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Storie della tua vita By Ted Chiang
  • 3 people find this helpful

    Mi sono più volte lamentato di come molta della fantascienza più interessante edita nei paesi anglosassoni sia colpevolmente ignorata dagli editori nostrani. Questa antologia di racconti di Ted Chiang è la felice eccezione che conferma la regola. Storie della tua vita è una racc ... (continue)

    Mi sono più volte lamentato di come molta della fantascienza più interessante edita nei paesi anglosassoni sia colpevolmente ignorata dagli editori nostrani. Questa antologia di racconti di Ted Chiang è la felice eccezione che conferma la regola. Storie della tua vita è una raccolta eccezionale come eccezionale è il suo autore. Ted Chiang nel corso della sua carriera ha pubblicato solo una manciata di racconti e nessun romanzo, eppure è ormai un punto di riferimento per chi cerca una fantascienza innovativa e originale per contenuti, invenzioni e profondità. Ted Chiang ha vinto tutti i più importanti premi del settore (credo che sia l'autore con la maggior quantità di premi per numero di racconti pubblicati), e insomma, è uno di quei pochi autori di cui leggerei anche la lista della spesa.

    La maggior parte dei racconti raccolti nell'antologia erano già stati pubblicati, sparsi però in una decina di volumi (per la maggior parte nelle raccolte del meglio dell'anno, l'ormai consueto appuntamento estivo di Urania) e la possibilità di leggerli tutti insieme in un unico volume è davvero cosa rara nel panorama editoriale nostrano. Onore al merito a Stampa Alternativa dunque, che non so bene per quale improvviso colpo di genio ha deciso di proporlo al pubblico italiano.
    Tra i racconti presenti va segnalato almeno Storia della tua vita che secondo me rappresenta uno dei vertici della narrativa di genere degli ultimi vent'anni.
    Storia della tua vita parte come la classica vicenda di primo contatto, si dipana su piani temporali diversi, e man mano che procede si trasforma in un esperimento sul tema della coscienza di se e del libero arbitrio, con un nucleo ribollente umanità costituito da una storia d'amore da spezzare il cuore. Un capolavoro cui nessuna presentazione può rendere giustizia.
    Degli altri racconti che compongono il volume (si va dall'antica Babilonia alla nascita del superuomo, incontrando angeli non proprio benevoli, passando per versioni alternative del nostro universo per arrivare fino allo straordinario reportage sulla bellezza che chiude l'antologia), l'unico che non mi ha lasciato del tutto soddisfatto, ma le mie aspettative erano davvero altissime, è 72 lettere, una vicenda ucronica dal sapore steampunk con un'idea di fondo davvero potente. Il difetto di questo racconto - se di difetto si può parlare - sta nel suo sembrare più il riassunto di un romanzo che una storia compiuta in sè tanti sono gli spunti interessanti solo accennati, i personaggi appena abbozzati e la quantità incredibile di suggestioni e problematiche affrontate (in breve, il racconto narra del tentativo di un gruppo di scienziati di risolvere il problema dell'approssimarsi della fine del mondo. Il tutto avviene in una Londra vittoriana parallela in cui i conflitti sociali sono ulteriormente complicati dalla massiccia presenza dei golem della tradizione ebraica, presenza assolutamente coerente con le leggi fisiche che governano quell'universo).
    Le idee brillanti sono una caratteristica comune a tutti gli otto racconti dell'antologia (che poi ognuno abbia i suoi preferiti è inevitabile). In effetti Storie della tua vita rappresenta al meglio la fantascienza che mi piacerebbe leggere più spesso anche in italiano. Storie intessute di meraviglie che affermano con la forza dell'immaginazione la loro capacità di riflettere sulla realtà.

    http://iguanajo.blogspot.com/2009/12/letture-novembre-2009.html

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    Posted on Dec 17, 2009 | Add your feedback

Una questione privata By Beppe Fenoglio
  • 2 people find this helpful

    Vedi cosa mi perdo a ignorare scientemente la letteratura italiana? Sì, sono una vittima del sistema scolastico, ma sto cercando di rimediare. Dammi tempo, che un po' alla volta questi grandi autori italiani me li voglio leggere tutti. Un grazie a Chiara, quindi, che mi ha suggerito Beppe Fenogl ... (continue)

    Vedi cosa mi perdo a ignorare scientemente la letteratura italiana? Sì, sono una vittima del sistema scolastico, ma sto cercando di rimediare. Dammi tempo, che un po' alla volta questi grandi autori italiani me li voglio leggere tutti. Un grazie a Chiara, quindi, che mi ha suggerito Beppe Fenoglio.

    Nella corposa introduzione al romanzo si spiega come Una questione privata sia IL romanzo della Resistenza. Non so se è davvero così che, per dire, a me era già piaciuto moltissimo La messa dell'uomo disarmato. Di certo nel romanzo di Fenoglio si avverte tutta la fatica, il sudore e il freddo della lotta partigiana, si avverte la furia e la passione condita con la paura, la fame e la noia. Si scorge per un attimo un'Italia complicata e molteplice, uno schieramento tutt'altro che monolitico di fronte al nemico, la violenza improvvisa e accecante ma anche un'onestà che sa davvero d'altri tempi.
    Che il tutto abbia la forma di un romanzo d'amore (ma siamo più dalle parti della passione ossessiva e furiosa di Wuthering Heights piuttosto che nel reparto baci-e-consolazione della narrativa romantica) è una specie di arcano, ipnotico ed emozionante e razionalmente quasi incomprensibile, almeno letto qui e ora.
    In effetti sono arrivato alla fine di una Una questione privata scosso e stravolto quasi come Milton, il protagonista del romanzo. Non so se è l'insieme di suggestioni evocate dal racconto o se è la capacità di Fenoglio di farci rivivere un momento fondamentale della nostra storia, ma leggere questo libro è stata un'esperienza quasi commovente. In poco più di cento pagine ci rivediamo come eravamo, come saremmo sempre dovuti essere, come forse non saremo mai. E non so se è una fortuna o la più grande disgrazia ci potesse capitare.

    http://iguanajo.blogspot.com/2009/11/letture-ottobre-20…

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    Posted on Nov 11, 2009 | Add your feedback

Pashazade: The First Arabesk By Jon Courtenay Grimwood
  • 2 people find this helpful

    Perché nessuno mi ha mai parlato di Jon Courtenay Grimwood? Ricordo un'unica citazione di quest'autore ai tempi di ICF, la persona che ne parlava era affidabile e quindi mi ero debitamente segnato il titolo del romanzo. Però da allora son passati quasi 10 anni di assordante silenzio. Possibil ... (continue)

    Perché nessuno mi ha mai parlato di Jon Courtenay Grimwood? Ricordo un'unica citazione di quest'autore ai tempi di ICF, la persona che ne parlava era affidabile e quindi mi ero debitamente segnato il titolo del romanzo. Però da allora son passati quasi 10 anni di assordante silenzio. Possibile che questo scrittore sia così poco conosciuto da 'ste parti?
    Me lo chiedo perché Pashazade è una delle cose più interessanti, divertenti e avvincenti lette in ambito fantascientifico negli ultimi anni. Nel romanzo di Jon Courtenay Grimwood c'è un protagonista memorabile che si rivela nella sua complessità man mano che si procede con la lettura; c'è un'ambientazione formidabile: un'Alessandria d'Egitto di un prossimo futuro ucronico in cui le due guerre mondiali non ci sono mai state, ma che non per questo appare meno credibile o reale; c'è un plot avvincente, a metà strada tra mistero della camera chiusa e noir urbano; ci sono una serie di comprimari che si fanno ricordare, colti all'incrocio tra oriente e occidente, in precario equilibrio tra fascinazioni tecnologiche e tradizioni millenarie.
    Insomma, in Pashazade c'è tutto quel che serve per divertirsi, tanto che adesso non vedo l'ora di mettere le mani sui due romanzi successivi della serie.

    http://iguanajo.blogspot.com/2009/11/letture-ottobre-20…

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    Posted on Nov 11, 2009 | 2 feedbacks

Spedizione di soccorso: Urania Collezione 071 By Arthur C. Clarke
  • 2 people find this helpful

    Tra gli autori che hanno esordito negli anni '40 Arthur C. Clarke è uno di quelli i cui racconti sono invecchiati meglio. In questa raccolta ci sono (quasi) tutti i suoi migliori racconti più qualche episodio minore, che però non fa che confermare il suo personale approccio alla fantascienza. ... (continue)

    Tra gli autori che hanno esordito negli anni '40 Arthur C. Clarke è uno di quelli i cui racconti sono invecchiati meglio. In questa raccolta ci sono (quasi) tutti i suoi migliori racconti più qualche episodio minore, che però non fa che confermare il suo personale approccio alla fantascienza. Un punto fermo della narrativa di Clarke è infatti la presenza costante di un profondo senso del meraviglioso che seppur strettamente legato a scienza e tecnologia, trascende il mero tecnicismo per approdare nei dintorni della mistica laica. Ecco quindi l'enormità del cosmo vista come occasione di liberazione piuttosto che come inquietante minaccia, la religione vissuta sempre come zavorra se non come ineluttabile condanna, l'umanità colta costantemente a un passo da un avvenire glorioso. Ma Clarke è anche (o soprattutto) uno scrittore inglese e a sottolinearne le origini non manca qua e là una spruzzata di sottile umorismo di stampo innegabilmente britannico.
    Era da tempo che non rileggevo questi racconti, e beh… è stato come ritrovare dei vecchi amici.
    Spedizione di soccorso è un'antologia di fantascienza vecchio stampo, un libro pieno di meraviglie, capace però di riservare ottimi spunti anche per il lettore del XXI secolo,.

    Iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2009/10/letture-settembre-…

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    Posted on Oct 8, 2009 | Add your feedback

L'altra faccia della realtà: Urania Millemondi Estate 2009 - 48 By Peter F. Hamilton, Bruce Sterling, James Patrick Kelly, …
  • Come ormai da consolidata tradizione il Millemondi estivo presenta l'antologia curata da David G. Hartwell & Kathryn Cramer che raccoglie il meglio della produzione fantascientifica breve pubblicata nel corso dell'anno. Il divario tra l'edizione originale e la sua riproposta in Italia è piutt ... (continue)

    Come ormai da consolidata tradizione il Millemondi estivo presenta l'antologia curata da David G. Hartwell & Kathryn Cramer che raccoglie il meglio della produzione fantascientifica breve pubblicata nel corso dell'anno. Il divario tra l'edizione originale e la sua riproposta in Italia è piuttosto ampio, prepariamoci quindi a un piccolo salto temporale, che i racconti presenti nel volume risalgono tutti al 2005.
    L'altra faccia della realtà mi è sembrata decisamente superiore ai suoi omologhi degli ultimi anni. Non so se questo dipenda dall'aver incluso molti dei racconti pubblicati su Nature, che grazie alla loro brevità rendono molto più vario il panorama, o se il 2005 è stato un anno particolarmente fortunato, oppure se ero io stesso particolarmente ben disposto nei confronti del volume dato il livello di altre antologie lette ultimamente, in ogni caso la qualità della narrativa breve ospitata in queste pagine è davvero alta.
    Tra i tanti ottimi racconti ne segnalo un paio che per motivi diversi mi hanno conquistato: Guadalupe e Hieronymus Bosch di Rudy Rucker, una demenziale corsa su è giù per lo spazio tempo in compagnia di una coppia di fantasmagorici personaggi e Oltre lo squarcio di aquila di Alistair Reynolds, un racconto disperatamente romantico in cui la realtà si ridisegna ad ogni pagina.
    Non so se il Millemondi sia ancora disponibile in edicola, ma se lo trovate non fatevelo sfuggire.

    Iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2009/10/letture-settembre-…

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    Posted on Oct 8, 2009 | Add your feedback

La fine del mondo e il paese delle meraviglie By Haruki Murakami
  • 1 person find this helpful

    Che fine ha fatto il cyberpunk? Possibile che a distanza di venticinque anni non sia rimasto nient'altro che un unico romanzo a memoria di un movimento che all'epoca sembrava davvero rivoluzionario? Forse che davvero i suoi aspetti visuali e modaioli hanno soppiantato nell'immaginario quanto di buon ... (continue)

    Che fine ha fatto il cyberpunk? Possibile che a distanza di venticinque anni non sia rimasto nient'altro che un unico romanzo a memoria di un movimento che all'epoca sembrava davvero rivoluzionario? Forse che davvero i suoi aspetti visuali e modaioli hanno soppiantato nell'immaginario quanto di buono quegli autori avevano creato a livello letterario? Chi si ricorda fuori dalla cricca fantascientifica di personaggi come Rucker, Maddox, Shirley, Cadigan, Laidlaw?
    Eppure qualcosa di buono quegli scrittori devono averlo fatto, che le suggestioni di questo vecchio romanzo di Murakami Haruki arrivano per buona parte dallo stesso brodo primordiale da cui sarebbero emersi più tardi altri autori importanti come Jonathan Lethem o lo stesso David Foster Wallace. Non voglio sopravvalutare la rilevanza dell'input fantascientifico nella creazione del romanzo di Murakami, solo sottolinearne l'importanza per ancorarne il soggetto a un sentire popolare allora molto diffuso. Del resto La fine del mondo e il paese delle meraviglie è una sintesi pressoché perfetta tra opposti attrattori. Così, se il confronto tra scrittura alta e letteratura di genere è uno dei possibili motivi d'interesse del volume (ma non certo il più originale o innovativo), altrettanto interessanti risultano essere le miriadi di dettagli posti in apparente contrasto tra loro e quindi distillati in una visione, questa sì parecchio più originale delle parti di cui è composta.
    Nel romanzo la consistenza tecnologica e le meraviglie cibernetiche della Tokyo futura descritta nei capitoli dedicati al Paese delle meraviglie fanno da contraltare alla quiete della misteriosa enclave in perenne e fantastica stasi descritta nelle parti del romanzo ambientate nella terra desolata alla fine del mondo: tanto il primo è un mondo realistico in cui la lotta per la sopravvivenza è all'ordine del giorno, quanto il secondo appare il frutto di un escapismo portato alle estreme conseguenze. Nel mondo "reale" tutta l'azione avviene al coperto, in glaciali palazzi o in oscuri sotterranei, mentre ne la fine del mondo un ambiente naturale, sempre in qualche modo ostile e tenebroso, non manca mai di accompagnare gli spostamenti e le riflessioni del protagonista. Nella città la violenza, i sentimenti e le iniziative personali costituiscono l'humus da cui si originano tutte le storie; nel misteriosa localtà alla Fine del mondo i sogni e le ombre sono le uniche espressioni di umanità residue.
    Se il primo è un mondo decisamente fantascientifico, il secondo è assolutamente fantasy (al lettore le riflessioni sui pro e i contro dei relativi universi narrativi). Ma, come scrivevo sopra, Murakami non è uno scrittore di genere. Sebbene le caratteristiche fantastiche siano decisamente funzionali al romanzo e approfondite in maniera esemplare, il nucleo de La fine del mondo e il paese delle meraviglie sta nelle peripezie fisiche e sentimentali del protagonista, sempre in bilico tra un individualismo che lo conduce inevitabilmente alla marginalità sociale ed emotiva e un coinvolgimento sempre più estraniante con il mondo circostante. La ricerca di un equilibrio lo condurrà fino alle estreme conseguenze, nel tentativo radicale di conciliare razionalità ed emozioni, cercando nel frattempo una soluzione al dolore del mondo.
    La struttura binaria totalizzante de La fine del mondo e il paese delle meraviglie porta naturalmente con sé il rischio di un eccessivo schematismo. Sebbene in alcuni momenti l'alternarsi tra i due mondi risulti un po' troppo meccanico, la grazia di Murakami Haruki, la scioltezza della sua scrittura, il suo passo lieve ma sicuro, sono tali da incantare il lettore ben oltre l'ultima pagina del romanzo.
    Ed è quasi un dispiacere notare che successivamente anche Murakami ha in qualche modo normalizzato, se non la scrittura, quasi sempre ad altissimo livello, almeno gli aspetti più fantastici del suo orizzonte narrativo.

    http://iguanajo.blogspot.com/2009/09/letture-luglioagosto-2009-seconda-parte.html

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    Posted on Sep 18, 2009 | Add your feedback

Nel cuore della foresta: Un viaggio attraverso gli alberi By Roger Deakin
  • 1 person find this helpful

    Esiste una parola per definire la nostalgia per qualcosa che in fondo non ci appartiene? Roger Deakin con questo libro compie un piccolo miracolo: rendere i luogo sconosciuti oggetto delle sue esplorazioni più familiari di quelli che ti circondano quotidianamente. Ci riesce grazie a una combinazione ... (continue)

    Esiste una parola per definire la nostalgia per qualcosa che in fondo non ci appartiene? Roger Deakin con questo libro compie un piccolo miracolo: rendere i luogo sconosciuti oggetto delle sue esplorazioni più familiari di quelli che ti circondano quotidianamente. Ci riesce grazie a una combinazione unica di curiosità e competenza, passione e umiltà.
    I pezzi che compongono questo volume (dai racconti di viaggio in Kazakistan o nel bosco dietro casa, agli incontri con artisti, ai reportage su mestieri in via d'estinzione) tracciano le coordinate di un mondo verde in costante trasformazione in cui il legno nelle sue più diverse declinazioni, dall'albero alle foreste, agli oggetti di uso più o meno comune, diventa incontrastato protagonista.
    Grazie a questo libro ho riscoperto il piacere dell'osservazione curiosa del verde che mi circonda. A fine lettura mi sono ritrovato a guardare gli alberi con una consapevolezza diversa, che fossero gli abeti e i larici di una foresta alpina, i salici e le betulle sulle sponde di un lago o i tigli e le querce di un parco cittadino.
    Nel cuore della foresta è un volume pieno di piccole meraviglie, in cui probabilmente l'unico difetto è la mancanza di una mappa che permetta di seguire più agevolmente i vagabondaggi di Deakin, specie quelli tra le foreste britanniche.

    http://iguanajo.blogspot.com/2009/09/letture-luglioagosto-2009-seconda-parte.html

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    Posted on Sep 18, 2009 | Add your feedback

Underworld By Don DeLillo
  • 2 people find this helpful

    Quante cose si potrebbero scrivere su Underworld! La malinconia e il vuoto che la genera, il ricordo come fondamento di intere esistenze che va insieme alla rimozione sistematica del passato, l'eterna ricerca di un padre perduto e l'omologazione asettica dei sentimenti, la violenza nell'epoca della ... (continue)

