Più che di un romanzo di fantascienza, si tratta della simpatica storia di una ricercatrice a caccia dell'origine delle mode. Anche se poi, qualche speculazione scientifica su una famosa teoria, in realtà c'è...
... (continue)
Più che di un romanzo di fantascienza, si tratta della simpatica storia di una ricercatrice a caccia dell'origine delle mode. Anche se poi, qualche speculazione scientifica su una famosa teoria, in realtà c'è... Sta di fatto che si respira serendipità per tutto il romanzo, fino al finale, non proprio a sorpresa, ma chiarificatore.
La narrazione è fatta in prima persona nei panni di Sandra, che lavora per la HiTek come ricercatrice, appunto. Poi c'è Ben, altro ricercatore apparentemente immune alle mode. Flip, personaggio destabilizzate attorno al quale ruotano vari avvenimenti. Grancapo, neanche a dirlo, il grande capo dell'azienda. Ama gli acronimi, i meeting aziendali, gli esercizi di sensitività e i moduli da compilare. Un vero spasso.
I soggetti sono ben caratterizzati e fin da subito si viene catturati dall'ironia delle situazioni. Indimenticabili le pecore che, da un certo punto in poi, monopolizzano l'attenzione.
La trama è semplice e lineare. Un romanzo leggero, divertente e scritto bene.
Devo però dire che alcune parti mi hanno annoiato. All'inizio di ogni capitolo, c'è un trafiletto più o meno lungo in cui viene descritta una moda, con periodo storico ed evoluzione nel tempo, dalla sua nascita fino alla sua morte. Non c'è nessun legame tra questi trafiletti e la trama. Sono lì, come "decorazioni" aggiuntive, a mio avviso un po' pesanti. A meno che non ci si voglia fare una cultura sulle mode. Inoltre, anche all'interno della narrazione, spesso si incappa in noiosi elenchi di mode e contromode. Probabilmente sono le parti che hanno richiesto il maggiore impegno di documentazione da parte dell'autrice. Apprezzo lo sforzo, ma per quanto mi riguarda, sono risultate un po' indigeste.
Consigliato a chi non ha problemi a digerire... le mode. :)
Parole chiave: leggerezza, mode, pecore, teoria del caos. Voto: 3 su 5
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Prossima lettura: Lo stato dell'arte - Iain M. Banks
Questo libro mi ha lasciato perplesso. Troppo frammentario, troppo ermetico, forse troppo pretenzioso. Più che un romanzo, sembra una grossa collezione di lanci "ansa". Lo stile è infatti quello tipico della cronaca: una lapidaria sintesi di nomi e fatti. Il risultato è che si fa molta fatica a imme
... (continue)
Questo libro mi ha lasciato perplesso. Troppo frammentario, troppo ermetico, forse troppo pretenzioso. Più che un romanzo, sembra una grossa collezione di lanci "ansa". Lo stile è infatti quello tipico della cronaca: una lapidaria sintesi di nomi e fatti. Il risultato è che si fa molta fatica a immedesimarsi. Manca quel "qualcosa" che fa entrare in sintonia con la vicenda e in empatia con i personaggi. Personaggi che poi sono tanti. Si fatica a seguire le doppie/triple vite di tutti. Senza contare gli innumerevoli riferimenti storico/culturali/religiosi/sociali per i quali occorre una notevole cultura. Per questo dicevo appunto che forse è un po' pretenzioso. C'è tanta, troppa roba. Ci si perde facilmente nel mare di pezzi di questo puzzle. Ho avvertito spesso la mancanza di collegamenti che forse erano sottintesi o ben nascosti. Devo ammettere che l'ultima parte l'ho letta un po' velocemente/distrattamente e magari mi sono perso qualcosa per strada... Resta il fatto che come stile, preferisco in genere una prosa più ricca e più chiara rispetto a questa. Un'ultima nota: la questione delle canzoni in apertura di ogni capitolo non funziona. Se il libro fosse multimediale e facesse partire il brano all'inizio di ogni capitolo, potrebbe anche avere senso. Ma così non va. A meno di non procurasi tutte le canzoni e farle partire manualmente in corrispondenza di ogni capitolo. Troppo macchinoso. Se non altro, l'ebook è costato poco: solo 1,99 euro.
