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Alberto Dava…
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- Compagni a Quadrivio Zappata (193)
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By Alberto Davanzo -
Finished on Feb 20, 2012
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Anche. Io sono curiosa delle tue opinioni su leavitt...per me una delle migliori letture del 2012...
Se non ti dispiace ti avvicino...
Sono curioso di sapere cosa ne pensi de "La lingua perduta delle gru" di Leavitt. Ripasso a breve e... ne approfitto per spulciare un po', se non ti spiace! ;)
ciao Vincap
quella copertina, quella dell'ultimo libro di bridge che hai aggiunto, me la ricordo bene...
...meraviglia della letteratura, dove ogni libro diventa mille libri...tanti quanti sono i suoi lettori...
:)grazie per la visita e il fb
Compagni a Quadrivio Zappata
letto e sottotitolato a pag. 777 per i non leggenti.continue)
Un "vecio" nostalgico trova in un cassetto della sua memoria una foto rigorosamente in bianco e nero di un corteo di studenti e operai annebbiato (anobiiato) dai lacrimogeni e la gradazione acromatica delle bandiere tende nell'immaginazione al ros ... (
letto e sottotitolato a pag. 777 per i non leggenti.
Un "vecio" nostalgico trova in un cassetto della sua memoria una foto rigorosamente in bianco e nero di un corteo di studenti e operai annebbiato (anobiiato) dai lacrimogeni e la gradazione acromatica delle bandiere tende nell'immaginazione al rosso di un ennesimo partito che fu. si lacerano gli aggettivi in rigurgiti letterari e aulicamente si provvede a vestire la memoria con abito elegante. si invita cenerentola ad una festa in campagna zanzarata nel veneto di altri ricordi per condurla con escamotage epistolare su una locomotiva gucciniana verso le nebbie anarchico proletarie della torino post autunno caldo (visto che palle gli aggettivi?). qui il review si scatena in danza vorticosa tra le piole e le catene di montaggio, tra le strade sempre diritte della periferia del castello mirafiori, tra la paura di essere un prossimo dirigente non comunista (non renè, ma giampiero, giampaolo o gianburrasca) e "io ti amerò per sempre" nei ricordi del caro ernesto. è un tema spruzzato questo romanzo: salterella teneramente tra il detto e non detto rimanendo bloccato nel raccontato e a volte nel riportato e cerca di evitare sapientemente un giudizio sulla bella signora che ha accompagnato a questo ballo. lei ai suoi occhi è bellissima (e si legge sempre tra le righe), ma tra le mazurke letterarie incontrerà altre signore e il paragone è inevitabile. ernesto l'ho incontrato tra le pagine di rocco carbone (anche lì faceva il maestro - forse di se stesso), e anche gualtiero in quelle di geraldina colotti... renè lo si vede tutti i giorni nei barperbene della "addio lugano bella" a succhiare aperitivi... forse corrado è sparito (che fine fara?) con la sua chitarra deus ex machina, col suo juke-box impegnato a far sognare le ragazze, il suo plettro diventato penna stilografica. lui è elemento di connessione della memoria, è di lui che si innamora cenerentola. alcuni momenti del romanzo purtroppo durano poco, altri molto... forse per gli scherzi che fa la memoria. io ho sorriso per non commuovere il mio povero cuore trasformato da zucca in carrozza sapendo che allo scadere della mezzanotte tutto ritornerà come prima.
Un buon romanzo per essere il primo di alberto, forse un po' esageratamente carico, ma se devo essere sincero a me è piaciuto così... come gli indovinelli, come cercare di scoprire "dove se n'è andato elmer" in quei giochi da tavolo dove sulle carte da una parte c'è la domanda e se le giri c'è scritta la risposta.