ricordarsi le parole precise di alcune persone". Segue poi una introduzione alla prefazione in cui lo scrittore, in pratica, distrugge il suo libro, invitando il lettore a saltare a piè pari le parti meno interessanti. E la prefazione stessa in cui si spiega come la realtà sia stata manipolata e alcune conversazioni modificate, per veicolare meglio la narrazione. Paradossalmente, tutto questo parlare di verità e realtà, non fa altro che convincere ancor più il lettore di trovarsi di fronte a un'opera di finzione, specialmente per il fatto che al protagonista ne succedono veramente di cotte e di crude. E invece è tutto vero. La storia è praticamente l'epopea - eroica sì, ma in modo volontariamente comico - d'un ventenne che si ritrova, causa decesso prematuro di entrambi i genitori, a doversi occupare del proprio fratellino. Lo fa, al meglio delle sue possibilità, mentre contemporaneamente cerca in varie fasi della sua vita di farsi una sessuologa, promuovere una rivista irriverente (=invendibile) da lui stesso fondata, partecipare come concorrente a The Real World di MTV (reality show americano di grande successo che ha anticipato di quasi una decade il Grande Fratello), ritrovare le ceneri scomparse dei suoi genitori e altre esaltanti/improbabili avventure. La scrittura, a mio parere, è impressionante. Nelle parti comiche ci trovo la stessa malinconica arguzia di Salinger. Talvolta però - specialmente nelle ultime pagine - essa trascende se stessa, innalzandosi a livello di pura invenzione poetica.
Il canto della rivolta
Recensione "veloce" sull'opera della Collins. Libri scritti decentemente, storia moderatamente copiata (da un bel po' di cose, Battle Royale, L'uomo in Fuga di King, La Settima Vittima...), ma egualmente appassionante. Classici libri da leggere sotto l'ombrellone o - se avete la mia sfortuna - all'a ... (continue)
Recensione "veloce" sull'opera della Collins. Libri scritti decentemente, storia moderatamente copiata (da un bel po' di cose, Battle Royale, L'uomo in Fuga di King, La Settima Vittima...), ma egualmente appassionante. Classici libri da leggere sotto l'ombrellone o - se avete la mia sfortuna - all'aeroporto di Parigi, mentre aspettate una coincidenza, dodici ore più tardi!
Del primo romanzo ho solo visto il film, e sebbene mi assicurino che vi sono alcuni particolari che divergono, non ho avvertito alcuna discontinuità narrativa, leggendo la "Ragazza di Fuoco" e questo "Il Canto della Rivolta".
Lo sbocco cinematografico è infatti talmente naturale da diventare quasi sostitutivo (probabilmente se avessero già realizzato "La Ragazza di Fuoco" non avrei letto nemmeno quello).
Che questa saga abbia venduto milioni di esemplari è uno dei misteri dell'editoria moderna (ma forse neanche tanto, visto il successo delle cinquanta sfumature di min**ia...)
Un polpo alla gola
Calcare è un Genio. Con la G maiuscola, ma anzi pure con due g, tipo G-genio. Un polpo alla gola, se possibile, è anche più bello della Profezia dell'Armadillo... ogni tavola trasuda talento, innato senso della narrazione, poesia (sì, poesia). Non saprei che altro dire, mi ha lasciato senza parole.. ... (continue)
Calcare è un Genio. Con la G maiuscola, ma anzi pure con due g, tipo G-genio. Un polpo alla gola, se possibile, è anche più bello della Profezia dell'Armadillo... ogni tavola trasuda talento, innato senso della narrazione, poesia (sì, poesia). Non saprei che altro dire, mi ha lasciato senza parole...
Il diavolo, certamente
***This comment contains spoilers! ***
Il libro è una lettura piacevole, ma non m'è particolarmente piaciuto. Non rimpiango il tempo trascorso a leggerlo, ma non mi ha lasciato nulla. Un paio di storie sorprendenti, quello sì. Ma un paio su 40 o più... mi pare una media un po' bassina.continue)
Trattasi, se non s'è capito ancora, d'una raccolta d ... (
Il libro è una lettura piacevole, ma non m'è particolarmente piaciuto. Non rimpiango il tempo trascorso a leggerlo, ma non mi ha lasciato nulla. Un paio di storie sorprendenti, quello sì. Ma un paio su 40 o più... mi pare una media un po' bassina.
Trattasi, se non s'è capito ancora, d'una raccolta di brevissimi racconti, 4 o 5 pagine al massimo, tutti indistintamente basati sull'effetto sorpresa che arriva nelle ultime righe, talvolta nelle ultime frasi.