Trama valida e articolata con uno sviluppo non banale, ricco di cambi di rotta e colpi di scena. Il ritmo è sostenuto, soprattutto nelle parti più puramente "action", che sono anche quelle rese meglio dall'autore.
Peccato che...
Il romanzo apre con spiegoni e infodump a tutto spiano, in modo poco
... (continue)
Trama valida e articolata con uno sviluppo non banale, ricco di cambi di rotta e colpi di scena. Il ritmo è sostenuto, soprattutto nelle parti più puramente "action", che sono anche quelle rese meglio dall'autore.
Peccato che...
Il romanzo apre con spiegoni e infodump a tutto spiano, in modo poco aderente alla tecnica dello "Show, don't tell". Mi rendo conto che non sarebbe stato facile "mostrare" l'evoluzione della società, il modo di vivere delle persone, i controlli e le motivazioni alla base di tutto, ma non è stato fatto nemmeno un tentativo. A volte sgrammaticato, si dilunga spesso in dettagliatissime spiegazioni tecniche. In questo, traspare un certo entusiasmo da tecnofilo che non esita a sfornare neoligismi. I personaggi sono grossolani ritagli di fumetti in 2D. Gli uomini sono i classici maschi stereotipati che appaiono come degli assatanati. I capi sono grassoni, inetti, leccaculo, fifoni, scansafatiche. Il nome Bombadigrasso ha una strana "assonanza" con il Palla di Lardo di Full Metal Jacket. E' solo un caso? Alcuni passaggi chiave, chiedono molto alla sospensione d'incredulità, tanto da risultare inverosimili e poco coerenti.
Tra la prima e la seconda parte del romanzo sembra esserci un cambio di marcia. La prima parte è più didascalica, i personaggi sono più grezzi, i dialoghi surreali, l'italiano grammaticalmente corretto. Nella seconda parte, la vicenda è più scorrevole (forse per via dello sviluppo della trama che vira al thriller d'azione) e i personaggi acquistano un minimo di spessore. Qui però l'italiano è decisamente più approssimativo.
Avevo letto commenti strabilianti e mi sono lasciato convincere. Non ho trovato quel capolavoro di cui si favoleggiava, ma alcune cosette potevano facilmente essere migliorate con un editing più attento. Mi sembra di capire però, che leggeremo presto qualcosa di nuovo di Vincenzo Bosica. Diamogli quindi la possibilità di dimostrare che il suo stile è "maturato", perchè le potenzialità ci sono tutte.
Romanzo scritto con garbo ed eleganza, che entra in punta di piedi nel tuo cuore. E quando è lì, farà fiorire una rosa di sentimenti. Ma sempre in modo misurato e mai sfacciato, senza esagerazioni o forzature. B
... (continue)
Romanzo scritto con garbo ed eleganza, che entra in punta di piedi nel tuo cuore. E quando è lì, farà fiorire una rosa di sentimenti. Ma sempre in modo misurato e mai sfacciato, senza esagerazioni o forzature. Bello e scritto bene, scorre via che è un piacere. La curiosità di sapere cosa succederà, ti terrà incollato alle pagine fino alla fine. Anche i passaggi un po' più lenti, non pregiudicano l'alta qualità che in generale si riscontra in questo libro. L'autrice riesce a fare intuire al lettore qualcosa di più rispetto a quello che sanno i protagonisti, regalandoci una chiara visione di insieme. L'impressione di essere sempre un passo avanti, trova poi conferma quando la trama scioglie pian piano tutti i nodi. Consigliato per chi vuole fare una scorpacciata di sentimenti "delicati".
Parole chiave: scrittura elegante, sentimenti delicati, Alaska, natura. Voto: 4 su 5
Hunger Games è una delle chiavi che apre lo scrigno delle tue emozioni, anche se non vuoi, anche se non te lo aspetti.
