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- Canale Mussolini (4608)
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By Antonio Pennacchi -
Finished on Jan 15, 2011 




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- Ritorno a Haifa (152)
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By Ghassan Kanafani -
Finished on Dec 20, 2010 




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This comment contains spoilers! *** 



Una casa, due diaspore -
Non conoscevo Kanafani, un grazie di cuore a chi mi ha vivamente consigliato e prestato questo libro che restituirò - temo - malvolentieri.
La storia è terribile nella sua 'linearità': nell'aprile del 1948 l'esercito dell'appena proclamato stato di Israele attacca ed occupa Haifa, con la connivenza ... (
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Dec 21, 2010 |
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- Il lercio (2310)
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By Irvine Welsh -
Finished on Sep 13, 2010 




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Le regole son quelle -
Il sergente investigativo Bruce Robertson della polizia (anzi, polìs) di Edimburgo, fa schifo.
In tutti i sensi, sia dal punto di vista professionale, che igienico, che morale. Fa schifo. Si sbronza sul lavoro, si masturba in bagno con la terza pagina del Sun, si imbosca in mensa o inventa r ... (
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Dec 9, 2010 |
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- I segreti erotici dei grandi chef (1619)
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By Irvine Welsh -
Finished on Sep 25, 2010 




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I segreti erotici dei grandi chef
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Mah. La mia prima sostanziale delusione con Welsh. Non che il libro sia brutto, lo stile è sempre quello vivace e brillante (e volgare, e dissacrante, e autentico cui questo strepitoso scrittore ci ha abituati, ma la storia è, francamente, piuttosto debole.
Danny Skinner, fighetto, fashio ... (
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Dec 9, 2010 |
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- Bloodsucking Fiends (113)
- A Love Story
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By Christopher Moore -
Finished on Oct 5, 2010 




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Come già detto nella recensione di Suck!, ero curioso di sapere come e perché la bellissima, sexyssima e rossissima (di capelli) Jody fosse diventata una vampira, e come avesse conosciuto Thomas Flood, che poi trasformerà in vampiro dopo essersi innamorato di lui.
Beh, questo libro lo spiega ... (
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Dec 9, 2010 |
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- Una cosa divertente che non farò mai più (3813)
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By David Foster Wallace -
Finished on Oct 10, 2010 




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Una cosa divertente che non farò mai più
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Resoconto caustico ed irriverente (in puro stile DFW) di una crociera extralusso ai Caraibi commissionatagli dalla rivista Harper's, questo breve saggio racchiude tutta la comicità, la genialità, il senso dell'umorismo, e la capacità di illustrare con assoluta efficacia le idiosincrasie, le d ... (
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Oct 11, 2010 |
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- La zia marchesa (2654)
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By Simonetta Agnello Hornby -
Finished on Aug 20, 2010 




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Il Gattopardo, revisited -
Ho comprato questo libro diverso tempo fa e, nonostante la sostanziale delusione dell'ultima (cronologicamente) opera dell'autrice, ambientata a Londra e della quale nemmeno ricordo il nome (ma è presente nella mia libreria, questa è solo pigrizia), ho deciso comunque di leggerlo. Più che altro perc ... (
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Sep 20, 2010 |
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- Chuck Norris ha un armadio nello scheletro (134)
- E altri cinquecento nuovissimi fatti ispirati al ranger più famoso del mondo
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Finished on Nov 17, 2009 




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Chuck Norris ha un armadio nello scheletro
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Seconda raccolta di facts sul super Ranger. Cose del tipo 'Quando Mosè ha aperto le acque, Chuck Norris gli ha risposto aprendo il fuoco'.
Una trentina di grasse risate è garantita.
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Aug 10, 2010 |
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- Ribelli! (1017)
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By Pino Cacucci -
Finished on Aug 15, 2010 




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Cos'hanno in comune Argo l'Ardito, Che Guevara, Tupac Amaru, Irma Bandiera, Jim Morrison e tutti gli altri personaggi qui raccontati, più che descritti? Che tutti sono stati 'contro', che tutti hanno (in)seguito un'idea, anzi un ideale, talvolta un'utopia - la quale, per sua natura, come ci ricorda ... (
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Sep 28, 2010 |
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- L'ombra di quel che eravamo (1342)
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By Luis Sepulveda -
Finished on Aug 8, 2010 




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Elogio della perseveranza -
Mi fa piacere recensire questo romanzo nel giorno in cui i primi minatori cileni sono stati liberati dalla loro prigione sotterranea, dando prova di quanto aperrado (come dicono laggiù in gergo), una via di mezzo tra tenace, abituato alle difficoltà e caparbio, sia quel popolo.
E Sepùlveda, ... (
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Oct 13, 2010 |
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- Una parte del tutto (123)
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By Steve Toltz -
Finished on Jul 16, 2010
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- Non so che viso avesse (945)
- Quasi un'autobiografia
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By Francesco Guccini -
Finished on Feb 15, 2010 




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Lo dico subito, perché non lo sapevo quando ho comprato il libro. I libri sono due. O meglio, è un libro in due parti. La prima l'ha scritta Guccini, la seconda un suo biografo/esegeta, che analizza e descrive il contenuto dei suoi dischi. In maniera eccessiva, direi, sembra di leggere Bondi che par ... (
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Aug 10, 2010 |
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- Pane e tempesta (4594)
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By Stefano Benni -
Finished on Feb 15, 2010 




