Forse 100-150 pagine in meno non avrebbero guastato. E' pur vero che la trama è complessa e il romanzo è decisamente ambizioso, ma la parte iniziale che sembra un prequel scollegato al resto del volume davvero si fa un po' fatica a digerire. Per il resto poco da dire, trama complessa ma sta in piedi
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Forse 100-150 pagine in meno non avrebbero guastato. E' pur vero che la trama è complessa e il romanzo è decisamente ambizioso, ma la parte iniziale che sembra un prequel scollegato al resto del volume davvero si fa un po' fatica a digerire. Per il resto poco da dire, trama complessa ma sta in piedi tutto alla perfezione. Davvero un ottimo libro.
Il vecchio Cormac non tradisce mai. Ti aspetti sensazioni forti, ti aspetti di essere trascinato in un abisso di tristezza e desolazione e lui ti accontenta. Ti racconta della miseria umana, della solitudine in cui tutti navighiamo in questo strano mondo che ci regala la bellezza infinita della natu
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Il vecchio Cormac non tradisce mai. Ti aspetti sensazioni forti, ti aspetti di essere trascinato in un abisso di tristezza e desolazione e lui ti accontenta. Ti racconta della miseria umana, della solitudine in cui tutti navighiamo in questo strano mondo che ci regala la bellezza infinita della natura e l'orrore dell'animo umano. L'orrore del protagonista Lester non è il solo. Ogni dialogo, qualsiasi sia il protagonista, ne è denso. C'è chi è più furbo e si adatta meglio alla società, ma non per questo è per forza una persona migliore. Ho letto questo libro in uno stato di profondo malessere. E' stato come toccare con mano la tristezza che covavo dentro. Nell'eterno dubbio tra il non pensare alle cose negative che ti capitano o il pensarci troppo a fondo, questo libro mi ha comunque regalato un'esperienza forte e nuova. Assolutamente consigliato.
Concordo con quanto ho letto in diversi commenti precedenti, Evangelisti si è documentato come sempre in modo preciso, in questo libro sembra aver però dimenticato la trama...mai un'impennata o un approfondimento del carattere del protagonista. In un romanzo la trama è comunque fondamentale, altrime
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Concordo con quanto ho letto in diversi commenti precedenti, Evangelisti si è documentato come sempre in modo preciso, in questo libro sembra aver però dimenticato la trama...mai un'impennata o un approfondimento del carattere del protagonista. In un romanzo la trama è comunque fondamentale, altrimenti è sufficiente leggere un libro di storia!
Ho letto qualche recensione precedente, non mi sento di aggiungere altro a chi dice, in sintesi: - non basta saper scrivere, un buon libro è anche fatto di contenuti; - Dove è finito il Lethem di "La fortezza della Solitudine"? Anche quel volume stentava a partire ma si trasformava dopo 100 pag in u
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Ho letto qualche recensione precedente, non mi sento di aggiungere altro a chi dice, in sintesi: - non basta saper scrivere, un buon libro è anche fatto di contenuti; - Dove è finito il Lethem di "La fortezza della Solitudine"? Anche quel volume stentava a partire ma si trasformava dopo 100 pag in un capolavoro, questo stenta per tutte e 460 pag! - Confermo che alcun trovate sono simpatiche, ma i personaggi sono troppo stereotipati per certi versi e resi male per altri (in particolare Perkus Tooth, su cui si poteva fare decisamente meglio). Sono riuscito a finirlo, ma che fatica!
Trovo davvero incredibile che io mi ritrovi a leggere la trascrizione del discorso tenuto da Wallace a dei laureandi proprio nei giorni della morte di Steve Jobs. Il tam tam mediatico per la scomparsa del fondatore di Apple è mastodontico, e se ne parla più come di un mistico visionario che come un
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Trovo davvero incredibile che io mi ritrovi a leggere la trascrizione del discorso tenuto da Wallace a dei laureandi proprio nei giorni della morte di Steve Jobs. Il tam tam mediatico per la scomparsa del fondatore di Apple è mastodontico, e se ne parla più come di un mistico visionario che come un abile amministratore delegato. La personalissima coincidenza esiste perchè su facebook tantissimi contatti hanno pubblicato il discorso di Jobs ai laureandi (o la sola chiosa "Stay hungry stay foolish"). "Questa è l'acqua", il discorso ai laureati di Wallace è semplicemente meraviglioso. E' uno di qui discorsi a cui avresti voluto assistere di persona. La capacità che ho sempre apprezzato in Wallace è di saper rendere originale ed interessante qualsiasi minimo gesto quotidiano. Riesco sinceramente ad immaginarmi un racconto di DFW su come allacciarsi le scarpe, tanto per rendere l'idea. E questa stessa capacità si ritrova nel discorso "Questa è l'acqua". Concetti filosofici spiegati basandosi su due brevi storielle e su attimi di vita quotidiana. La spiegazione semplice e convincente che davvero la facoltà umanistiche "ti aiutino a ragionare", e lo dico con una certa invidia essendo laureato in biotecnologie. La stessa facilità si trova negli altri racconti, una nota di merito particolare va certamente al primo, in cui un problema tanto diffuso quanto criptico come la depressione viene spiegato con una semplicità e anche con una umanità disarmante e commovente. Non ho mai letto niente di DFW che mi abbia lasciato insoddisfatto. Lo riconfermo anche dopo questo volume...