Parte come un'innocua storiella per nulla speciale, con un inizio lento, pieno di dettagli più o meno significativi. Ma poi accelera e scorre sempre più veloce, e fatichi a staccarti. Mentre ti chiedi cosa succederà dopo e come andrà a finire, hai già cominciato il capitolo successivo e non puoi certo lasciarlo lì a metà.
La scrittura è semplice e scorrevole, i personaggi più che tridimensionali, la trama avvincente con alcune idee originali e geniali, l'immedesimazione ai massimi livelli. Cosa chiedere di più ad un romanzo?
Scritto in prima persona, descrive minuziosamente gli stati d'animo e i sentimenti combattuti della protagonista, trascinandoti dentro un vortice di avventure da cui è impossibile uscire "indenne" (emotivamente).
In men che non si dica arrivi alla fine e ti senti... Combattuto. Sei euforico perchè hai partecipato emotivamente alla bellissima vicenda, stai male perchè è finita e ne vorresti ancora. Sei come drogato. E sai già che leggerai il secondo e il terzo volume, consapevole però che non potranno mai essere all'altezza di questo primo decisamente sopra le righe.
Parlando di genere inteso in senso classico, saremmo a cavallo tra fantascienza, storia fantastica, sentimentale, distopica, avventura, thriller. Direi però che il "filone" è quello dei cosiddetti "young adults", romanzi/film in cui giovani protagonisti si confrontano con tematiche adulte. Strizzano chiaramente l'occhio ad un pubblico adolescenziale e sono molto diffusi in America, ma in forte ascesa anche qui in Italia, pare. E non solo tra gli adolescenti.
Suzanne Collins è riuscita a scrivere uno di quei romanzi che ti strappano fuori le emozioni a morsi. Per questo le si devono perdonare alcuni piccoli dettagli poco coerenti con il contesto scientifico e tecnologico descritto. Se non ci pensi troppo, probabilmente non te ne accorgi nemmeno. Per chi fosse curioso e/o volesse confrontarsi con queste piccole incoerenze, più sotto, dopo la scritta "SPOILER" ne elenco alcuni, i più macroscopici.
In ogni caso, ritengo questo romanzo imperdibile e lo consiglio caldamente a tutti.
*** SPOILER ***
Piccole incoerenze (assoultamente perdonabili)
1) come fanno i piccoli paracaduti a cadere istantaneamente in qualsiasi punto dell'area di gioco? Anche sotto gli alberi? Come fanno ad essere così veloci ad appenderci quello che serve? Un attimo prima Katniss fa qualcosa, l'attimo dopo si materializza il paracadute esattamente davanti al suo naso. Ha un che di misterioso e di magico...
2) come fanno ad esserci telecamere dappertutto non visibili? Le riprese sono ovunque, perfino dentro alla grotta il cui ingresso è stato praticamente chiuso con i sassi. Possibile che ce ne siano così tante anche nei posti più impensabili? Parliamo di aree di chilometri quadrati... Possibile che la tecnologia delle videocamere sia così avanzata da essere invisibile? Questo è in contraddizione tra l'altro con le attrezzature usate nei volumi successivi...
3) com'è possibile che con una tecnologia/scienza medica in grado di cancellare le cicatrici, di fare interventi di chirurgia estetica estrema, di guarire una gamba infetta con una iniezione, di creare degli ibridi con le caratteristiche e le personalità delle persone morte, non si possa invece guarire un banale taglio e recuperare la gamba di Peeta nel finale?
Il fattore invisibile
http://massimomatteuzzi.blogspot.it/2013/05/letture-il-…
Più che di un romanzo di fantascienza, si tratta della simpatica storia di una ricercatrice a caccia dell'origine delle mode. Anche se poi, qualche speculazione scientifica su una famosa teoria, in realtà c'è... ... (continue)
http://massimomatteuzzi.blogspot.it/2013/05/letture-il-…
Più che di un romanzo di fantascienza, si tratta della simpatica storia di una ricercatrice a caccia dell'origine delle mode. Anche se poi, qualche speculazione scientifica su una famosa teoria, in realtà c'è... Sta di fatto che si respira serendipità per tutto il romanzo, fino al finale, non proprio a sorpresa, ma chiarificatore.