    Quante cose si potrebbero scrivere su Underworld! La malinconia e il vuoto che la genera, il ricordo come fondamento di intere esistenze che va insieme alla rimozione sistematica del passato, l'eterna ricerca di un padre perduto e l'omologazione asettica dei sentimenti, la violenza nell'epoca della sua riproducibilità mediatica e l'arte come redenzione personale e misterioso atto politico. Mi piacerebbe riuscire a riassumere in un discorso sensato il cumulo di suggestioni che un libro come questo si porta dietro, purtroppo vi dovete accontentare di queste poche note a margine (però potete sempre leggervi il romanzo, eh!).
    La vena malinconica e la quieta rassegnazione che percorrono tutto il testo sono a mio avviso il primo gancio per legare indissolubilmente il lettore all'assenza che sta al cuore di Underworld. Il viaggio nella memoria collettiva americana alla ricerca di ciò che è andato perduto lungo la strada è una delle possibili chiavi di lettura del romanzo. La scrittura di DeLillo è densa, ritmata, fluida e potente: l'ideale per scandire il percorso del lettore a ritroso nel tempo, perfetta per suggerire le progressive rimozioni personali (di sentimenti, di passioni e di significati) e per rivelare la trasformazione della ricchezza apparente in scarti e rifiuti (l'essenza distillata del sogno americano). Illuminante in questo senso la visione della montagna di immondizia - che è anche e soprattutto cumulo di ricordi a perdere - a dominare il panorama nel tramonto della East Coast. Poco importa se la ricerca della singolarità storica che ha prodotto il nostro presente ha come unico risultato l'impossibilità di dare un senso compiuto al tempo trascorso. In fondo la sopravvivenza sembra essere l'unica aspettativa, quasi una speranza.
    Un altro tratto forte di Underworld - sovrastimato, forse, a causa della cronaca quotidiana di sbarchi e respingimenti dei giorni in cui lo leggevo - è il suo essere anche romanzo di formazione e di immigrazione, di omologazione e rinuncia. Con la ricchezza di odori e sapori (e di lingua e di relazioni) della piccola Italia di New York che si stempera nell'omogeneità forzata del monoblocco ideologico statunitense, basato sulla paura (della bomba prima, della degenerazione urbana poi), esaltato dall'abbondanza generalizzata di merce e intrattenimento.
    Ma, come dicevo più sopra, i motivi d'interesse in un romanzo con una tale densità e profondità di scrittura sono davvero molteplici (e diversi per ogni lettore, credo). Del resto Underworld è un capolavoro. Un viaggio nel purgatorio americano in compagnia di self-made men e famiglie disgregate, di artisti visionari e suore feroci, di monomaniaci e manager dei rifiuti. Da leggere e rileggere.

    iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2009/06/letture-maggio-200…

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    Posted on Jun 12, 2009 | 3 feedbacks

Glasshouse By Charles Stross
  • In Glasshouse Charlie Stross continua ad esplorare l'evoluzione dell'umanità post-singolarità vista in Accelerando. Per farlo adotta un tono decisamente più sobrio e pacato di quello cui ci aveva abituato. In effetti Glasshouse è caratterizzato da un'atmosfera cupa ... (continue)

    In Glasshouse Charlie Stross continua ad esplorare l'evoluzione dell'umanità post-singolarità vista in Accelerando. Per farlo adotta un tono decisamente più sobrio e pacato di quello cui ci aveva abituato. In effetti Glasshouse è caratterizzato da un'atmosfera cupa e a tratti angosciante, calato com'è in una realtà fatta di guerra, paranoia e controllo totale.
    Partendo dall'idea del panopticon Stross tenta un'indagine sulla natura della coscienza e della memoria decidendo di fare un passo indietro rispetto all'approccio iperaccelerato e tecno-gadgetistico che contraddistingue la sua produzione precedente. Se il centro dei suoi romanzi fino a questo momento era infatti la sfrenata speculazione tecnologica, con personaggi perfettamente integrati e pronti a cavalcare l'onda del futuro, in Glasshouse ci troviamo per la prima volta a fare i conti con un protagonista che non ha la più pallida idea di cosa stia succedendo, che si ritrova privato della sua stessa identità e totalmente in balia di poteri su cui non ha alcun controllo.
    I legami con la fantascienza sociologica che ha caratterizzato una lunga e fortunata stagione della letteratura di genere dello scorso secolo sono evidenti e vengono ancora più sottolineati dalla scelta di collocare la maggior parte dell'azione nell'archetipo del classico sobborgo americano anni '60, con la fortissima tensione al conformismo che lo caratterizza e l'emarginazione - se non la punizione - di chi tarda ad integrarsi.
    Scegliere un approccio di questo tipo comporta il rischio di scivolare nella sterile satira d'antan o addirittura nella parodia. Stross evita abilmente questo genere di trappola con un controllo davvero magistrale dei toni, rinunciando magari alla sua caratteristica leggerezza e limitando al minimo le strizzate d'occhio al lettore.
    Oltre ai temi già accennati dell'identità, della memoria e del controllo, Glasshouse è densissimo di ulteriori suggestioni (la guerra, il trauma, la religione) sempre comunque tratteggiate con eleganza e integrate ottimamente nella trama. Quest'ultima non è forse troppo sorprendente e i cambiamenti di prospettiva che si succedono paiono a volte un poco forzati, ma la tensione che regge la vicenda rimane comunque sempre alta, con la realtà sottesa all'esperimento sociale al centro del romanzo che si rivela progressivamente al lettore fino al degno finale. Se in Glasshouse c'è un difetto probabilmente sta nella parte iniziale del romanzo. In poche decine di pagine si accumula un tal numero di premesse appena accennate - necessarie poi nel prosieguo della vicenda - che rendono l'inizio della storia troppo macchinoso e incredibile.
    Nonostante non sia un romanzo perfetto, Glasshouse è l'ulteriore dimostrazione della capacità di Charlie Stross di coniugare storie brillanti con riflessioni non banali sullo stato della realtà, dimostrando oltretutto una capacità di evoluzione nei temi e soprattutto nella scrittura che lo pongono ancora una volta ai vertici del genere.

    iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2009/03/rapporto-letture-f…

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    Posted on Mar 6, 2009 | Add your feedback

Sayonara, gangsters By Geni'chiro Takahashi
  • Postmoderno, surreale, avantpop. Per questo romanzo del giapponese Takahashi le etichette si sono sprecate. Il fatto è che potreste infilare Sayonara, gangsters in qualsiasi scaffale della vostra libreria, dalla fantascienza fino alla poesia, e lui si scaverebbe comunque un angolino comodo dove trov ... (continue)

    Postmoderno, surreale, avantpop. Per questo romanzo del giapponese Takahashi le etichette si sono sprecate. Il fatto è che potreste infilare Sayonara, gangsters in qualsiasi scaffale della vostra libreria, dalla fantascienza fino alla poesia, e lui si scaverebbe comunque un angolino comodo dove trovarsi a suo agio.
    Da parte mia non saprei bene come catalogarlo. Ciò che importa è che la leggerezza e le invenzioni che contraddistinguono questo romanzo sono davvero memorabili. In ogni pagina di Sayonara, gangsters si respira l'amore per le storie che ci hanno costruito, il sapore dolce amaro della scrittura e la vertigine dell'immaginazione sfrenata. Le scorribande di Takahashi tra le pieghe dell'immaginario giapponese (e occidentale) sono formidabili e il risultato finale è originale e affascinante. Un romanzo da non perdere insomma.
    Una nota di merito va a Gianluca Coci traduttore/curatore italiano del volume. La versione italiana del romanzo m'è parsa davvero ottima e la postfazione al volume è utilissima per penetrare più consapevolmente nel mondo dell'autore giapponese. Takahashi Geni'chiro è stato davvero fortunato a capitare nelle sue mani.

    iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2009/02/rapporto-letture-g…

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    Posted on Feb 9, 2009 | Add your feedback

L'intrepida Tiffany e i piccoli uomini liberi By Terry Pratchett
  • 1 person find this helpful

    Ma chi l'ha detto che il fantasy è una lunga fuga dalla realtà? (ops, forse ero io?)
    Se questo è indubbiamente vero per la stragrande maggioranza dei volumi assimilabili al genere, allora è davvero sorprendente incontrare un'eccezione come questo romanzo di Terry Pratchett. Ne L'i ... (continue)

    Ma chi l'ha detto che il fantasy è una lunga fuga dalla realtà? (ops, forse ero io?)
    Se questo è indubbiamente vero per la stragrande maggioranza dei volumi assimilabili al genere, allora è davvero sorprendente incontrare un'eccezione come questo romanzo di Terry Pratchett. Ne L'intrepida Tiffany e i piccoli uomini liberi ci sono streghe e mostri, e bambini rapiti e spiritelli e fatine, tutto il solito bagaglio di cliché insomma, però nelle mani di Pratchett la somma degli stereotipi da un risultato così brillante e meraviglioso e originale che si ha la sensazione che tutti i mondi fantastici incontrati fino ad oggi siano serviti unicamente a creare le basi per questo romanzo.
    Ma Pratchett va ancora oltre, utlizzando i canoni del fantasy per scrivere un inno al pensiero libero e indipendente. Senza dimenticare i Nac Mac Feegle, naturalmente. Meraviglioso.

    Iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2008/12/rapporto-letture-n…

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    Posted on Dec 29, 2008 | Add your feedback

Il meglio della SF - L'Olimpo dei classici moderni: Urania 1541 bis - Supplemento 38 By William Gibson, Bruce Sterling, Howard Waldrop, …
  • 2 people find this helpful

    Questo Urania speciale contiene la prima parte della super-antologia curata da Gardner Dozois che raccoglie il meglio delle sue venti antologie annuali pubblicate dal 1985 al 2005.
    Se la fantascienza vi incuriosisce ma non avete idea di cosa offra oggi ai suoi lettori, se credete che il genere ... (continue)

    Questo Urania speciale contiene la prima parte della super-antologia curata da Gardner Dozois che raccoglie il meglio delle sue venti antologie annuali pubblicate dal 1985 al 2005.
    Se la fantascienza vi incuriosisce ma non avete idea di cosa offra oggi ai suoi lettori, se credete che il genere sia solo Asimov o Dick, se siete tuttora convinti (ahivoi!) che sia roba da ragazzini beh… questa è il volume che fa per voi.
    Tra i dodici racconti che hanno trovato spazio in questa uscita ci sono capolavori assoluti come Mercato d'inverno di William Gibson e storie micidiali come quella di John Kessel (Il prodotto puro) e di John Crowley (Neve) oltre a pagine memorabili scritte tra gli altri da gente del calibro di Gene Wolfe, Lucius Shepard e Pat Cadigan.
    Nel complesso un'antologia con una qualità media altissima, come da anni non mi capitava di leggere.
    Peccato che questo Il meglio della SF sia solo un'urania., destinato a sparire e a rimanere l'ennesimo volume meteora da prendere al volo o dimenticare per sempre.

    Iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2008/12/rapporto-letture-n…

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    Posted on Dec 29, 2008 | 7 feedbacks

La regina degli scacchi By Walter S. Tevis
  • 1 person find this helpful

    Beth Harmon m'è rimasta nel cuore. Non capita spesso di imbattersi in personaggi capaci di uscire in modo così dirompente dalle pagine di un libro.
    In effetti Walter Tevis non è nuovo a creazioni così memorabili: sia Newton, protagonista de L'uomo che cadde sulla Terra, si ... (continue)

    Beth Harmon m'è rimasta nel cuore. Non capita spesso di imbattersi in personaggi capaci di uscire in modo così dirompente dalle pagine di un libro.
    In effetti Walter Tevis non è nuovo a creazioni così memorabili: sia Newton, protagonista de L'uomo che cadde sulla Terra, sia il trittico di personaggi che vagano per la terra desolata de Solo il mimo canta al limitare del bosco erano tanto ben caratterizzati da riuscire da soli a rendere indimenticabili i romanzi che ne narravano le vicissitudini.
    Se quei due romanzi erano straordinari per la loro capacità di coniugare la fantascienza al racconto di un'alienazione totalmente e irrimediabilmente umana, La regina degli scacchi è un gioiello per la capacità che ha di raccontare il disagio e l'emarginazione, il talento e la redenzione senza nessuna concessione alla retorica o al melodramma, offrendo al contempo al lettore uno sguardo appassionato sull'universo parallelo dei giocatori di scacchi. Il genio di Beth Harmon non ha nulla di romantico, lei è tutt'altro che simpatica e Tevis non fa nulla per nascondere i suoi difetti, ma la sua presenza è tale che non puoi non appassionarti alle sue vicende, affezionarti alla sua vita e portarla poi con te fuori, nel mondo.

    Iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2008/12/rapporto-letture-n…

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    Posted on Dec 29, 2008 | Add your feedback

Trilobiti: I dodici racconti di un grande scrittore By Breece D'J Pancake
  • Sapore di terra umida e desolazione, indifferenza, odore di fumo e sconfitta. I racconti di Pancake hanno il sapore delle vecchie canzoni di Bruce Springsteen ma senza alcuna traccia di redenzione, con il panorama - bellissimo - delle montagne degli Stati Uniti orientali a fare da sfondo indifferent ... (continue)

    Sapore di terra umida e desolazione, indifferenza, odore di fumo e sconfitta. I racconti di Pancake hanno il sapore delle vecchie canzoni di Bruce Springsteen ma senza alcuna traccia di redenzione, con il panorama - bellissimo - delle montagne degli Stati Uniti orientali a fare da sfondo indifferente alle storie di famiglie disfunzionali, alle vite di uomini costretti alla solitudine e rassegnati alla sconfitta. Un libro che scava in profondità e in poche righe traccia il destino di un'intera nazione.

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    Posted on Dec 29, 2008 | Add your feedback

Brasyl: (Gollancz S.F.) By Ian McDonald
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    Ian McDonald non cessa mai di stupirmi con la sua straordinaria capacità di evocare meraviglie ovunque posi lo sguardo. Dopo l'India di River of Gods ecco questo viaggio tra le pieghe della storia del Brasile tra contorsioni quantistiche, doppelgänger a gogo, suggestioni Conrad ... (continue)

    Ian McDonald non cessa mai di stupirmi con la sua straordinaria capacità di evocare meraviglie ovunque posi lo sguardo. Dopo l'India di River of Gods ecco questo viaggio tra le pieghe della storia del Brasile tra contorsioni quantistiche, doppelgänger a gogo, suggestioni Conradiane (il viaggio nel cuore di tenebra della giungla amazzonica in questo senso è esemplare) e un'immersione totale nell'atmosfera caotica, calda e sensuale di Rio de Janeiro e San Paolo.
    Personaggi affascinanti, azione a tamburo battente e soprattutto la sfrenata immaginazione di McDonald si sviluppano e si incrociano nelle tre fasi temporali attraverso cui si dipana il volume: dall'odissea amazzonica di padre Luis alla fine del '700, alle inquietanti vicissitudini di una produttrice di tv spazzatura nella Rio odierna, fino alle strabilianti avventure di un favelado di successo nella San Paolo del 2032. In mezzo tutto il Brasile possibile, con la scrittura ritmata ed evocativa dell'autore a creare un background di suoni odori immagini e sapori che risulta presto indissolubile dalla trama fantascientifica che rende Brasyl un romanzo unico nel suo genere. Formidabile.

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    Posted on Dec 4, 2008 | Add your feedback

Perché non sono cristiano By Bertrand Russell
  • 1 person find this helpful

    Visti i tempi mefitici che ci troviamo a respirare prendere in mano un libro come questo di Bertrand Russel è una salutare boccata d'ossigeno.
    Nel corso della lettura si vivono sensazioni che vanno dalla totale ammirazione per la brillante capacità argomentativa di Russell, allo sconforto più ... (continue)

    Visti i tempi mefitici che ci troviamo a respirare prendere in mano un libro come questo di Bertrand Russel è una salutare boccata d'ossigeno.
    Nel corso della lettura si vivono sensazioni che vanno dalla totale ammirazione per la brillante capacità argomentativa di Russell, allo sconforto più terribile per quanto le cose siano rimaste ferme all'epoca in cui l'autore scriveva queste pagine. Tanto ovvie e ragionevoli sono le posizioni espresse dal filosofo inglese, tanto il mondo sembra essere rimasto bloccato in un circolo vizioso di superstizione, sospetto e intolleranza, con i culti dell'ignoranza (per usare un'espressione eganiana) che proliferano allegramente mentre il libero pensiero sembra sempre più emarginato. Ma Obama ha vinto le elezioni, quindi perché preoccuparsi?

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    Posted on Nov 7, 2008 | Add your feedback

L'istinto della caccia By Dashiell Hammett
  • Ogni volta che mi imbatto in un libro come questo non posso fare a meno di pensare che gli americani mi hanno ormai definitivamente fottuto il cervello, non senza il mio totale accordo, sia chiaro. Voglio dire, se non avessi letto Chandler nella mia adolescenza vedrei il mondo nello stesso modo?
    ... (continue)

    Ogni volta che mi imbatto in un libro come questo non posso fare a meno di pensare che gli americani mi hanno ormai definitivamente fottuto il cervello, non senza il mio totale accordo, sia chiaro. Voglio dire, se non avessi letto Chandler nella mia adolescenza vedrei il mondo nello stesso modo?
    I racconti di Dashiel Hammett raccolti in quest'antologia sono perfetti per spiegare il fascino che gli USA hanno esercitato su di me: poche balle, dialoghi fulminanti, un pragmatismo che sfiora il sublime, un rigore morale senza pari, il tutto condito con abbondanti dosi di testosterone e piombo, senza dimenticarsi di gettare uno sguardo attento alle pieghe più oscure del circondario. Questo in una serie di racconti scritti 80 anni fa. Roba da rimanerci secchi.

