Mi domando: cosa serve per poter scrivere un buon thriller? Alcuni degli autori , soprattutto quelli recenti, che hanno letto molti altri autori, probabilmente americani, hanno apparentemente la risposta: una trama più che complessa, labirintica, colma di colpi di scena, con un numero pressoché infi
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Mi domando: cosa serve per poter scrivere un buon thriller? Alcuni degli autori , soprattutto quelli recenti, che hanno letto molti altri autori, probabilmente americani, hanno apparentemente la risposta: una trama più che complessa, labirintica, colma di colpi di scena, con un numero pressoché infinito di personaggi (per colpa dei quali bisogna o tenerne conto scrivendone le caratteristiche sul segnalibro, o sfogliare le pagine a ritroso per poterli collocare nella loro giusta posizione o, alternativamente, lasciarli nel loro limbo tanto ormai la trama si è persa da un pezzo), indizi ben difficili da capire, un protagonista disadattato, pieno di sensi di colpa, con un passato oscuro, ma denso di tragedia, comunque molto cool. Si potrebbe condividere, ma dovremmo avere in mano un libro di Connelly, Larsson, Ellroy, autori che hanno la penna (o la tastiera del computer) saldamente in mano e la sanno usare. Lascio a voi decidere se Costantini sia tra questi. A me, ad un certo punto della lettura di questo romanzone, è venuta la voglia di prendere in mano un libro dove, poco dopo, si capisse che il colpevole era il maggiordomo. Dal 2 al 3.
Non ci siamo. Particolari doti letterarie non si notano e il libro tende alla noia. Scrivere in età adulta di quando era bambina mantenendo la capacità/personalità di una adulta non aiuta l'autrice a rendere credibile una pur vera storia. Quasi due stelle.
Torna il protagonista di Arrivederci amore ciao. Sempre crudele, sempre disposto a nefandezze estreme alle quali Carlotto ci aveva "abituato". E forse è questa abitudine che non ci consente di "apprezzare" fino in fondo l'assenza di moralità che caratterizzava il pimo libro. Trama un po' affettata,
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Torna il protagonista di Arrivederci amore ciao. Sempre crudele, sempre disposto a nefandezze estreme alle quali Carlotto ci aveva "abituato". E forse è questa abitudine che non ci consente di "apprezzare" fino in fondo l'assenza di moralità che caratterizzava il pimo libro. Trama un po' affettata, a volte forse troppo sbrigativa, ma questo è Carlotto, prendere o lasciare. Se non lo si confronta con il primo libro la lettura è comunque piacevole.
Che dire? Un librone con un discreto inizio che si perde quasi immediatamente con miriadi di personaggi non caratterizzati la cui presenza serve solo a poter disseminare la miriade di cadaveri di cui è costellato il libro. Trama abbastanza infantile che sfrutta, come spesso accade nel fantasy,l'esot
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Che dire? Un librone con un discreto inizio che si perde quasi immediatamente con miriadi di personaggi non caratterizzati la cui presenza serve solo a poter disseminare la miriade di cadaveri di cui è costellato il libro. Trama abbastanza infantile che sfrutta, come spesso accade nel fantasy,l'esoterismo per poter giustificare situazioni dalle quali è altrimenti difficile districarsi. Mi sarebbe piaciuto nei miei 14-15 anni, non certo ora. E chi lo accosta al Giorno dello scorpione non si rende conto che ne è inferiore per diversi indici di grandezza. E che dire di un libro la cui interiezion favorita è "porco vampiro"? persino "porca l'oca" avrebbe fatto migliore figura.
Un libro immenso, avrebbe detto Ellroy e, se l'ha detto lui che di libri immensi se ne intende, c'è da dargli credito. Qualche ripetizione (ma necessaria per non perdere il filo), analisi delle possibili piste, anche quelle che porteranno ad un vicolo cieco, un'analisi sullo stile di "A sangue fred
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Un libro immenso, avrebbe detto Ellroy e, se l'ha detto lui che di libri immensi se ne intende, c'è da dargli credito. Qualche ripetizione (ma necessaria per non perdere il filo), analisi delle possibili piste, anche quelle che porteranno ad un vicolo cieco, un'analisi sullo stile di "A sangue freddo". Piacevolissima lettura (curiosità del sadico che si nasconde dentro di noi?).