La narrazione è fatta in prima persona nei panni di Sandra, che lavora per la HiTek come ricercatrice, appunto.
Poi c'è Ben, altro ricercatore apparentemente immune alle mode.
Flip, personaggio destabilizzate attorno al quale ruotano vari avvenimenti.
Grancapo, neanche a dirlo, il grande capo dell'azienda. Ama gli acronimi, i meeting aziendali, gli esercizi di sensitività e i moduli da compilare. Un vero spasso.
I soggetti sono ben caratterizzati e fin da subito si viene catturati dall'ironia delle situazioni.
Indimenticabili le pecore che, da un certo punto in poi, monopolizzano l'attenzione.
La trama è semplice e lineare.
Un romanzo leggero, divertente e scritto bene.
Devo però dire che alcune parti mi hanno annoiato. All'inizio di ogni capitolo, c'è un trafiletto più o meno lungo in cui viene descritta una moda, con periodo storico ed evoluzione nel tempo, dalla sua nascita fino alla sua morte. Non c'è nessun legame tra questi trafiletti e la trama. Sono lì, come "decorazioni" aggiuntive, a mio avviso un po' pesanti. A meno che non ci si voglia fare una cultura sulle mode. Inoltre, anche all'interno della narrazione, spesso si incappa in noiosi elenchi di mode e contromode. Probabilmente sono le parti che hanno richiesto il maggiore impegno di documentazione da parte dell'autrice. Apprezzo lo sforzo, ma per quanto mi riguarda, sono risultate un po' indigeste.
Consigliato a chi non ha problemi a digerire... le mode.
:)
Parole chiave: leggerezza, mode, pecore, teoria del caos.
Voto: 3 su 5
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Prossima lettura: Lo stato dell'arte - Iain M. Banks
Trans-Human Express
Questo libro mi ha lasciato perplesso.continue)
Troppo frammentario, troppo ermetico, forse troppo pretenzioso.
Più che un romanzo, sembra una grossa collezione di lanci "ansa". Lo stile è infatti quello tipico della cronaca: una lapidaria sintesi di nomi e fatti.
Il risultato è che si fa molta fatica a imme ... (
Questo libro mi ha lasciato perplesso.
Troppo frammentario, troppo ermetico, forse troppo pretenzioso.
Più che un romanzo, sembra una grossa collezione di lanci "ansa". Lo stile è infatti quello tipico della cronaca: una lapidaria sintesi di nomi e fatti.
Il risultato è che si fa molta fatica a immedesimarsi. Manca quel "qualcosa" che fa entrare in sintonia con la vicenda e in empatia con i personaggi.
Personaggi che poi sono tanti. Si fatica a seguire le doppie/triple vite di tutti. Senza contare gli innumerevoli riferimenti storico/culturali/religiosi/sociali per i quali occorre una notevole cultura.
Per questo dicevo appunto che forse è un po' pretenzioso. C'è tanta, troppa roba. Ci si perde facilmente nel mare di pezzi di questo puzzle. Ho avvertito spesso la mancanza di collegamenti che forse erano sottintesi o ben nascosti. Devo ammettere che l'ultima parte l'ho letta un po' velocemente/distrattamente e magari mi sono perso qualcosa per strada...
Resta il fatto che come stile, preferisco in genere una prosa più ricca e più chiara rispetto a questa.
Un'ultima nota: la questione delle canzoni in apertura di ogni capitolo non funziona. Se il libro fosse multimediale e facesse partire il brano all'inizio di ogni capitolo, potrebbe anche avere senso. Ma così non va. A meno di non procurasi tutte le canzoni e farle partire manualmente in corrispondenza di ogni capitolo. Troppo macchinoso.
Se non altro, l'ebook è costato poco: solo 1,99 euro.