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    Posted on Nov 6, 2008 | Add your feedback

Looking for Jake and Other Stories By China Mieville
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    Trovato a tre sterline in una libreria di Belfast, questo volume che raccoglie 13 racconti e un fumetto scritti da China Miéville è stata una bella sorpresa.
    Il primo impatto a dir la verità non è stato dei migliori, le prime storie mi hanno lasciato piuttosto freddino, non so se per la diffic ... (continue)

    Trovato a tre sterline in una libreria di Belfast, questo volume che raccoglie 13 racconti e un fumetto scritti da China Miéville è stata una bella sorpresa.
    Il primo impatto a dir la verità non è stato dei migliori, le prime storie mi hanno lasciato piuttosto freddino, non so se per la difficoltà di entrare in sintonia con la scrittura non proprio semplice dell'autore o proprio per l'atmosfera piuttosto distaccata che contraddistingue quei racconti, ma poi mi sono imbattuto in Reports of Certain Events in London e in Familiar e da lì in poi è stato un crescendo fino all'ultima pagina del volume.
    Non sono un esperto di letteratura horror, non so quindi se le molte suggestioni che Miéville evoca nelle sue pagine siano totalmente originali o se invece siano riscritture di canoni del genere. Certo che il connubio tra creature fantastiche, approccio fantascientifico, interesse urbano e coscienza socialista che caratterizza la produzione breve di China Miéville è davvero strabiliante. Nell'antologia si passa dal classico racconto horror alla divertita sortita fanta-natalizia (in salsa rossa), dal ritorno nelle strade di New Crobuzon - la città protagonista del romanzo Perdido Street Station - con il racconto più fortemente e appassionatamente politico di tutto il volume, all'esposizione degli strani avvenimenti che coinvolgono le strade di Londra o alla descrizione di una rara malattia che preoccuperà più di un lettore. Quale che sia il tema del racconto è possibile rintracciare almeno un punto fermo nell''immaginario dell'autore: la città - intesa in tutte le sue possibili declinazioni, dalla discarica di periferia ai quartieri residenziali ai centri nevralgici del potere - che sia protagonista della storia o semplice palcoscenico, è un riferimento costante in tutti suoi racconti. Ed è proprio dal rapporto tra i suoi protagonisti e i luoghi dove vivono che nascono alcune delle creazioni migliori dell'autore, che sembra privilegiare i rapporti tra spazi e persone piuttosto che non le relazioni che si instaurano tra la varia umanità presente nelle sue pagine.
    Una nota particolare sul romanzo breve che chiude il volume. In The Tain (a proposito, voi come tradurreste Tain?) Miéville si lascia ispirare da un'invenzione di Borges per imbastire un racconto apocalittico straordinario per la forza evocativa dell'idea che lo sostiene e formidabile per la sua inesorabilità. L'odissea di Sholl per le strade di Londra mi resterà negli occhi per un bel po' di tempo.

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    Posted on Sep 3, 2008 | Add your feedback

Ogni cosa è illuminata By Jonathan Safran Foer
  • 1 person find this helpful

    Nel romanzo di Foer non tutto è illuminato, molto rimane in penombra, qualche passaggio m'è sembrato molto furbo, altri troppo poco approfonditi. Oltretutto avendo già visto il film di Liev Schreiber prima di leggere il libro avevo già qualche idea su sviluppo e personaggi e m'è un po' ... (continue)

    Nel romanzo di Foer non tutto è illuminato, molto rimane in penombra, qualche passaggio m'è sembrato molto furbo, altri troppo poco approfonditi. Oltretutto avendo già visto il film di Liev Schreiber prima di leggere il libro avevo già qualche idea su sviluppo e personaggi e m'è un po' dispiaciuto non riconoscerli compiutamente nel romanzo.
    Ma nonostante abbia apprezzato molto più l'Alex del film che quello del libro, nonostante Augustine rimanga un mistero e la storia del nonno abbia uno sviluppo diverso da quello che mi aspettavo, nonostante tutto questo Ogni cosa è illuminata rimane una delle letture migliori di questi ultimi tempi.
    Come può un romanzo tutt'altro che perfetto rimanere tanto impresso nella mente del lettore? Forse ci riesce per la strabiliante sincerità che traspare dalle pagine, forse per la passione percepibile dell'autore nei confronti del cuore del romanzo, forse per lo stile memorabile con cui è scritto. Forse perché ritrovarsi catapultati in quella sorta di Macondo ebraico che risponde al nome di Trachimbrod è un'esperienza comunque indimenticabile. E le storie, i personaggi, le parole che arrivano da quel pezzo di Ucraina dimenticato da dio e dagli uomini hanno un valore e una sensibilità universale capaci di sopperire abbondantemente all'eccesso di entusiasmo (non saprei come altro definire il difetto del romanzo) del suo autore.

    iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2008/09/rapporto-letture-a…

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    Posted on Sep 3, 2008 | Add your feedback

Coraline By Neil Gaiman
  • Cos'hanno Coraline e Stardust in comune, e in cosa sono diversi (e migliori) rispetto ad American Gods o a I ragazzi di Anansi, romanzi successivi e certo più ambiziosi?

    Le avventure della bimba nella casa parallela o la ricerca di Tristran si svolgono in mondi chiusi, mondi in cui il controll ... (continue)

    Cos'hanno Coraline e Stardust in comune, e in cosa sono diversi (e migliori) rispetto ad American Gods o a I ragazzi di Anansi, romanzi successivi e certo più ambiziosi?

    Le avventure della bimba nella casa parallela o la ricerca di Tristran si svolgono in mondi chiusi, mondi in cui il controllo dell'autore è totale, mondi in cui non si muove foglia che lui non voglia. L'invenzione regna suprema, il fascino che questi luoghi hanno sul lettore è ineguagliabile: c'è magia e sostanza, emozione e partecipazione, tensione e divertimento. Cosa chiedere di più?

    (estratto da "Parliamo di Gaiman?": http://iguanajo.blogspot.com/2006/11/parliamo-di-gaiman… )

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    Posted on Jul 29, 2008 | Add your feedback

Stardust By Neil Gaiman
  • Cos'hanno Coraline e Stardust in comune, e in cosa sono diversi (e migliori) rispetto ad American Gods o a I ragazzi di Anansi, romanzi successivi e certo più ambiziosi?

    Le avventure della bimba nella casa parallela o la ricerca di Tristran si svolgono in mondi chiusi, mondi in cui il controll ... (continue)

    Cos'hanno Coraline e Stardust in comune, e in cosa sono diversi (e migliori) rispetto ad American Gods o a I ragazzi di Anansi, romanzi successivi e certo più ambiziosi?

    Le avventure della bimba nella casa parallela o la ricerca di Tristran si svolgono in mondi chiusi, mondi in cui il controllo dell'autore è totale, mondi in cui non si muove foglia che lui non voglia. L'invenzione regna suprema, il fascino che questi luoghi hanno sul lettore è ineguagliabile: c'è magia e sostanza, emozione e partecipazione, tensione e divertimento. Cosa chiedere di più?

    (estratto da "Parliamo di Gaiman?": http://iguanajo.blogspot.com/2006/11/parliamo-di-gaiman… )

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    Posted on Jul 29, 2008 | Add your feedback

Tre storie fantastiche: Il genio nell'occhio dell'usignolo­La storia della principessa primogenita­Il fiato dei draghi By Antonia S. Byatt
  • Cercando qualcosa di sottile da leggere nella mia libreria mi sono ritrovato tra le mani quasi per caso Tre storie fantastiche di Antonia Susan Byatt. Le tre storie che compongono il volume sono la prima un fantastico romanzo breve (Il genio nell'occhio d'usignolo), le altre (La storia della princip ... (continue)

    Cercando qualcosa di sottile da leggere nella mia libreria mi sono ritrovato tra le mani quasi per caso Tre storie fantastiche di Antonia Susan Byatt. Le tre storie che compongono il volume sono la prima un fantastico romanzo breve (Il genio nell'occhio d'usignolo), le altre (La storia della principessa primogenita e Il fiato dei draghi) due racconti che rientrano più propriamente nel territorio delle fiabe.

    Quello che ho apprezzate è il felice connubio tra situazioni e personaggi propri del mondo della fiaba e del racconto fantastico classico e una scrittura perfettamente conscia di ritrovarsi alla fine del ventesimo secolo. Così accanto alla comparsa di genii della lampada, incantesimi e animali più o meno benigni si trovano riflessioni
    sull'arte del narrare, sulla consapevolezza delle storie passate, sul senso stesso del raccontare.
    Lettura ottima e più che consigliabile.

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    Posted on Jul 28, 2008 | Add your feedback

Cosmix bandidos By Alan C. Weisbecker
  • Cosmix bandidos di Allan Weisbecker è un romanzo scatenato, leggero e (molto) divertente. Quando la fisica quantistica incontra Bugs Bunny, con contorno di esplosioni, inseguimenti, giungle tropicali, banane, contrabbandisti e giovani fanciulle ninfomani.
    Da leggere.

    (2003)

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    Posted on Jul 22, 2008 | Add your feedback

Solo il mimo canta al limitare del bosco: Nord - SF Narrativa d'anticipazione, 36 By Walter S. Tevis
  • Dopo averlo recuperato in una libreria sperduta specializzata in libri usati e reminders ho finalmente letto Solo il mimo canta al limitare del bosco di Walter Tevis. Il romanzo m'è piaciuto quanto se non di più de L'uomo che cadde sulla terra: stessa atmosfera melanconica di quieta disperazione, al ... (continue)

    Dopo averlo recuperato in una libreria sperduta specializzata in libri usati e reminders ho finalmente letto Solo il mimo canta al limitare del bosco di Walter Tevis. Il romanzo m'è piaciuto quanto se non di più de L'uomo che cadde sulla terra: stessa atmosfera melanconica di quieta disperazione, altri personaggi indimenticabili con in più una vicenda da fine-del-mondo, un grande
    amore per libri e scrittura e pochissima retorica. E poco importa quanto sia credibile l'evoluzione dell'umanità che si prospetta l'autore se il suo romanzo è capace di emozionare comunque.