E fin qui non c'è nulla di male, anzi, per quel che mi riguarda - non amo moltissimo i racconti nonsense, più che stuzzicarmi mi fanno innervosire - è il modo migliore di misurarsi con le forme brevissime.
Quello che non mi piace è che per lo più si tratta di storie d'una banalità sconcertante nelle quali, l'intervento del "diavolo" (chiaramente in senso figurato) è talmente ovvio, visto e rivisto, da lasciarmi per lo più un senso d'inutilità.
Faccio un esempio: una delle storie vede come protagonista un giovane manager, fuori casa per un corso. Il corso, da sei giorni, viene ridotto a tre. Il manager decide di rientrare facendo una sorpresa alla moglie. Rimane bloccato nell'ascensore di casa fino alla mattina. Riesce ad avvertire la moglie solo alle prime luci dell'alba (il cellulare di lei era spento, e fin qui ok, ma non si capisce per quale ragione il giovane non sia riuscito a chiamare altre persone). La moglie era con l'amante che grazie al provvidenziale blocco dell'ascensore può abbandonare indisturbato l'appartamento. Fine.
Non so, forse non ci arrivo, mi sembra manchi la vita in tutto ciò, la "scintilla". Una reazione simile me la fanno certi pezzi di Einaudi... non i più belli, che quella scintilla ce l'hanno.
Inutile dire che Camilleri scrive benissimo...
La profezia dell'armadillo
Le tavole del lunedì di Calcare (www.zerocalcare.it) sono praticamente un'istituzione.continue)
Questo tizio è talmente geniale da essere quasi fastidioso. Quasi.
Alle prese con una "forma lunga" non dimostra meno talento, anzi pur nell'impianto generalmente comico della narrazione, riesce anche a suscitare ... (
Le tavole del lunedì di Calcare (www.zerocalcare.it) sono praticamente un'istituzione.
Questo tizio è talmente geniale da essere quasi fastidioso. Quasi.
Alle prese con una "forma lunga" non dimostra meno talento, anzi pur nell'impianto generalmente comico della narrazione, riesce anche a suscitare autentica commozione.
Ho letto molti "fumetti", alcuni li considero opere d'arte e li ho ritenuti degni della mia collezione su Anobii (gente tipo Moore, Gaiman o Ennis, tanto per capirsi). Calcare non è da meno.
L'opera struggente di un formidabile genio
È un libro abbastanza curioso, questo di Eggers. Nobile, visionario, rivoluzionario (è stato pubblicato nel 2000 e la prima versione italiana è "addirittura" del 2001) almeno quanto è vanaglorioso, patetico, e irritante.continue)
Per prima cosa, a meno di non essersi informati prima, si fatica a pensare che ... (
È un libro abbastanza curioso, questo di Eggers. Nobile, visionario, rivoluzionario (è stato pubblicato nel 2000 e la prima versione italiana è "addirittura" del 2001) almeno quanto è vanaglorioso, patetico, e irritante.
Per prima cosa, a meno di non essersi informati prima, si fatica a pensare che si tratti d'una autobiografia. Di una vera autobiografia, intendo.
La prefazione è scioccante, anzi, è già scioccante la seconda di copertina dove si legge "quest'opera è di fantasia solo nei rari casi in cui l'autore non è stato in grado di ricordarsi le parole precise di alcune persone". Segue poi una introduzione alla prefazione in cui lo scrittore, in pratica, distrugge il suo libro, invitando il lettore a saltare a piè pari le parti meno interessanti. E la prefazione stessa in cui si spiega come la realtà sia stata manipolata e alcune conversazioni modificate, per veicolare meglio la narrazione.
Paradossalmente, tutto questo parlare di verità e realtà, non fa altro che convincere ancor più il lettore di trovarsi di fronte a un'opera di finzione, specialmente per il fatto che al protagonista ne succedono veramente di cotte e di crude. E invece è tutto vero.
La storia è praticamente l'epopea - eroica sì, ma in modo volontariamente comico - d'un ventenne che si ritrova, causa decesso prematuro di entrambi i genitori, a doversi occupare del proprio fratellino. Lo fa, al meglio delle sue possibilità, mentre contemporaneamente cerca in varie fasi della sua vita di farsi una sessuologa, promuovere una rivista irriverente (=invendibile) da lui stesso fondata, partecipare come concorrente a The Real World di MTV (reality show americano di grande successo che ha anticipato di quasi una decade il Grande Fratello), ritrovare le ceneri scomparse dei suoi genitori e altre esaltanti/improbabili avventure.
La scrittura, a mio parere, è impressionante. Nelle parti comiche ci trovo la stessa malinconica arguzia di Salinger. Talvolta però - specialmente nelle ultime pagine - essa trascende se stessa, innalzandosi a livello di pura invenzione poetica.