Irregolare
Trama valida e articolata con uno sviluppo non banale, ricco di cambi di rotta e colpi di scena.
Il ritmo è sostenuto, soprattutto nelle parti più puramente "action", che sono anche quelle rese meglio dall'autore.
Peccato che...
Il romanzo apre con spiegoni e infodump a tutto spiano, in modo poco ... (continue)
Trama valida e articolata con uno sviluppo non banale, ricco di cambi di rotta e colpi di scena.
Il ritmo è sostenuto, soprattutto nelle parti più puramente "action", che sono anche quelle rese meglio dall'autore.
Peccato che...
Il romanzo apre con spiegoni e infodump a tutto spiano, in modo poco aderente alla tecnica dello "Show, don't tell".
Mi rendo conto che non sarebbe stato facile "mostrare" l'evoluzione della società, il modo di vivere delle persone, i controlli e le motivazioni alla base di tutto, ma non è stato fatto nemmeno un tentativo.
A volte sgrammaticato, si dilunga spesso in dettagliatissime spiegazioni tecniche. In questo, traspare un certo entusiasmo da tecnofilo che non esita a sfornare neoligismi.
I personaggi sono grossolani ritagli di fumetti in 2D. Gli uomini sono i classici maschi stereotipati che appaiono come degli assatanati. I capi sono grassoni, inetti, leccaculo, fifoni, scansafatiche. Il nome Bombadigrasso ha una strana "assonanza" con il Palla di Lardo di Full Metal Jacket. E' solo un caso?
Alcuni passaggi chiave, chiedono molto alla sospensione d'incredulità, tanto da risultare inverosimili e poco coerenti.
Tra la prima e la seconda parte del romanzo sembra esserci un cambio di marcia.
La prima parte è più didascalica, i personaggi sono più grezzi, i dialoghi surreali, l'italiano grammaticalmente corretto.
Nella seconda parte, la vicenda è più scorrevole (forse per via dello sviluppo della trama che vira al thriller d'azione) e i personaggi acquistano un minimo di spessore. Qui però l'italiano è decisamente più approssimativo.
Avevo letto commenti strabilianti e mi sono lasciato convincere.
Non ho trovato quel capolavoro di cui si favoleggiava, ma alcune cosette potevano facilmente essere migliorate con un editing più attento.
Mi sembra di capire però, che leggeremo presto qualcosa di nuovo di Vincenzo Bosica. Diamogli quindi la possibilità di dimostrare che il suo stile è "maturato", perchè le potenzialità ci sono tutte.
Giudizio interlocutorio: 3 stelle.
La bambina di neve
http://massimomatteuzzi.blogspot.it/2013/06/letture-la-…
Romanzo scritto con garbo ed eleganza, che entra in punta di piedi nel tuo cuore. E quando è lì, farà fiorire una rosa di sentimenti. Ma sempre in modo misurato e mai sfacciato, senza esagerazioni o forzature.continue)
B ... (
http://massimomatteuzzi.blogspot.it/2013/06/letture-la-…
Romanzo scritto con garbo ed eleganza, che entra in punta di piedi nel tuo cuore. E quando è lì, farà fiorire una rosa di sentimenti. Ma sempre in modo misurato e mai sfacciato, senza esagerazioni o forzature.
Bello e scritto bene, scorre via che è un piacere. La curiosità di sapere cosa succederà, ti terrà incollato alle pagine fino alla fine.
Anche i passaggi un po' più lenti, non pregiudicano l'alta qualità che in generale si riscontra in questo libro.
L'autrice riesce a fare intuire al lettore qualcosa di più rispetto a quello che sanno i protagonisti, regalandoci una chiara visione di insieme. L'impressione di essere sempre un passo avanti, trova poi conferma quando la trama scioglie pian piano tutti i nodi.
Consigliato per chi vuole fare una scorpacciata di sentimenti "delicati".
Parole chiave: scrittura elegante, sentimenti delicati, Alaska, natura.