    (2003)

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    Posted on Jul 22, 2008 | Add your feedback

Luminous: Urania 1412 By Greg Egan
  • 1 person find this helpful

    Greg Egan è un grande autore. Anche in questi racconti (soprattutto in questi racconti) riesce a coniugare la scienza più hard (tanto da non sembrare nemmeno fanta) ad una riflessione mai banale sull'uomo.
    Consigliatissimo a tutti.

    (2001)

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    Posted on Jul 21, 2008 | 2 feedbacks

Corpo a corpo By Iain M. Banks
  • Inquietante e meraviglioso.
    Bello e consigliato.

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    Posted on Jul 21, 2008 | Add your feedback

La vera storia del pirata Long John Silver By Björn Larsson
  • 2 people find this helpful

    La vera storia del pirata Long John Silver è uno dei migliori libri letti negli ultimi anni.

    Son partito col botto, adesso provo a spiegarmi.

    La vera storia del pirata Long John Silver è un romanzo con delle pretese:
    - è un'opera metaletteraria: John Silver è il coprotagonista de L' ... (continue)

    La vera storia del pirata Long John Silver è uno dei migliori libri letti negli ultimi anni.

    Son partito col botto, adesso provo a spiegarmi.

    La vera storia del pirata Long John Silver è un romanzo con delle pretese:
    - è un'opera metaletteraria: John Silver è il coprotagonista de L'isola del tesoro di Stevenson e nel corso della vicenda incontra (e gli sarà di ispirazione) Defoe;
    - è un romanzo storico: tutti gli avvenimenti si svolgono sulla base di fatti storicamente precisi;
    - è un romanzo di denuncia sociale: sulle condizioni di vita dei marinai dei tempi romantici della pirateria e sulle strutture sociali della pirateria stessa.

    Ma soprattutto La vera storia del pirata Long John Silver è un grandioso romanzo d'avventure, un libro che si legge d'un fiato per il fascino dei personaggi e dei luoghi, per le emozioni che suscita, per la ricchezza dei contenuti.

    (2000)

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    Posted on Jul 21, 2008 | Add your feedback

L'arcobaleno della gravità By Thomas Pynchon
  • Questo romanzo è un capolavoro, uno di quei libri che nonostante l'inadeguatezza del lettore (di questo lettore almeno) ti lasciano a bocca aperta per la qualità e la densità della scrittura.

    Quello che più mi piacerebbe riuscire a capire (oltre a riuscire a comprendere qual è il senso ultimo ... (continue)

    Questo romanzo è un capolavoro, uno di quei libri che nonostante l'inadeguatezza del lettore (di questo lettore almeno) ti lasciano a bocca aperta per la qualità e la densità della scrittura.

    Quello che più mi piacerebbe riuscire a capire (oltre a riuscire a comprendere qual è il senso ultimo del romanzo), è quanto della Storia attraverso la quale si muove la vicenda sia realmente accaduta e quanto sia frutto della mente geniale dell'autore.
    Una cosa è certa: non ho mai letto un'opera con una scrittura così funambolica. È una lettura che costa fatica, ma ogni pagina è degna dello sforzo fatto e anche se alla fine tanto rimane incompreso L'arcobaleno della gravità è uno di quei romanzi capaci di regalare comunque grandi soddisfazioni.

    (1999)

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    Posted on Jul 17, 2008 | 1 feedback

Acqua, luce e gas: La trilogia dei lavori pubblici By Matt Ruff
  • 2 people find this helpful

    Questo romanzo non è solo divertente, ma è anche curioso e intelligente, ed è avvincente fino all'ultima pagina.

    I personaggi che abitano queste pagine sono spettacolari, ma la cosa migliore sono il cumulo di informazioni curiose, le varie digressioni e le invenzioni con cui l'autore infarcisc ... (continue)

    Questo romanzo non è solo divertente, ma è anche curioso e intelligente, ed è avvincente fino all'ultima pagina.

    I personaggi che abitano queste pagine sono spettacolari, ma la cosa migliore sono il cumulo di informazioni curiose, le varie digressioni e le invenzioni con cui l'autore infarcisce il romanzo.

    Memorabile.

    (2000)

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    Posted on Jul 15, 2008 | Add your feedback

Eureka Street By Robert McLiam Wilson
  • 1 person find this helpful

    Tutte le storie sono storie d'amore

    Il più bel libro letto nel 2002 e una delle letture più memorabili di questi ultimi anni.
    Oltre ad essere un romanzo illuminante sulla situazione nordirlandese alla fine del XX secolo Eureka Street di Robert McLiam Wilson è soprattutto un libro estremamente divertente e terribilmente commovent ... (continue)

    Il più bel libro letto nel 2002 e una delle letture più memorabili di questi ultimi anni.
    Oltre ad essere un romanzo illuminante sulla situazione nordirlandese alla fine del XX secolo Eureka Street di Robert McLiam Wilson è soprattutto un libro estremamente divertente e terribilmente commovente su Belfast e i suoi abitanti.
    Un romanzo come vorresti sempre incontrarne.

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    Posted on Jul 14, 2008 | Add your feedback

Visioni rock By Lewis Shiner
  • 1 person find this helpful

    Coinvolgente, intenso ed emozionante.
    Ma Visioni Rock è anche il più interessante excursus sulla storia musicale dei sixties che abbia mai letto.

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    Posted on Jul 11, 2008 | Add your feedback

La notte che bruciammo Chrome By William Gibson
Finished in 1989
Finished (re-read) in 2000

Review

Edit / Review
  • In questo volume sono raccolti i racconti che hanno cambiato definitivamente la mia percezione della fantascienza.

    Più che un libro, una leggenda.

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    Posted on Jul 3, 2008 | Add your feedback

L'accademia dei sogni By William Gibson
  • 2 people find this helpful

    L'accademia dei sogni rappresenta un grosso passo in avanti rispetto agli ultimi romanzi di Gibson e un enorme passo avanti rispetto ad American Acropolis.
    Una lettura adatta a questi tempi, uno sguardo lucidamente fantascientifico sulla nostra realta'.

    Alcune note sparse:
    - il roman ... (continue)

    L'accademia dei sogni rappresenta un grosso passo in avanti rispetto agli ultimi romanzi di Gibson e un enorme passo avanti rispetto ad American Acropolis.
    Una lettura adatta a questi tempi, uno sguardo lucidamente fantascientifico sulla nostra realta'.

    Alcune note sparse:
    - il romanzo parte come fosse la versione narrativa di No Logo, e un po' si rimpiange il deragliamento verso qualcosaltro, verso i confini di logoland;
    - nonostante una scrittura freddissima, quasi chirurgica, Gibson non lesina emozioni al lettore. E la fantascienza (assente di fatto, ma aleggiante in spirito) lo aiuta non poco.
    - i personaggi di Gibson sono sempre piu' evanescenti, vengono definiti quasi solo da quello che li circonda. Da cio' che li veste;
    - i veri protagonisti del romanzo, gli elementi cui Gibson infonde il suo personale soffio vitale non sono persone, sono le citta', i luoghi reali o quelli solo immaginati. Londra Tokyo Mosca diventano percepibili come mai prima. Gli scorci di architettura post industriale, le luci e, ovunque, i marchi, definiscono le identita' e le differenze. Globalizzazione vs. localismo.
    - Gibson non rimpiange il passato, ma una qualche nostalgia forse c'e'. Come spiegare altrimenti le visiere cromate, i Case nel testo, i giubbotti scuri?
    - Io invece rimpiango un pochino le storie dal basso: in questo romanzo c'e' tutto un dispiegarsi di piani alti, lusso consumistico e ricchezza sfrenata. Alla lunga lo sfoggio e' quasi irritante.
    - Gibson cede qualcosa al nuovo corso Stephensoniano. Altrimenti i Curta che ci stanno a fare? Pero' i suoi crittografi sono molto piu' scoppiati.
    - Gli hacker dello Sprawl si sono trasformati in cacciatori semiotici. Non so bene cosa significhi, se sia bene o male, ma ok, di storie come questa ne voglio ancora.
    - e poi non c'e' un solo pc in tutto il romanzo!

    (2004)

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    Posted on Jul 2, 2008 | 2 feedbacks

L'urlo e il furore By William Faulkner
  • 2 people find this helpful

    Finalmente l'ho letto. Era da parecchi anni che io e questo romanzo ci fiutavamo da lontano. Periodicamente il nome di Faulkner saltava fuori nei più diversi contesti, e il titolo del romanzo era spesso citato da molte delle persone di cui apprezzavo gusti e letture. Ma per un motivo o per l'altro ... (continue)

    Finalmente l'ho letto. Era da parecchi anni che io e questo romanzo ci fiutavamo da lontano. Periodicamente il nome di Faulkner saltava fuori nei più diversi contesti, e il titolo del romanzo era spesso citato da molte delle persone di cui apprezzavo gusti e letture. Ma per un motivo o per l'altro rimandavo sempre il momento di prendere il libro in mano.

