Con un linguaggio molto essenziale, e per certi versi ruvido, un iraniano esule ci racconta il suo difficile "inserimento" nella società olandese. Mentre perde gradualmente il contatto con la propria famiglia il protagonista instaura una relazione timida ed esitante con un vicino che sta perdendo co
... (continue)
Con un linguaggio molto essenziale, e per certi versi ruvido, un iraniano esule ci racconta il suo difficile "inserimento" nella società olandese. Mentre perde gradualmente il contatto con la propria famiglia il protagonista instaura una relazione timida ed esitante con un vicino che sta perdendo contatto col suo mondo. L'olandese Renè che, dopo avere scoperto la propria omosessualità, costringe alla fuga prima la moglie e poi la giovane figlia, ma successivamente anche il nuovo compagno. Il giovane iraniano cerca di stabilire con lui un contatto seppure con i modi che gli sono propri e che al vicino forse appaiono troppo timidi e impacciati. E' una storia struggente di un'amicizia appena tentata, che fa vedere molto bene la strutturale difficoltà di comunicare i propri sentimenti in un mondo fatto di lingue che non cominicano più.
Calvino mi è sempre sembrato un torinese azzimato e serio. Invece questo libro è leggero, divertente, sorprendente ed anche un po' amaro. Se avete letto, dello stesso autore "Se una notte d'inverno un viaggiatore", scordatevelo. Non c'entra nulla! E' molto meglio!
A me i 49 racconti piacciono tutti e li ho riletti più volte. Ma quello che mi è rimasto impresso di più, e che leggo sempre per primo è "La fine di qualcosa". Storia antiretorica e antiromantica della fine di una storia d'amore. Struggente e misurato. Bello, bello, bello!
Il viaggio delle bottiglie vuote
***This comment contains spoilers! ***
Con un linguaggio molto essenziale, e per certi versi ruvido, un iraniano esule ci racconta il suo difficile "inserimento" nella società olandese. Mentre perde gradualmente il contatto con la propria famiglia il protagonista instaura una relazione timida ed esitante con un vicino che sta perdendo co ... (continue)
Con un linguaggio molto essenziale, e per certi versi ruvido, un iraniano esule ci racconta il suo difficile "inserimento" nella società olandese. Mentre perde gradualmente il contatto con la propria famiglia il protagonista instaura una relazione timida ed esitante con un vicino che sta perdendo contatto col suo mondo. L'olandese Renè che, dopo avere scoperto la propria omosessualità, costringe alla fuga prima la moglie e poi la giovane figlia, ma successivamente anche il nuovo compagno. Il giovane iraniano cerca di stabilire con lui un contatto seppure con i modi che gli sono propri e che al vicino forse appaiono troppo timidi e impacciati.
E' una storia struggente di un'amicizia appena tentata, che fa vedere molto bene la strutturale difficoltà di comunicare i propri sentimenti in un mondo fatto di lingue che non cominicano più.
Palla di sego
Ah! "Ombre rosse"!
Il barone rampante
Calvino mi è sempre sembrato un torinese azzimato e serio. Invece questo libro è leggero, divertente, sorprendente ed anche un po' amaro.
Se avete letto, dello stesso autore "Se una notte d'inverno un viaggiatore", scordatevelo. Non c'entra nulla! E' molto meglio!
I quarantanove racconti
A me i 49 racconti piacciono tutti e li ho riletti più volte. Ma quello che mi è rimasto impresso di più, e che leggo sempre per primo è "La fine di qualcosa".
Storia antiretorica e antiromantica della fine di una storia d'amore. Struggente e misurato.
Bello, bello, bello!
Per chi suona la campana
La scoperta della guerra antifranchista, della lotta per la libertà, dell'eroismo borghese e di tante altre cose...
Libro giovanile per eccellenza.