Letto in occasione della tesina per la maturità. Ed è stato subito amore. Se siete dannunziani sfegatati come la sottoscritta, questo libro è un vero e proprio paradiso.
Letto dopo aver visto la trasposizione cinematografica del 2001, ad opera della regista Rose Troche. Il marcio che si annida nelle (apparentemente) perfette famiglie americane messo a nudo, sullo stile di American Beauty. Demistificante.
Dovevo immaginare che la lettura di una tale double-decker novel sarebbe stata un'impresa titanica, ma evidentemente la mia immaginazione non è abbastanza fervida. Troppo, troppo vittoriana. Per ora, mi accontento del meraviglioso adattamento cinematografico del 2004, ad opera di Mira Nair
... (continue)
Dovevo immaginare che la lettura di una tale double-decker novel sarebbe stata un'impresa titanica, ma evidentemente la mia immaginazione non è abbastanza fervida. Troppo, troppo vittoriana. Per ora, mi accontento del meraviglioso adattamento cinematografico del 2004, ad opera di Mira Nair.
Ecco, questo libro mi ha lasciata decisamente spiazzata. Una prima parte folgorante, ben scritta, una cura maniacale per i particolari. La seconda, purtroppo, scade nella confusione, diventa prolissa, e in quanto tale illeggibile, almeno per me.
Alla festa della rivoluzione
Letto in occasione della tesina per la maturità.
Ed è stato subito amore.
Se siete dannunziani sfegatati come la sottoscritta, questo libro è un vero e proprio paradiso.
La sicurezza degli oggetti
Letto dopo aver visto la trasposizione cinematografica del 2001, ad opera della regista Rose Troche.
Il marcio che si annida nelle (apparentemente) perfette famiglie americane messo a nudo, sullo stile di American Beauty.
Demistificante.
Fiera della vanità
Dovevo immaginare che la lettura di una tale double-decker novel sarebbe stata un'impresa titanica, ma evidentemente la mia immaginazione non è abbastanza fervida.continue)
Troppo, troppo vittoriana.
Per ora, mi accontento del meraviglioso adattamento cinematografico del 2004, ad opera di Mira Nair ... (
Dovevo immaginare che la lettura di una tale double-decker novel sarebbe stata un'impresa titanica, ma evidentemente la mia immaginazione non è abbastanza fervida.
Troppo, troppo vittoriana.
Per ora, mi accontento del meraviglioso adattamento cinematografico del 2004, ad opera di Mira Nair.
Le benevole
Ecco, questo libro mi ha lasciata decisamente spiazzata.
Una prima parte folgorante, ben scritta, una cura maniacale per i particolari.
La seconda, purtroppo, scade nella confusione, diventa prolissa, e in quanto tale illeggibile, almeno per me.
La ragazza di Bube
Dolce, dolcissima storia d'amore nella Toscana del secondo dopoguerra.
All'atto dell acquisto ero decisamente scettica, ma mi sono dovuta ricredere.