    In effetti L'urlo e il furore è tutt'altro che una lettura semplice, ma oh… che soddisfazione arrivare in fondo.
    Per quanto io sia facile all'entusiasmo sono davvero poche le volte che ho usato il termine capolavoro, però il romanzo di Faulkner se lo merita tutto. La progressione labirintica della vicenda, il pugno di personaggi che la muovono, la capacità di Faulkner di dare una voce unica e irripetibile ai vari membri della famiglia Compton nelle quattro parti che compongono il testo, la forza devastante con cui conduce in porto una storia tragica e sublime, tutto si fonde in un'opera davvero fondamentale nel panorama letterario del ventesimo secolo.
    Per concludere questa nota vi lascio con le parole di Faulkner, in un brano citato anche nella postfazione di Bertolucci, che mi pare descriva in maniera perfetta il rapporto che lega autore e lettore nel viaggio tra le pagine di questo volume: "Tu e io soltanto allora tra l'esecrazione e l'orrore in un cerchio di pura fiamma."

    (iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2008/07/rapporto-letture-g… )

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    Posted on Jul 2, 2008 | 1 feedback

Dance dance dance By Haruki Murakami
  • 1 person find this helpful

    Dance Dance Dance è il romanzo di Murakami che mi ha lasciato più soddisfatto, probabilmente per la capacità del suo autore di mantenersi in straordinario equilibrio tra la tensione del mistery e la struggente sensazione di solitudine, tra le suggestioni del fantastico e il realismo insopprimibile d ... (continue)

    Dance Dance Dance è il romanzo di Murakami che mi ha lasciato più soddisfatto, probabilmente per la capacità del suo autore di mantenersi in straordinario equilibrio tra la tensione del mistery e la struggente sensazione di solitudine, tra le suggestioni del fantastico e il realismo insopprimibile del vivere sul confine tra culture diverse.
    Un romanzo incredibilmente denso e leggero e affascinante. Memorabile.

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    Posted on Jun 30, 2008 | Add your feedback

Norwegian Wood: Tokyo blues By Haruki Murakami
  • Il primo Murakami non si scorda mai.
    Intenso, dolce, oscuro e malato.
    Ma sempre sempre sempre delicato e meraviglioso.

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    Posted on Jun 30, 2008 | Add your feedback

ASH: A Secret History By Mary Gentle
  • Le meravigliose avventure di Ash condottiere del XV secolo

    Quando ho finito Ash sono rimasto senza fiato.

    La conclusione, anzi, le conclusioni soddisfano completamente tutte le esigenze del lettore: altre sorprese, azione estrema, dolcezza e disperazione e strizzatine d'occhi, ...e fantascienza a palate (non necessariamente in quest'ordine). N ... (continue)

    Quando ho finito Ash sono rimasto senza fiato.

    La conclusione, anzi, le conclusioni soddisfano completamente tutte le esigenze del lettore: altre sorprese, azione estrema, dolcezza e disperazione e strizzatine d'occhi, ...e fantascienza a palate (non necessariamente in quest'ordine). Neanche l'autrice si fosse risparmiata nel migliaio di pagine precedenti.

    Inizialmente ho avuto qualche perplessità sulla effettiva fantascientificità del romanzo, beh, mi sbagliavo: Ash è sf cristallina. Certo, nelle 1112 pagine della vicenda trovano posto molte altre cose: il romanzo storico, la ricostruzione ambientale (eccezionale questo aspetto), lo sviluppo dei personaggi e poi azione azione azione e sorprese sorprese sorprese.
    Ecco, se c'è qualche difetto nello sviluppo del romanzo è forse nel volere quasi (quasi!) forzare il ritmo dei cliff-hanger (ce n'è più o meno uno ogni 80 pagine), il che costringe il lettore a stringersi alla poltrona, trattenere il respiro e sfogliare le pagine come un forsennato. Questa cosa rischia di far passare in secondo piano la densità e profondità del testo.
    E nell'eccesso di sorprese pare di cogliere a volte anche qualche furbizia dell'autrice che in questa maniera distrae il lettore dal fulcro della storia.
    Ma sono difetti veniali. Perché Ash è un libro che rimane nella memoria, che stupisce, commuove, appassiona, un romanzo davvero meraviglioso. Consigliatissimo.

    (2002)

    (NB: il romanzo è edito in italia da Fanucci diviso in quattro volumi)

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    Posted on Jun 27, 2008 | Add your feedback

Storie di Nevèrÿon: Armenia Fantascienza 7 By Samuel R. Delany
  • Storie di Nevèrÿon per me è stata una sorta di folgorazione, il primo romanzo di Delany letto e quello di cui serbo il ricordo migliore. Solo dopo averlo finito mi sono messo in caccia degli altri suoi romanzi che però, sebbene superiori alla media, in nessun caso raggiungono il livello delle Storie ... (continue)

    Storie di Nevèrÿon per me è stata una sorta di folgorazione, il primo romanzo di Delany letto e quello di cui serbo il ricordo migliore. Solo dopo averlo finito mi sono messo in caccia degli altri suoi romanzi che però, sebbene superiori alla media, in nessun caso raggiungono il livello delle Storie (anche se a volte ci arrivano vicino, vedi Triton).

    (2001)

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    Posted on Jun 27, 2008 | Add your feedback

Il cerchio della ragione By Amitav Ghosh
  • 1 person find this helpful

    Voglio condividere con voi l'entusiasmo per la lettura di questo romanzo di Amitav Ghosh. "Il cerchio della ragione" è davvero magnifico.
    Un libro che ha allargato un pochino gli orizzonti di quello che considero il mio mondo, che racconta di persone lontane e di luoghi sconosciuti e ne fa vi ... (continue)

    Voglio condividere con voi l'entusiasmo per la lettura di questo romanzo di Amitav Ghosh. "Il cerchio della ragione" è davvero magnifico.
    Un libro che ha allargato un pochino gli orizzonti di quello che considero il mio mondo, che racconta di persone lontane e di luoghi sconosciuti e ne fa vivere le storie (un sacco di storie!), che parla della vita, dell'universo e di tutto quanto..
    Davvero un grande romanzo.

    (2003)

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    Posted on Jun 27, 2008 | Add your feedback

Lettera a Berlino By Ian McEwan
  • Probabilmente il romanzo di McEwan a cui sono più affezionato. Anche in questo caso, nonostante le apparenze che lo avvicinano al tipico best-seller spionistico a la Ludlum, emerge preponderante una delle caratteristiche più significative dell'autore: la capacità ineguagliabile di esplorare i territ ... (continue)

    Probabilmente il romanzo di McEwan a cui sono più affezionato. Anche in questo caso, nonostante le apparenze che lo avvicinano al tipico best-seller spionistico a la Ludlum, emerge preponderante una delle caratteristiche più significative dell'autore: la capacità ineguagliabile di esplorare i territori ambigui della morale con una lucidità senza compromessi che sfiora la morbosità, ma che è al contempo priva di qualsiasi compiacimento o moralismo. Rimanendo sempre e comunque profondamente morale.

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    Posted on Jun 26, 2008 | Add your feedback

Bambini nel tempo By Ian McEwan
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    Agghiacciante se hai dei figli, ma in un modo molto molto inglese.
    Comunque bellissimo.

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Il giardino di cemento By Ian McEwan
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    La cronaca della vita quotidiana di una famiglia particolare. Conturbante e trasgressivo, ma al contempo pieno di umanità, Il giardino di cemento è un romanzo in cui McEwan rigira la morale comune come un guanto. Decisamente inquietante ma indimenticabile.

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    Posted on Jun 26, 2008 | Add your feedback

Q By Luther Blissett
  • Finalmente uno romanzo italiano straordinario.
    Ciò che mi ha entusiasmato in Q è la possibilità che offre di letture le più diverse e/o complesse. Dalla ricostruzione storica, alla lettura politica, dalla pura tensione avventurosa alla vicenda più propriamente religioso/spirituale.
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    Finalmente uno romanzo italiano straordinario.
    Ciò che mi ha entusiasmato in Q è la possibilità che offre di letture le più diverse e/o complesse. Dalla ricostruzione storica, alla lettura politica, dalla pura tensione avventurosa alla vicenda più propriamente religioso/spirituale.
    Un romanzo grandioso.

    (2003)

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    Posted on Jun 25, 2008 | Add your feedback

Intelligenza e pregiudizio By Stephen J. Gould
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    Intelligenza e pregiudizio è un saggio del compianto Stephen J. Gould che fa la storia delle varie correnti scientifiche che si prefiggevano di misurare e classificare l'uomo e la sua intelligenza dall'800 fino ai giorni nostri.
    Intelligenza e pregiudizio è una lettura fondamentale per capire c ... (continue)

    Intelligenza e pregiudizio è un saggio del compianto Stephen J. Gould che fa la storia delle varie correnti scientifiche che si prefiggevano di misurare e classificare l'uomo e la sua intelligenza dall'800 fino ai giorni nostri.
    Intelligenza e pregiudizio è una lettura fondamentale per capire come i pregiudizi possano distorcere il valore sperimentale di ricerche eseguite con le migliori intenzioni (per non parlare di quelle eseguite con scopi che di buono hanno invece molto molto poco...) e per comprendere come molte teorie cosiddette scientifiche si basino sul nulla sperimentale.
    Intelligenza e pregiudizio è poi illuminante nell'evidenziare quali possano essere le tremende conseguenze politico/sociali di tali aberrazioni teoriche quando prendono la sostanza di leggi scientifiche.

