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- Memorie di un porcospino (13)
- By Alain Mabanckou
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Finished in Oct 2009
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- Humus (5)
- By Fabienne Kanor
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Finished in Mar 2009
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- Il morso del leopardo (6)
- By Wilfried N'Sondé
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Finished in Jan 2009
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- Cane mangia cane (7)
- By Nicholas Mhlongo
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Finished in Nov 2008
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- Bridge road (2)
- By Mamadou Mahmoud N'Dongo
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Finished in Oct 2007
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- African psycho (11)
- By Alain Mabanckou
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Finished in Apr 2007
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Rassegna stampa del Manifesto del 31Luglio 2007 -
Alan Mabanckou fa parte della giovane generazione di scrittori che si è allontanata dal continente africano e che ha scelto la narrativa per raccontare sotto i tratti della finzione le esperienze del suo paese d'origine, giocando con i generi letterari, la letteratura (classica o contemporanea) e la ... (continue)
- — Nov 13, 2008 | Add your feedback
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- Gli Stati Uniti d'Africa (105)
- By Abdourahman A. Waberi
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Finished in Mar 2007
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Articolo del Secolo d'Italia del 26 Giugno 2007 -
Che cosa si può fare per sensibilizzare la politica e la diplomazia internazionale ad affrontare e risolvere per tempo debito una situazione catastrofica.
Ci prova "uno di loro" (uno di noi?) con un piccolo grande romanzo. Lui porta il nome impronunciabile di Abdourahaman Waberi, viene dal corn ... (continue) - — Nov 25, 2008 | Add your feedback
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- Fuori stagione (8)
- By Marie Ndiaye
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Finished in Jan 2007
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Articolo di Psychologies dell'Aprile 2007 -
Una scrittura incalzante, come la pioggia che scroscia implacabile dopo l'estate nel piccolo paese di L. E ci trasporta in un luogo oscuro e misterioso, in bilico tra sogno e incubo, dove il protagonista smarrisce le sue certezze e la sua identità di fronte ad un universo che credeva di conoscere e ... (continue)
- — Nov 22, 2008 | Add your feedback
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- La fabbrica di cerimonie (9)
- By Kossi Efoui
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Finished in May 2006
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Articolo de Il cittadino del 22 giugno 2006 -
Romanzo satirico e carnevalesco, caratterizzato da un linguaggio visionario che procede al ritmo delle ripetizioni e dei rimandi. La fabbrica di cerimonie è una gigantesca farsa che non risparmia nessuno. L'Africa ci appare come un paese smembrato e caotico, pronto a vendersi al miglior offerente, m ... (continue)
- — Nov 21, 2008 | Add your feedback
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- Io, albero (4)
- By Audrey Pulvar
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Finished in Jan 2006
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Articolo de Il manifesto del 30 Luglio 2006 -
Da Cuba alla Madinia, nome che gli indiani caraibici davano alla Martinica, paese d'origine della giornalista televisiva Andrey Pulvar. Nel romanzo Io, Albero, Pulvar racconta l'isola dei fiori seguendo tre generazioni di donne. Il centro, però, è la piccola Eva, bambina selvatica e sensibile, che n ... (continue)
- — Nov 22, 2008 | Add your feedback
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- Lisahohé (8)
- By Ananissoh Théo
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Finished in Jan 2006
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Articolo su Nigrizia del Giugno 2006 -
Il ritorno, dopo quindici anni di assenza alla cittadina natale in mezzo alla savana.
Un libro di cui viene da sposare l'affermazione di un suo recensore (Kangni Alem, togolese come Ananissoh) <<Non si può riassumere questo romanzo: ci si lascia portare dalle sue frasi, classiche e tenui& ... (continue) - — Nov 25, 2008 | Add your feedback
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- Rosie Carpe (13)
- By Marie Ndiaye
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Finished in Oct 2005
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Articolo dell'Internazionele del 26 Gennaio 2006 -
Sullo sfondo di una natura rigogliosa che rimanda inevitabilmente al suo contrario, la decomposizione e la morte, Marie Ndiaye - autrice anche di libri per bambini - racconta una storia sull'aspetto più inquetante del male, l'indifferenza.