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Un mesto ritorno alle origini -
Bentornato Stefano, mi viene da dire. Perché, nonostante su questo autore, che amo profondamente, non sempre riesca ad essere obiettivo, devo comunque ammettere che i suoi ultimi lavori erano un po’ in tono minore. Anche i racconti de ‘La grammatica di Dio’, seppur di buon livello, sembrano, per cos ... (
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Aug 9, 2010 |
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- United We Stand (161)
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By Simone Sarasso, Daniele Rudoni -
Finished on Feb 10, 2010 




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Le migliori tavole a pagina 16 e 17, ma non ne dirò qui il motivo.
Per il resto, il plot è indubbiamente avvincente e originale, D'altronde un colpo di stato in era repubblicana dopo la vittoria della sinistra è, di per sé, una bella operazione di fantasia. E parlo della vittoria della sinistra, ov ... (
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Aug 9, 2010 |
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- Perché il toast cade sempre dalla parte imburrata? (122)
- La brillante spiegazione scientifica delle Leggi di Murphy
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By Richard Robinson -
Finished on Apr 3, 2010 




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Perché il toast cade sempre dalla parte imburrata?
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Un compendio ragionato sulla legge di Murphy e relativi corollari.
Letto appena dopo essermi fracassato il ginocchio.Così, per sorridere della sfiga.
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Aug 10, 2010 |
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Canale Mussolini
Nel senso di 'visto dalla gente comune', a differenza delle analisi degli storici. Raccontandoci l'epopea dell'immaginaria famiglia Peruzzi - ma ne esistono e ne sono esistite a migliaia, di famiglie Peruzzi. In effetti, come detto nella prefazione, c'è un Peruzzi in ogni famiglia d'Italia - Pennacc ... (continue)
Nel senso di 'visto dalla gente comune', a differenza delle analisi degli storici. Raccontandoci l'epopea dell'immaginaria famiglia Peruzzi - ma ne esistono e ne sono esistite a migliaia, di famiglie Peruzzi. In effetti, come detto nella prefazione, c'è un Peruzzi in ogni famiglia d'Italia - Pennacchi approfitta e racconta l'Italia dai primi del '900 fino al boom economico, dandone una lettura, appunto, dal basso, ce la racconta con gli occhi dei protagonisti del racconto, povera gente che si fa in quattro per sbarcare il lunario e campare la famiglia.
Contadini, soprattutto. Mezzadri, o lavoranti a giornata. Che da un giorno all'altro, grazie alla famigerata quota 90, perdono tutto quello che hanno e, solo grazie al fascismo ed all'Opera Nazionale Combattenti riescono ad ottenere delle terre in Agro Pontino, la terra promessa e redenta dalle paludi e fiore all'occhiello di Mussolini.
Ho sentito dire che questo libro in realtà è un'apologia del fascismo, neanche tanto mascherata. E invece, a mio modestissimo parere, no. Ognuno gà le sò rasòn, come dice spesso l'Adelchi Peruzzi. E chi riceve terra ('La terra ai contadini', promessa fatta ai soldati in trincea sul Piave per mandarli all'assalto, e mai mantenuta alla fine della guerra) ed una speranza di futuro è riconoscente, e lo è davvero. Ed è fascista, e lo è davvero, non come molti altri che lo sono diventati (fascisti, ma poi anche democristiani, socialisti, leghisti, berlusconiani e antiberlusconiani) a seconda del vento prevalente.
Anche perché (ed è bravo Pennacchi a sottolinearlo) non è che tutti i Peruzzi d'Italia se la passassero molto meglio, prima di Mussolini. Anzi, spesso se la passavano molto peggio, si puzzavano comunque di fame, ed i mezzadri del nord erano dei privilegiati rispetto a chi lavorava le terre a latifondo dei vari conti, principi e marchesi dell'ex Stato Pontificio.
E così, tra tradizioni contadine, aneddoti più o meno piacevoli sulla guerra d'Africa, il fascismo di Roosevelt e del New Deal, la migrazione dei Cispadani (maladèti i Zorzi Vila), i marocchini (quelli nostrani - con un occhio di riguardo per i sezzesi - e quelli veri), la grande sceneggiata dello sbarco di Anzio, e un Mussolini (ma anche Roosevelt, Churchill, ed i vari gerarchi) che si esprimono in dialetto venetopontino, Pennacchi ci guida, col suo stile diretto, immediato, colloquiale ma condito da citazioni ricercate e considerazioni assolutamente condivisibili e moderne, attraverso la nostra storia, dandocene una lettura disincantata, analitica e che dovrebbe far riflettere tutti coloro che rivendicano radici celtiche e simili corbellerie, specialmente in Veneto.
Degne di nota ed interessanti anche la nota glottolocica e le fonti, non solo bibliografiche. In effetti, tra di esse compaiono diversi personaggi 'comuni' (avventori di bar, osterie, barbieri) che hanno certamente apportato moltissimo al romanzo.
Ho la sensazione che Pennacchi si sia divertito moltissimo a scrivere questo libro. Io certamente mi sono divertito un mondo a leggerlo.