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    Posted on Jun 24, 2008 | Add your feedback

La leggenda dei monti naviganti By Paolo Rumiz
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    La leggenda dei monti naviganti è la cronaca in due parti dell'esplorazione compiuta dall'autore tra le montagne che circondano e percorrono, uniscono e dividono, caratterizzano e danno un senso alla nostra penisola. Un racconto di viaggio al termine del quale ci si ritrova a contemplare le Alpi e g ... (continue)

    La leggenda dei monti naviganti è la cronaca in due parti dell'esplorazione compiuta dall'autore tra le montagne che circondano e percorrono, uniscono e dividono, caratterizzano e danno un senso alla nostra penisola. Un racconto di viaggio al termine del quale ci si ritrova a contemplare le Alpi e gli Appennini con sguardo rinnovato, come se fossero appena apparse nel solito panorama quotidiano che ci circonda.

    Partendo dalle Alpi, e proseguendo poi tra le montagne misteriose e disabitate dell'Appennino, il racconto di Rumiz meraviglia ed emoziona per l'incanto innato della montagna, affascina e colpisce per la passione civile e la partecipazione umana che riesce a infondere alle sue pagine, diverte e appassiona per la capacità dell'autore di mescolare sensazioni personali con l'informazione sui luoghi e sulle decine di persone incontrate lungo la strada.
    Il quadro che dipinge Rumiz non è mai consolante o accondiscendente. Dietro il fascino indubbio dei luoghi appare sempre lo spettro dello sfruttamento insensato (vedi per esempio la visita al Vajont, o gli altri passaggi tra le montagne venete) o la colpevole incuria che ha portato tra l'altro al progressivo spopolamento della dorsale appenninica. Ovunque appaiono tracce dello stato di abbandono di cui soffre la montagna, sempre subalterna e ignorata nelle sue caratteristiche, nelle sue necessità dai centri del potere. Ancora più forte appare il contrasto tra la ricchezza umana e la diversità che ha sempre distinto le genti di montagna rispetto all'omologazione delle pianure invase da autostrade e centri commerciali.
    E se a volte Rumiz eccede forse nella retorica del montanaro duro e puro, non si possono non concedere all'autore tutte le attenuanti e sacrosante ragioni di chi quei luoghi conosce e ama, di chi assiste arrabbiato ma impotente al progressivo deteriorarsi di ambienti e comunità che nonostante tutto non si sono ancora arrese all'inclemenza di questo tempo globalizzato.

    Ma ben oltre al suo contenuto politico La leggenda dei monti naviganti è soprattutto un libro che racconta le nostre montagne come mai prima m'era capitato di leggere. È un invito costante alla scoperta, un elogio al viaggio lento, a piedi o in bicicletta o nel caso del reportage appenninico su una vecchia topolino, con la consapevolezza che solo una progressiva (e faticosa, aggiungo io) immersione nel luogo ne permette una reale conoscenza, uno scambio tra viaggiatore e luogo visitato. Un volume che dell'incontro con l'altro, che sia l'ignoto escursionista incontrato nel rifugio alpino, il personaggio del luogo o una persona qualsiasi lungo la strada, fa il paradigma dell'esplorazione.

    La leggenda dei monti naviganti è un libro che ti lascia migliore di come ti ha trovato, con la coscienza che a due passi dalle nostre case si aprono territori ricchi di fascino e cultura, luoghi e persone che meritano più rispetto e più riconoscenza di quella che il resto d'Italia sembra attribuirgli.
    Un libro da leggere e un mondo da (ri)scoprire, cosa chiedere di più?

    (iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2008/01/la-leggenda-dei-mo… )

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    Posted on Jun 23, 2008 | Add your feedback

Gomorra: Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra By Roberto Saviano
  • Non sono in grado di parlare razionalmente di questo libro. L'unica cosa che posso dire è leggetelo, leggetelo, leggetelo. Gomorra è un libro lucido e terrificante, documentato ed emozionante. Alla fine non vedrete più il nostro paese con gli stessi occhi.
    Onore a Saviano, è grazie a persone co ... (continue)

    Non sono in grado di parlare razionalmente di questo libro. L'unica cosa che posso dire è leggetelo, leggetelo, leggetelo. Gomorra è un libro lucido e terrificante, documentato ed emozionante. Alla fine non vedrete più il nostro paese con gli stessi occhi.
    Onore a Saviano, è grazie a persone come lui che forse non tutto è ancora perduto.

    (iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2007/11/rapporto-letture-s… )

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    Posted on Jun 20, 2008 | Add your feedback

Erano solo ragazzi in cammino: Autobiografia di Valentino Achak Deng By Dave Eggers
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    Dave Eggers colpisce ancora: oltre ad essere probabilmente uno dei più grandi narratori della contemporaneità occidentale riesce con il suo nuovo romanzo a realizzare un piccolo miracolo, regalando le sue capacità compositive a una storia che doveva essere raccontata.

    Eravamo solo ragazz ... (continue)

    Dave Eggers colpisce ancora: oltre ad essere probabilmente uno dei più grandi narratori della contemporaneità occidentale riesce con il suo nuovo romanzo a realizzare un piccolo miracolo, regalando le sue capacità compositive a una storia che doveva essere raccontata.

    Eravamo solo ragazzi in cammino (What is the What) è l'autobiografia di Valentino Achak Deng: la storia della sua odissea, dalla distruzione del suo villaggio nel Sudan meridionale all'approdo negli Stati Uniti tredici anni dopo, fino alla pubblicazione di questo libro.
    Un autobiografia che è un romanzo perché, come racconta Valentino nelle prime pagine del volume, non tutto quello che succede nel corso della storia è capitato a lui, e non tutto quello che è capitato a lui è raccontato nelle pagine del volume.
    Ma non c'è esagerazione, finzione o invenzione nel racconto della sua storia, piuttosto la semplice impossibilità per un bambino in fuga di ricordare e registrare tutti i terrificanti particolari di un esodo di massa attraverso un paese in guerra.

    Se c'è un merito in questo romanzo è quello di restituire un'identità, una voce, una storia a quell'umanità indistinta che etichettiamo superficialmente come profuga.
    Dalle pagine del libro emerge chiaramente la terrificante realtà dei conflitti africani (in questo caso il Sudan), e grazie al racconto di Valentino le sterminate fila di popolazioni in marcia che a tutti è capitato di vedere in tv assumono realtà e sostanza anche per chi come me non era mai riuscito a farsene una ragione, che il profugo è sempre stato una figura astratta, un simbolo e una categoria, sempre coniugato al plurale e mai identificato con un nome, una persona, una vita. Le persona in marcia viste da un elicottero o riprese da un fuoristrada delle nazioni unite di passaggio difficilmente riescono a diventare individui. Eravamo solo ragazzi in cammino restituisce storia e dignità a tutte queste persone. Di più: gli offre la possibilità di essere riconosciuti come individui.

    Anche solo per questo motivo leggere Eravamo solo ragazzi in cammino è un'esperienza memorabile. Ma probabilmente l'aspetto puramente documentativo sarebbe poca cosa se non fosse accompagnato dalla capacità dell'autore di intrattenere e accompagnare il lettore attraverso le varie esperienze che hanno segnato la vita di Valentino. In questo senso il lavoro di Dave Eggers è stato fondamentale: l'autore non si limite a far sua la voce del narratore, ma costruisce e organizza il racconto in maniera mirabile incrociando l'attualità della vita di Valentino negli Stati Uniti con il suo passato di bambino in fuga prima e di abitante di un campo profughi poi. Costruendo in questo modo un romanzo incredibilmente realistico, emozionante, avvincente.
    Un romanzo da leggere assolutamente.

    (iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2007/07/ragazzi-in-cammino… )

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    Posted on Jun 19, 2008 | Add your feedback

Comma 22 By Joseph Heller
Finished in 1985
Finished (re-read) in 2001

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    Yossarian vive.

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    Posted on Jun 13, 2008 | Add your feedback

Necroville By Ian McDonald
  • Amore a prima vista. Un romanzo che ti riconcilia con la vita l'universo e tutto quanto di fantascientifico ti salti in mente di infilarci.

    In Necroville c'è tutto: l'immortalità e la rete, il cyber più estremo condito con un pizzico di space opera, la tragedia e il romanticismo, un goccio di ... (continue)

    Amore a prima vista. Un romanzo che ti riconcilia con la vita l'universo e tutto quanto di fantascientifico ti salti in mente di infilarci.

    In Necroville c'è tutto: l'immortalità e la rete, il cyber più estremo condito con un pizzico di space opera, la tragedia e il romanticismo, un goccio di misticismo e teologia spicciola insieme a terabytes di azione.
    Nonostante la presenza di un'unica scena di sesso, disperata e travolgente, romantica e molto fantascientifica, in tutto il libro si respira anche una certa atmosfera erotica. Sarà tutto quel parlare di morte, resurrezione, desiderio e carnalità…

    E poi tutte le citazioni cine-bibliofile... (se ne ho colta qualcuna io ce ne saranno a centinaia).
    Ian McDonald è un mago della parola, ha un'immaginazione strepitosa e una coerenza perfetta. Ama i suoi personaggi e li rende assolutamente credibili per quanto impossibili siano le loro vite. Non avrei mai creduto di poter accettare senza batter ciglio (o senza frullare il libro) una frase come "penso che sto rischiando di innamorarmi di te, stupido bastardo", eppure Ian McDonald ci è riuscito.
    Onore al merito.

    (1997)

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    Posted on Jun 13, 2008 | Add your feedback

Neuromante: Urania Collezione 002 By William Gibson
Finished in 1987
Finished (re-read) in 2003

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