Tu sei il male
Forse 100-150 pagine in meno non avrebbero guastato. E' pur vero che la trama è complessa e il romanzo è decisamente ambizioso, ma la parte iniziale che sembra un prequel scollegato al resto del volume davvero si fa un po' fatica a digerire. Per il resto poco da dire, trama complessa ma sta in piedi ... (continue)
Forse 100-150 pagine in meno non avrebbero guastato. E' pur vero che la trama è complessa e il romanzo è decisamente ambizioso, ma la parte iniziale che sembra un prequel scollegato al resto del volume davvero si fa un po' fatica a digerire. Per il resto poco da dire, trama complessa ma sta in piedi tutto alla perfezione. Davvero un ottimo libro.
Figlio di Dio
Il vecchio Cormac non tradisce mai. Ti aspetti sensazioni forti, ti aspetti di essere trascinato in un abisso di tristezza e desolazione e lui ti accontenta. Ti racconta della miseria umana, della solitudine in cui tutti navighiamo in questo strano mondo che ci regala la bellezza infinita della natu ... (continue)
Il vecchio Cormac non tradisce mai. Ti aspetti sensazioni forti, ti aspetti di essere trascinato in un abisso di tristezza e desolazione e lui ti accontenta. Ti racconta della miseria umana, della solitudine in cui tutti navighiamo in questo strano mondo che ci regala la bellezza infinita della natura e l'orrore dell'animo umano.
L'orrore del protagonista Lester non è il solo. Ogni dialogo, qualsiasi sia il protagonista, ne è denso. C'è chi è più furbo e si adatta meglio alla società, ma non per questo è per forza una persona migliore.
Ho letto questo libro in uno stato di profondo malessere. E' stato come toccare con mano la tristezza che covavo dentro. Nell'eterno dubbio tra il non pensare alle cose negative che ti capitano o il pensarci troppo a fondo, questo libro mi ha comunque regalato un'esperienza forte e nuova.
Assolutamente consigliato.
One Big Union
Concordo con quanto ho letto in diversi commenti precedenti, Evangelisti si è documentato come sempre in modo preciso, in questo libro sembra aver però dimenticato la trama...mai un'impennata o un approfondimento del carattere del protagonista. In un romanzo la trama è comunque fondamentale, altrime ... (continue)
Concordo con quanto ho letto in diversi commenti precedenti, Evangelisti si è documentato come sempre in modo preciso, in questo libro sembra aver però dimenticato la trama...mai un'impennata o un approfondimento del carattere del protagonista. In un romanzo la trama è comunque fondamentale, altrimenti è sufficiente leggere un libro di storia!
Chronic City
Ho letto qualche recensione precedente, non mi sento di aggiungere altro a chi dice, in sintesi:continue)
- non basta saper scrivere, un buon libro è anche fatto di contenuti;
- Dove è finito il Lethem di "La fortezza della Solitudine"? Anche quel volume stentava a partire ma si trasformava dopo 100 pag in u ... (
Ho letto qualche recensione precedente, non mi sento di aggiungere altro a chi dice, in sintesi:
- non basta saper scrivere, un buon libro è anche fatto di contenuti;
- Dove è finito il Lethem di "La fortezza della Solitudine"? Anche quel volume stentava a partire ma si trasformava dopo 100 pag in un capolavoro, questo stenta per tutte e 460 pag!
- Confermo che alcun trovate sono simpatiche, ma i personaggi sono troppo stereotipati per certi versi e resi male per altri (in particolare Perkus Tooth, su cui si poteva fare decisamente meglio).
Sono riuscito a finirlo, ma che fatica!
Questa è l'acqua
Trovo davvero incredibile che io mi ritrovi a leggere la trascrizione del discorso tenuto da Wallace a dei laureandi proprio nei giorni della morte di Steve Jobs.continue)
Il tam tam mediatico per la scomparsa del fondatore di Apple è mastodontico, e se ne parla più come di un mistico visionario che come un ... (
Trovo davvero incredibile che io mi ritrovi a leggere la trascrizione del discorso tenuto da Wallace a dei laureandi proprio nei giorni della morte di Steve Jobs.
Il tam tam mediatico per la scomparsa del fondatore di Apple è mastodontico, e se ne parla più come di un mistico visionario che come un abile amministratore delegato. La personalissima coincidenza esiste perchè su facebook tantissimi contatti hanno pubblicato il discorso di Jobs ai laureandi (o la sola chiosa "Stay hungry stay foolish").
"Questa è l'acqua", il discorso ai laureati di Wallace è semplicemente meraviglioso. E' uno di qui discorsi a cui avresti voluto assistere di persona. La capacità che ho sempre apprezzato in Wallace è di saper rendere originale ed interessante qualsiasi minimo gesto quotidiano. Riesco sinceramente ad immaginarmi un racconto di DFW su come allacciarsi le scarpe, tanto per rendere l'idea.
E questa stessa capacità si ritrova nel discorso "Questa è l'acqua". Concetti filosofici spiegati basandosi su due brevi storielle e su attimi di vita quotidiana. La spiegazione semplice e convincente che davvero la facoltà umanistiche "ti aiutino a ragionare", e lo dico con una certa invidia essendo laureato in biotecnologie.
La stessa facilità si trova negli altri racconti, una nota di merito particolare va certamente al primo, in cui un problema tanto diffuso quanto criptico come la depressione viene spiegato con una semplicità e anche con una umanità disarmante e commovente.
Non ho mai letto niente di DFW che mi abbia lasciato insoddisfatto. Lo riconfermo anche dopo questo volume...