pur non essendo particolarmente attratto dalla cultura orientale, ho un debole per murakami. specie per la sua capacità di descrivere la solitudine e la malinconia non come strumenti per allontanarsi dagli altri, quanto piuttosto per non rimarne scottati e delusi.
se non fosse una lettura troppo indietro nel tempo (con l'inevitabile rischio di ricordarcela migliore solo perché eravamo più giovani) ti direi di andare a colpo sicuro con "tokyo blues".