Voto: 4 su 5
Hunger Games
http://massimomatteuzzi.blogspot.com/2013/06/letture-hu…
Hunger Games è una delle chiavi che apre lo scrigno delle tue emozioni, anche se non vuoi, anche se non te lo aspetti.
Parte come un'innocua storiella per nulla speciale, con un inizio lento, pieno di dettagli ... (continue)
http://massimomatteuzzi.blogspot.com/2013/06/letture-hu…
Hunger Games è una delle chiavi che apre lo scrigno delle tue emozioni, anche se non vuoi, anche se non te lo aspetti.
Parte come un'innocua storiella per nulla speciale, con un inizio lento, pieno di dettagli più o meno significativi. Ma poi accelera e scorre sempre più veloce, e fatichi a staccarti. Mentre ti chiedi cosa succederà dopo e come andrà a finire, hai già cominciato il capitolo successivo e non puoi certo lasciarlo lì a metà.
La scrittura è semplice e scorrevole, i personaggi più che tridimensionali, la trama avvincente con alcune idee originali e geniali, l'immedesimazione ai massimi livelli. Cosa chiedere di più ad un romanzo?
Scritto in prima persona, descrive minuziosamente gli stati d'animo e i sentimenti combattuti della protagonista, trascinandoti dentro un vortice di avventure da cui è impossibile uscire "indenne" (emotivamente).
In men che non si dica arrivi alla fine e ti senti... Combattuto. Sei euforico perchè hai partecipato emotivamente alla bellissima vicenda, stai male perchè è finita e ne vorresti ancora. Sei come drogato. E sai già che leggerai il secondo e il terzo volume, consapevole però che non potranno mai essere all'altezza di questo primo decisamente sopra le righe.
Parlando di genere inteso in senso classico, saremmo a cavallo tra fantascienza, storia fantastica, sentimentale, distopica, avventura, thriller. Direi però che il "filone" è quello dei cosiddetti "young adults", romanzi/film in cui giovani protagonisti si confrontano con tematiche adulte. Strizzano chiaramente l'occhio ad un pubblico adolescenziale e sono molto diffusi in America, ma in forte ascesa anche qui in Italia, pare. E non solo tra gli adolescenti.
Suzanne Collins è riuscita a scrivere uno di quei romanzi che ti strappano fuori le emozioni a morsi. Per questo le si devono perdonare alcuni piccoli dettagli poco coerenti con il contesto scientifico e tecnologico descritto. Se non ci pensi troppo, probabilmente non te ne accorgi nemmeno. Per chi fosse curioso e/o volesse confrontarsi con queste piccole incoerenze, più sotto, dopo la scritta "SPOILER" ne elenco alcuni, i più macroscopici.
In ogni caso, ritengo questo romanzo imperdibile e lo consiglio caldamente a tutti.
*** SPOILER ***
Piccole incoerenze (assoultamente perdonabili)
1) come fanno i piccoli paracaduti a cadere istantaneamente in qualsiasi punto dell'area di gioco? Anche sotto gli alberi? Come fanno ad essere così veloci ad appenderci quello che serve? Un attimo prima Katniss fa qualcosa, l'attimo dopo si materializza il paracadute esattamente davanti al suo naso. Ha un che di misterioso e di magico...
2) come fanno ad esserci telecamere dappertutto non visibili? Le riprese sono ovunque, perfino dentro alla grotta il cui ingresso è stato praticamente chiuso con i sassi. Possibile che ce ne siano così tante anche nei posti più impensabili? Parliamo di aree di chilometri quadrati... Possibile che la tecnologia delle videocamere sia così avanzata da essere invisibile? Questo è in contraddizione tra l'altro con le attrezzature usate nei volumi successivi...
3) com'è possibile che con una tecnologia/scienza medica in grado di cancellare le cicatrici, di fare interventi di chirurgia estetica estrema, di guarire una gamba infetta con una iniezione, di creare degli ibridi con le caratteristiche e le personalità delle persone morte, non si possa invece guarire un banale taglio e recuperare la gamba di Peeta nel finale?