Tu sei il male
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Alcuni degli autori , soprattutto quelli recenti, che hanno letto molti altri autori, probabilmente americani, hanno apparentemente la risposta: una trama più che complessa, labirintica, colma di colpi di scena, con un numero pressoché infi ... (
Mi domando: cosa serve per poter scrivere un buon thriller?
Alcuni degli autori , soprattutto quelli recenti, che hanno letto molti altri autori, probabilmente americani, hanno apparentemente la risposta: una trama più che complessa, labirintica, colma di colpi di scena, con un numero pressoché infinito di personaggi (per colpa dei quali bisogna o tenerne conto scrivendone le caratteristiche sul segnalibro, o sfogliare le pagine a ritroso per poterli collocare nella loro giusta posizione o, alternativamente, lasciarli nel loro limbo tanto ormai la trama si è persa da un pezzo), indizi ben difficili da capire, un protagonista disadattato, pieno di sensi di colpa, con un passato oscuro, ma denso di tragedia, comunque molto cool.
Si potrebbe condividere, ma dovremmo avere in mano un libro di Connelly, Larsson, Ellroy, autori che hanno la penna (o la tastiera del computer) saldamente in mano e la sanno usare.
Lascio a voi decidere se Costantini sia tra questi. A me, ad un certo punto della lettura di questo romanzone, è venuta la voglia di prendere in mano un libro dove, poco dopo, si capisse che il colpevole era il maggiordomo.
Dal 2 al 3.
Tigre, tigre
Non ci siamo. Particolari doti letterarie non si notano e il libro tende alla noia. Scrivere in età adulta di quando era bambina mantenendo la capacità/personalità di una adulta non aiuta l'autrice a rendere credibile una pur vera storia.
Quasi due stelle.
Alla fine di un giorno noioso
Torna il protagonista di Arrivederci amore ciao. Sempre crudele, sempre disposto a nefandezze estreme alle quali Carlotto ci aveva "abituato". E forse è questa abitudine che non ci consente di "apprezzare" fino in fondo l'assenza di moralità che caratterizzava il pimo libro. Trama un po' affettata, ... (continue)
Torna il protagonista di Arrivederci amore ciao. Sempre crudele, sempre disposto a nefandezze estreme alle quali Carlotto ci aveva "abituato". E forse è questa abitudine che non ci consente di "apprezzare" fino in fondo l'assenza di moralità che caratterizzava il pimo libro. Trama un po' affettata, a volte forse troppo sbrigativa, ma questo è Carlotto, prendere o lasciare.
Se non lo si confronta con il primo libro la lettura è comunque piacevole.
Il passaggio
Che dire? Un librone con un discreto inizio che si perde quasi immediatamente con miriadi di personaggi non caratterizzati la cui presenza serve solo a poter disseminare la miriade di cadaveri di cui è costellato il libro. Trama abbastanza infantile che sfrutta, come spesso accade nel fantasy,l'esot ... (continue)
Che dire? Un librone con un discreto inizio che si perde quasi immediatamente con miriadi di personaggi non caratterizzati la cui presenza serve solo a poter disseminare la miriade di cadaveri di cui è costellato il libro. Trama abbastanza infantile che sfrutta, come spesso accade nel fantasy,l'esoterismo per poter giustificare situazioni dalle quali è altrimenti difficile districarsi. Mi sarebbe piaciuto nei miei 14-15 anni, non certo ora. E chi lo accosta al Giorno dello scorpione non si rende conto che ne è inferiore per diversi indici di grandezza.
E che dire di un libro la cui interiezion favorita è "porco vampiro"? persino "porca l'oca" avrebbe fatto migliore figura.
Io ti troverò
Un libro immenso, avrebbe detto Ellroy e, se l'ha detto lui che di libri immensi se ne intende, c'è da dargli credito.continue)
Qualche ripetizione (ma necessaria per non perdere il filo), analisi delle possibili piste, anche quelle che porteranno ad un vicolo cieco, un'analisi sullo stile di "A sangue fred ... (
Un libro immenso, avrebbe detto Ellroy e, se l'ha detto lui che di libri immensi se ne intende, c'è da dargli credito.
Qualche ripetizione (ma necessaria per non perdere il filo), analisi delle possibili piste, anche quelle che porteranno ad un vicolo cieco, un'analisi sullo stile di "A sangue freddo".
Piacevolissima lettura (curiosità del sadico che si nasconde dentro di noi?).