Un romanzo che mette a disagio il lettore, ma lo cattu ... (continue) - — Nov 25, 2008 | Add your feedback
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- La festa delle maschere (8)
- By Sami Tchak
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Finished in Jun 2005
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Articolo de l'Unita del 19 settembre 2005 -
Dal Togo arriva questo romanzo di Sami Tehak, già autore presso Gallimard di opere narrative saggistiche dedicate, tra l'altro, alla sessualità femminile e alla piaga dell'Aids in Africa, oltre che al dramma della prostituzione a Cuba. La raffinata cultura dell'autore, dotato di un ampio bagaglio di ... (continue)
- — Nov 22, 2008 | Add your feedback
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- Transit (14)
- By Abdourahman A. Waberi
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Finished in Apr 2005
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Articolo su Left del 18 Maggio 2006 -
waberi, con una scrittura potente e poetica, ci racconta un altro volto dell'Africa, quella <<di bambini della notte, che sanno di essere perdenti ma non si arrendono>>.
Anche quando, come nel suo ultimo romanzo Transit, la scena non si svolge più in Africa, ma in un "non luogo" com ... (continue) - — Nov 25, 2008 | Add your feedback
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- D'acque dolci (26)
- By Fabienne Kanor
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Finished in Mar 2005
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Rassegna stampa su Stilos del 21 Giugno 2005 -
Ossessività allucinata pare la caratteristica fondamentale di questa opera prima di Fabienne Kanor, trentenne giornalista del "Sud Quoridien".
La <<sitiazione degli estremi>>, già proposta in parecchi romanzi, almeno sin dagli anni Cinquanta, è qui reinpiegata non solo per ottenere ... (continue) - — Nov 13, 2008 | Add your feedback
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Bridge road
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Intervista all'autore uscita su La repubblica delle Donne dell' 1 Dicembre 2007Come mai ha scelto di scrivere Bridge Road come un noir?
Perchè è il genere che comunica al meglio la tragedia umana. Considero noir non solo i romanzi di Dashiell Hammett o Jim Thompson, per me maestri assoluti del genere, ma anche i libri di Dostoevskj e Faulkner.
Quindi l'ind ... (continue)
Come mai ha scelto di scrivere Bridge Road come un noir?
Perchè è il genere che comunica al meglio la tragedia umana. Considero noir non solo i romanzi di Dashiell Hammett o Jim Thompson, per me maestri assoluti del genere, ma anche i libri di Dostoevskj e Faulkner.
Quindi l'indagine investigativa come indagine esistenziale?
Il noir non si interessa della soluzione di un'indagine, ma piuttosto al fatto che l'indagine diventa la ricerca di se stessi. Pone più domande di quanto non dia risposte. Il mio romanzo ha esattamente questo scopo.
Un libro sospeso tra memoria e discrimazioni?
Negro, uomo di colore, nero-americano, afro-americano. Tutti questi nomi sono la storia della mia razza. Sono quello che ho raccontato.
Nomi che influiscono sulla solitudine dei suoi protagonisti, sopratutto quelli femminili?
I miei personaggi sono esseri feriti e soli. Tutti cercano risposte, ma gli esseri umani hanno un desiderio profondo di non sapere la verità.
Lei, originario del Senegal, vive a Parigi: nell'attuale Francia quanto spazio c'è per la memoria? E per le discriminazioni? Si può parlare di una discriminazione che parte già dalla memoria?
Devo dire che in questi ultimi dieci anni c'è stato da parte dei politici un riconoscimento dell'altro, della diversità, della sua memoria. E la destra ha saputo fare quello che la sinistra francese non ha saputo o voluto. Questo potrebbe spiegare la sconfitta alle presidenziali del 2007. Quindi non parleri tanto di discriminazione, quanto di una più forte volontà di farsi sentire: questa volontà espressaspesso nelle contestazioni delle banlieue nel 2005
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